Terni, allarme Uiltrasporti su rifiuti romani nel termovalorizzatore Acea

I segretari Pecorari e Cecchetti “Scelta incomprensibile oltre che inaccettabile” – “Non si può cedere alle lobby del guadagno facile. In campo contro questa ingiustizia”

(umbriajournal.com) by Avi News TERNI – “Incomprensibile, oltre che inaccettabile, sarebbe la scelta di smaltire attraverso il termovalorizzatore Acea di Terni i rifiuti romani e laziali”. È questo l’allarme che arriva da Fabio Pecorari, segretario di Uiltrasporti Terni, e Stefano Cecchetti, segretario generale di Uiltrasporti Umbria. “Mentre la giunta regionale dell’Umbria – affermano Pecorari e Cecchetti – ha provveduto ad adottare le modifiche al Piano regionale dello smaltimento rifiuti, in cui si abbandona in via definitiva la strada che portava allo smaltimento finale tramite incenerimento, per la produzione di Combustibile solido secondario da inviare a impianti limitrofi alla nostra regione, oggi sovradimensionati per effetto della crescita di raccolta differenziata, da un lato, e della diminuzione di rifiuti in termini generali, dall’altro, a Terni si sta pensando di autorizzare Acea a speculare e fare affari sulla pelle dei cittadini ternani”. “Si va oltre la solidarietà territoriale nei confronti dei cittadini laziali – commentano da Uiltrasporti Terni e Umbria –. Qui si tenta solo di guadagnare soldi. Roma Capitale non possono pagarla gli umbri e i ternani, quindi ci associamo a chi grida ‘no’ con convinzione assoluta”. “Chi decidesse di autorizzare – avvertono Pecorari e Cecchetti – si caricherebbe inevitabilmente di una grande responsabilità, oltre che dal punto di vista ambientale, anche morale, complice di chi sembrerebbe già avere ‘incassato’ illegalmente tanto”. “Uiltrasporti – concludono i due segretari – vuole stare dalla parte del cittadino onesto ternano che, anche in questa fase, rischia di essere travolto in quanto soggetto debole e vulnerabile. Non possiamo sempre cedere alle lobbie del guadagno facile. Saremo vicini a tutti quanti si impegneranno contro questa ulteriore iniquità ed ingiustizia”.

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