ALLEVAMENTO A TERRA E BIODIVERSITÀ, PRESENTATO PROGETTO “POLLO RURALE”

Da sinistra, Cesare Castellini, Daniele Grigi, Isabella Cives, Franco Moriconi, Fernanda Cecchini, Lazzaro Bogliari
Da sinistra, Cesare Castellini, Daniele Grigi, Isabella Cives, Franco Moriconi, Fernanda Cecchini, Lazzaro Bogliari
Da sinistra, Cesare Castellini, Daniele Grigi, Isabella Cives, Franco Moriconi, Fernanda Cecchini, Lazzaro Bogliari

(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – Un progetto corale, interamente umbro, dalla fase di ricerca e sviluppo delle conoscenze fino a quella di realizzazione concreta, che coinvolge più soggetti, pubblici e privati, mettendo a sistema il contributo di ognuno. È “Pollo rurale”, lavoro innovativo che si propone, da una parte, il recupero di una filiera a chilometro zero con allevamento non intensivo e a terra dell’animale e, dall’altra, il rispetto della biodiversità attraverso la conservazione di ceppi autoctoni a lento accrescimento per il loro utilizzo in incroci con linee genetiche più produttive e adattabili. A presentare i dettagli del progetto, la cui brand identity è curata dall’agenzia Iktome, dopo i saluti del rettore dell’ateneo perugino Franco Moriconi, è stato il suo ideatore, il professor Cesare Castellini. All’incontro hanno partecipato anche Lazzaro Bogliari, presidente di Umbriafiere, Bernardina Di Mario, direttore del carcere perugino di Capanne, Fernanda Cecchini e Isabella Cives, rispettivamente assessore all’agricoltura e medico veterinario del servizio di prevenzione, sanità veterinaria e sicurezza alimentare della Regione Umbria, e Daniele Grigi, direttore marketing del gruppo Grigi. Presenti, inoltre, neolaureati dello spin off accademico “Fare”, società che gestirà il know how che sta alla base del progetto. Promotore dell’iniziativa, che ha messo insieme tutti gli operatori coinvolti, l’Università degli Studi di Perugia con i suoi dipartimenti di agraria e veterinaria. “I punti critici su cui abbiamo lavorato – ha spiegato Castellini – sono la razza, il macello e il know how. Mancavano, infatti, polli adatti all’allevamento estensivo, che non sono sicuramente quelli presenti in commercio perché non hanno le caratteristiche adatte. Inoltre, abbiamo fatto uno studio per analizzare le caratteristiche dell’animale allevato a terra che ha una dieta particolare, da pascolo, e che percorre da uno a due chilometri al giorno. Proprio per il pascolo abbiamo pensato di utilizzare uliveti che rischiano l’abbandono, rappresentano l’ambiente adatto per il razzolamento dei polli. Infine, visto che i macelli sono pochi e tutti privati, abbiamo studiato un sistema itinerante che va direttamente nelle aziende, unico nel suo genere in Europa”. Sistema, di cui il servizio veterinario della Regione ha riconosciuto la conformità rispetto alla normativa vigente, e che sarà presentato durante Agriumbria. “Ospitiamo volentieri l’iniziativa – ha detto Bogliari – perché Agriumbria non vuole solo mettere eccellenze in vetrina

La platea
La platea

dell’agroalimetare, ma presentare innovazioni e condividere nuove proposte. ‘Pollo rurale’ risponde all’obiettivo di fare promozione e di andare verso una logica di educazione e sicurezza alimentare”. Diverse le aziende private coinvolte, Gruppo Grigi per la fornitura di mangimi, l’agricola Carboni per i pulcini da allevare, la Sint per gli impianti di macellazione. “Le aziende sono intervenute – ha spiegato Grigi – perché si deve riallacciare un rapporto pubblico- privato. L’idea, che il mio gruppo sposa in pieno, è quella di fare rete, mettersi insieme e unire le forze”. Il percorso studiato da “Pollo rurale” sarà messo in pratica in aziende agricole del territorio la prima delle quali è Fattoria capanne, che opera nel carcere perugino, attraverso la cooperativa sociale onlus 153. “Abbiamo deciso di creare questo tipo di allevamento – ha spiegato Di Mario – per la valenza sociale che riveste. I detenuti, infatti, avranno la possibilità di lavorare e di maturare, in vista del loro reinserimento nella società, un bagaglio formativo da sfruttare anche all’esterno”. “È un progetto ambizioso – ha detto Cecchini – che mette insieme zootecnia, alimentazione e sociale, ricerca, innovazione e tutto nel rispetto delle regole. Un altro aspetto importante è il recupero di una filiera corta interamente umbra alla quale lavorare per essere presenti a Expo 2015 come sistema, come ‘made in Umbria’“.

Carla Adamo

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