Aeroporto, Liberati M5s: «Quanti posti di lavoro a rischio?»

Per Liberati “Sase e Ryanair dovrebbero anzitutto spiegare compiutamente, e non attraverso comunicati stampa, le ragioni del rispettivo disimpegno

Aeroporto, Liberati M5s: «Quanti posti di lavoro a rischio?»

Aeroporto, Liberati M5s: «Quanti posti di lavoro a rischio?»

La Seconda commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria deve occuparsi del futuro dell’aeroporto regionale ‘S.Francesco di Assisi’, convocando in audizione la presidente della Giunta, Catiuscia Marini, insieme ai vertici della società che gestisce lo scalo e a quelli di Ryanair. Lo chiede il capogruppo del Movimento 5 Stelle a Palazzo Cesaroni, Andrea Liberati, secondo cui “le improvvise dimissioni del capo della Sase e la cancellazione di numerose rotte da parte di Ryanair non possono essere liquidate con leggerezza, tanto più alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal vertice dimissionario della società di gestione aeroportuale relativamente a ‘non perfetta condivisione delle scelte con i soci'”.

Per Liberati “Sase e Ryanair dovrebbero anzitutto spiegare compiutamente, e non attraverso comunicati stampa, le ragioni del rispettivo disimpegno. Quanto alla compagnia irlandese, l’ennesimo aggravio delle tasse di imbarco rappresenta certo un onere rilevante. Vorremo capire se la presidente di Regione era a conoscenza di questo scelta del Governo Renzi e se ha fatto qualcosa per bloccare gli aumenti.

Per quale ragione la presidente non difenda l’aeroporto regionale e se esistono alternative a Ryanair. Andrebbe poi chiarito quale era il coefficiente di riempimento delle rotte avviate, sicuramente per un caso, durante la campagna elettorale 2015 e quanto è costato a Regione/Sase attivare queste tratte. Andrebbe infine spiegato quando Catiuscia Marini metterà da parte gli scontri in seno al suo partito per occuparsi finalmente dell’Umbria”.

L’esponente dell’opposizione consiliare rimarca che “ci sono in ballo numerosi posti di lavoro, eppure poco o nulla sembrano aver fatto la Regione e la stessa Sviluppumbria per l’aeroporto, vista l’annosa questione logistica, con un’accessibilità gravemente penalizzata soprattutto a livello ferroviario. Né è immaginabile un piano di rilancio turistico, mentre la Sase presenta da anni bilanci in rosso. Lo scalo, nonostante l’avanzamento strutturale dell’ultimo lustro, è mutilato di una cornice di adeguati servizi, come cattedrale nel deserto. Il problema è nella sua governance, composta delle stesse persone che stanno portando l’Umbria al tracollo”.

Andrea Liberati conclude rilevando che “anche qui si sta facendo il male di Perugia e dell’intera regione, senza la minima possibilità per il S. Francesco di competere o divenire hub alternativo a Roma o Firenze. Occorre allora andare ben oltre le favole del Piano Trasporti recentemente approvato dall’Assemblea, esigendo piuttosto un piano logistico straordinario che, unito a sistematiche e credibili azioni di marketing all’estero, favorisca l’attrattività dello scalo a vantaggio delle nostre comunità. Non prima, però, di aver individuato sprechi, inefficienze e responsabilità personali”.

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