A Corciano un seminario fa chiarezza sul nuovo valutatore immobiliare

Iniziativa di Bcc Umbria Credito cooperativo e Centro per lo sviluppo agricolo e rurale – Alla presenza di professionisti del settore analizzata la direttiva mutui 2014/17/UE

(umbriajournal.com) by Avi News CORCIANO – Per far chiarezza sulla figura del nuovo valutatore immobiliare, a seguito della direttiva mutui 2014/17/UE, Bcc Umbria, Cesar (Centro per lo sviluppo agricolo e rurale) e Ceset (Centro studi di estimo e di economia territoriale) hanno organizzato, venerdì 28 ottobre a Mantignana di Corciano, un seminario formativo rivolto ai professionisti del settore. Ad aprire i lavori sono stati Marcello Morlandi, direttore generale di Bcc Umbria, Francesco Martella di Cesar e Adriano Ciani del Ceset. Sono seguiti gli interventi dei professori dell’Università degli studi di Perugia Valeria Vannoni, Gaetano Martino e Antonio Pierri, di Massimo Moncelli, membro del Royal institution of chartered surveyors e direttore valutazioni di Fbs Real Estate Spa, Simone Salcerini, giudice dell’esecuzione del tribunale di Spoleto, Sergio Morini, responsabile dell’area valutazione di Banca Iccrea, Giuseppina Rizzi della direzione generale di Unicredit e Stefano Corbella, chief operating officer head of commercial network di Fbs Real Estate Spa.

Le parole di Morlandi. “La valutazione degli immobili – ha dichiarato Morlandi – sta diventando fondamentale, non fosse altro che molti asset delle banche, tra cui anche gli immobili, sono quelli che danno la percezione del loro patrimonio. Ma parliamo anche degli immobili che il privato e l’impresa cedono alle banche per avere erogazioni. Quindi una buona valutazione, un perito che fa bene il suo mestiere, secondo regole ormai internazionali, è un doppio valore per la banca”. “Questo tema – ha aggiunto Morlandi – va poi a impattare su tutte quelle che sono le regole di Basilea 2 poiché la valutazione degli asset immobiliari determina qual è la patrimonializzazione di una banca. Quando, inoltre, vengono fatte le erogazioni, una giusta valutazione, a seconda di principi contabili internazionali, da una sicurezza in più sui rischi”.

Il commento di Ciani. “Due aspetti intervengono rispetto alla direttiva – ha commentato Ciani –. Primo, la procedura con la quale avviene l’erogazione del credito in funzione di un’esposizione per acquisto di immobili. Secondo, la valutazione dell’immobile ai fini della ipoteca e quindi della garanzia per la restituzione del credito. L’impianto della direttiva, sostanzialmente, è condivisibile nel momento in cui afferma di ricercare una procedura standardizzata, trasparente, equa e responsabile da parte di tutti gli attori in campo quando si va all’accensione di un credito a fini ipotecari. Dall’altra parte, però, l’estimo è il giudizio di stima circa la quantità di moneta che afferisce a un determinato bene, in funzione di come questo si pone di fronte a fatti, persone o cose. Per cui il Ceset non si trova sono molto d’accordo quando si parla della ricerca di omogeneità di valori sulla stima del prodotto edilizio, soprattutto in realtà dove la diversificazione del prodotto è molto variegata. Dovremmo puntare più sull’affinamento delle capacità professionali”.

Le dichiarazioni di Moncelli. “Il mercato – ha quindi affermato Moncelli – necessita di rivolgersi a periti in possesso delle adeguate competenze tecniche, recentemente confermate dalla norma Uni 11558/2014, che fanno parte del bagaglio classico del professionista che si è formato nelle università italiane di scienze agrarie. L’altra esigenza è che la valutazione immobiliare non sia solo finalizzata alla determinazione del valore di mercato ma si interessi anche della redditività del bene immobile specialmente in prospettiva di un futuro processo esecutivo”.

Nicola Torrini

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