La Bcc Umbria si presenta e lancia le prime misure per famiglie e imprese

Al via l’1 luglio da fusione di CrediUmbria e Credito cooperativo umbro

Da sinistra Stefano Capacci, Palmiro Giovagnola, Catiuscia Marini, Luca Pecetti, Marcello Morlandi

La nuova realtà al via l’1 luglio da fusione di CrediUmbria e Credito cooperativo umbro – Quasi 1,6 miliardi di masse amministrate, 30 filiali , 200 dipendenti e 36mila clienti

(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – Mancano ancora poche ore alla sua nascita ufficiale, il primo luglio, che già la Bcc Umbria Credito cooperativo ha pronto un pacchetto da 100 milioni di euro da mettere in campo con servizi e offerte destinati a privati, famiglie, imprese e professionisti. Queste prime misure finanziarie e, più in generale, la nuova realtà del sistema bancario cooperativo regionale, che prende vita dalla fusione di CrediUmbria e Credito cooperativo umbro, sono state presentate mercoledì 29 giugno, al salone d’Onore di palazzo Donini, a Perugia. A illustrare numeri, caratteristiche e obiettivi sono stati gli attuali presidenti e direttori delle due banche, rispettivamente Palmiro Giovagnola e Stefano Capacci per CrediUmbria e Luca Pecetti e Marcello Morlandi per il Credito cooperativo umbro. L’organigramma di Bcc Umbria vedrà invece Giovagnola presidente, Pecetti vicepresidente, Morlandi direttore generale e Capacci vicedirettore generale. Alla conferenza stampa è intervenuta anche Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria.

Le prime misure finanziarie messe in campo. “Vogliamo continuare a lavorare a sostegno dell’economia regionale – ha esordito Giovagnola –. Le iniziative a favore del credito che lanciamo oggi vogliono essere una dimostrazione di ciò. Ci auguriamo che ci siano sin da subito richieste così che questi fondi possano essere effettivamente erogati e messi a disposizione del nostro territorio”. “Questo è solo un primo esempio – ha aggiunto Morlandi – di ciò che le nostre due banche unite possono finalmente fare”. Nel dettaglio, sono stati presentati mutui particolarmente vantaggiosi per l’acquisto, costruzione, ristrutturazione o riqualificazione energetica della prima casa, e finanziamenti agevolati a famiglie, imprese e liberi professionisti, per spese scolastiche e mediche, mobili ed elettrodomestici, auto nuove e usate nel primo caso, per investimenti negli altri due casi. Previsti anche finanziamenti specifici destinati alle imprese agricole legati ai contributi della Pac, al Psr dell’Umbria, all’innovazione meccanica e gestionale, alla filiera del vino o, per esempio, alle attività agrituristiche.

Le parole della presidente Marini. “Plaudiamo e guardiamo con attenzione – ha detto Marini – alla nascita di questo nuovo soggetto. Le bcc sono sempre state caratterizzate da un forte legame con le famiglie e l’economia reale. Poca finanza e molto credito vero alle attività economiche e produttive, a quelle realtà cioè che danno lavoro e sviluppo. L’operazione di fusione, anche a seguito della riforma nazionale del settore, serve a consolidare e mantenere la presenza del credito cooperativo nel nostro territorio, serve a garantire maggiore qualità dei servizi finanziari e capacità organizzativa, il che significa anche più credito”.

La nuova Bcc Umbria. Bcc Umbria, che avrà sede legale a Perugia e direzione generale a Moiano di Città della Pieve, amministrerà masse, tra raccolta e impieghi, per quasi 1 miliardo e 600 milioni di euro, conterà una trentina di filiali, quasi duecento dipendenti e 36mila clienti. Avrà un territorio di competenza pari a circa i due terzi dell’Umbria oltre ad alcuni comuni fuori regione. “La nostra – ha commentato Giovagnola – è una fusione strategica che ha origine prima ancora che ci fossero obblighi di legge e senza che avessimo necessità di carattere patrimoniale. Per non morire però in un futuro prossimo, abbiamo condiviso l’idea di crescere insieme, ovviamente senza snaturarci”. “Dimostriamo – ha affermato quindi Morlandi – di essere realtà dinamiche, protagoniste dell’industria bancaria e dell’economia reale ma anche della vita sociale e dei territori. L’Umbria ha finalmente una nuova grande banca locale che va a coprire il gap lasciato dalle vecchie banche popolari e casse di risparmio”.

Nicola Torrini

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*