100 milioni per sostenere reshoring delle aziende umbre

accordo sottoscritto ieri a Perugia dal Monte dei Paschi di Siena e Confindustria Umbria

Un plafond da 100 milioni per sostenere il reshoring delle aziende umbre. È questo il senso dell’accordo sottoscritto ieri a Perugia dal Monte dei Paschi di Siena e Confindustria Umbria che prevede finanziamenti erogabili con modalità e durate variabili a condizioni particolarmente vantaggiose per le imprese.

A riportarlo é il Sole 24 Ore online

“L’intesa – spiega il giornale di Confindustria – é valida fino al 31 dicembre di quest’anno”, Di fatto, nel dettaglio, contempla sei linee di credito concepite per rispondere efficacemente alle più varie esigenze di chi punta a riportare in Italia manifatture e fasi di produzione realizzate all’estero.

In particolare, sono stati previsti un finanziamento per l’incremento del capitale circolante e a supporto agli investimenti da realizzare o in corso di realizzazione con Cassa depositi e prestiti, erogazioni specifiche per sostenere le necessità derivanti dalla gestione aziendale e finalizzate allo sviluppo delle imprese, prestiti agevolati per necessità di ricapitalizzazione aziendale. Sempre per sostenere l’incremento degli investimenti e lo sviluppo dell’occupazione nel territorio di riferimento, Mps mette a disposizione anche specifici finanziamenti alle start-up e all’imprenditoria femminile.

100 milioni per sostenere reshoring

«Le forme tecniche di finanziamento definite dall’accordo – spiega il presidente di Confindustria Umbria Ernesto Cesaretti – dovrebbero concorrere a definire uno contesto più favorevole per le imprese, anche in occasione di “rimpatri” di decentramenti produttivi all’estero. Azioni queste, attuate da diverse aziende italiane, quando il costo del lavoro rappresentava una delle discriminanti nella competizione». Per Maurizio Bai, responsabile area territoriale Toscana Sud, Umbria e Marche di Mps, «cento milioni sono un punto di partenza importante per le piccole e medie imprese che con la crisi hanno dovuto spostare all’estero la loro produzione. Il plafond è l’occasione per ricreare le condizioni per attrarre investimenti e per ridare valore alle produzioni locali» (Fonte Sole 24 Ore)

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