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Monsignor
Chiaretti richiama
l'attenzione sul precariato
09/05/2008 14.09.09
- (Riccardo Liguori)
L’arcivescovo di Perugia mons. Giuseppe Chiaretti,
nell’intervenire in occasione della recente Festa dei
lavoratori, oltre a soffermarsi sulle “morti bianche” che si
verificano anche in Umbria, ha fatto menzione anche dello
«sfruttamento tutto tecnologico sempre più diffuso, quello
dei call center che organizzano campagne promozionali
avvalendosi anche di un precariato senza regole. Se si pensa
poi alle vendite truffaldine di codici del tipo "899", si
capisce l’imbroglio per fruitori ma anche per operatori, i
quali sono spesso giovani o donne che non hanno altro lavoro
e vengono di fatto sfruttati, diventando essi stessi
sfruttatori». «Attraverso la cartomanzia, la magia ed altro,
molti call center – ha aggiunto mons. Chiaretti – sfruttano
la disperazione, la malattia, la solitudine di tante persone
che telefonano per consigli sulla propria vita. Tali persone
vengono trattenute molto al telefono, e così devono poi
pagare telefonate dai costi altissimi. È questo un fenomeno
presente anche nella nostra città». Un fenomeno che è emerso
da tempo a livello nazionale, confermato anche da
un’indagine sindacale che già nel 2004 valutava il giro
d’affari dei call center in Italia di almeno 4 milioni di
euro. Su quanto evidenziato dall’arcivescovo è intervenuto
Francesco Ferroni della segreteria Ust-Cisl di Perugia: «mons.
Chiaretti ha messo il dito in una piaga sempre più
sanguinante a causa della mancanza di una adeguata legge in
materia. Va però riconosciuto che l’attuale legislazione se
ne sta occupando con varie circolari, perché tende proprio a
dividere la parte truffaldina del mondo dei call center da
quella che è considerata attività lavorativa legale.
Quest’ultima è svolta anche da studenti e casalinghe, che in
alcuni casi riescono a conciliare l’orario di studio e di
lavoro domestico con questa attività». Il sindacalista Cisl
ha colto l’occasione per sottolineare che «dopo vari anni in
cui si sono “rattoppate” alcune situazioni, come ad esempio
quelle di grandi call center nazionali, auspichiamo che il
legislatore vari quanto prima una legge chiara, che divida
il serio dal truffaldino e preveda un chiaro inquadramento
contrattuale». ...
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Chiaretti: "Il
Kosovo, in festa
per la libertà, ma povero"
di
Riccardo Liguori
E’ stato un viaggio assai
proficuo con momenti anche commoventi nel rivedere volti
e luoghi che si conoscono da circa un decennio, da
quando, nel 1999, finì la guerra e giunsero i primi
volontari dall’Umbria per stare acconto alle vittime delle
violenza, dell’odio e della miseria, senza badare all’etnia
e alla religione di appartenenza. Una presenza importante
ritenuta tale dagli stessi kosovari, perché li ha aiutati
concretamente a riconciliarsi tra loro. E’ in sintesi il
“bilancio” della recente visita in Kosovo della Delegazione
regionale della Caritas Umbria guidata dall’arcivescovo di
Spoleto-Norcia, mons. Riccardo Fontana, delegato della Ceu
per il servizio della carità, e da mons. Giovanni Scanavino,
vescovo di Orvieto-Todi. Tra i membri della Delegazione il
neo delegato regionale Marcello Rinaldi, don Lucio Gatti,
direttore della Caritas di Perugia-Città della Pieve, e
Giocondo Leonardi, direttore della Caritas di
Assisi-Nocera-Gualdo. «Abbiamo visitato un Paese in festa
per la sua indipendenza – commenta mons. Fontana –, ma la
situazione è ancora di effettiva sofferenza e povertà. Sono
in molti ad adoperarsi affinché il Kosovo torni alla
“normalità”, ad iniziare dai contingenti di pace messi in
campo dalla Nato. Anche le nostre otto Chiese sorelle, con
segni efficaci di carità, contribuiscono ad alleviare una
situazione ancora difficile. Per questo è indispensabile
proseguire la nostra missione, cioè stare accanto alle
persone più fragili e indifese, i minori e le famiglie in
difficoltà. Ed è quello che abbiamo constatato con la nostra
visita». E’ stato lo stesso mons. Fontana nel corso dei
lavori dell’ultima riunione della Conferenza episcopale
umbra, presieduta dall’arcivescovo mons. Giuseppe Chiaretti,
a relazionare sullo stato della missione in Kosovo. I
vescovi, dopo essere stati ragguagliati, si sono espressi a
favore del prosieguo dell’impegno della Caritas umbra,
concentrando la sua azione non solo sul fronte umanitario,
ma anche a livello pastorale e pedagogico. Il recente
viaggio ha portato la Delegazione Caritas ad incontrare il
nuovo Amministratore Apostolico di Prizren (la capitale
culturale e storica del Kosovo), il vescovo mons. Dod
Gjergji. Il presule kosovaro ha espresso la sua gratitudine
per l’opera svolta dalle otto Chiese della terra dei santi
patroni d’Italia e d’Europa, auspicando il suo prosieguo e
collaborazione con la stessa Chiesa locale. Il delegato
regionale Caritas Umbria, Marcello Rinaldi, ricorda come «il
viaggio ha rinvigorito anche la collaborazione con altre
realtà italiane presenti nel Paese balcanico, ad iniziare
dal contingente militare di pace». Soprattutto «la nostra
breve ma proficua visita è stata dedicata alla realtà del
Campo-missione Caritas di Radulac; realtà attiva dal 1999
per la presenza costante di nostri operatori e volontari,
che accoglie una sessantina di persone, in particolare
trentotto minori sia affidati da assistenti sociali, perché
abbandonati, che portati dalle loro famiglie, perché non in
grado di accudirli». Il viaggio della Delegazione è stato
anche occasione per verificare sul campo il progetto di un
nuovo complesso edilizio per ospitare le persone attualmente
accolte nella missione Caritas di Radulac...
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A
Kerry
Kennedy il Premio
"San Valentino"
Il Premio San Valentino un anno
d'amore è il più importante dei
riconoscimenti legati alla figura
del patrono di Terni e dell’amore, e
viene conferito ogni anno
personalità che si siano distinte
per l'impegno per la pace, per i
diritti, la solidarietà, l'unità tra
i popoli. A ricevere l’edizione 2008
del premio – nel quarantesimo
anniversario dell'assassinio di Bob
Kennedy - sarà la figlia Kerry
Kennedy, avvocato, fondatrice del
Kennedy Memorial Center for Human
Rights e presidente della Robert
Kennedy Foundation of Europe. Kerry
Kennedy è, dal 1981, protagonista di
importanti campagne internazionali a
sostegno dei diritti civili nel
mondo. L’evento si terrà venerdì 15
febbraio alle ore 11 presso il Museo
diocesano di Terni, per il convegno:
“I diritti e le libertà dell’uomo
per il terzo millennio” con la
partecipazione di Kerry Kennedy, del
vescovo di Terni Vincenzo Paglia e
del sindaco di Terni Paolo Raffaelli.
Alle ore 13 presso la Sala
Consiliare del comune di Terni si
terrà la cerimonia ufficiale per la
consegna del premio San Valentino,
alla presenza delle autorità
cittadine. A 60 anni dalla
Dichiarazione universale dei diritti
dell'uomo adottata dalle Nazioni
Unite nel 1948, il premio a Kerry
Kennedy intende riconoscerne
l’impegno a difesa dei diritti
sanciti dalla Dichiarazione stessa,
l’opera incessante per la lotta al
lavoro minorile, a favore dei
desaparecidos, dell’indipendenza
giudiziaria, della libertà di
espressione, dei diritti delle
donne. Kerry Kennedy è presidente
del consiglio direttivo di Amnesty
Internatinal e fa parte di diverse
organizzazioni tra cui: Human Rughts
First, la Bloody Sunday Trust, la
National Coalition to Abolish the
Death Penalty. “Molto spesso le
violazioni dei diritti umani –
scrive Kerry Kennedy in una sua
pubblicazione - avvengono nel cuore
della notte, in luoghi remoti e
oscuri. Per chi li subisce, è
proprio l’isolamento il nemico
peggiore, mentre l’unica speranza è
che tali atrocità vengano messe in
evidenza. Il nostro compito è fare
in modo che abbiano l’attenzione
internazionale e anche a far sì che
aumenti il numero delle persone che
se ne occupino concretamente”. Il
Premio S. Valentino è stato
conferito ad autorevoli personalità
impegnate per la pace e per i
diritti: gli altri Mikhail Gorbaciov,
Ibrahim Rugova, Lea Rabin, David
Grossman, Sarim Nuseibeh. Padre
Ibrhaim Faltas, metropolita Filaret,
Joaquim Chissano, alla memoria di
Giovanni Paolo.
La
Giornata Mondiale
del Malato
di Riccardo Liguori
Quest’anno, la Giornata Mondiale del
Malato, che la Chiesa celebra nel
giorno della solennità della
Beata Vergine di Lourdes, acquista
un significato particolare essendo
il 2008 l’anno del 150° anniversario
delle apparizioni mariane nella
cittadina francese. A Perugia
culminerà con la solenne
celebrazione eucaristica di domenica
10 febbraio (ore 15.30), presso la
chiesa parrocchiale di Santa Lucia,
presieduta dall’arcivescovo mons.
Giuseppe Chiaretti, che ricorda: «la
croce di un malato grave o cronico
non è solo sua, ma dell’intera
famiglia che lo assiste. La
famiglia, a sua volta, va sostenuta,
non lasciata sola in quest’opera non
facile dove occorrono pazienza e
tanto affetto: il volontariato
cristiano deve fare ancor più la sua
parte». Mons. Chiaretti, commentando
il messaggio della Cei per la XVI
Giornata del malato, evidenzia che
«la dura realtà della malattia può
costituire per la famiglia un carico
troppo pesante, se non viene
sostenuta e valorizzata come il
primo e più naturale luogo di cura.
Gesù ha condiviso, da compagno di
viaggio, il dolore e la solitudine
dell’uomo. Questo miracolo si
realizza nell’Eucaristia, che è il
sacramento della presenza di Cristo
ed è per eccellenza la sostanza che
suscita vita per gli altri». Alla
celebrazione eucaristica di domenica
è prevista una folta partecipazione
di malati con familiari, volontari
di gruppi e associazioni ed
operatori sanitari. L’appuntamento
nella chiesa di Santa Lucia è ormai
tradizionale e vede ogni anno la
presenza di diverse centinaia di
persone. La dott.ssa Gabriella
Angeletti, responsabile dell’Ufficio
diocesano per la pastorale della
salute, soffermandosi sul messaggio
Cei, sottolinea l’attualità del tema
della Giornata: «La famiglia nel
tempo della malattia si trova a
dover ricostruire con fatica le sue
certezze ed a cercare nuovi
equilibri. Basti pensare alle
famiglie con malati gravi,
oncologici, con disabili cronici o
con malati mentali. Attraverso di
essa, Cristo ci insegna ad entrare
nella sofferenza dei fratelli e a
condividerla, strappandola così
dalla solitudine e dal vuoto e
inserendola nella realtà del mistero
pasquale»
Si rinnova
la promessa
d’amore dei fidanzati di tutta
Italia
di
Elisabetta Lomoro
Si rinnova la promessa d’amore dei
fidanzati, provenienti da tutta
Italia, davanti all’urna di san
Valentino, il santo
dell’amore. Una promessa che
pronunceranno oltre 250 coppie di
futuri sposi domenica 10 febbraio
alle ore 11 nella tensostrutura
adiacente la Basilica di San
Valentino, nella celebrazione
presieduta da mons. Vincenzo Paglia,
vescovo di Terni Narni Amelia. Una
cerimonia che suggella ancora di più
il legame tra san Valentino e i
fidanzati che diranno il loro “sì”
entro l’anno, con la testimonianza
di un santo che parla di amore
fedele e paziente, un amore attento
e generoso, intelligente e
rispettoso. Alla celebrazione delle
festa della promessa hanno dato la
loro adesione coppie provenienti da
Catania, Bari, Foggia, Roma, Chieti,
Padova, Benevento, Forlì, Foggia,
Trieste, Ferrara, Ancona, da Cupra
Marittima un gruppo di dieci coppie
e circa 100 dalla provincia di
Terni. Tra loro anche alcune coppie
miste di italiani e straniere e i
fidanzati che partecipano al fine
settimana “Disegni di affettività”
che l’Azione Cattolica Italiana
organizza da domani a domenica a
Villa Spirito Santo, ospitando circa
150 coppie e 40 animatori dei corsi
di preparazione al matrimonio. «In
momenti non facili come quelli che
stiamo vivendo nella società attuale
- ricorda monsignor Paglia - si
riscopre anche il valore della
famiglia, l'importanza di avere
qualcuno con cui condividere anche i
momenti più drammatici. Le centinaia
di giovani coppie che, oggi, nella
basilica di San Valentino rinnovano
coralmente la promessa d’amore
davanti all’urna del Santo loro
protettore, ci mostrano il volto
felice di un amore benedetto. Sono
accompagnati dall’esempio di San
Valentino che insegna la fiducia
nella vita, il dovere del rispetto
di sé e degli altri, lo spirito di
sacrificio e di temperanza, la
saggezza nello scegliere
definitivamente la persona con cui
condividere tutta la vita, la
capacità di esaltare e difendere la
qualità di un amore che liberi le
migliori risorse umane e realizzi le
attese profonde di ogni uomo e di
ogni donna. In questi giovani va
ravvivato il valore della famiglia,
che sappia trasmettere robusti
principi morali, superare fragilità
e immaturità. Una festa che unisce
tante persone, che che ci ricorda
San Valentino, santo che ha amato a
tal punto da perpetuare la sua
testimonianza anche dopo 17 secoli».
Per le coppie, ci sarà un prologo
del tutto particolare: sabato 10
febbraio con l’incontro pubblico
“Scegli! Senza passione nulla di
grande” che si terrà alle ore 17 al
Museo diocesano di Terni e al quale
interverranno: mons. Giancarlo
Brigantini, Maria Concetta Scaglione
e Giuliana Chiorrini madre e moglie
di Carlo Urbani, Franco Vaccai.
L’incontro sarà introdotto da
Stefano Sereni, presidente diocesano
dell’Azione Cattolica e coordinato
dal giornalista Luigi Accattoli.
Alle ore 20.30 presso la
tensostruttura di Villa Spirito
Santo la cena in festa con
degustazione di prodotti tipici
locali e animata dal gruppo musicale
“8 per mille”. ..
Disegni di
affettività, il
coraggio di scegliere
di
Elisabetta Lomoro
Di matrimonio, famiglia, progetti
condivisi e responsabili si parlerà
a Terni, dall’8 al 10
febbraio, in occasione della
seconda edizione di: “Disegni di
affettività”, organizzata
dall’Azione Cattolica Italiana,
dalla diocesi di Terni Narni Amelia,
in collaborazione con il Progetto
Culturale della Cei, che propone
dibattiti, laboratori, condivisione
di esperienze di giovani coppie
provenienti da tutta Italia, insieme
agli operatori che ne accompagnano
il percorso formativo. L’affettività
è un bene irrinunciabile per il
soggetto umano, da fare emergere ed
educare. Un cammino graduale che si
arricchisce, nel tempo, della
qualità di scelte fatte con
passione. “Disegni di affettività”,
che è parte integrante della Festa
della Promessa - nella quale
centinaia di coppie di fidanzati,
ogni anno in occasione della festa
di San Valentino, rinnovano la loro
promessa d’amore dinnanzi all’urna
del loro protettore – segna una
nuova tappa di un cammino iniziato
due anni fa, ponendo, oggi,
l’accento sul coraggio di scegliere
tra responsabilità e speranza. Il
valore fondante di scelte forti e
impegnative nella vita e, in
particolare, nell’ambito familiare,
sarà testimoniato da persone che
hanno intrapreso un percorso
convinto e condiviso. Venerdì 8
febbraio alle ore 19 l’incontro avrà
inizio con la recita dei Vespri
presso il monastero delle suore
Clarisse. Alle 22.30 la visita alla
Cascata delle Marmore (apertura
straordinaria). Sabato 9 febbraio
alle ore 9.30 a Villa Spirito Santo,
l’assemblea dei partecipanti sul
tema: Sposarsi oggi: il tempo dei
progetti, l’ora della scelta” sarà
introdotta da Francesca Zabotti,
vicepresidente nazionale del settore
adulti dell’Azione Cattolica.
Seguiranno gli interventi di Pietro
Boffi responsabile del centro di
documentazione Cisf, di Raffaella
Iafrate docente di psicologia
sociale all’università Cattolica di
Milano e Anna Bertoni docente di
metodi e tecniche d’intervento per
la famiglia e la comunità
all’Università Cattolica di Milano.
I laboratori, che seguiranno la
plenaria, serviranno come contributo
alla sezione area e vita dell’Azione
Cattolica per pensare delle nuove
proposte pastorali. Alle ore 15.30 è
in programma un percorso artistico
alla scoperta di Terni. Alle ore 17
al Museo diocesano di Terni si terrà
la tavola rotonda: “Scegli! Senza
passione nulla di grande” nella
quale porteranno la loro
testimonianza persone che hanno
seguito con passione la propria
vocazione: mons. Giancarlo
Bregantini che, a Locri, dove per
diversi anni ha svolto il ministero
episcopale, ha scelto di stare dalla
parte della legalità in un
territorio fortemente a rischio
criminalità, cercando di dare
prospettive diverse ai giovani;
Maria Concetta Scaglione e Giuliana
Chiorrini madre e moglie di Carlo
Urbani, medico impegnato a favore
dei più poveri con “Medici senza
frontiere”, che individuò e
classificò la SARS, malattia che è
stata causa della sua morte nel
2003; Franco Vaccari che con il
progetto Portici e la Cittadella
della pace, sta cercando di
riportare la passione per la
politica all’interno dei gruppi di
giovani cattolici. L’incontro sarà
introdotto da Stefano Sereni,
presidente diocesano dell’Azione
Cattolica e coordinato dal
giornalista Luigi Accattoli. Alle
ore 20.30 presso la tensostruttura
di Villa Spirito Santo ci sarà la
cena con degustazione di prodotti
tipici locali e la festa in
compagnia del gruppo musicale “8 per
mille”. I fidanzati si ritroveranno
domenica 10 febbraio alle ore 11
nella basilica di San Valentino per
la celebrazione della “Festa della
promessa”, presieduta da mons.
Vincenzo Paglia, divenuta ormai uno
degli appuntamenti più significativi
legati al patrono dell’amore san
Valentino, che vuol sottolineare la
ricchezza dell’amore coniugale per
ogni comunità ecclesiale e per la
società civile. La celebrazione
della “Festa della promessa” è
rivolta a tutte le coppie di
fidanzati che possono aderire
scaricando la scheda d’iscrizione
dal sito www.azionecattolica.it o
www.diocesi.terni.it ...
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Don Pierino Gelmini chiede di diventare
laico
(UJ.com) AMELIA - Don Gelmini,
pur di continuare a stare accanto ai ragazzi della sua Comunità Incontro
di Amelia, chiede di essere ridotto allo stato di laico. E' quanto ha
scritto il sacerdote, che versa in condizioni di salute gravi, nella sua
lettera inviata al Papa. Nessun commento esce dal Vaticano. Don
Gelmini ha compiuto questo gesto alla vigilia della conclusione
l'indagine della procura di Terni sull'accusa di molestie sessuali
denunciate da alcuni ragazzi che avevano frequentato la Comunità. Con
questa lettera il sacerdote chiederebbe, secondo quanto spiegato dal
portavoce della comunità Incontro, Alessandro Meluzzi, "mantenendo nel
dolore e nella preghiera i voti di celibato, di unità a Cristo eccetera,
di essere ridotto allo stato laicale per potersi difendere liberamente
senza dover coinvolgere l'autorità ecclesiastica e canonica nelle
vicende che seguiranno". Della vicenda ne ha parlato anche il "Corriere
della Sera", secondo cui la Santa Sede sarebbe pronta a chiedere a don
Pierino di lasciare la sua comunità per il recupero di giovani
tossicodipendenti di Amelia, qualora il prete venisse rinviato a
giudizio per l'accusa di molestie sessuali. Sempre secondo al portavoce
della Comunità, inoltre, "non esiste alcuna tensione né polemica tra don
Pierino, la Comunità Incontro e la Santa sede, ma la stessa pastorale
devozione di sempre al volto di Cristo, sfigurato dal dolore e dall'ingratitutine".
Meluzzi sottolinea anche, nel suo comunicato, che "l'atto dovuto di
conclusione delle indagini non significa in alcun modo un'affermazione o
dichiarazione di colpevolezza, ma semmai l'inizio di un prolungato
evento processuale di ricostruzione della verità". Il portavoce della
Comunità Incontro continua affermando che Don Gelmini non parteciperà,
durante le feste di Natale, a manifestazioni civili o a celebrazioni
liturgiche per il semplice fatto che versa n cattive condizioni di
salute a causa di un grave disturbo cardiaco. L'uomo, infatti, sarebbe
oggetto in questo momento di attenzione ed intense terapie. Moti di
solidarietà nei confronti del sacerdote provengono anche da personaggi
politici del panorama regionale e nazionale. L'onorevole Maurizio
Ronconi (Udc) scende in prima linea a difendere Don Gelmini affermando
che deve stare tranquillo "perché l'affetto di tanti amici continuerà a
sostenerlo". Il sacerdote "rappresenta un approdo sicuro per tanti
giovani in grave difficoltà - conclude la nota di Ronconi - un alfiere
deciso nella lotta alle tossicodipendenze che ha sempre condotto senza
alcuno sconto"...23 dic 07
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Il convegno di San
Ponziano a Spoleto
di Francesco Carlini
SPOLETO - La città in fermento per il convegno di
S. Ponziano Significativo il contributo di
ConfCooperative e LegaCoop dell’Umbria La forte
collaborazione tra la ConfCooperative e la Lega delle
Cooperative dell’Umbria ha permesso di organizzare - in
collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento, la
Regione Umbria, il Comune di Spoleto e l’Arcidiocesi di
Spoleto-Norcia – il convegno di S. Ponziano, “Dal Trentino
all’Umbria: cooperare per lo sviluppo”, che si terrà al
Centro Congressi del Chiostro di S. Nicolò, mercoledì 11
aprile 2007. Il Comune di Spoleto, la Regione e la Diocesi,
attraverso i loro organi, stanno delineando tutte le fasi
dell’organizzazione dell’importate giornata di studio, alla
quale parteciperà una significativa delegazione –
istituzionale e imprenditoriale – della Provincia Autonoma
di Trento. Si affronterà il tema della cooperazione in
agricoltura, settore sempre più in crescita, considerato una
delle possibili fonti di sviluppo per il futuro. Facendo
incontrare – in particolar modo nel settore vitivinicolo, in
quello lattiero-caseario e in quello dell’ortofrutta - le
esperienze del Trentino e dell’Umbria, si può dar vita ad un
interessante dibattito sui principali temi emergenti tra
diverse componenti della società. Nel territorio spoletino,
intanto, c’è grande fermento per questa importante
iniziativa, che sta registrando la presenza di personaggi
significativi, sia della politica, che del mondo
imprenditoriale e associativo. Sabato 7 e domenica 8 aprile
sono i giorni centrali della Settimana Santa. La Chiesa
spoletina, sull’esempio di S. Paolo, invita i fedeli a
vivere questi momenti non con lievito di malizia e
perversità, ma con azzimi di sincerità e verità. Nella
grande veglia del sabato santo – presieduta dall’arcivescovo
Fontana nella chiesa cattedrale di Spoleto alle 23.30 – si
riproporrà la novità cristiana, la verità di Dio come
risposta a questa umanità sofferente. Domenica 8 aprile,
invece, si celebrerà la Pasqua di resurrezione. Mons.
Fontana presiederà il solenne pontificale in duomo alle ore
11.30. L’arcivescovo - in attesa della sua omelia alla città
che pronunzierà domenica mattina – ha rivolto, tramite il
settimanale delle diocesi umbre “La Voce”, il seguente
messaggio: “Abbiamo una grande cosa da dire a tutti: sono
vinti il peccato e la morte. La cronaca di ogni giorno, con
le sue cattiverie e le ingiustizie, pare rappresentare
l’umanità come un’ape pazza, che va in giro con il suo
doloroso pungiglione, la morte. Un’antica leggenda ebraica
dice che il precetto biblico di segnare gli stipiti della
porta con il sangue dell’Agnello pasquale, non serve tanto
allo sterminatore per identificare il popolo di Dio, quanto
a noi, che di quel popolo siamo le persone, perché se
davvero abbiamo fatto esperienza di Pasqua siamo noi stessi
nuovi, liberi, finalmente capaci di farci identificare
dentro la città dell’uomo, con il fascino della giustizia:
senza paura”. Poi, mons. Fontana ha affermato che è
necessaria la fede per ritenere possibile il riscatto dalla
guerra, dal male, dall’errore, dall’ingiustizia. “Il nostro
uovo di Pasqua, ha sottolineato il presule, è il coraggio.
Il Signore è veramente risorto ed è pronto a liberare anche
noi dal male, purché, nell’esercizio della libertà
ritrovata, facciamo nostra la carità degli Apostoli e ci
rimettiamo all’opra, a compiere quello che manca alla
passione di Cristo. Tocca a noi, innanzitutto con
l’esemplarità della vita, dare il segno che la novità di
Cristo è possibile anche in questo tempo”...
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Presentato il programma della
visita del Papa ad Assisi
ASSISI - Presentati nella sala conciliazione
del palazzo comunale di Assisi il logo e le iniziative di
preparazione alla visita di Papa Benedetto XVI, attesa per
il 17 giugno. A rendere noti i preparativi per il grande
giorno, il sindaco di Assisi Claudio Ricci, il vescovo
monsignor Domenico Sorrentino e le famiglie francescane
rappresentate da padre Massimo Reschiglian, da padre Ennio
Tiacc e da padre Vincenzo Coli, custode della basilica
patriarcale di San Francesco. Dopo aver sottolineato
l’importanza del fatto che la visita del Papa si svolgerà
nell’anno in cui ricorre l’ottavo centenario della
conversione di San Francesco, sia il sindaco che il vescovo
hanno esposto le linee guida di quelle che saranno le fasi
di accoglienza. “La visita del Papa – ha spiegato il sindaco
– è un momento davvero significativo per mettere in rilievo
quel connubio tra cultura e spiritualità che caratterizza
fortemente la città di Assisi”. Numerose e minuziosamente
curate le iniziative che creeranno l’atmosfera di ospitalità
per il santo padre, la prima delle quali consistente in una
mostra, intitolata “Giovanni Paolo II, un volto per Cristo”,
allestita nella cattedrale di San Rufino già da 12 aprile. A
proseguire, precisamente dal 14 al 22 aprile, una seconda
mostra “Medaglie, francobolli e immagini dei Papi in Assisi”
presente nella galleria Le Logge al palazzo municipale.
Nella giornata del 27 aprile è previsto il convegno “Visite
dei Papi in Assisi” mentre il 17 maggio si potrà assistere
alla presentazione del libro di Pietro Maranesi “Facere
Misericordiam”, presso la sala parrocchiale di Rivotorto.
Non mancherà la possibilità di tracciare un percorso
simbolico e storico dei pellegrinaggi attraverso il convegno
intitolato “Le valenze religiose e culturali dei
pellegrinaggi” previsto per il 18 maggio al Domus Pacis di
Santa Maria degli Angeli. Per quanto riguarda il mese di
giugno, precisamente nelle giornate dell’ 1 e del 2, la sala
della conciliazione del palazzo municipale di Assisi
ospiterà “I cammini tra storia e urbanistica”, convegno che
illustrerà il piano urbano in cui si è mossa e in cui
continuerà a muoversi la spiritualità, sia dei cittadini di
Assisi che di tutti coloro che vi hanno fatto e che vi
faranno visita. Infine, l’8 giugno, la presentazione del
libro “L’esperienza di Dio” di monsignor Domenico Sorrentino,
vescovo della città, presso la sala Norsa del Sacro convento
di san Francesco. Non solo incontri spirituali e culturali
prepareranno l’arrivo del Papa ma anche un nuovo logo che,
come ha detto il vescovo Domenico Sorrentino, “speriamo
accompagni l’immagine della città non solo fino all’arrivo
del santo padre ma anche dopo, in quanto è un simbolo
esaustivo di ciò che è Assisi nel suo complesso”. “Il centro
del logo – ha proseguito – è occupato dalla lettera Tao,
simbolo di Gesù Cristo e della sua croce. Quasi intersecate
sulla croce due mani, rappresentanti una quella di San
Francesco e l’altra quello del Papa, appoggiate nello
sfondo, al rosone della cattedrale di San Rufino. È presente
l’immagine di una colomba bianca, elemento sì di pace ma
presente soprattutto come spirito di Dio che ha animato e
che anima il cuore della città nel cammino della pace”. La
giornata di arrivo del Papa, ricca di appuntamenti, prevede
la visita di Benedetto XVI nelle basiliche di San Damiano,
Santa Chiara, San Francesco (con la santa messa e la
benedizione) e nel pomeriggio, oltre all’incontro con i
sacerdoti e i religiosi in San Rufino, ci sarà il raduno
finale con i giovani a Santa Maria degli Angeli...
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Il
Sinodo stia entrando nel
vivo della realtà diocesana
PERUGIA di Riccardo Liguori- «Se la funzione affidata ai
moderatori è quella di “motore” dei gruppi di studio e,
insieme, di “cinghia di trasmissione” dell’Assemblea
sinodale, è giunto il momento di fare il “tagliando”
e, in primo luogo, la “convergenza”, per mettere in asse i
gruppi di studio e le assemblee generali, la distanza da
coprire e i tempi di percorrenza da rispettare, i piccoli
passi da compiere ed i grandi orizzonti da esplorare». A
puntualizzarlo è stato mons. Gualtiero Sigismondi, vicario
generale dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve e
segretario generale del Sinodo, nel corso dell’ultimo
incontro dei moderatori dei gruppi di studio che
caratterizzano il cammino sinodale iniziato nell’autunno
2006. Mons. Sigismondi si è rivolto ad un’assemblea molto
vivace e motivata, che fa ben sperare per il futuro. Al di
là dei contenuti e delle modalità operative, il primo
risultato che emerge è la sinodalità stessa, già evidenziata
dall’Assemblea plenaria del 10 novembre scorso e dai
successivi incontri dei gruppi di studio (il prossimo è in
calendario per venerdì 13 aprile). E’ apparso evidente come
il Sinodo stia entrando nel vivo della realtà diocesana,
mettendo a nudo e a confronto le esperienze delle varie
realtà di cui sono espressione i sinodali, chiamati a
riflettere su questioni proposte alla diocesi da Giovanni
Paolo II nel 1986 e oggi più che mai attuali, che sono - lo
ricordiamo - la nuova evangelizzazione nelle parrocchie, con
le famiglie, con i giovani, nel complesso mondo della
cultura. L’arcivescovo mons. Giuseppe Chiaretti,
partecipando all’incontro dei moderatori dei gruppi di
studio, riferendo il colloquio con l’attuale Pontefice in
occasione della recente visita ad limina, ha riproposto la
particolare premura di Benedetto XVI per il tema della
cultura. Dai lavori dei gruppi, per altro verso, sta
emergendo l’urgenza di rievangelizzare la famiglia.
Tuttavia, è stato ribadito anche questa volta ai sinodali
l’invito a non fermarsi al dato esperienziale. Lo specifico
dell’attività sinodale, come del resto dell’intera Chiesa
storicamente incarnata, è lo spirito profetico, e in tale
chiave e in tale luce è opportuno far “convergere”
l’attività dei gruppi, destinata a confluire nel lavoro
delle assemblee generali. Mons. Sigismondi ha proposto
all’attenzione dei moderatori, sia come indicazione
metodologica sia come orizzonte profetico, una frase di
Pietro riportata negli Atti (10.34): “In verità sto
rendendomi conto...”. Questa formula, ha ricordato il
vicario generale, «pronunciata da Pietro in casa di
Cornelio, mentre traduce l’umile audacia della fede del
pescatore di Galilea (una fede limpida, genuina, coraggiosa,
intrisa di speranza e di entusiasmo, una fede scevra di ogni
fatalismo), suggerisce come debba essere vissuta
l’esperienza ecclesiale del “discernimento comunitario”, che
vede i moderatori “in prima linea” nell’aiutare i sinodali a
comporre in unità le loro riflessioni, senza sovrapporle e
senza imporle, cercando prima i punti di tangenza e, poi, i
punti di convergenza, nel pieno rispetto delle diverse
identità, in un consenso sempre ricercato nella comune
passione per lo “splendore della verità”». «”Cura e
custodia” – ha concluso mons. Sigismondi – sono elementi
essenziali per comprendere la natura e la misura
dell’impegno richiesto ai moderatori: accompagnare e
sostenere i sinodali con gradualità e convinzione, con
flessibilità e moderazione, facendoli partecipi delle gioie
e delle fatiche del cammino sinodale, affiancandoli in modo
discreto ma costante, con disinteresse e generosità,
ricordando loro, con puntuale insistenza, che la preghiera è
la prima e fondamentale dimensione ed anche la principale
risorsa del Sinodo diocesano»...
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