Corrado Attili







Spirit of Dubai
di Corrado attili
Una meravigliosa esperienza che racchiude in sè il fascino del deserto, del turismo internazionale e della cultura e dell'amore per il cavallo. Nel segno dell' Endurance, ma anche della Dubai World Cup di galoppo, evento mondiale tra sport e mondanità La straordinaria occasione di seguire Gianluca Laliscia, alfiere dell'Umbria Endurance Equestrian Team in una delle sue ormai abituali e sempre migliori performaces mondiali nel deserto ci ha consentito, per la seconda volta consecutiva di seguire anche la Dubai World Cup di galoppo, la gara ippica più ricca al mondo con i suoi miliardi di montepremi. E' un'esperienza a dir poco affascinante che ci ha permesso di verificare come all'interno dello splendido ippodromo Nad Al Sheba di Dubai, in una incredibile oasi di verde nel deserto, due culture, quella araba e quella anglosassone, si incontrino e comunichino ogni anno accomunate dallo straordinario amore per il cavallo e per le corse. Un evento sportivo, e al tempo stesso mondano, preceduto da un fiabesco party notturno nel deserto, al quale predono parte le più importanti autorità degli Emirati Arabi Uniti insieme ai tanti vip occidentali che a livello sportivo ma anche di petrolio, turismo, mondo universitario ed imprenditoriale, stanno facendo di quel paese una delle zone in più rapida crescita al mondo. Così come nella World Cup di endurance che ha visto ai primi due posti i figli dello Sceicco Mohamed Al Maktoum, Amdan e Ahmed, la festa del galoppo quest'anno è riuscita al meglio per i cavalieri della scuderia Godolphin, la più famosa del mondo, che ha piazzato due suoi rappresentanti , Jerry Bailey e Frankie Dettori, al primo ed al terzo posto dell'ultima e più importante corsa quella che assegna appunto la Dubai World Cup. Come sempre tutto ha funzionato alla perfezione nel segno di quella riconoscibilità mondiale che sempre di più questa parte di mondo tende a conquistare, in particolare se si considera il difficile periodo politico che stiamo vivendo a livello internazionale, nel quale gli Emirati Arabi Uniti hanno ormai definitivamente e decisamente optato per la scelta occidentale, pur nel mantenimento delle loro importanti ed antiche tradizioni tra cui l'amore per il cavallo è senz'altro al primo posto.
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Laliscia top rider
di Corrado Attili
Gianluca Laliscia, alfiere dell'Umbria Endurance Equestrian Team primo europeo a Dubai su 109 cavalieri in gara Si è disputata giovedì 21 marzo sul percorso di 130 km tracciato nel deserto intorno all'Endurance Village di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la World Cup 2002 di endurance equestre, appuntamento mondiale al quale partecipano ogni anno i migliori cavalieri della specialità. Per l'Italia erano presenti le amazzoni Daniela Blasi su Los Angeles, Campione Italiano Youg Riders; Patrizia Giacchero con Piccolo Shitan; il Campione Italiano delle 160 km Antonio Rosi col suo Alex e Gianluca Laliscia, campione italiano in carica sui 100 km, che ha corso con una wild card montando l'arabo Triple Et Bastu di proprietà del padrone di casa lo Sceicco di Dubai Mohamed Al Maktoum, Ministro della Difesa degli Emirati Arabi Uniti. Tra gli altri partecipanti, su un totale di 109 partenti, segnaliamo tutti gli squadroni arabi di Emirati, Arabia Saudita, Qatar, Siria, Tunisia, la due volte campionessa del mondo americana Valerie Kanavy, la vice campione del mondo francese Cecile Miletto ed i migliori rappresentanti di Portogallo, Australia, Belgio, Canada, Danimarca, Gran Bretagna, Germania, Irlanda, Giappone, Olanda, Norvegia, Svezia, Spagna, Turchia, Svizzera. A confrontarsi con il meglio dell'endurance mondiale tra gli straordinari specialisti arabi, praticamente imbattibili sul loro territorio desertico, anche Sua Altezza lo Sceicco di Dubai Mohamed bin Rashid Al Maktoum, considerato il "Signore Mondiale" dei cavalli, che pratica questo sport con grande passione ed assoluta umiltà confrontandosi anche sul piano umano e della simpatia sempre con grande disponibilità con i suoi avversari. I cavalieri degli Emirati hanno ancora una volta dimostrato la superiorità dei loro cavalli con tre rappresentanti sul podio, vincendo con lo Sceicco Hamdan bin Mohamed Al Maktoum, Campione del Mondo young riders, davanti a suo fratello Ahmed. Mentre gli altri azzurri sono stati via via eliminati durante la selettiva competizione, l'umbro Gianluca Laliscia si è brillantemente classificato 14° sui 39 cavalieri che hanno portato a termine la gara. Laliscia ha confermato le sue straordinarie doti tattiche guadagnando, cancello dopo cancello, posti in classifica e mantenendo una incredibile media superiore ai 20 km orari. Per Gianluca Laliscia, figura di riferimento assoluto anche a livello organizzativo per il movimento dell'Endurance in Italia, portare il cavallo in fondo, cioè il vero grande risultato in questo sport, conferma le sue straordinarie possibilità di ben figurare ai massimi livelli del panorama internazionale dell'endurance ed apre buone prospettive in vista della prima prova del Master Mondiale che verrà disputato proprio in Umbria, a Castiglione del Lago, il prossimo primo giugno. Al Trasimeno, per confrontarsi con Laliscia e con l'altro umbro Campione d'Europa in carica Fausto Fiorucci, assente a Dubai per infortunio, e con tutti gli altri campioni della specialità arriveranno ancora i grandi specialisti arabi guidati dallo Sceicco Mohamed Al Maktoum che durante la premiazione ci ha direttamente confermato la sua partecipazione ed ha avuto parole di elogio per Laliscia definendolo uno dei migliori dieci cavalieri di endurance al mondo. E se lo dice lui..
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