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Denuncia una riduzione
dell'assistenza ai disabili
riceviamo e pubblichiamo
Per l’ennesima volta, con
una burocratica letterina
prestampata l’USL n.2
Distretto Perugino, d’intesa
con il Comune di Perugia, ha
comunicato alla signora G.S.,
mia moglie, , di anni 55,
invalida al 100% in quanto
affetta da oltre 18 anni da
sclerosi multipla e
attualmente costretta in
carrozzina, una ulteriore
inaccettabile riduzione
delle ore di assistenza
domiciliare dalle attuali 12
a 7 ore settimanali. Dal
2004 ad oggi l’interessata
ha infatti subito a più
riprese una brutale
riduzione complessiva di 17
ore settimanali (da 24 a 7
ore, più del 70%). Sono
occorsi alla cosiddetta
Unità Multidisciplinare di
Valutazione Disabili adulti,
ben 7 mesi di tempo per
questa geniale risoluzione e
dopo ben due incontri con i
familiari e con
l’interessata (ottobre e
dicembre 2007) e ben tre
mesi per comunicare le
decisioni prese nel gennaio
2008. Sempre secondo questa
U.M.V.D.a. le risibili 7 ore
settimanali rimaste
dovrebbero essere impiegate
per “accompagnamento, cura e
igiene della persona,
supporto domestico spazi
personali”; in 7 ore cioè le
operatrici della cooperativa
appaltatrice dei servizi
dovrebbero ricondurre
l’assistita a casa dal
lavoro (per 5gg alla
settimana), occuparsi della
cura e igiene della stessa,
svolgere servizi domestici
fondamentali. Siamo di
fronte ad uno scandalo, ad
una autentica provocazione,
ad un insulto grave ad una
persona gravemente
sofferente che nonostante la
pesante disabilità non si
rassegna alla malattia,
utilizzando ogni residua
energia – fisica e mentale-
per portarsi quotidianamente
al lavoro, con l’uso e il
trasbordo di ben tre
carrozzine diverse a causa
delle dimensioni inadeguate
dell’ascensore necessario
per accedere al 5° piano del
palazzo ( Case popolari ATER)
dove risiede. Alcuni mesi or
sono fu denunciato, con uno
sciopero dall’assistenza il
grave disservizio operato
dalla cooperativa ASAD
affidataria del servizio, in
particolare l’uso
contemporaneo di due
operatici per spingere
l’assistita sulla rampa di
accesso alla propria
abitazione, con il pretesto
che la rampa, ancorché di
costruzione e proprietà
pubblica, non sarebbe a
norma. Nonostante ripetute
sollecitazioni , dopo oltre
un anno e mezzo, il Comune
di Perugia, ribalzando
responsabilità tra diversi
uffici, non ha fatto nulla
con buona pace dei
demagogici proclami verbali
contro le barriere
architettoniche. L’impegno
contemporaneo di due
operatrici nella
movimentazione
dell’interessata ha
sottratto, nei fatti,
ulteriore tempo
all’assistenza domiciliare,
conseguentemente frettolosa
e improduttiva, mentre a
nulla sono valse proposte e
proteste per rendere la
residua assistenza
minimamente efficiente ed
efficace. Non si sa inoltre
che fine abbia fatto la
revisione delle tabelle di
reddito ISEE del Comune di
Perugia con cui modulare, in
modo più corretto e
attualizzato, quantità e
forme di assistenza. A tutto
ciò si aggiunge adesso
quest’ultima “mazzata”,
forse per costringere la
Sig.ra S.G. a rinunciare al
lavoro, andare in pensione
anticipata, rinchiudersi in
casa con i propri problemi,
a non infastidire i padroni
del vapore, del Comune e
della USL, ormai versati a
trattare le disabilità come
pratiche fastidiose, da
svolgere formalmente al
minore costo possibile,
incuranti delle realtà
spesso drammatiche dei
cosiddetti diversamente
abili e delle loro famiglie.
E’ da ritenere inoltre che
analoga riduzione dei
servizi assistenziali sia
stata riservata -nel Comune
di Perugia- anche ad altre
persone colpite da
disabilità di vario genere e
gravità e alle loro
famiglie: diversamente si
tratterebbe di una
persecuzione ad personam,
rivolta ad una persona
disabile e alla sua famiglia
colpevoli di non stare
zitti, per avere avuto
l’ardire di protestare e
chiedere ciò che non solo la
legge, ma semplicemente il
buon senso e umanità
imporrebbero. Da tempo le
istituzioni competenti
oppongono obiezioni di
natura finanziaria: non ci
sono i soldi! Certo per
l’assistenza no, ma per le
opere di regime o per le
laute prebende percepite sì
ed osano perfino parlare,
con una dose vomitevole di
ipocrisia, di civiltà e
solidarietà. Stiamo freschi!
Si vergognino piuttosto e la
smettano di blaterare
chiacchiere su chiacchiere;
si sciacquino la bocca e
provvedano a occuparsi
subito e seriamente di
problemi reali che la gente,
specie quella meno
fortunata, paga sulla
propria pelle. E questo
sarebbe il “feedback”,
parola di tendenza e non
unica, insieme a
“coinvolgimento” e
“compartecipazione”, nel
vocabolario sempre più ricco
e sempre più vuoto dei
cosidetti esperti delle
disabilità, più propensi ad
occuparsi di bilanci, di
burocrazia che di soluzioni
effettive a questioni di
straordinaria gravità e
complessità, per i quali
sono pagati da tutti noi,
compresi i portatori di
handicap. Voglio sperare che
almeno dopo questa ennesima
denuncia, qualche politico
cittadino, di maggioranza o
di opposizione, si muova,
intervenga, e metta mano
seriamente a queste
questioni, magari andando
anche oltre con una indagine
seria sulla competenza e
preparazione dei soggetti
affidatari e sulle modalità
di erogazione dei servizi di
assistenza a Perugia e non
solo. E’ superfluo
sottolineare che lo
scrivente e la sua famiglia
non escludono il ricorso a
forme clamorose di protesta
per quanto sopra denunciato
e per opporsi ad una
inaccettabile insulto alla
dignità ed ai diritti delle
persone. 26 4 08
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Il comitato della
frana di
Torgiovannetto torna
alla carica
ASSISI -
“Semaforo e
sbarre sulla 249
entro quindici
giorni così da
permettere, in
sicurezza, la
riapertura
controllata della
249”. E’ questo
l’ultimatum che il
Comitato Frana
Torgiovannetto dà
alle istituzioni
coinvolte nella
vicenda che proprio
in questi giorni ha
compiuto quattro
anni. Quattro anni,
cioè, dalla
segnalazione del
problema, e tre
dalla interruzione
della strada
provinciale 249
“Anni di bugie e
impegni non
rispettati – tuonano
le rappresentanti
dei cittadini Marina
Rosati e Stefania
Proietti che, nel
corso di una
conferenza stampa
nella sala Blu del
Comune di Assisi
hanno elencato le
“illegittimità”
dell’affare frana e
soprattutto la
chiusura nel
confronti dei
cittadini che non
sono più disposti ad
aspettare e che
annunciano azioni
legali e di civile e
forte protesta. Per
quanto riguarda le
azioni legali,
portati avanti dallo
studio dell’avvocato
Aldo de Bellis di
Perugia, il Comitato
invita la Corte dei
Conti a verificare
la gestione dei
fondi pubblici già
utilizzati e di
quelli stanziati per
la frana. E si
appella al
presidente della
Provincia di Perugia
affinché intervenga
in una situazione
che deve far
“vergognare” le
amministrazioni
pubbliche coinvolte
che in quattro anni
non hanno saputo
risolvere il
problema. Assessori,
che visti i
risultati,
dovrebbero
dimettersi”. Tutti
questi aspetti
saranno resi noti,
attraverso
l’affissioni di
manifesti contenenti
“Le Dieci bugie
sulla frana di
Torgiovannetto”, in
modo che tutti
sappiano cosa sta
succedendo.
RIAPERTURA
CONTROLLATA DELLA
249 “Se l’allertamento
con semaforo e
sbarre andava bene
per la ex statale
444 – spiega il
Comitato – non si
capisce perché non
possa andare bene
per la provinciale
attualmente chiusa.
Tanto più che ci
sono due muri di
protezione in terra
armata, uno dei
quali lungo 90
metri, alto 15 e con
uno spessore alla
base di 17 metri
che, insieme ai
fabbricati dell’ex
cementificio,
costituiscono una
misura passiva e di
sicurezza, di cui
avevamo chiesto la
verifica di
resistenza statica.
Nel tavolo tecnico
del 5 dicembre 2006
che ha avuto luogo
presso l’assessorato
all’Ambiente della
Regione Umbria –
continuano Rosati e
Proietti – avevamo
avuto la
rassicurazione che
sarebbe stata
valutata questa
ipotesi. Invece, ad
oggi, non c’è alcun
riscontro tecnico
sulla possibilità di
riapertura
controllata. Di
quello che era stato
assicurato –
continua ancora il
Comitato – non c’è
nessuna certezza e
rispetto. Il 20
dicembre, al secondo
tavolo tecnico, al
quale i cittadini
non sono stati
ammessi a
partecipare
nonostante le
ripetute richieste,
è stato detto che in
quindici giorni
sarebbe stato
individuato il
progettista delle
opere per la
riapertura della
249. Ennesima bugia,
la comunicazione
ufficiale è arrivata
il 30 marzo. In
quella occasione è
stato comunicato
che, il progettista
prescelto,
l’ingegner Balducci,
entro il mese di
aprile avrebbe
comunicato i tempi
necessari per la
progettazione. Altra
bugia, siamo a
maggio inoltrato e
non c’è niente,
soprattutto rispetto
alla nostra
richiesta di
riapertura
controllata, che
chiediamo venga
presa in
considerazione
tecnicamente”. PORTE
IN FACCIA AI
CITTADINI Ma la cosa
gravissima su tutta
questa vicenda,
secondo il Comitato,
deriva dalla “totale
chiusura nei
confronti dei
cittadini dopo
l’arrivo dei 2,5
milioni di euro
dalla Presidenza del
Consiglio dei
ministri. Dal 2004 i
rappresentanti del
Comitato – spiegano
Rosati e Proietti –
sono stati ammessi
ai tavoli tecnici.
Siamo state accolte
ed ascoltate anche
in sede di
Protezione civile
nazionale, abbiamo
sempre manifestato
la volontà
costruttiva di voler
risolvere il
problema senza
andare a cercare le
responsabilità. Ci
siamo messe a
disposizione con uno
staff di tecnici –
aggiungono ancora –
per collaborare e
fornire anche tutta
la documentazione
tecnica sulle
passate vicende
della cava di cui,
al momento, siamo
gli unici possessori
e per contro, ci
hanno sbattuto la
porta in faccia, non
permettendoci di
partecipare
all’incontro del
Comitato
interistituzionale,
creato ad hoc, per
escludere i
cittadini, visto che
se anche avesse le
funzioni di una
conferenza dei
servizi dovrebbe,
secondo la legge
241/90 art. 9
garantire la
partecipazione di
soggetti “pubblici o
privati,
associazioni e
comitati,
rappresentativi di
interessi diffusi,
per difendere i
proprio interessi”.
Abbiamo cercato di
parlare con il
progettista al quale
abbiamo chiesto un
incontro e un
sopralluogo sulla
frana, ma ci ha
definito un
“soggetto politico”
con il quale non può
rapportarsi. Abbiamo
contatto, come in
precedenza
l’ingegner Adriano
Maraziti della
Provincia di
Perugia, ma anche
lui ha detto che non
può parlare con noi
e che dobbiamo
rapportarci con gli
assessori. Gli
abbiamo fatto
scrivere dal nostro
legale, avvocato
Aldo De Bellis, ma
non abbiamo avuto
risposta. MANCATO
RISPETTO
DELL’ACCESSO AGLI
ATTI A tutto ciò si
aggiunge
“l’irritazione” e la
grave mancata
risposta della
Provincia di
Perugia, che è la
sola delle
istituzioni
coinvolte a non aver
risposto alla
banalissima
richiesta di accesso
agli atti da noi
inoltrata ai sensi
dell’art. 10 della
legge 241/90. Alla
faccia della
trasparenza degli
atti amministrativi,
e del volume
“Sopravvivere alla
pubblica
amministrazione “
che lo stesso ente
ha pubblicato nel
2006 per favorire i
cittadini nel
processo
amministrativo. E’
sconvolgente che, da
quando sono arrivati
i soldi, anche
grazie alle nostre
sollecitazioni su
Roma, non sappiamo
più nulla e che
questi enti, parlino
tanto di
concertazione come
fosse uno slogan e
poi fanno quello che
vogliono,
continuando a non
prendere in
considerazione le
esigenze dei
cittadini. RISULTATI
ZERO Anche se le
amministrazioni si
dichiarano impegnate
nella risoluzione
della frana di
Torgiovannetto i
risultati non ci
sono. La strada è
chiusa, da tre anni,
sono stati spesi
inutilmente 1,8
milioni di euro, per
un anno si è parlato
impropriamente e
allarmisticamente di
Vajont, si sono
fatti studi super
costosi
successivamente
confutati, si sono
fatte promesse
puntualmente
disattese e quindi
la pazienza dei
cittadini è finita e
soprattutto la
fiducia nella
politica e nelle
istituzioni, è
venuta a mancare.
Dopo quattro anni,
amministratori che
non hanno saputo
risolvere un
problema,
tecnicamente
risolvibile,
dovrebbero cambiare
mestiere. IL DANNO
AMBIENTALE Non
bisogna poi
dimenticare che la
frana insiste sopra
una cava dimessa
dove nel corso degli
anni, aziende
privati, per proprio
tornaconto
economico, hanno
asportato milioni di
metri cubi di
materiale creando
una enorme “ferita”
nel Monte Subasio,
patrimonio mondiale
dell’Unesco e parco
naturale. Il danno,
che ha causato la
frana, è stato
perpetrato anche nel
corso della bonifica
geostatica prevista
in un progetto,
finanziato con fondi
pubblici. LE AZIONI
Dopo anni di
rispettosa attesa i
cittadini reclamano
con forza i propri
legittimi diritti,
per questo abbiamo
dato mandato
all’avvocato Aldo De
Bellis di procedere
per vie legali al
fine di verificare
responsabilità
penali, civili e
contabili su tutta
la vicenda frana.
Sin d’ora invitiamo
la Corte dei Conti a
fare i propri
accertamenti sulla
gestione del denaro
pubblico impiegato
fino ad oggi per la
non risoluzione del
problema. Inoltre,
se la nostra
richiesta di
riapertura non
dovesse essere presa
in considerazione,
avvieremo azioni
senza precedenti,
per far conoscere
all’opinione
pubblica, anche a
livello nazionale,
l’immane danno
ambientale, causato
dall’uomo, a due
chilometri dalla
Basilica di San
Francesco. Inoltre
ci appelliamo alla
massima istituzione
provinciale, perché
essendo il
responsabile
dell’ente attuatore
del procedimento,
intervenga ed
accolga le legittime
richieste dei
cittadini. Così come
chiamiamo in causa
tutte le forze
politiche che si
dissociano da questo
cattiva gestione
della cosa pubblica”...
|
Ancora un appello dei
genitori di Fabrizio
Catalano
di Caterina
Migliazza
TORINO - Sono
Caterina Migliazza,
mamma di Fabrizio
Catalano,
scomparso ad Assisi
nel luglio 2005
.Come molti di voi
già sapranno, per il
24 maggio 2007
abbiamo organizzato
una fiaccolata per
Fabrizio. Inoltro a
voi la lettera che
ho inviato ad amici
e colleghi, perché
ormai, dopo
innumerevoli
contatti che ho
avuto con voi ed il
vostro prezioso
aiuto, vi considero
tali. Allego anche
le locandine che
stiamo diffondendo.
Sono stati invitati
alla manifestazione
: I Sindaci dei
Comuni di Torino,
Grugliasco,
Pianezza,Borgaro,
Nichelino,
Carmagnola, Settimo,
Rivoli e di altri
Comuni della
provincia di Torino;
il Sindaco di
Potenza; il Sindaco
di Assisi; il
magistrato di
Perugia Dr. Sottani,
che segue il caso;
Il Prefetto Goffredo
Sottile, il Prefetto
Rino Monaco (del
Coordinamento
nazionale per le
Persone Scomparse);
l’ on. Mercedes
Frias, relatrice del
disegno di Legge
sullo stesso
argomento, in
discussione alle
Camere; la sen.Elisa
Pozza Tasca e la
sig.a Gilda Milani,
del Comitato veneto
dell’ Associazione
Penelope; il
Cardinal Poletto;
interverrà una
delegazione con il
Sindaco del Comune
di Girifalco (CZ),
mio paese di
origine; tutte le
Associazioni
presenti sul
territorio, i
Comitati di
quartiere, le
Parrocchie e le
Scuole. Sarà
presente una troupe
di “Chi l’ha
Visto?”. Al termine
della fiaccolata
saremo accolti dal
Consiglio Comunale
di Collegno e dal
suo sindaco, Silvana
Accostato, riuniti
presso la Sala
Consiliare. Certa in
una vostra
partecipazione all’
evento, con la
dovuta diffusione
preventiva delle
informazioni sulla
manifestazione,
attendo con ansia
vostre notizie,
invitandovi a
contattare, per ogni
ulteriore
informazione e
chiarimento, una
persona da me
incaricata, Marilù
Tomaciello, al suo
n.di tel cell.
3472697703, o al suo
indirizzo e-mail :
napet3@alice.it o
m.tomaciello@inail.it
...
|
L’Italia dei Valori
condivide l’atto di
accusa
di un agente di
commercio
FOLIGNO - L’INPS
usuraio di stato
‘Sono un agente di
commercio che nel
passato ha avuto
la sfortuna di non
riuscire a
guadagnare neanche
per coprire le spese
e quindi anche la
mia personale quota
annuale dell'inps; è
accaduto che un mio
diritto è diventato
la mia persecuzione
perchè l'Inps non ha
voluto sentire
ragioni è mi ha
messo in seria
difficoltà
iscrivendo il debito
alla SORIT che ha
triplicato il
credito fino a
richiedere il
pignoramento dei
beni. Oggi sto
faticosamente
risalendo la china
con un nuovo lavoro.
Se è vero che la
Costituzione della
ns. Repubblica è
fondata sul lavoro,
come è possibile che
lo Stato avalli
pensioni enormi a
danno dei più
sfortunati che sono
costretti a pagare
importi che non
guadagnano neanche
sudando sette camice
? o Peggio : Come è
possibile che lo
Stato permetta che
l'INPS possa
raddoppiare e
triplicare gli
importi dei
contributi non
pagati allo stesso
beneficiario ed
addirittura
pignorando quel poco
che si ha ? Non è
giusto che l'INPS
chieda ben 2.671,20
euro per il 2007 ,
fregandosene se c'è
un guadagno o no.
Solo per retroattivi
pagamenti ho pagato
ben 7,700 euro ed
ora sono al verde,
.non ho più denaro
per acquistare la
merce per lavorare.
.La partita iva era
stata chiusa per
mancato guadagno e
per bilancio
negativo. Oggi ho
clienti che non
pagano più puntuali
come prima, ed ho il
terrore che prima o
poi anche l'ufficio
IVA mi multi per il
ritardato pagamento
ed che i fornitori
ovviamente non mi
riforniscano se non
pago. L'inps...la
mia Inps, nata per
la mia vecchiaia,
oggi è diventato il
mio incubo che mi
sta facendo fallire.
Francamente comincio
a maledire il giorno
in cui mi sono
fidato del
sindacato, quel
sindacato che ha
confuso e ingannato
la classe operaia,
inducendola
ignobilmente contro
le singole libere
attività additandole
come ladri e evasori
di tasse, ma
disconoscendo e
coprendo i doppi
lavori e incarichi
in nero dei
dipendenti e le
consulenze assegnate
attraverso incarichi
politici. Non è
giusto ! Vorrei che
i dirigenti
provassero a passare
una sola notte senza
poter dormire, per
gli incubi e
pensieri sul come
affrontare il giorno
che verrà! Il peggio
è che non c'è legge
che protegge da
ingiustizie, ma solo
codici creati per
eludere la legge ed
allungare i processi
fino alla morte del
richiedente o alla
prescrizione del
reato. ! Secondo
voi..viviamo in un
Italia libera? Siamo
in regime di
dittatura fiscale
imposta da tutti i
governi, per
abbassare il debito
enorme, che loro
hanno creato ! Hanno
iniziato con l'una
tantum...per
arrivare a fare
leggi per tassare i
poveri cittadini,
votando tutti no
all'unico tentativo
proposto da un solo
onesto partito per
abbassare del 50 % i
ricchi stipendi e
rimborsi spese dei
politici e
dirigenti. In
sostanza , se la
pensione è un
diritto commisurato
agli anni ed importi
versati, come può un
contributo non
pagato, diventare la
condanna e
distruzione di un
poveraccio che non
trovando lavoro,
prova a rischiare in
proprio ? E' giusto
perseguire le
aziende che non
pagano i contributi
ai loro dipendenti...ma
cosa centra
prendersela con un
singolo individuo
che per sventura non
guadagna a
sufficienza neanche
per pagare che il
proprio
sostentamento? E se
ha famiglia? anche i
figli vengono messi
in strada o sul
lastrico. E' giusto
che un giovane o un
uomo che ha il
coraggio di mettersi
in proprio, prima
ancora di sapere se
guadagnerà...venga
iscritto come
debitore a
prescindere
dell'INPS ? L'Iva è
in % in base alle
vendite, le tasse ..idem...
e quindi se non si
vende non si pagano
tasse e nè iva ma l'inps?
Perchè l'Inps deve
essere il
persecutore? L'Inps
è l'usuraio peggiore
in questi casi e non
è giusto che per un
diritto proprio si
sia sottoposti ad
ingiunzione e
pignoramento dei
beni faticosamente
accantonati con i
sacrifici di
un'onesta vita.
Pietro C.’ ...
|

Minimetrò, che
rumore!
di Margherita
Mezzanotte
PERUGIA - Allarme
inquinamento
acustico a Perugia.
Lo dice la relazione
dell’Arpa, l’Agenzia
regionale
prevenzione e
ambiente. Il
Minimetrò fa
ancora parlare di
sé, e questa volta
per ragioni tutt’altro
che sottovalutabili.
La grande opera
pubblica, la cui
progettazione è
stata intrapresa da
quasi 10 anni,
sembra non possa
ancora concludere il
suo doloroso
travaglio.
Contestata fin dalle
origini, quella che
doveva essere una
soluzione
alternativa alla
mobilità perugina,
un modello di
riferimento in
Italia e in Europa,
riscontra
un’ulteriore
criticità fino ad
oggi sottovalutata :
la forte rumorosità.
Il sistema
minimetrò, è
costituito da 25
vetture che si
muovono su ruote
gommate, scorrendo
su due rotaie di
acciaio. Il moto dei
veicoli, è trasmesso
da una fune di
acciaio mossa da un
motore elettrico. È
proprio il rumore
intenso a bassa
frequenza provocato
dalle vibrazioni
della fune,
l’oggetto delle
contestazioni. Già
dopo le prime prove
di collaudo, i
residenti delle zone
interessate dal
minimetrò, il tratto
di strada che da
Pian di Massiano
arriva a Pincetto,
si dicono
sconcertati,
fortemente
infastiditi dai
rumori
insopportabili della
macchina. E
rivendicano il
diritto di abitare
la proprietà senza
limitazioni e senza
dover subire
l’inquinamento
acustico. Lo fanno
associandosi. In
questi giorni sono
nati vari Comitati,
l’ultimo dei quali
ieri sera, sabato 5
maggio 2007, presso
il CVA di Madonna
Alta (Perugia), una
delle zone
interessate dal
minimetrò. Più di un
centinaio le persone
presenti
all’assemblea,
aperta dal
Consigliere
Regionale e
Capogruppo di An,
Franco Zaffini. Non
in veste politica,
ma in quanto
residente in una
area colpita dal
fenomeno in
questione. Il
comitato prenderà il
nome di CO.DA.MI.,
Comitato per la
tutela dei cittadini
danneggiati dal
Minimetrò, e auspica
una coesione con gli
altri comitati
nascenti o già in
vita. L’intento è
quello di tutelare e
salvaguardare il
diritto alla salute
dei cittadini, ad
una loro sana e
serena vita
all’interno della
propria abitazione.
Il rischio da
evitare è anche
quello di una
svalutazione degli
immobili di
proprietà, una
“dequalificazione”
delle zone adiacenti
all’infrastruttura.
Molti tra i presenti
hanno condiviso le
proprie esperienze,
i loro piccoli e
grandi disagi
quotidiani.
L’associazione è
nascente, ma se il
fenomeno non si
ridimensionerà, si
prevede una sempre
maggiore adesione
della cittadinanza.…26/04/2008...
|
Tre ore prigionieri
del Parcheggio
dell'Ospedale
Santa Maria della
Misericordia
di Gaetano
Fiacconi
PERUGIA - Egregio
Comandante, sono a
scriverle perché
ritengo doveroso
informarla su i
fatti occorsi a
me e ai miei
genitori la mattina
del 17 aprile 2007.
Intorno alle 7.30 ho
ricevuto la
telefonata di mio
padre che mi
comunicava di essere
rimasto bloccato nel
parcheggio
dell’ospedale
Silvestrini a causa
di una macchina
parcheggiata al
centro della corsia
di accesso al
parcheggio. Mio
padre ha 79 anni è
disabile al 100% a
causa del diabete,
inoltre è
cardiopatico ed ha
subito una
operazione al cuore
nel 2005; mia madre
ha 75 anni , anche
lei invalida: a
marzo 2007 ha subito
una operazione
all’aorta addominale
per un aneurisma. Mi
sono subito recato
al parcheggio ed ho
tentato io per primo
di far uscire l’auto
(una vecchia Audi
80, peraltro
abbastanza lunga)
dal parcheggio, ma
nonostante i miei
riflessi e le mie
capacità fossero più
pronti non sono
riuscito a
sbloccarla. Alle
7.50 circa mi sono
recato alla
portineria
dell’ospedale ed ho
chiesto la
possibilità di un
Carro Attrezzi; la
signora della
portineria ha
effettuato la prima
telefonata, nella
quale l’Agente
Eliana (omissis) mi ha
detto che era
sobillata di lavoro
e che non c’era
neanche un agente
disponibile a venire
fino al Silvestrini,
mi ha inoltre detto
di cercare intorno
all’auto il
proprietario,
ovviamente ho subito
cercato di spiegare
alla signora
(omissis)
che cercare il
proprietario di una
macchina al Silvestrini era come
cercare un ago in
pagliaio, la stessa
signora (omissis) mi
rassicurava dicendo
che avrebbe mandato
qualcuno al più
presto. Nel
frattempo mio padre
iniziava ad avvisare
fastidiosi problemi
con i battiti
cardiaci, erano
entrambe rimasti
lungo la strada ad
attendere la Polizia
Municipale; ho
invitato mia madre
ad accompagnarlo
all’interno
dell’ospedale per
controllare la
pressione arteriosa
e ho tentato di
mettermi in contatto
con di nuovo con
l’ufficio della
Polizia Municipale,
ma invano. Alle 8.40
sono riuscito a
parlare nuovamente
con i suoi
sottoposti ed ho
ricevuto risposte
gravi ed anche
offensive. Ho
cercato di spiegare
la condizione dei
miei genitori
all’interlocutore,
specificando che
eravamo rimasti in
mezzo alla strada ad
attenderli per 40
minuti, la signora
Eliana (omissis) mi ha
ripetuto che non
aveva nessuno da
mandare visto che i
Vigili erano
impegnati sulle
strisce pedonali
delle scuole ed
altri in un
incidente,
spazientita ha
ribattuto “se non ce
li ho mica glieli
stampo”. Ovviamente
non avevo nessun
bisogno di Vigili
stampati e,
indispettito da una
risposta poco
corretta nei
confronti del
cittadino, le ho
chiesto di assumersi
le proprie
responsabilità nei
confronti di due
anziani disabili
lasciati per strada.
“non li ho mica
lasciati per
strada!” ha urlato
dentro al cornetta,
con molta calma ho
cercato di spiegare
alla signora che era
ovvio che la
macchina fosse in
strada…no? A quel
punto ho ritenuto
scorretto ed
offensivo il
comportamento di un
pubblico ufficiale
nell’esercizio delle
sue funzioni che si
permette di alzare
la voce nei
confronti di un
libero cittadino che
fra l’altro sta
chiedendo aiuto. Ed
ho cercato di far
valere i miei
diritti quando la
signora ha deciso
che quello era un
posto pubblico e non
poteva più stare al
telefono con me,
tagliando le mie
parole ha detto “la
saluto” ed ha
chiuso. Appurato che
mio padre stava a
reparto e che le sue
condizioni erano
sotto controllo mi
sono rivolto ai
Carabinieri di Castel del Piano,
scusandomi per il
disturbo e
specificando che pur
consapevole che non
era di loro
competenza avevo
bisogno di aiuto. Il
Brigadiere che ha
risposto mi ha
suggerito di parlare
direttamente con il
Comandante della
Polizia Municipale.
Non è stato
possibile parlare
con Lei, mi hanno
riferito che era
impegnato ad una
iniziativa al
Palazzo dei Priori.
Sono rimasto in
attesa. Alle 9.20 si
sono presentati due
Agenti (un vigile ed
una vigilessa), ma
non il carro
attrezzi, dopo
avergli indicato la
macchina di mio
padre, sono stato
anche rimproverato
dalla vigilessa
perché la mia
macchina era dietro
a tutte le altre;
ovviamente ho
ribattuto alle
spiacevoli
insinuazioni che la
macchina si trovava
lì perché ero
sopraggiunto dopo.
Ci sono voluti circa
40 minuti perché i
suoi agenti
rintracciassero il
proprietario
dell’auto, ma è
stato impossibile
contattarlo e mentre
il Vigile con grande
garbo cercava di
parlare con mio
padre, la Vigilessa
mi comunicava che
nessun Carro
Attrezzi in tutta la
città di Perugia era
disponibile a venire
a togliere la
macchina e così mi
sollecitava a
risalire nell’auto
di mio padre e
spostarla dietro le
sue indicazioni –
ovviamente ho
ribadito che questa
prova l’avevo già
fatta e mi sono
sentito umiliato per
l’icredulità
dell’agente. Alle
ore 10.10 è arrivato
il proprietario di
una delle macchine
che erano
parcheggiate a
fianco, a quel punto
nello spazio vuoto
sono riuscito a fare
manovra. Così i miei
genitori sono potuti
ripartire per Città
della Pieve dove
risiedono e che
ovviamente per
essere alle 7.00 al
Silvestrini per i
prelievi del sangue
avevano lasciato la
loro casa intorno
alle 6.00 di
mattina. Dopo aver
ringraziato gli
agenti una cosa mi
ha lasciato molto
perplesso: che
nessuno dei due ha
lasciato la multa
sull’auto
parcheggiata in
divieto di sosta e
che ci aveva tenuti
prigionieri per ben
3 ore. Mi viene
spontaneo rivolgerle
alcune domande: 1)
Una infrazione
all’impianto
semaforico quando
segnala il giallo (
con due, tre minuti
di tempo per
accorgersene) genera
multe sostanziose e
riduzione dei punti
sulla patente, il
parcheggio in sosta
vietata di fronte
all’auto di un
disabile (mio padre
aveva ovviamente il
cartellino esposto)
genera solo le mie
tre ore di attesa?
Non sono attuabili
sanzioni? 2) Ma sei
quei due anziani non
fossero stati i miei
genitori ed io non
avessi avuto la
possibilità di
raggiungerli, chi
avrebbe fatto valere
i loro diritti?
Quale umiliazione di
fronte alla risposta
“io i vigili mica li
stampo”…non trova
che due disabili di
78 e 75 anni abbiano
diritto ad un
trattamento
migliore? Forse è
utile che persone
come la signora
Eliana (omissis) si
rivolgano ai
cittadini con più
cortesia,
soprattutto quando
chiedono aiuto. E se
fossero stati i suoi
genitori quali
sentimenti avrebbe
generato in lei
vederli dimenticati
in un parcheggio per
tre lunghe ore? 3)
In moltissime scuole
della città vedo che
alle strisce
pedonali prestano
servizio volontario
anziani, carabinieri
a riposo, membri di
associazioni; come è
possibile che ancora
alle 9.00 tutti i
vigili della zona
facessero servizio
ai bambini? E
soprattutto perché
non incrementare il
servizio dei
volontari in tal
senso piuttosto che
negare l’intervento
dei pubblici
ufficiali? 4) Non
sarebbe utile
istituire un
presidio di
vigilanza anche
dentro al Silvestrini onde
evitare certi
inconvenienti?
Martedì mattina ho
potuto constatare
che il parcheggio
selvaggio non è più
solo questione di
superficialità dei
cittadini o di
inciviltà, ma una
esigenza visti i
lavori in corso.
Forse pensare ad una
postazione dei suoi
agenti consentirebbe
una migliore
fruizione degli
spazi ed eviterebbe
a chi si reca in un
posto di “dolore e
malattia” di
trovarsi in
ulteriori situazioni
spiacevoli
perché…dopo il
nostro intervento i
suoi agenti si sono
trovati a farne
altri e soprattutto
prima del nostro
erano stati chiamati
da altrettanti
pazienti bloccati.
5) Mi sembra
scontata un’ultima
domanda perché
esiste una
burocrazia così
farraginosa e lenta
per tali interventi?
Non sarebbe bastato
mandare un vigile
con il Carro
Attrezzi dopo la
prima telefonata? E
mi domando ancora
perché non ampliare
il numero delle
carrozzerie
convenzionate visto
che alle 7.40 di
mattina tutti erano
impegnati altrove?
Oppure perché non
investire il denaro
pubblico
nell’acquisto di un
Carro Attrezzi
municipale o forse
anche uno per ogni
delegazione? Ho 32
anni, mi occupo di
giornalismo e casi
come questi mi
sembra che debbano
far interrogare le
istituzioni, i
cittadini e anche
chi come Voi
dovrebbe far
rispettare le
regole, sarei
davvero felice di
sapere cosa pensa in
merito e se avrà due
minuti di tempo
leggerò volentieri
la Sua risposta. Ciò
farebbe si che il
mio non rimanga solo
uno sfogo o un
lagnanza, ma possa
dare spazio per
esempio a reportage
o articoli per la
sensibilizzazione di
chi potrebbe
migliorare certi
servizi. Gaetano
Fiacconi 3471069450...
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Buche e voragini in
E45
di
Egle Priolo
PERUGIA - Il consiglio
di amministrazione dell’Automobil
Club di Perugia ha
deliberato di presentare
un esposto-denuncia
per quanto riguarda lo
stato della E45. A darne
notizia, il suo
presidente Ruggero Campi
che ha insistito sulla
necessità di “accertare
le cause che hanno
determinato il
disastroso stato di
questa strada e
constatare eventuali
responsabilità”. “È
evidentemente inutile –
ha spiegato il
presidente dell’Aci
Perugia - continuare a
far notare la quantità
di buche, la presenza di
smottamenti e voragini o
il pietoso stato del
manto statale lungo
tutta la E45. Noi quindi
adesso vogliamo sapere
come sia possibile che
una strada del genere
venga messa a
disposizione di
automobilisti e
camionisti. Vogliamo
sapere come e quando è
stata collaudata. Come e
da chi sono stati
eseguiti gli studi di
fattibilità e scelti i
materiali. Come è
possibile che si sia
ridotta così e per
responsabilità di chi.
Perché il problema a
questo punto non è sullo
stato attuale della E45,
ma su come sia stato
possibile arrivarci, a
questo stato”. L’Automobil
Club Perugia ha scelto
infatti la strada
dell’esposto-denuncia
perché “sia una voce che
vada al di là della
protesta. Una voce – ha
proseguito il presidente
Campi – per chiedere
l’accertamento di
responsabilità, ma non
certo per il gusto di
vedere delle persone
coinvolte, ma perché la
E45 è ormai
un’infrastruttura che
limita in maniera
veramente vergognosa e
gravissima la libertà
dei cittadini, dei loro
spostamenti e che
soprattutto ne
pregiudica l’incolumità.
Ci sono tratti, come
quello da Pieve Santo
Stefano a Bagno di
Romagna, solo per fare
un esempio, in cui si
rischia la vita tutti i
giorni. Sembra di essere
ritornati agli anni ’60,
con infrastrutture
fatiscenti e pericolose:
eppure sulla E45 negli
anni ottanta si
circolava in
tranquillità. Com’è
possibile che nel 2007
abbiamo fatto un balzo
indietro? Mi si risponde
che quella è una strada
di montagna diventata
così per il freddo e la
pioggia, ma ci sono
strade anche a 2000
metri e non sono
certamente ridotte come
la E45. Il problema
allora sta a monte, al
momento dei collaudi e
dei progetti: è ora di
capire dove si è
sbagliato, per poter
correggere gli errori”.
In merito, infine, alle
notizie apparse sui
giornali sulla possibile
chiusura della E45 nella
zona del Verghereto per
tre anni, il presidente
dell’Aci Perugia spiega
come questa chiusura
“sia la prova del nove
di quanto stiamo
affermando. I lavori
sono necessari, ma la
chiusura di un’arteria
così importante per un
periodo così lungo
dimostra come negli anni
passati nessuno si sia
occupato in maniera
seria e concreta del
problema”...
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Siringhe
usate, tossici che si
bucano e c'è anche chi vomita
sangue!
di
Marcello Migliosi
(UJ.com) PERUGIA - Siringhe
usate, tossici che si bucano e
c'è anche chi vomita sangue!
No, non è uno scenario
apocalittico di un film dedicato
alle realtà suburbane delle
grandi metropoli: ma e' "solo"
Perugia! In un piazzale nei
pressi di via Brunamonti - chi
ci scrive ha uno studio
professionale situato proprio lì
-, accade di tutto. Il sei di
marzo scorso per esempio,
proprio sullo slargo antistante
(date un'occhiata cliccando
sulla foto) la scuola
elementare "Ciabatti", mentre
chi ci ha scritto stava
parcheggiando l'auto, un uomo -
dell'apparente età di 30 35 anni
-, stava vomitando sangue! Ai
suoi piedi una siringa usata! E
di siringhe usate, davanti la
scuola ce ne sono in quantità
industriale. Al drammatico fatto
hanno assistito anche una
signora e un altro paio di
persone che stavano attendo che
i figli uscissero da scuola. «Ho
denunciato il fatto - dice il
nostro lettore - è la mattina
del sette le siringhe, con gli
aghi sporchi di sangue, erano
sparite. Probabilmente sono
intervenuti a seguito della mail
che il professionista ha inviato
alla Polizia municipale di
Perugia oltre, ovvio, al nostro
giornale». «La speranza - ci ha
detto al telefono il nostro
lettore (ha inviato lui stesso
le foto) - è che tutto fosse
finito con quell'episodio.
Invece vengo a sapere che anche
la ragazze ospiti del collegio
delle clarisse vanno da anni
lamentando la presenza di
tossici che si bucano e di
siringhe usate nella zona di via
Brunamonti». Tanto per capirci
la strada è quella che, da
Portapesa conduce verso
l'ospedale di Monteluce passando
nei pressi di un distributore
della Total. Piazzale, quindi,
via e persino il giardino della
scuola, il cui cancello è sempre
aperto, invasi dalle siringhe e
frequentati da tossicodipendenti
che, oramai, non si nascondono
nemmeno più quando si fanno il
buco quotidiano e se lo
praticano proprio davanti ad una
scuola, davanti ai bambini,
davanti a chiunque si trovi a
passare lì in quel momento. E,
poi, di certo quell'uomo che
vomitava sangue era anche
malato! E come tale ha diritto a
cure, ha diritto ad essere
aiutato, ma chi vigila ha il
dovere di non esporre bambini,
ragazze, persone ad eventuali
contagi o infezioni... |
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