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Denuncia una riduzione dell'assistenza ai disabili
riceviamo e pubblichiamo

Per l’ennesima volta, con una burocratica letterina prestampata l’USL n.2 Distretto Perugino, d’intesa con il Comune di Perugia, ha comunicato alla signora G.S., mia moglie, , di anni 55, invalida al 100% in quanto affetta da oltre 18 anni da sclerosi multipla e attualmente costretta in carrozzina, una ulteriore inaccettabile riduzione delle ore di assistenza domiciliare dalle attuali 12 a 7 ore settimanali. Dal 2004 ad oggi l’interessata ha infatti subito a più riprese una brutale riduzione complessiva di 17 ore settimanali (da 24 a 7 ore, più del 70%). Sono occorsi alla cosiddetta Unità Multidisciplinare di Valutazione Disabili adulti, ben 7 mesi di tempo per questa geniale risoluzione e dopo ben due incontri con i familiari e con l’interessata (ottobre e dicembre 2007) e ben tre mesi per comunicare le decisioni prese nel gennaio 2008. Sempre secondo questa U.M.V.D.a. le risibili 7 ore settimanali rimaste dovrebbero essere impiegate per “accompagnamento, cura e igiene della persona, supporto domestico spazi personali”; in 7 ore cioè le operatrici della cooperativa appaltatrice dei servizi dovrebbero ricondurre l’assistita a casa dal lavoro (per 5gg alla settimana), occuparsi della cura e igiene della stessa, svolgere servizi domestici fondamentali. Siamo di fronte ad uno scandalo, ad una autentica provocazione, ad un insulto grave ad una persona gravemente sofferente che nonostante la pesante disabilità non si rassegna alla malattia, utilizzando ogni residua energia – fisica e mentale- per portarsi quotidianamente al lavoro, con l’uso e il trasbordo di ben tre carrozzine diverse a causa delle dimensioni inadeguate dell’ascensore necessario per accedere al 5° piano del palazzo ( Case popolari ATER) dove risiede. Alcuni mesi or sono fu denunciato, con uno sciopero dall’assistenza il grave disservizio operato dalla cooperativa ASAD affidataria del servizio, in particolare l’uso contemporaneo di due operatici per spingere l’assistita sulla rampa di accesso alla propria abitazione, con il pretesto che la rampa, ancorché di costruzione e proprietà pubblica, non sarebbe a norma. Nonostante ripetute sollecitazioni , dopo oltre un anno e mezzo, il Comune di Perugia, ribalzando responsabilità tra diversi uffici, non ha fatto nulla con buona pace dei demagogici proclami verbali contro le barriere architettoniche. L’impegno contemporaneo di due operatrici nella movimentazione dell’interessata ha sottratto, nei fatti, ulteriore tempo all’assistenza domiciliare, conseguentemente frettolosa e improduttiva, mentre a nulla sono valse proposte e proteste per rendere la residua assistenza minimamente efficiente ed efficace. Non si sa inoltre che fine abbia fatto la revisione delle tabelle di reddito ISEE del Comune di Perugia con cui modulare, in modo più corretto e attualizzato, quantità e forme di assistenza. A tutto ciò si aggiunge adesso quest’ultima “mazzata”, forse per costringere la Sig.ra S.G. a rinunciare al lavoro, andare in pensione anticipata, rinchiudersi in casa con i propri problemi, a non infastidire i padroni del vapore, del Comune e della USL, ormai versati a trattare le disabilità come pratiche fastidiose, da svolgere formalmente al minore costo possibile, incuranti delle realtà spesso drammatiche dei cosiddetti diversamente abili e delle loro famiglie. E’ da ritenere inoltre che analoga riduzione dei servizi assistenziali sia stata riservata -nel Comune di Perugia- anche ad altre persone colpite da disabilità di vario genere e gravità e alle loro famiglie: diversamente si tratterebbe di una persecuzione ad personam, rivolta ad una persona disabile e alla sua famiglia colpevoli di non stare zitti, per avere avuto l’ardire di protestare e chiedere ciò che non solo la legge, ma semplicemente il buon senso e umanità imporrebbero. Da tempo le istituzioni competenti oppongono obiezioni di natura finanziaria: non ci sono i soldi! Certo per l’assistenza no, ma per le opere di regime o per le laute prebende percepite sì ed osano perfino parlare, con una dose vomitevole di ipocrisia, di civiltà e solidarietà. Stiamo freschi! Si vergognino piuttosto e la smettano di blaterare chiacchiere su chiacchiere; si sciacquino la bocca e provvedano a occuparsi subito e seriamente di problemi reali che la gente, specie quella meno fortunata, paga sulla propria pelle. E questo sarebbe il “feedback”, parola di tendenza e non unica, insieme a “coinvolgimento” e “compartecipazione”, nel vocabolario sempre più ricco e sempre più vuoto dei cosidetti esperti delle disabilità, più propensi ad occuparsi di bilanci, di burocrazia che di soluzioni effettive a questioni di straordinaria gravità e complessità, per i quali sono pagati da tutti noi, compresi i portatori di handicap. Voglio sperare che almeno dopo questa ennesima denuncia, qualche politico cittadino, di maggioranza o di opposizione, si muova, intervenga, e metta mano seriamente a queste questioni, magari andando anche oltre con una indagine seria sulla competenza e preparazione dei soggetti affidatari e sulle modalità di erogazione dei servizi di assistenza a Perugia e non solo. E’ superfluo sottolineare che lo scrivente e la sua famiglia non escludono il ricorso a forme clamorose di protesta per quanto sopra denunciato e per opporsi ad una inaccettabile insulto alla dignità ed ai diritti delle persone. 26 4 08 Home Up
 

Il comitato della frana di Torgiovannetto torna alla carica
ASSISI - “Semaforo e sbarre sulla 249 entro quindici giorni così da permettere, in sicurezza, la riapertura controllata della 249”. E’ questo l’ultimatum che il Comitato Frana Torgiovannetto dà alle istituzioni coinvolte nella vicenda che proprio in questi giorni ha compiuto quattro anni. Quattro anni, cioè, dalla segnalazione del problema, e tre dalla interruzione della strada provinciale 249 “Anni di bugie e impegni non rispettati – tuonano le rappresentanti dei cittadini Marina Rosati e Stefania Proietti che, nel corso di una conferenza stampa nella sala Blu del Comune di Assisi hanno elencato le “illegittimità” dell’affare frana e soprattutto la chiusura nel confronti dei cittadini che non sono più disposti ad aspettare e che annunciano azioni legali e di civile e forte protesta. Per quanto riguarda le azioni legali, portati avanti dallo studio dell’avvocato Aldo de Bellis di Perugia, il Comitato invita la Corte dei Conti a verificare la gestione dei fondi pubblici già utilizzati e di quelli stanziati per la frana. E si appella al presidente della Provincia di Perugia affinché intervenga in una situazione che deve far “vergognare” le amministrazioni pubbliche coinvolte che in quattro anni non hanno saputo risolvere il problema. Assessori, che visti i risultati, dovrebbero dimettersi”. Tutti questi aspetti saranno resi noti, attraverso l’affissioni di manifesti contenenti “Le Dieci bugie sulla frana di Torgiovannetto”, in modo che tutti sappiano cosa sta succedendo. RIAPERTURA CONTROLLATA DELLA 249 “Se l’allertamento con semaforo e sbarre andava bene per la ex statale 444 – spiega il Comitato – non si capisce perché non possa andare bene per la provinciale attualmente chiusa. Tanto più che ci sono due muri di protezione in terra armata, uno dei quali lungo 90 metri, alto 15 e con uno spessore alla base di 17 metri che, insieme ai fabbricati dell’ex cementificio, costituiscono una misura passiva e di sicurezza, di cui avevamo chiesto la verifica di resistenza statica. Nel tavolo tecnico del 5 dicembre 2006 che ha avuto luogo presso l’assessorato all’Ambiente della Regione Umbria – continuano Rosati e Proietti – avevamo avuto la rassicurazione che sarebbe stata valutata questa ipotesi. Invece, ad oggi, non c’è alcun riscontro tecnico sulla possibilità di riapertura controllata. Di quello che era stato assicurato – continua ancora il Comitato – non c’è nessuna certezza e rispetto. Il 20 dicembre, al secondo tavolo tecnico, al quale i cittadini non sono stati ammessi a partecipare nonostante le ripetute richieste, è stato detto che in quindici giorni sarebbe stato individuato il progettista delle opere per la riapertura della 249. Ennesima bugia, la comunicazione ufficiale è arrivata il 30 marzo. In quella occasione è stato comunicato che, il progettista prescelto, l’ingegner Balducci, entro il mese di aprile avrebbe comunicato i tempi necessari per la progettazione. Altra bugia, siamo a maggio inoltrato e non c’è niente, soprattutto rispetto alla nostra richiesta di riapertura controllata, che chiediamo venga presa in considerazione tecnicamente”. PORTE IN FACCIA AI CITTADINI Ma la cosa gravissima su tutta questa vicenda, secondo il Comitato, deriva dalla “totale chiusura nei confronti dei cittadini dopo l’arrivo dei 2,5 milioni di euro dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Dal 2004 i rappresentanti del Comitato – spiegano Rosati e Proietti – sono stati ammessi ai tavoli tecnici. Siamo state accolte ed ascoltate anche in sede di Protezione civile nazionale, abbiamo sempre manifestato la volontà costruttiva di voler risolvere il problema senza andare a cercare le responsabilità. Ci siamo messe a disposizione con uno staff di tecnici – aggiungono ancora – per collaborare e fornire anche tutta la documentazione tecnica sulle passate vicende della cava di cui, al momento, siamo gli unici possessori e per contro, ci hanno sbattuto la porta in faccia, non permettendoci di partecipare all’incontro del Comitato interistituzionale, creato ad hoc, per escludere i cittadini, visto che se anche avesse le funzioni di una conferenza dei servizi dovrebbe, secondo la legge 241/90 art. 9 garantire la partecipazione di soggetti “pubblici o privati, associazioni e comitati, rappresentativi di interessi diffusi, per difendere i proprio interessi”. Abbiamo cercato di parlare con il progettista al quale abbiamo chiesto un incontro e un sopralluogo sulla frana, ma ci ha definito un “soggetto politico” con il quale non può rapportarsi. Abbiamo contatto, come in precedenza l’ingegner Adriano Maraziti della Provincia di Perugia, ma anche lui ha detto che non può parlare con noi e che dobbiamo rapportarci con gli assessori. Gli abbiamo fatto scrivere dal nostro legale, avvocato Aldo De Bellis, ma non abbiamo avuto risposta. MANCATO RISPETTO DELL’ACCESSO AGLI ATTI A tutto ciò si aggiunge “l’irritazione” e la grave mancata risposta della Provincia di Perugia, che è la sola delle istituzioni coinvolte a non aver risposto alla banalissima richiesta di accesso agli atti da noi inoltrata ai sensi dell’art. 10 della legge 241/90. Alla faccia della trasparenza degli atti amministrativi, e del volume “Sopravvivere alla pubblica amministrazione “ che lo stesso ente ha pubblicato nel 2006 per favorire i cittadini nel processo amministrativo. E’ sconvolgente che, da quando sono arrivati i soldi, anche grazie alle nostre sollecitazioni su Roma, non sappiamo più nulla e che questi enti, parlino tanto di concertazione come fosse uno slogan e poi fanno quello che vogliono, continuando a non prendere in considerazione le esigenze dei cittadini. RISULTATI ZERO Anche se le amministrazioni si dichiarano impegnate nella risoluzione della frana di Torgiovannetto i risultati non ci sono. La strada è chiusa, da tre anni, sono stati spesi inutilmente 1,8 milioni di euro, per un anno si è parlato impropriamente e allarmisticamente di Vajont, si sono fatti studi super costosi successivamente confutati, si sono fatte promesse puntualmente disattese e quindi la pazienza dei cittadini è finita e soprattutto la fiducia nella politica e nelle istituzioni, è venuta a mancare. Dopo quattro anni, amministratori che non hanno saputo risolvere un problema, tecnicamente risolvibile, dovrebbero cambiare mestiere. IL DANNO AMBIENTALE Non bisogna poi dimenticare che la frana insiste sopra una cava dimessa dove nel corso degli anni, aziende privati, per proprio tornaconto economico, hanno asportato milioni di metri cubi di materiale creando una enorme “ferita” nel Monte Subasio, patrimonio mondiale dell’Unesco e parco naturale. Il danno, che ha causato la frana, è stato perpetrato anche nel corso della bonifica geostatica prevista in un progetto, finanziato con fondi pubblici. LE AZIONI Dopo anni di rispettosa attesa i cittadini reclamano con forza i propri legittimi diritti, per questo abbiamo dato mandato all’avvocato Aldo De Bellis di procedere per vie legali al fine di verificare responsabilità penali, civili e contabili su tutta la vicenda frana. Sin d’ora invitiamo la Corte dei Conti a fare i propri accertamenti sulla gestione del denaro pubblico impiegato fino ad oggi per la non risoluzione del problema. Inoltre, se la nostra richiesta di riapertura non dovesse essere presa in considerazione, avvieremo azioni senza precedenti, per far conoscere all’opinione pubblica, anche a livello nazionale, l’immane danno ambientale, causato dall’uomo, a due chilometri dalla Basilica di San Francesco. Inoltre ci appelliamo alla massima istituzione provinciale, perché essendo il responsabile dell’ente attuatore del procedimento, intervenga ed accolga le legittime richieste dei cittadini. Così come chiamiamo in causa tutte le forze politiche che si dissociano da questo cattiva gestione della cosa pubblica”...

Ancora un appello dei
genitori di Fabrizio Catalano

di Caterina Migliazza
TORINO - Sono Caterina Migliazza, mamma di Fabrizio Catalano, scomparso ad Assisi nel luglio 2005 .Come molti di voi già sapranno, per il 24 maggio 2007 abbiamo organizzato una fiaccolata per Fabrizio. Inoltro a voi la lettera che ho inviato ad amici e colleghi, perché ormai, dopo innumerevoli contatti che ho avuto con voi ed il vostro prezioso aiuto, vi considero tali. Allego anche le locandine che stiamo diffondendo. Sono stati invitati alla manifestazione : I Sindaci dei Comuni di Torino, Grugliasco, Pianezza,Borgaro, Nichelino, Carmagnola, Settimo, Rivoli e di altri Comuni della provincia di Torino; il Sindaco di Potenza; il Sindaco di Assisi; il magistrato di Perugia Dr. Sottani, che segue il caso; Il Prefetto Goffredo Sottile, il Prefetto Rino Monaco (del Coordinamento nazionale per le Persone Scomparse); l’ on. Mercedes Frias, relatrice del disegno di Legge sullo stesso argomento, in discussione alle Camere; la sen.Elisa Pozza Tasca e la sig.a Gilda Milani, del Comitato veneto dell’ Associazione Penelope; il Cardinal Poletto; interverrà una delegazione con il Sindaco del Comune di Girifalco (CZ), mio paese di origine; tutte le Associazioni presenti sul territorio, i Comitati di quartiere, le Parrocchie e le Scuole. Sarà presente una troupe di “Chi l’ha Visto?”. Al termine della fiaccolata saremo accolti dal Consiglio Comunale di Collegno e dal suo sindaco, Silvana Accostato, riuniti presso la Sala Consiliare. Certa in una vostra partecipazione all’ evento, con la dovuta diffusione preventiva delle informazioni sulla manifestazione, attendo con ansia vostre notizie, invitandovi a contattare, per ogni ulteriore informazione e chiarimento, una persona da me incaricata, Marilù Tomaciello, al suo n.di tel cell. 3472697703, o al suo indirizzo e-mail : napet3@alice.it o m.tomaciello@inail.it
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L’Italia dei Valori condivide l’atto di accusa
di un agente di commercio

FOLIGNO - L’INPS usuraio di stato ‘Sono un agente di commercio che nel passato ha avuto la sfortuna di non riuscire a guadagnare neanche per coprire le spese e quindi anche la mia personale quota annuale dell'inps; è accaduto che un mio diritto è diventato la mia persecuzione perchè l'Inps non ha voluto sentire ragioni è mi ha messo in seria difficoltà iscrivendo il debito alla SORIT che ha triplicato il credito fino a richiedere il pignoramento dei beni. Oggi sto faticosamente risalendo la china con un nuovo lavoro. Se è vero che la Costituzione della ns. Repubblica è fondata sul lavoro, come è possibile che lo Stato avalli pensioni enormi a danno dei più sfortunati che sono costretti a pagare importi che non guadagnano neanche sudando sette camice ? o Peggio : Come è possibile che lo Stato permetta che l'INPS possa raddoppiare e triplicare gli importi dei contributi non pagati allo stesso beneficiario ed addirittura pignorando quel poco che si ha ? Non è giusto che l'INPS chieda ben 2.671,20 euro per il 2007 , fregandosene se c'è un guadagno o no. Solo per retroattivi pagamenti ho pagato ben 7,700 euro ed ora sono al verde, .non ho più denaro per acquistare la merce per lavorare. .La partita iva era stata chiusa per mancato guadagno e per bilancio negativo. Oggi ho clienti che non pagano più puntuali come prima, ed ho il terrore che prima o poi anche l'ufficio IVA mi multi per il ritardato pagamento ed che i fornitori ovviamente non mi riforniscano se non pago. L'inps...la mia Inps, nata per la mia vecchiaia, oggi è diventato il mio incubo che mi sta facendo fallire. Francamente comincio a maledire il giorno in cui mi sono fidato del sindacato, quel sindacato che ha confuso e ingannato la classe operaia, inducendola ignobilmente contro le singole libere attività additandole come ladri e evasori di tasse, ma disconoscendo e coprendo i doppi lavori e incarichi in nero dei dipendenti e le consulenze assegnate attraverso incarichi politici. Non è giusto ! Vorrei che i dirigenti provassero a passare una sola notte senza poter dormire, per gli incubi e pensieri sul come affrontare il giorno che verrà! Il peggio è che non c'è legge che protegge da ingiustizie, ma solo codici creati per eludere la legge ed allungare i processi fino alla morte del richiedente o alla prescrizione del reato. ! Secondo voi..viviamo in un Italia libera? Siamo in regime di dittatura fiscale imposta da tutti i governi, per abbassare il debito enorme, che loro hanno creato ! Hanno iniziato con l'una tantum...per arrivare a fare leggi per tassare i poveri cittadini, votando tutti no all'unico tentativo proposto da un solo onesto partito per abbassare del 50 % i ricchi stipendi e rimborsi spese dei politici e dirigenti. In sostanza , se la pensione è un diritto commisurato agli anni ed importi versati, come può un contributo non pagato, diventare la condanna e distruzione di un poveraccio che non trovando lavoro, prova a rischiare in proprio ? E' giusto perseguire le aziende che non pagano i contributi ai loro dipendenti...ma cosa centra prendersela con un singolo individuo che per sventura non guadagna a sufficienza neanche per pagare che il proprio sostentamento? E se ha famiglia? anche i figli vengono messi in strada o sul lastrico. E' giusto che un giovane o un uomo che ha il coraggio di mettersi in proprio, prima ancora di sapere se guadagnerà...venga iscritto come debitore a prescindere dell'INPS ? L'Iva è in % in base alle vendite, le tasse ..idem... e quindi se non si vende non si pagano tasse e nè iva ma l'inps? Perchè l'Inps deve essere il persecutore? L'Inps è l'usuraio peggiore in questi casi e non è giusto che per un diritto proprio si sia sottoposti ad ingiunzione e pignoramento dei beni faticosamente accantonati con i sacrifici di un'onesta vita. Pietro C.’ ...

Minimetrò, che rumore!
di Margherita Mezzanotte
PERUGIA - Allarme inquinamento acustico a Perugia. Lo dice la relazione dell’Arpa, l’Agenzia regionale prevenzione e ambiente. Il Minimetrò fa ancora parlare di sé, e questa volta per ragioni tutt’altro che sottovalutabili. La grande opera pubblica, la cui progettazione è stata intrapresa da quasi 10 anni, sembra non possa ancora concludere il suo doloroso travaglio. Contestata fin dalle origini, quella che doveva essere una soluzione alternativa alla mobilità perugina, un modello di riferimento in Italia e in Europa, riscontra un’ulteriore criticità fino ad oggi sottovalutata : la forte rumorosità. Il sistema minimetrò, è costituito da 25 vetture che si muovono su ruote gommate, scorrendo su due rotaie di acciaio. Il moto dei veicoli, è trasmesso da una fune di acciaio mossa da un motore elettrico. È proprio il rumore intenso a bassa frequenza provocato dalle vibrazioni della fune, l’oggetto delle contestazioni. Già dopo le prime prove di collaudo, i residenti delle zone interessate dal minimetrò, il tratto di strada che da Pian di Massiano arriva a Pincetto, si dicono sconcertati, fortemente infastiditi dai rumori insopportabili della macchina. E rivendicano il diritto di abitare la proprietà senza limitazioni e senza dover subire l’inquinamento acustico. Lo fanno associandosi. In questi giorni sono nati vari Comitati, l’ultimo dei quali ieri sera, sabato 5 maggio 2007, presso il CVA di Madonna Alta (Perugia), una delle zone interessate dal minimetrò. Più di un centinaio le persone presenti all’assemblea, aperta dal Consigliere Regionale e Capogruppo di An, Franco Zaffini. Non in veste politica, ma in quanto residente in una area colpita dal fenomeno in questione. Il comitato prenderà il nome di CO.DA.MI., Comitato per la tutela dei cittadini danneggiati dal Minimetrò, e auspica una coesione con gli altri comitati nascenti o già in vita. L’intento è quello di tutelare e salvaguardare il diritto alla salute dei cittadini, ad una loro sana e serena vita all’interno della propria abitazione. Il rischio da evitare è anche quello di una svalutazione degli immobili di proprietà, una “dequalificazione” delle zone adiacenti all’infrastruttura. Molti tra i presenti hanno condiviso le proprie esperienze, i loro piccoli e grandi disagi quotidiani. L’associazione è nascente, ma se il fenomeno non si ridimensionerà, si prevede una sempre maggiore adesione della cittadinanza.…26/04/2008...

Tre ore prigionieri del Parcheggio dell'Ospedale Santa Maria della Misericordia
di Gaetano Fiacconi
PERUGIA - Egregio Comandante, sono a scriverle perché ritengo doveroso informarla su i fatti occorsi a me e ai miei genitori la mattina del 17 aprile 2007. Intorno alle 7.30 ho ricevuto la telefonata di mio padre che mi comunicava di essere rimasto bloccato nel parcheggio dell’ospedale Silvestrini a causa di una macchina parcheggiata al centro della corsia di accesso al parcheggio. Mio padre ha 79 anni è disabile al 100% a causa del diabete, inoltre è cardiopatico ed ha subito una operazione al cuore nel 2005; mia madre ha 75 anni , anche lei invalida: a marzo 2007 ha subito una operazione all’aorta addominale per un aneurisma. Mi sono subito recato al parcheggio ed ho tentato io per primo di far uscire l’auto (una vecchia Audi 80, peraltro abbastanza lunga) dal parcheggio, ma nonostante i miei riflessi e le mie capacità fossero più pronti non sono riuscito a sbloccarla. Alle 7.50 circa mi sono recato alla portineria dell’ospedale ed ho chiesto la possibilità di un Carro Attrezzi; la signora della portineria ha effettuato la prima telefonata, nella quale l’Agente Eliana (omissis) mi ha detto che era sobillata di lavoro e che non c’era neanche un agente disponibile a venire fino al Silvestrini, mi ha inoltre detto di cercare intorno all’auto il proprietario, ovviamente ho subito cercato di spiegare alla signora (omissis) che cercare il proprietario di una macchina al Silvestrini era come cercare un ago in pagliaio, la stessa signora (omissis) mi rassicurava dicendo che avrebbe mandato qualcuno al più presto. Nel frattempo mio padre iniziava ad avvisare fastidiosi problemi con i battiti cardiaci, erano entrambe rimasti lungo la strada ad attendere la Polizia Municipale; ho invitato mia madre ad accompagnarlo all’interno dell’ospedale per controllare la pressione arteriosa e ho tentato di mettermi in contatto con di nuovo con l’ufficio della Polizia Municipale, ma invano. Alle 8.40 sono riuscito a parlare nuovamente con i suoi sottoposti ed ho ricevuto risposte gravi ed anche offensive. Ho cercato di spiegare la condizione dei miei genitori all’interlocutore, specificando che eravamo rimasti in mezzo alla strada ad attenderli per 40 minuti, la signora Eliana (omissis) mi ha ripetuto che non aveva nessuno da mandare visto che i Vigili erano impegnati sulle strisce pedonali delle scuole ed altri in un incidente, spazientita ha ribattuto “se non ce li ho mica glieli stampo”. Ovviamente non avevo nessun bisogno di Vigili stampati e, indispettito da una risposta poco corretta nei confronti del cittadino, le ho chiesto di assumersi le proprie responsabilità nei confronti di due anziani disabili lasciati per strada. “non li ho mica lasciati per strada!” ha urlato dentro al cornetta, con molta calma ho cercato di spiegare alla signora che era ovvio che la macchina fosse in strada…no? A quel punto ho ritenuto scorretto ed offensivo il comportamento di un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni che si permette di alzare la voce nei confronti di un libero cittadino che fra l’altro sta chiedendo aiuto. Ed ho cercato di far valere i miei diritti quando la signora ha deciso che quello era un posto pubblico e non poteva più stare al telefono con me, tagliando le mie parole ha detto “la saluto” ed ha chiuso. Appurato che mio padre stava a reparto e che le sue condizioni erano sotto controllo mi sono rivolto ai Carabinieri di Castel del Piano, scusandomi per il disturbo e specificando che pur consapevole che non era di loro competenza avevo bisogno di aiuto. Il Brigadiere che ha risposto mi ha suggerito di parlare direttamente con il Comandante della Polizia Municipale. Non è stato possibile parlare con Lei, mi hanno riferito che era impegnato ad una iniziativa al Palazzo dei Priori. Sono rimasto in attesa. Alle 9.20 si sono presentati due Agenti (un vigile ed una vigilessa), ma non il carro attrezzi, dopo avergli indicato la macchina di mio padre, sono stato anche rimproverato dalla vigilessa perché la mia macchina era dietro a tutte le altre; ovviamente ho ribattuto alle spiacevoli insinuazioni che la macchina si trovava lì perché ero sopraggiunto dopo. Ci sono voluti circa 40 minuti perché i suoi agenti rintracciassero il proprietario dell’auto, ma è stato impossibile contattarlo e mentre il Vigile con grande garbo cercava di parlare con mio padre, la Vigilessa mi comunicava che nessun Carro Attrezzi in tutta la città di Perugia era disponibile a venire a togliere la macchina e così mi sollecitava a risalire nell’auto di mio padre e spostarla dietro le sue indicazioni – ovviamente ho ribadito che questa prova l’avevo già fatta e mi sono sentito umiliato per l’icredulità dell’agente. Alle ore 10.10 è arrivato il proprietario di una delle macchine che erano parcheggiate a fianco, a quel punto nello spazio vuoto sono riuscito a fare manovra. Così i miei genitori sono potuti ripartire per Città della Pieve dove risiedono e che ovviamente per essere alle 7.00 al Silvestrini per i prelievi del sangue avevano lasciato la loro casa intorno alle 6.00 di mattina. Dopo aver ringraziato gli agenti una cosa mi ha lasciato molto perplesso: che nessuno dei due ha lasciato la multa sull’auto parcheggiata in divieto di sosta e che ci aveva tenuti prigionieri per ben 3 ore. Mi viene spontaneo rivolgerle alcune domande: 1) Una infrazione all’impianto semaforico quando segnala il giallo ( con due, tre minuti di tempo per accorgersene) genera multe sostanziose e riduzione dei punti sulla patente, il parcheggio in sosta vietata di fronte all’auto di un disabile (mio padre aveva ovviamente il cartellino esposto) genera solo le mie tre ore di attesa? Non sono attuabili sanzioni? 2) Ma sei quei due anziani non fossero stati i miei genitori ed io non avessi avuto la possibilità di raggiungerli, chi avrebbe fatto valere i loro diritti? Quale umiliazione di fronte alla risposta “io i vigili mica li stampo”…non trova che due disabili di 78 e 75 anni abbiano diritto ad un trattamento migliore? Forse è utile che persone come la signora Eliana (omissis) si rivolgano ai cittadini con più cortesia, soprattutto quando chiedono aiuto. E se fossero stati i suoi genitori quali sentimenti avrebbe generato in lei vederli dimenticati in un parcheggio per tre lunghe ore? 3) In moltissime scuole della città vedo che alle strisce pedonali prestano servizio volontario anziani, carabinieri a riposo, membri di associazioni; come è possibile che ancora alle 9.00 tutti i vigili della zona facessero servizio ai bambini? E soprattutto perché non incrementare il servizio dei volontari in tal senso piuttosto che negare l’intervento dei pubblici ufficiali? 4) Non sarebbe utile istituire un presidio di vigilanza anche dentro al Silvestrini onde evitare certi inconvenienti? Martedì mattina ho potuto constatare che il parcheggio selvaggio non è più solo questione di superficialità dei cittadini o di inciviltà, ma una esigenza visti i lavori in corso. Forse pensare ad una postazione dei suoi agenti consentirebbe una migliore fruizione degli spazi ed eviterebbe a chi si reca in un posto di “dolore e malattia” di trovarsi in ulteriori situazioni spiacevoli perché…dopo il nostro intervento i suoi agenti si sono trovati a farne altri e soprattutto prima del nostro erano stati chiamati da altrettanti pazienti bloccati. 5) Mi sembra scontata un’ultima domanda perché esiste una burocrazia così farraginosa e lenta per tali interventi? Non sarebbe bastato mandare un vigile con il Carro Attrezzi dopo la prima telefonata? E mi domando ancora perché non ampliare il numero delle carrozzerie convenzionate visto che alle 7.40 di mattina tutti erano impegnati altrove? Oppure perché non investire il denaro pubblico nell’acquisto di un Carro Attrezzi municipale o forse anche uno per ogni delegazione? Ho 32 anni, mi occupo di giornalismo e casi come questi mi sembra che debbano far interrogare le istituzioni, i cittadini e anche chi come Voi dovrebbe far rispettare le regole, sarei davvero felice di sapere cosa pensa in merito e se avrà due minuti di tempo leggerò volentieri la Sua risposta. Ciò farebbe si che il mio non rimanga solo uno sfogo o un lagnanza, ma possa dare spazio per esempio a reportage o articoli per la sensibilizzazione di chi potrebbe migliorare certi servizi. Gaetano Fiacconi 3471069450...

Buche e voragini in E45
di Egle Priolo
PERUGIA - Il consiglio di amministrazione dell’Automobil Club di Perugia ha deliberato di presentare un esposto-denuncia per quanto riguarda lo stato della E45. A darne notizia, il suo presidente Ruggero Campi che ha insistito sulla necessità di “accertare le cause che hanno determinato il disastroso stato di questa strada e constatare eventuali responsabilità”. “È evidentemente inutile – ha spiegato il presidente dell’Aci Perugia - continuare a far notare la quantità di buche, la presenza di smottamenti e voragini o il pietoso stato del manto statale lungo tutta la E45. Noi quindi adesso vogliamo sapere come sia possibile che una strada del genere venga messa a disposizione di automobilisti e camionisti. Vogliamo sapere come e quando è stata collaudata. Come e da chi sono stati eseguiti gli studi di fattibilità e scelti i materiali. Come è possibile che si sia ridotta così e per responsabilità di chi. Perché il problema a questo punto non è sullo stato attuale della E45, ma su come sia stato possibile arrivarci, a questo stato”. L’Automobil Club Perugia ha scelto infatti la strada dell’esposto-denuncia perché “sia una voce che vada al di là della protesta. Una voce – ha proseguito il presidente Campi – per chiedere l’accertamento di responsabilità, ma non certo per il gusto di vedere delle persone coinvolte, ma perché la E45 è ormai un’infrastruttura che limita in maniera veramente vergognosa e gravissima la libertà dei cittadini, dei loro spostamenti e che soprattutto ne pregiudica l’incolumità. Ci sono tratti, come quello da Pieve Santo Stefano a Bagno di Romagna, solo per fare un esempio, in cui si rischia la vita tutti i giorni. Sembra di essere ritornati agli anni ’60, con infrastrutture fatiscenti e pericolose: eppure sulla E45 negli anni ottanta si circolava in tranquillità. Com’è possibile che nel 2007 abbiamo fatto un balzo indietro? Mi si risponde che quella è una strada di montagna diventata così per il freddo e la pioggia, ma ci sono strade anche a 2000 metri e non sono certamente ridotte come la E45. Il problema allora sta a monte, al momento dei collaudi e dei progetti: è ora di capire dove si è sbagliato, per poter correggere gli errori”. In merito, infine, alle notizie apparse sui giornali sulla possibile chiusura della E45 nella zona del Verghereto per tre anni, il presidente dell’Aci Perugia spiega come questa chiusura “sia la prova del nove di quanto stiamo affermando. I lavori sono necessari, ma la chiusura di un’arteria così importante per un periodo così lungo dimostra come negli anni passati nessuno si sia occupato in maniera seria e concreta del problema”...

Siringhe usate, tossici che si
bucano e c'è anche chi vomita sangue!

di Marcello Migliosi
(UJ.com) PERUGIA - Siringhe usate, tossici che si bucano e c'è anche chi vomita sangue! No, non è uno scenario apocalittico di un film dedicato alle realtà suburbane delle grandi metropoli: ma e' "solo" Perugia! In un piazzale nei pressi di via Brunamonti - chi ci scrive ha uno studio professionale situato proprio lì -, accade di tutto. Il sei di marzo scorso per esempio, proprio sullo slargo antistante (date un'occhiata cliccando sulla foto)  la scuola elementare "Ciabatti", mentre chi ci ha scritto stava parcheggiando l'auto, un uomo - dell'apparente età di 30 35 anni -, stava vomitando sangue! Ai suoi piedi una siringa usata! E di siringhe usate, davanti la scuola ce ne sono in quantità industriale. Al drammatico fatto hanno assistito anche una signora e un altro paio di persone che stavano attendo che i figli uscissero da scuola. «Ho denunciato il fatto - dice il nostro lettore - è la mattina del sette le siringhe, con gli aghi sporchi di sangue, erano sparite. Probabilmente sono intervenuti a seguito della mail che il professionista ha inviato alla Polizia municipale di Perugia oltre, ovvio, al nostro giornale». «La speranza - ci ha detto al telefono il nostro lettore (ha inviato lui stesso le foto) - è che tutto fosse finito con quell'episodio. Invece vengo a sapere che anche la ragazze ospiti del collegio delle clarisse vanno da anni lamentando la presenza di tossici che si bucano e di siringhe usate nella zona di via Brunamonti». Tanto per capirci la strada è quella che, da Portapesa conduce verso l'ospedale di Monteluce passando nei pressi di un distributore della Total. Piazzale, quindi, via e persino il giardino della scuola, il cui cancello è sempre aperto, invasi dalle siringhe e frequentati da tossicodipendenti che, oramai, non si nascondono nemmeno più quando si fanno il buco quotidiano e se lo praticano proprio davanti ad una scuola, davanti ai bambini, davanti a chiunque si trovi a passare lì in quel momento. E, poi, di certo quell'uomo che vomitava sangue era anche malato! E come tale ha diritto a cure, ha diritto ad essere aiutato, ma chi vigila ha il dovere di non esporre bambini, ragazze, persone ad eventuali contagi o infezioni...
 
 
 
 

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