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   Cronaca                                                                                                                                                                                                 

Guardia di Finanza,
ancora un altro sequestro

13 mag 2008 18.13.50 Ancora un altro sequestro di una discarica abusiva da parte della Guardia di Finanza per la tutela dell’ambiente e della saluta dei cittadini. Con particolare riferimento al fenomeno delle discariche abusive che tanto spesso deturpano il nostro territorio, i finanzieri di Gubbio hanno scoperto in data 11 maggio 2008, posta all’ interno di sito in cui avviene la lavorazione di inerti, in località Bagnara nel comune di Nocera Umbra, un’area avente un estensione di circa 6.000 mq ove erano stati ammassati, in maniera incontrollata, fanghi derivanti dalla lavorazione di inerti per complessivi mc. 30.000 circa. Detti fanghi se pur classificati come rifiuti speciali non pericolosi, risultano essere tossici, nocivi ed irritanti. L’area è stata posta sottosequestro ed “isolata” con apposite segnalazioni, in attesa che l’ARPA Umbria ed il Comune, ufficialmente informati per quanto di rispettiva competenza, procedano agli ulteriori rilevamenti del caso. Il proprietario del terreno è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Perugia per violazione dell’art. 256 del Decreto Legislativo nr.152/2006 - “Attività di gestione di rifiuti non autorizzata”, che punisce con la pena dell'arresto da sei mesi a due anni e con l'ammenda da 2.600 a 26.000 Euro chiunque realizza o gestisce una discarica non autorizzata...

Carabinieri Città di Castello,
controllo contro alcol e droga

13 mag 2008 17.46.16 Nel tardo pomeriggio di ieri e nella notte i militari della Compagnia di Città di Castello, nel quadro della campagna contro il consumo di sostanze proibite e dell'abuso di alcool alla guida, hanno deferito 2 persone fermate per un controllo mentre transitavano per le vie del centro della cittadina tifernate. Il primo episodio, avvenuto intorno alle ore 18.00, ha visto protagonista un cittadino extracomunitario, di nazionalità algerina, che vive a Città di Castello lavorando come artigiano. L'uomo, un 33enne, è stato fermato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile alla guida di un autoveicolo e, attraverso gli accertamenti di routine, si certificava che la patente di guida esibita dall'uomo non era valida poichè facente parte di uno stock di documenti rubati anni addietro. L'algerino, avendo violato l'Art. 648 C.P., (Ricettazione) è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia. L'altro fatto è accaduto nella notte intorno alle ore 2 e, sempre grazie all'ottimo intuito dell'equipaggio di una gazzella del Radiomobile, si è riusciti a sorprendere un giovane di 25 anni, nato e residente in Alta valle, che deteneva sostanze illecite. Il ragazzo, fermato in prossimità di un incrocio, a Città di Castello, all'atto del controllo, ha subito mostrato segni di eccessivo nervosismo che hanno insospettito i Carabinieri. Sottoposto a perquisizione veicolare e personale, è risultato che il giovane occultava sulla propria persona della sostanza stupefacente del tipo hashish, avvolta in carta cellophane, del peso complesivo di una decina di grammi. A questo punto i militari, in presenza della violazione di cui all'Art. 75 del D.P.R. 309/90, hanno provveduto a segnalare il giovane all'Ufficio Territoriale del Governo di Perugia. Sostanza stupefacente sequestrata. '...
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Operazione antiprostituzione
a Perugia, nuovi arresti

Maria Francisca, Rosana Raimunda e Rosangela Aparecida Martin, poi Adré Aparecido Tantucci e Gomes de Oliveira, sono i membri della banda che, per prima, ha portato la prostituzione a Perugia, in particolare quella transessuale. A capo dell’organizzazione malavitosa, smantellata da un indagine della polizia cominciata verso la fine del 2006, la più vecchia del gruppo: Maria Francisca Martins nata a Leandro Ferreira, ovviamente in Brasile. La cinquantottenne, insieme al suo gruppo, è stata arrestata con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. A disposizione di Martins c’erano 9 appartamenti, tutti regolarmente affittati – la donna è in possesso di permesso di soggiorno -, le case sono situate nelle vie da sempre note a Perugia come zone a luci rosse. Nelle abitazioni, pagando fino a cento euro al giorno dopo una una tantum di circa 2500 euro, come gabella di inizio, sono stati fatti prostituire, a turno decine e decine di viados e di giovani ragazze. L’età delle persone sfruttate si aggira tra i 16 e i 30 anni. La banda controllava il meretricio anche su strada. Se qualcuno degli sfruttati si rifiutava di pagare o ritardava, l’organizzazione incaricava un gruppo di picchiatori che recuperava con la forza il denaro. L’indagine, che non può dirsi ancora conclusa, è stata coordinata dal sostituto procuratore della repubblica, Alessandro Cannevale e le ordinanze di custodia cautelare sono state firmate dal giudice per le indagini preliminari, Marina De Robertiis.

I Carabinieri di Bastia
fermano uno spacciatore

13/05/2008 18.13.50 Arrestato a Bastia Umbra un albanese che consegnava droga a un cliente. Nella sua casa e' stato sequestrato piu' di un etto di cocaina. I carabinieri hanno trovato anche un bilancino di precisione, l'occorrente per confezionare la droga in dosi e una consistente somma di denaro in contanti provento dello spaccio. L'albanese, di 26 anni ed incensurato, e' stato arrestato e il cliente segnalato alla prefettura...

La Finanza scopre frode per oltre 4 milioni di euro 09 mag 2008 21.48.19 - Gli uomini della Tenenza della Guardia di Finanza di Assisi hanno concluso in questi giorni tre complesse verifiche fiscali, avviate nello scorso mese di febbraio nei confronti di altrettante società di capitali aventi sede in Bastia Umbra, tutte esercenti l’attività di costruzione e vendita di immobili residenziali e commerciali. Facenti parte di un unico gruppo che negli anni scorsi ha movimentato dinamicamente il mercato immobiliare, le società erano specializzate negli immobili di categoria e finiture medio-alte, costruiti e venduti in molti comuni della provincia di Perugia. Le attività ispettive sono state avviate solo dopo che gli investigatori della Tenenza di Assisi, avendo raccolto un gran numero di informazioni sul territorio ed averle analizzate, approfondite e verificate, grazie anche ai riscontri ed agli “incroci” resi possibili dalle interrogazione alle banche dati in uso al Corpo, avevano delineato un quadro indiziario di evasione e frodi fiscali particolarmente solido e corposo. Gli interventi conseguentemente attuati hanno da subito confermato l’attendibilità del lavoro svolto a monte, atteso che già dai primi giorni di esami contabili e documentali i finanzieri sono stati in grado di appurare un’evasione fiscale sistematica e ricorrente, normalmente quantificabile nel 30% del valore degli immobili ceduti, ma con punte fino al 45-50%. La metodologia fraudolenta utilizzata era collaudata e consolidata: le parti, infatti, dopo aver redatto un compromesso con i valori reali, provvedevano al successivo “rogito” e perfezionamento della vendita con l’indicazione di valori nettamente inferiori, distruggendo poi integralmente o parzialmente il compromesso precedentemente compilato. I verificatori della Guardia di Finanza hanno così minuziosamente ricostruito quasi duecento transazioni immobiliari, arrivando a determinare i reali valori di vendita di case, appartamenti e negozi attraverso la comparazione di valori ed elementi oggettivi desunti da altri tipi di atti e contratti, nonché dai dati acquisiti presso l’Osservatorio del Mercato Immobiliare. Il complesso di queste ed altre attività, corroborate dai controlli effettuati nei confronti di tutti gli acquirenti – privati e imprenditori - molti dei quali hanno dichiarato e dimostrato di aver pagato somme nettamente superiori a quelle riportate nei rogiti notarili, hanno permesso di constatare che le tre società hanno nascosto al fisco redditi per complessivi 4 milioni di Euro. Le verifiche hanno permesso altresì di scoprire un’evasione all’IRAP per circa 3,5 milioni di Euro e all’imposta sul valore aggiunto per circa 600.000 Euro. I rappresentanti legali delle società verificate sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria per violazioni fiscali costituenti reato. .
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Giombini Faccia a faccia con il gup
13/05/2008Sono arrivati attorno alle 9,30 a palazzo di giustizia, a Perugia, gli avvocati degli indagati nell’ambito dello scandalo delle false fatturazioni dove è coinvolto, tra gli altri, l’imprenditore Leonardo Giombini. L’appuntamento era davanti al giudice per le udienze preliminari, Nicla Flavia Restivo, per l’atto finale prima di un eventuale rinvio a giudizio. Le ipotesi di reato sono, a vario titolo, false fatturazioni, appropriazione indebita, riciclaggio e una valanga di reati finanziari. A inguaiare seriamente il costruttore, avrebbe pensato Giancarlo Lo Forte (detto «Celentano»), chiamato a rispondere anche di estorsione. Durante un colloquio intercettato, quest’ultimo, dopo essere uscito dal carcere, chiedeva la sua parte di denaro, per non spifferare tutto alla Guardia di finanza. Al centro della «Giombini 1» c’era la vendita ‘in nero’ di alcuni appartamenti per cui l’imprenditore, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe evaso qualcosa come un milione e mezzo di euro. Frode fiscale e falso in bilancio le imputazioni, ma anche appropriazione indebita di una parte del denaro fatto transitare anche all’estero (San Marino-Lussemburgo-Italia). Le dichiarazioni di Giancarlo Lo Forte di fatto diedero il via all’inchiesta: l’uomo raccontò agli inquirenti tutto ciò che sapeva della galassia che ruotava attorno al costruttore. La magistratura umbra contesta non solo il reato di false fatturazioni al fine di evadere le imposte, ma anche la bancarotta fraudolenta (i ‘ricchi’ fallimenti) per alcune società che facevano capo a Lo Forte. La vicenda della riserva nera degli appartamenti era già emersa durante gli interrogatori in carcere del costruttore, arrestato in seguito alla scoperta dell’operazione Sg Capital-Immobiliari centri commerciali e rimasto in cella per oltre 60 giorni. Lo stesso Giombini aveva ammesso che la riserva di denaro transitata all’estero non era il frutto delle fatture per operazioni inesistenti relative alla compravendita del terreno di Collestrada, bensì il «nero» della vendita di alcuni appartamenti tra il 1995 e il 1999. I pubblici ministeri Sergio Sottani e Claudio Cicchella, titolari dell’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza, avevano aperto anche un’altra tranche, contestando il reato di corruzione in atti giudiziari, inchiesta che ha poi preso la strada della capitale Giombini Faccia a faccia con il gup Oggi l’udienza preliminare per decidere sul rinvio a giudizio del costruttore perugino e di altre quattordici persone indagate (da La Nazione) E’ FISSATA per stamani l’apertura dell’udienza preliminare davanti al gup Nicla Restivo, per le quindici persone, compreso l’imprenditore Leonardo Giombini, finite nei guai nel 2006 per lo scandalo false fatturazioni. Insieme al costruttore, nell’elenco degli inquisiti figurano anche il commercialista Luca Bufalini e l’architetto Raffaele Di Palma, alcuni collaboratori dell’imprenditore, sua moglie e il padre. Ma non solo: compaiono anche i nomi del presidente di Coop Centro Italia Giorgio Raggi, del presidente dell’immobiliare della cooperativa, Roberto Oglialoro e del suo vice Paolo Grazi. Le ipotesi di reato sono, a vario titolo, false fatturazioni, appropriazione indebita, riciclaggio e una valanga di reati finanziari. A inguaiare seriamente il costruttore, avrebbe pensato Giancarlo Lo Forte (detto «Celentano»), chiamato a rispondere anche di estorsione. Durante un colloquio intercettato, quest’ultimo, dopo essere uscito dal carcere, chiedeva la sua parte di denaro, per non spifferare tutto alla Guardia di finanza. Al centro della «Giombini 1» c’era la vendita ‘in nero’ di alcuni appartamenti per cui l’imprenditore, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe evaso qualcosa come un milione e mezzo di euro. Frode fiscale e falso in bilancio le imputazioni, ma anche appropriazione indebita di una parte del denaro fatto transitare anche all’estero (San Marino-Lussemburgo-Italia). Le dichiarazioni di Giancarlo Lo Forte di fatto diedero il via all’inchiesta: l’uomo raccontò agli inquirenti tutto ciò che sapeva della galassia che ruotava attorno al costruttore. La magistratura umbra contesta non solo il reato di false fatturazioni al fine di evadere le imposte, ma anche la bancarotta fraudolenta (i ‘ricchi’ fallimenti) per alcune società che facevano capo a Lo Forte. La vicenda della riserva nera degli appartamenti era già emersa durante gli interrogatori in carcere del costruttore, arrestato in seguito alla scoperta dell’operazione Sg Capital-Immobiliari centri commerciali e rimasto in cella per oltre 60 giorni. Lo stesso Giombini aveva ammesso che la riserva di denaro transitata all’estero non era il frutto delle fatture per operazioni inesistenti relative alla compravendita del terreno di Collestrada, bensì il «nero» della vendita di alcuni appartamenti tra il 1995 e il 1999. I pubblici ministeri Sergio Sottani e Claudio Cicchella, titolari dell’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza, avevano aperto anche un’altra tranche, contestando il reato di corruzione in atti giudiziari, inchiesta che ha poi preso la strada della capitale ..

Giombini Faccia a faccia con il gup Oggi l’udienza preliminare per decidere sul rinvio a giudizio del costruttore perugino e di altre quattordici persone indagate (da La Nazione) E’ FISSATA per stamani l’apertura dell’udienza preliminare davanti al gup Nicla Restivo, per le quindici persone, compreso l’imprenditore Leonardo Giombini, finite nei guai nel 2006 per lo scandalo false fatturazioni. Insieme al costruttore, nell’elenco degli inquisiti figurano anche il commercialista Luca Bufalini e l’architetto Raffaele Di Palma, alcuni collaboratori dell’imprenditore, sua moglie e il padre. Ma non solo: compaiono anche i nomi del presidente di Coop Centro Italia Giorgio Raggi, del presidente dell’immobiliare della cooperativa, Roberto Oglialoro e del suo vice Paolo Grazi. Le ipotesi di reato sono, a vario titolo, false fatturazioni, appropriazione indebita, riciclaggio e una valanga di reati finanziari. A inguaiare seriamente il costruttore, avrebbe pensato Giancarlo Lo Forte (detto «Celentano»), chiamato a rispondere anche di estorsione. Durante un colloquio intercettato, quest’ultimo, dopo essere uscito dal carcere, chiedeva la sua parte di denaro, per non spifferare tutto alla Guardia di finanza. Al centro della «Giombini 1» c’era la vendita ‘in nero’ di alcuni appartamenti per cui l’imprenditore, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe evaso qualcosa come un milione e mezzo di euro. Frode fiscale e falso in bilancio le imputazioni, ma anche appropriazione indebita di una parte del denaro fatto transitare anche all’estero (San Marino-Lussemburgo-Italia). Le dichiarazioni di Giancarlo Lo Forte di fatto diedero il via all’inchiesta: l’uomo raccontò agli inquirenti tutto ciò che sapeva della galassia che ruotava attorno al costruttore. La magistratura umbra contesta non solo il reato di false fatturazioni al fine di evadere le imposte, ma anche la bancarotta fraudolenta (i ‘ricchi’ fallimenti) per alcune società che facevano capo a Lo Forte. La vicenda della riserva nera degli appartamenti era già emersa durante gli interrogatori in carcere del costruttore, arrestato in seguito alla scoperta dell’operazione Sg Capital-Immobiliari centri commerciali e rimasto in cella per oltre 60 giorni. Lo stesso Giombini aveva ammesso che la riserva di denaro transitata all’estero non era il frutto delle fatture per operazioni inesistenti relative alla compravendita del terreno di Collestrada, bensì il «nero» della vendita di alcuni appartamenti tra il 1995 e il 1999. I pubblici ministeri Sergio Sottani e Claudio Cicchella, titolari dell’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza, avevano aperto anche un’altra tranche, contestando il reato di corruzione in atti giudiziari, inchiesta che ha poi preso la strada della capitale.. Home Up

 

La Questura di Terni ha bloccato un matrimonio
Personale dell’ufficio Immigrazione e della Polizia Amministrativa della Questura di Terni, nell’ambito della attività di contrasto del fenomeno dei c.d. matrimoni simulati tra cittadini italiani ed extracomunitari è intervenuto, nella mattina di sabato 03 maggio u.s. nei pressi del Municipio, impedendo la celebrazione di un matrimonio tra un cittadino marocchino di anni 24 e una cittadina ternana di anni 42, entrambi noti alle forze di polizia. Il cittadino straniero,già coinvolto in questioni legate allo spaccio di sostanze stupefacenti e destinatario di ordine di espulsione, il giorno stesso, previa convalida del provvedimento di allontanamento dal t.n. da parte del Giudice di Pace di Terni, è stato rimpatriato dalla frontiera aerea di Roma Fiumicino. Gli accertamenti successivi, condotti anche nei confronti dei testimoni, personaggi ugualmente noti per trascorsi di polizia, consentivano di accertare che per la celebrazione del matrimonio sarebbero stati versati circa 5.000 euro. Il matrimonio avrebbe consentito allo straniero di sanare la propria posizione irregolare nel territorio nazionale. I personaggi coinvolti nella vicenda, sposa e testimoni, verranno deferiti all’A.G. per avere tentato di favorire la permanenza illegale nel territorio nazionale dello straniero clandestino.

Omicidio di Foligno, convalidato il fermo
13/05/2008 PERUGIA - Giampaolo Properzi, il folignate di 65 anni accusato dell'omicidio della 31enne Concetta Genta, resta in carcere. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari di Perugia nell'udienza di questa mattina. Properzi è accusato di aver ucciso la sua inquilina con una coltellata, nel corso di una lite che secondo gli investigatori sarebbe legata a ritardi, da parte della donna, nel pagamento dell'affitto di un appartamento di proprieta' dell'indagato (titolare del ristorante dove e' avvenuto il delitto). L'uomo - difeso dall'avvocato Giuseppe Congiunti - si e' avvalso oggi della facolta' di non rispondere. Il giudice si e' riservato in merito alla richiesta di applicazione della custodia cautelare in carcere avanzata dal sostituto procuratore Daniela Isaia che coordina l'indagine della polizia. Il legale ha invece sollecitato la concessione degli arresti domiciliari. Subito dopo essere stato bloccato dal personale del commissariato folignate Properzi si e' proclamato innocente. Oggi il suo legale ha spiegato che la vittima ''era in regola con il pagamento dell'affitto'' e quindi ''non aveva alcun credito o debito'' con il suo cliente. Concetta Genta era di origine campane ma da anni residente a Foligno....

La uccide per l'affitto di casa

13/05/2008
FOLIGNO - Giampaolo Properzi, 65 anni, ex Priore del rione della Quintana “La badia”, è stato fermato ieri sera con l’accusa di aver ucciso con una coltellata Concetta Genta, di 31 anni. La donna, che aveva prendenti penali per droga e reati contro il patrimonio, è morta dissanguata all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno. La lite, culminata nella tragedia, si è consumata all’interno del ristorante del presunto assassino: “La locanda del cavaliere che non c’è” attorno alle 23 di ieri sera. Properzi, nei giorni scorsi, si era fatto restituire le chiavi di un appartamento che la donna aveva occupato per tanto tempo e per il quale gli doveva, al meno a quanto sembra, ancora dei soldi di affitto. Chiavi alla mano ha rimosso dalla casa tutto il materiale di proprietà di Genta e poi è andato al locale. La donna, arrivata presso la sua ex abitazione, ha trovato la porta chiusa e il materiale messo fuori casa a lla bene e meglio. Infuriata si è recata presso il ristorante accompagnata da una sua amica. È entrata, mentre chi la accompagnava è rimasto fuori, ha litigato con Properzi che, ad un certo punto, dopo essersi allontanato dal punto dove stava litigando, è ricomparso con in mano un coltello. E’ la stessa amica della vittima a raccontarlo alla Polizia: “Quando sono entrata – ha detto – Concetta era in terra in mezzo ad un lago di sangue e con un coltello di circa 30 centimetri accanto a lei”. L’allarme è scattato quasi subito, il 118 ha trasportato la poveretta in ospedale dove è morta a causa della profonda ferita – circa 20 centimetri – riportata sotto il costato sinistro. Giampaolo Properzi, anche lui noto alle forze dell’ordine, su disposizione del pm di turno, Daniela Isaia, è stato fermato dagli agenti del commissariato di Foligno al seguito del dirigente, Bruno Antonimi. Ora è a disposizione delle autorità presso il carcere di Capanne ... Home Up

Violenza di gruppo,
quattro custodia cautelare

GUBBIO 13/05/2008 - I carabinieri di Gubbio hanno eseguito quattro misure cautelari nei confronti di altrettanti ragazzi minorenni accusati da una compagna di scuola quindicenne di Gubbio di averla violentata in una localita' di campagna alla periferia della citta'. Tre di queste sono state eseguite con il collocamento dei destinatari in comunita', mentre la quarta con obbligo di permanenza domiciliare. La ragazza avrebbe raccontato ad insegnanti e genitori delle violenze ad opera degli amici dopo che le immagini di queste erano circolate sui telefonini di alcuni compagni di scuola. Le quattro misure cautelari sono state emesse dal gip del tribunale dei minori di Perugia su richiesta della procura minorile. Sulla vicenda gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. ''I carabinieri - e' detto in un loro comunicato - al momento continuano gli accertamenti e le attivita' delegate dalla procura della repubblica e non possono che mantenere, data la giovanissima eta' dei protagonisti e la delicatezza del caso, assoluta riservatezza anche nella certezza che solo l' iter processuale successivo potra' giuridicamente ed inequivocabilmente definire le effettive responsabilita' a carico dei protagonisti dell' evento, maturato in un contesto di relazioni amicali''. La vittima ed i quattro coetanei indagati frequentano, in classi diverse, l' istituto statale tecnico industriale ''Maria Letizia Cassata'' di Gubbio. La violenza sarebbe avvenuta nel pomeriggio del 16 aprile nelle campagne di Gubbio ma la denuncia ai carabinieri era stata fatta soltanto cinque giorni dopo. Secondo le indiscrezioni sarebbero stati gli insegnanti ad avvertire la famiglia della ragazza dopo che sui telefonini di alcuni studenti sarebbero comparse immagini di scene di sesso dellastudentessa con i coetanei. A questo punto la ragazza aveva raccontato che era andata a fare una gita con i quattro amici e che questi l' avrebbero violentata. La quindicenne il 21 aprile scorso era stata accompagnata dalla madre in ospedale e sottoposta a visita ginecologica. Il referto medico e la denuncia della ragazzina e dei genitori erano state acquisite dai carabinieri che avevano avviato le indagini. Oggi la svolta con l'esecuzione delle quattro misure cautelari anche se i carabinieri sottolineano - come detto - che soltanto l' iter processuale potra' definire le ''effettive responsabilita''' di un episodio ''maturato in un contesto di relazioni amicali''. ...

Arrestati quattro extracomunitari dai carabinieri di Perugia
(UJ.com) Quattro extracomunitari sono stati arrestati, per lite e furto, nella giornata di ieri (sabato) dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, Aliquota Radiomobile di Perugia, nel corso dei consueti servizi di controllo sul territorio. Tre marocchini sono stati fermati in quanto coinvolti in una violenta lite nel corso della quale si sono picchiati procurandosi gravi lesioni. Si tratta di due operai quarantaduenni, regolarmente residenti in Italia e di un loro connazionale di 32 anni, senza fissa dimora, disoccupato e pluripregiudicato. Quest'ultimo e' anche accusato di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. La lite sarebbe scoppiata per futili motivi, probabilmente perché i tre erano ubriachi. L'ultimo, un algerino di 24 anni, invece è stato arrestato per furto aggravato. Sprovvisto di documenti d’identità, senza fissa dimora, nullafacente, irregolare, è stato trovato in possesso di un telefono cellulare che, poco prima, aveva rubato dall'interno di un'autovettura "chrysler" parcheggiata in via Settevali, di proprietà di un cittadino albanese, regolarmente residente nel Comune di Corciano. L'apparecchio è stato successivamente recuperato e restituito al legittimo proprietario. 27 4 08 Home Up

Questura di Perugia: arresti e denunce
(UJ.com) PERUGIA - Pattuglie della polizia in piena azione presso il centro storico di Perugia. Da ieri sera (sabato) hanno svolto, a tappeto, una serie di controlli per la prevenzione e la repressione della microcriminalità predisposti dal dal questore, Arturo De Felice. In totale sono state due le persone arrestate, altre altre cinque sono state denunciate a piede libero ed otto portate in questura. Sono stati emessi quattro fogli di via obbligatori nei confronti di individui, indagati in passato per reati legati alla droga, che erano arrivati a Perugia per acquistare stupefacenti. Da quanto si è appreso uno degli arrestati è un nordafricano di 33 anni bloccato dalla squadra mobile nel parco di Sant'Anna, mentre stava per cedere alcune dosi di droga a due acquirenti. Nel corso della stessa operazione, sono stati denunciati altri due nordafricani trovati in possesso di denaro ritenuto provento dell'attività di spaccio. Una donna di Siena, di 34 anni, è sta invece arrestata perché si è opposta con violenza al controllo da parte della squadra volante. Dovrà pertanto rispondere dei reati di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Nel corso del controllo, è stata trovata in possesso di una dose di stupefacente. Otto magrebini, tutti sedicenti, sono inoltre stati accompagnati in questura e sono stati sottoposti ai rilievi dattiloscopici: dagli accertamenti è emerso che hanno precedenti per spaccio. La loro posizione è ora al vaglio dell'Ufficio immigrazione. Due persone sono invece state denunciate per guida in stato di ebbrezza alcolica ed intossicazione da stupefacenti, mentre un peruviano è stato indagato per tentate lesioni. Infine altre tre persone, trovate in possesso di stupefacenti, sono state segnalate alla prefettura. 27 4 08 Home Up

Incidente aereo a Castiglione del Lago
di Luana Pioppi
(UJ.com)
CASTIGLIONE DEL LAGO - Mario Meschieri di 53 anni e Simone Silvestri di 37 anni. Sono i nomi delle due persone
(il video) che erano a bordo dell'aereo ultraleggero che è caduto, mentre era in fase di atterraggio, presso l'aeroporto "Eleuteri" di Castiglione del Lago  dopo un'esibizione che rientrava nell'ambim"> Home Up

Incidente aereo a Castiglione del Lago
di Luana Pioppi
(UJ.com)
CASTIGLIONE DEL LAGO - Mario Meschieri di 53 anni e Simone Silvestri di 37 anni. Sono i nomi delle due persone
(il video) che erano a bordo dell'aereo ultraleggero che è caduto, mentre era in fase di atterraggio, presso l'aeroporto "Eleuteri" di Castiglione del Lago  dopo un'esibizione che rientrava nell'ambito del programma dell'ottava edizione del "Meeting di primavera". I due, rispettivamente, il sindaco e l'assessore ai lavori pubblici di San Felice sul Panaro, un Comune di circa diecimila abitanti a una trentina di chilometri da Modena, sono rimasti feriti. Con molta probabilità il forte vento è stato la causa dell'incidente di volo. Mario Meschieri è stato ricoverato all' ospedale di Perugia in condizioni che vengono definite abbastanza gravi. Anche l'assessore Simone Silvestri, che in un primo momento era stato ricoverato all'ospedale di Castiglione del Lago per fratture varie, è stato successivamente trasferito in quello più attrezzato di Perugia, ma le sue condizioni non sono gravi. «L'aereo – raccontano i testimoni – si è girato su se stesso ed è piombato sulla strada che costeggia l’ex aeroporto militare del Lago». Il sindaco e l'assessore si trovavano a bordo di un biposto "I6401-eurostar", un ultraleggero con 100 cavalli di potenza. Alla guida del piccolo velivolo c'era il sindaco, un pediatra ospedaliero, sposato e con un figlio, eletto nel 2004 alla guida di una lista civica di centrosinistra. L'incidente è avvenuto mentre l'ultraleggero era in fase di atterraggio. Probabilmente per un colpo di vento ha compiuto una virata a sinistra, si è impennato ed è caduto su un campo adiacente alla strada che costeggia l'ex aeroporto. Il muso ha urtato il terreno e poi il velivolo si è ribaltato. I soccorsi sono stati immediati poiché gli organizzatori della manifestazione avevano predisposto servizi di emergenza con ambulanze e medici. 26 4 08 Home Up

Carabinieri: arresti per furto e resistenza a pubblico ufficiale
Tre arresti e dieci denunce in stato di libertà per altrettanti minorenni. E' questo il risultato dei servizi eseguiti nei giorni scorsi, dai Carabinieri di Perugia, Nucleo Operativo - Radiomobile e Stazioni CC, hanno organizzato diversi servizi al fine di dare una risposta alla richiesta di sicurezza dei cittadini di Perugia, sia del centro storico che delle località periferiche. Infatti, le molteplici pattuglie disposte sul territorio hanno permesso di concretizzare i risultati operativi di seguito elencati: Stazione CC di Perugia. I militari, all’interno del parco della Verbanella, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato D.A.B.L., tunisino, trentenne, domiciliato a perugia, , disoccupato, resosi responsabile del reato di violenza e resistenza a p.u. ed evasione. poiché, sottoposto a controllo, si opponeva verbalmente e fisicamente andando in escandescenza, offendendo, minacciando ed opponendo resistenza all’espletamento delle operazioni d’identificazione. I tunisino, sottoposto agli obbligo degli arresti domiciliari, era appena evaso e pertanto è stato arrestato. Stazione CC Ponte San Giovanni. E’ finito male, per una donna polacca, il furto perpetrato all’interno del centro commerciale “Collestrada”. T.K.K, ventinovenne, responsabile del reato di furto aggravato è stata tratta in arresto poiché aveva rubato da un negozio del citato centro commerciale alcuni accessori per computers. Il materiale sottratto è stato recuperato e restituito al legittimo proprietario. L’arrestata è stata trattenuta all’interno delle camere di sicurezza di questo comando in attesa della celebrazione del rito direttissimo. Stazione CC di Ponte Pattoli. I militari hanno tratto in arresto, in flagranza reato M.M., e M.R., rispettivamente un ragazzo ed una ragazza, entrambi quattordicenni, sprovvisti di documenti identificazione, resisi responsabili del reato di furto aggravato poiché sorpresi a rubare all’interno di un’abitazione privata, ubicata in località Piccione. La refurtiva, consistente in monili d’oro, interamente recuperata, è stata restituita al legittimo proprietario. I minori sono stati tradotti presso il centro di prima accoglienza di Firenze. Sempre nei medesimi giorni, sono stati altresì disposti numerosi servizi per frenare la commissione di reati contro il patrimonio commessi nella maggior parte dei casi da soggetti d’etnia ROM. Grazie alle pattuglie, effettuate dal Nucleo Operativo e Radiomobile, Stazioni CC di Perugia e Fortebraccio, infatti, sono stati denunciati in stato di libertà: “5 minorenni”, di ambo i sessi, poiché responsabili, in concorso, di furto aggravato. Gli stessi, dopo essere penetrati all’interno d’abitazioni private asportavano vestiti e monili in oro per un valore complessivo di 1.000 euro circa. La refurtiva, recuperata, è stata restituita ai legittimi proprietari; “5 minorenni”, di ambo i sessi, poiché dopo esser stati notati nei pressi della stazione ferroviaria, mentre si dileguavano alla vista dei militari, venivano raggiunti, sottoposti a perquisizione personale e trovati in possesso di svariati arnesi atti allo scasso e varia refurtiva provento di diversi furti perpetrati in giurisdizione. I giovani, sono stati affidati al centro di “pronta accoglienza minori” dell’ufficio servizi sociali del Comune di Perugia.
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Uxoricidio, convalidato il fermo
di Marcello Migliosi
E' stato convalidato il fermo di Alberto Pietrini, il 58enne di Casacastalda accusato di aver ucciso la moglie. L'udienza, tenuta dal giudice per le indagini preliminari, Claudia Matteini, sii e' tenuta nel reparto di nefrologia dell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Il 58enne, e camionista ed ora pensionato, dopo aver, presumibilmente, ucciso la moglie Marisa Radicchia di 53 anni, aveva tentato il suicidio riempiendo la casa di gas. Pietrini è stato fermato dai Carabinieri di Assisi e trasferito presso l'ospedale di Branca. Dal nosocomio al carcere di Capanne e, durante la notte, un altro trasferimento e d'urgenza questa volta. Il presunto uxoricida è stato ricoverato presso il reparto di nefrologia (malattie renali) dell'ospedale "Santa Maria della Misericordia" di Perugia. Alla singolare udienza ha partecipato anche il sostituto procuratore della repubblica, titolare delle indagini, Sergio Sottani, che ha chiesto ed ottenuto dal gip la convalida della misura restrittiva in carcere. L'avvocato Leonardo Romoli, difensore di Alberto Pietrini, si e' opposto, motivando l'insussistenza del pericolo di fuga, ed ha avanzato istanza, peraltro accolta, che l'indagato venga sottoposto ad accertamento tecnico (allo scopo e' stato incaricato il medico legale Laura Paglicci Reattelli) per stabilire se le sue attuali condizioni di salute gli consentano di sostenere un processo. I due figli dell'indagato e della vittima, hanno nominato gli avvocati Walter Biscotti e Morena Bigini che li rappresentano come persona offesa....12 apr 08

Alberto Pietrini in ospedale

Il gip di Perugia Claudia Matteini si e' riservata di decidere in merito alla richiesta di convalida del fermo di Alberto Pietrini, accusato dell'omicidio volontario della ex moglie. L'udienza si e' svolta stamani all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia dove l'uomo e' ricoverato nel reparto di nefrologia dopo essersi sentito male ieri sera nel carcere di Capanne dove si trovava rinchiuso. Questa mattina, il pubblico ministero Sergio Sottani che coordina le indagini dei carabinieri ha chiesto al giudice la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere per l'indagato. Si e' opposto alla convalida, invece, il legale di Pietrini, l'avvocato Leonardo Romoli che, in merito alla richiesta di custodia cautelare in carcere ha sostenuto la mancanza del pericolo di fuga, date le condizioni di salute dell'ex camionista. La difesa ha anche chiesto e ottenuto dal gip un accertamento per stabilire se l'indagato, visto lo stato attuale di salute, sia in grado o meno di presenziare al processo. Accertamento che sara' svolto dal medico legale Laura Paglicci Reattelli, perito nominato oggi dal giudice.....
 

Oggi l'autopsia
di Marcello Migliosi e Luana Pioppi
Alberto Pietrini, l’uomo accusato di aver ucciso la moglie, Marisa Radicchia è stato trasferito, ieri sera, nel carcere di Capanne. E’ arrivato attorno alle 19 a bordo di una autoambulanza dell’ospedale di Branca, scortato dai Carabinieri di Assisi. Era stato ricoverato al mattino quando aveva deciso di farla finita tentando di far esplodere la casa con il gas, dopo aver, presumibilmente, ucciso la moglie con un’arma da taglio. Cinque o sei colpi inferti con inaudita ferocia, più o meno nella zona del collo e uno addirittura nella testa. Il corpo della povera donna questa mattina è stato esaminato dal medico legale, Pistoleri incaricato, dal pubblico ministero, Sergio Sottani, di effettuare l’autopsia. L’esame necroscopico è iniziato questa mattina presto presso l’istituto di medicina legale di Perugia. Un omicidio, quello della casa rosa di Montespinoso di Valfabbrica, che poteva essere evitato. Sì, perché Pietrini aveva l’abitudine di minacciare la sua ex moglie. La donna, nonostante fossero separati da anni, continuava a portargli la cena tutte le sere e a prendersi cura del suo ex marito. Alberto però la minacciava spesso... Home Up

Bullismo, proseguono le indagini sulla ragazza aggredita da compagne
di Luana Pioppi
(UJ.com) TERNI - Sarebbe stata aggredita da una coetanea e costretta a denudarsi, mentre altre 12 compagne assistevano alla scena filmandola con il telefonino, una 15enne dell'istituto magistrale "Francesco Angeloni". Il fatto sarebbe accaduto agli inizi dello scorso mese di marzo, durante una gita scolastica il cui scopo era quello di giungere alla costituzione di un gruppo sportivo per lo sci, ma è stato reso noto solo nei giorni scorsi. Alla gita avevano partecipato 32 studenti, accompagnati da due insegnanti. L'aggressione sarebbe avvenuta in un albergo di Campo Felice dove la comitiva era ospitata. Una volta tornate a scuola, il 7 marzo, la vicenda era cominciata a trapelare. Il preside, Ermanno Scaramuzza, aveva sentito i protagonisti ed i loro genitori ed alla fine aveva adottato un provvedimento di sospensione dalle lezioni di 13 alunne, da 2 a 15 giorni. In alternativa alla sospensione le studentesse potranno svolgere lavori di volontariato presso la scuola, come la pulizia di aule e bagni o l'assistenza a studenti con problemi di handicap. Sulla vicenda ha aperto una indagine anche l'ufficio scolastico regionale mentre sta indagando la squadra mobile della questura di Terni. La polizia, oltre alle perquisizioni domiciliari, ha interrogato anche le protagoniste dell'episodio di bullismo per il rapporto da inviare al tribunale per i minorenni dell'Aquila. 10 4 08 Home Up

Altre 4 persone arrestate per l'omicidio dell'ex pentito

(UJ.com) PERUGIA - Sarebbero altre quattro le persone coinvolte nell'omicidio dell'ex collaboratore di giustizia, il napoletano Salvatore Conte, di 47 anni, il cui cadavere era stato sotterrato in un bosco nei dintorni di Gubbio. Ad arrestarle è stata la polizia perugina che sta seguendo le indagini. Due sono accusate del delitto mentre le altre devono rispondere a vario titolo di diversi reati. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere, disposte dal gip su richiesta della Procura della Repubblica di Perugia, sono state eseguite la scorsa notte dagli agenti della squadra mobile del capoluogo umbro, in collaborazione con i colleghi della squadra mobile di Firenze e del Commissariato di Assisi. Salvatore Conte sarebbe stato ucciso per un regolamento di conti con diversi colpi di arma da fuoco. Il suo corpo venne trovato il 26 novembre scorso dal personale del commissariato di Assisi e della Squadra mobile di Perugia nelle campagne di Santa Cristina di Gubbio nell' ambito di indagini su rapine avvenute in Umbria. Per il suo omicidio, il 9 marzo scorso, la polizia aveva già arrestato un altro ex collaboratore di giustizia, Roberto Salvatore Menzo, di 47 anni, di Niscemi (Caltanisetta), con precedenti per associazione per delinquere, omicidio, rapina, truffa e traffico di armi e di droga. Dall'indagine è emerso che Conte sarebbe stato ucciso da Menzo per dissapori sulla gestione e sulle attività di una articolata organizzazione criminale composta da ex pentiti e dedita non solo in Umbria al traffico della droga e delle armi ed alle rapine e della quale facevano parte entrambi, insieme anche ad un altro ex collaboratore di giustizia pugliese, Marcello Russo, ricercato per una rapina avvenuta a Voghera e che era stato arrestato dalla polizia di Perugia alla vigilia di un' altra rapina in programma il giorno successivo in Umbria. 10 04 08
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Donna morta, arrestato ex marito

di Marcello Migliosi e Luana Pioppi

Una donna, Marisa Radicchia, di 50 anni è stata trovata morta, questa mattina poco dopo le 8, dal figlio nella abitazione del suo ex marito, Alberto Pietrini, a Montespinoso di Casacastalda, nel comune di Valfabbrica. Sul corpo della poveretta delle ferite di arma da taglio. Al momento dell’arrivo dei Carabinieri di Assisi l’uomo, un camionista meccanico 57enne in pensione di invalidità da circa trent’anni, si era barricato in bagno dopo aver aperto i rubinetti del gas. Vigili del fuoco e personale dell’Arma sono intervenuti sfondando la porta ed hanno bloccato Pietrini prima che si suicidasse. Ora è ricoverato presso l’ospedale di Branca. Su di lui i sospetti di aver ucciso la ex moglie. La donna, pur non stano più insieme all’uomo, continuava a prendersi cura dell’ex marito: ogni sera gli portava la cena. E l’ha fatto anche ieri, ma non sapeva che quella sarebbe stata l’ultima volta. Alberto si era separato da Marisa, che attualmente viveva a Casacastalda e faceva la sarta, da una decina d’anni. Si erano separati e lui, da quanto si apprende, l’avrebbe minacciata spesso. “Sì - dice il padre della vittima, Egidio Radicchia –, si erano separati dopo che Alberto aveva cominciato a frequentare prostitute”. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore della repubblica, Sergio Sottani. L'intervista al padre - La signora portava da mangiare all'uomo? "Si - risponde Egidio Radicchia - ci andava tutte le sere". E questa mattina come mai era qui? "Non c'era questa mattina ma ieri sera". Quindi secondo lei l'ha uccisa ieri sera? "Sì". Erano separati da parecchio tempo? "3-5 anni, non ricordo di preciso". C'erano stati altri episodi di litigio violento? "Lei abitava li, lui gli andava sempre avanti con la pistola perché se ne doveva andare. Voleva un'altra donna. Aveva un'amica. Tutto pensavo ma non che l'ammazzasse. Ieri sera mi aveva telefonato che era li, gli aveva portato la cena, ae mi aveva detto che poi passava da me. Invece non è venuta giù, pensavo che fosse a causa del temporale. Pioveva forte". Quindi l'ha ammazzato ieri sera in realtà? "Certo, ieri sera era li e non è venuta da me". Come mai la voleva mandare via, lei lo sa? "Lui aveva le donne era sempre immischiato con delle puttane..."
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Gdf, 202 addetti nero in azienda di Bastia
di Luana Pioppi
(UJ.com) BASTIA UMBRA - Duecentodue lavoratori "in nero", per un totale di 8.500 giornate lavorative, sono stati utilizzati, tra il 2006 e 2007, da un'azienda di Bastia Umbra che opera nel settore del commercio di generi alimentari. E' quanto scoperto dalla guardia di finanza di Assisi. E' stata riscontrata, nel corso della verifica fiscale, un'omessa esecuzione e versamento della ritenuta alla fonte su retribuzioni corrisposte, per complessivi 123mila euro nel 2007 e circa 108mila euro nel 2006. In particolare, dai controlli effettuati, è emerso che la maggior parte del lavoro dell'azienda, per la tipologia dell'attività svolta, si concentrava nell'ultimo trimestre dell'anno, periodo durante il quale veniva reclutata la forza lavoro necessaria. E' stato rilevato, inoltre, che dei 202 lavoratori "in nero" nel 2006 l'azienda ne ha reclutati 111 di cui uno irregolare e 129 nel 2007. Alcuni dei lavoratori impiegati nel 2006, inoltre, sono risultati gli stessi dell'ultimo trimestre dell'anno successivo, richiamati nel periodo in cui vi era un incremento dell'attività lavorativa. Secondo le fiamme gialle le "assunzioni" avvenivano sulla base di un semplice colloquio e, solo in alcuni casi, soprattutto nel 2007, sono state formalizzate attraverso la stipula di contratti di lavoro occasionale, che non sono stati però poi comunicati a nessun ufficio competente e né i lavoratori venivano iscritti nei libri obbligatori. L'azienda, che ha solo quattro dipendenti fissi, nell'arco di questi ultimi due anni ha messo in regola 43 lavoratori con contratti a termine e, soltanto per loro, sono stati osservati gli obblighi fiscali e contributivi. Durante i controlli della Guardia di Finanza è emerso che i lavoratori identificati sono risultati essere per il 30 per cento stranieri, in particolare del Sud America (Brasile e Argentina), ma anche di Marocco, Tunisia, Albania, Romania, Repubblica Slovacca, Repubblica Moldova, Russia, Polonia e Svizzera. A seguito dell'intervento delle fiamme gialle, l'impresa, seppure in ritardo, per gli esercizi finanziari 2006 - 2007, ha versato tutte le ritenute fiscali riferite alla totalità dei lavoratori impiegati. Ora l'azienda di Bastia Umbra, nel 2008, avrà l'obbligo di dichiarare tutti i ricavi puntualmente annotati nel libro giornale del 2007, ammontanti a circa 4,5 milioni di euro. Le violazioni sono state inoltre segnalate all'Ispettorato del Lavoro, all'Inps e all'Inail, ai fini della regolarizzazione della posizione dei lavoratori e per l'applicazione delle sanzioni previste, costituite da una sanzione amministrativa compresa tra 1.500 e 12mila euro per ciascun lavoratore in nero, maggiorata di 150 euro per ogni giornata di lavoro effettivo. 17 3 08

Arrivano i turisti in Umbria in occasione della Pasqua
(UJ.com) PERUGIA - Vicino alla Pasqua prende il via il turismo religioso in Umbria. Le mete che vengono scelte sono Assisi, Cascia e Norcia. Per ora ad arrivare in Umbria sono soprattutto italiani. Come ogni anno, infatti, gli stranieri cominceranno ad arrivare da aprile, resteranno fino a giugno per poi ritornare a settembre. E' buono il dato sull'occupazione degli alberghi. Sono pieni tra il 60 ed il 70 per cento anche se le previsioni meteo remano contro. 16 3 08 Home Up

Tifoso del Foligno calcio trasportato in ospedale
(Ansa) TERNI - Un tifoso del Foligno e' rimasto ferito a un dito di una mano dallo scoppio di un petardo durante il derby umbro di C/1 A con la Ternana. L'incidente e' avvenuto al momento dell'ingresso in campo delle squadre. Non e' ancora chiaro se il tifoso, che si trovava sugli spalti, abbia acceso un petardo per lanciarlo o lo abbia raccolto in terra. L'esplosione gli ha provocato una lesione a una falange. Subito soccorso, il tifoso e'stato trasportato in ospedale. Le sue condizioni non sono gravi. 16 3 08 Home Up

Cesvol, assemblea consuntiva 2007
di Laura Santi

PERUGIA - Un mondo in crescita costante e quasi esponenziale quello del Cesvol (centro servizi al volontariato) della provincia di Perugia, e delle svariate associazioni che ruotano attorno ad esso; un mondo illustrato nei dettagli e nelle cifre nell’Assemblea dei soci dello scorso fine settimana; Assemblea, che ha radunato davanti ai portavoce dell’Ente grossa parte degli oltre 180 soci, tra associazioni di volontariato le più diverse, per avere un’idea, quantitativa e qualitativa, del Cesvol e della sua attività nell’arco del 2007. Innanzitutto i numeri, evidenziati nel corso dell’assemblea, i quali – ha illustrato il direttore del Cesvol, Salvatore Fabrizio – parlano chiaro. Le associazioni/utenti che hanno utilizzato i vari servizi presso la sede centrale del Cesvol (numero in difetto rispetto ai vari accessi singoli) sono state 259 per i servizi di grafica e stampa, 206 per l’assistenza amministrativa presso le sedi territoriali (otto in tutto il perugino); 111 per la stessa assistenza, ma a Perugia; 104 per la comunicazione; 88 per la progettazione; 63 per il progetto “Volontariato e scuola”; 59 per i corsi di formazione; 54 per i convegni, 36 per il sostegno alla cooperazione internazionale, 31 per le pubblicazioni e i video. Alcuni dati sugli 8 sportelli territoriali (Assisi, Castiglione del lago, Città di Castello, Foligno, Gubbio, Marsciano, Norcia, Spoleto): in tutto 3.075 richieste di informazioni, 4.026 di servizi tipo web e fax, 2.234 di segreteria vera e propria, 1.035 richieste di supporto alla grafica (volantini, poster e via dicendo); 82.1167 stampe, e altri dati per un totale di 300 utenti continuativi, non episodici. Nella sede centrale di Perugia, gli accessi singoli (quindi non le associazioni utenti: il dato qui è maggiore) sono stati 416 per la grafica, 251 per l’assistenza amministrativa e fiscale, 85 per la progettazione, 66 per l’assistenza legale, 41 per i siti web gratuiti, 35 per l’orientamento al volontariato, 25 per il servizio civile, 14 per il sostegno al fund raising. Sempre a Perugia, i servizi di ‘base’ di cui ancora le associazioni di volontariato (molte piccole, tutte autofinanziantesi) hanno bisogno, sono stati numerosi: ben 586.434 stampe, 33.054 fotocopie, 2.114 richieste di front office. Servizi basilari rispetto a quelli più complessi (e dai numeri ovviamente più contenuti) di formazione, comunicazione, assistenza legale e/o fiscale. Servizi però che testimoniano come l’offerta del Cesvol sia quantomeno diversificata, andando da un supporto di base, “emergenziale”, per le associazioni più piccole, a un’assistenza più evoluta nei settori amministrativo/legale, di formazione, di comunicazione/editoria/convegnistica. Il risultato di un anno di attività è la crescita dei soci fino a 182 nel 2007, con un aumento del 143% rispetto al dato di partenza del 2004 (con 75 soci) – e con la crescita di utenti (non di accessi, ma di utenti singoli) del sito www.pgcesvol.net, che nel 2007 ha contato quasi 30mila utenti. Cresce anche il radicamento del Cesvol nel territorio: con le Istituzioni si contano ormai ben 70 protocolli d’intesa e accordi formali, in tutta la provincia. 16 3 08 Home Up

Polizia Municipale di Bastia, da oltre 70 anni al servizio dei cittadini
di Luana Pioppi
BASTIA UMBRA - La Polizia Municipale è da oltre 70 anni il punto di riferimento dei cittadini di Bastia Umbra. E’ contattata, oltre ai normali compiti, per ogni motivo: dalla perdita dell’acqua, al cane che abbaia, alle segnalazioni di un lampione spento, ad eventi legati alla sicurezza. Un lavoro capillare che vede impegnati i quattordici componenti del corpo dei Vigili urbani. Alla guida dell’ufficio di Bastia Umbra, situato in via Battisti 11, c’è il comandante capitano, Giuliano Berardi, coadiuvato dal vice comandante tenente, Luciana Cruciani, che è stata la prima "vigilessa" bastiola entrata in servizio nel 1982. Sei sono i marescialli presenti: Marcello Recchioni, Mario Brunetti, Claudio Balducci, Claudio Meschini, Giuliano Migno, Stefano Tisba. Altrettanti sono gli agenti: Cristiana Porrozzi, Ombretta Lucarelli, Francesca Betti, Gianluca Petrini, Massimo Cuzzini, Roberto Cacciamani. Due sono i turni in cui è organizzato il servizio. Il primo va dalle 8 alle 14 mentre il secondo dalle 14 alle 20. Durante i tre mesi estivi il servizio viene allungato, tre volte a settimana, fino alle una della notte. Lo sportello al pubblico è aperto dal lunedì al sabato dalle 8,30 alle 13,30; il martedì e il giovedì anche il pomeriggio dalle 15,30 alle 17,30. «La polizia municipale – racconta il vice comandante tenente, Luciana Cruciani – è il primo punto di riferimento a cui pensano i cittadini se hanno bisogno di qualche cosa, vengono anche solo per essere indirizzati negli uffici giusti. E’ la prima figura di riferimento, quella più visibile dell’amminstrazione. Come corpo siamo chiamati a rispondere a diverse competenze, oltre a quelle del controllo del territorio, che vanno da polizia giudiziaria a segnalazioni sulla pubblica illuminazione. Compiti – termina Cruciani – che aumentano con il passare del tempo visto che accresce il numero della popolazione». LA STORIA - La storia della Polizia municipale di Bastia Umbra nasce prima della seconda guerra mondiale quando il territorio, allora abitato da circa 5mila persone, aveva come vigili Giuseppe Rossi, detto “Peppiniello”, e Cesare Marconi, detto “Arranca”, padre del cittadino bastiolo Gino Marconi. Il loro ufficio, un solo vano, era situato in piazza Matteotti, con l’entrata sul lato sinistro del portone del vecchio Comune. Giravano per le campagne, a bordo di biciclette, controllando fossi, che dovevano essere ripuliti, le strade sbrecciate, che dovevano essere senza buche, e consegnando notifiche. Nel 1948, dopo la morte di Giuseppe Rossi, subentrò Enrico Falcinelli, detto “Righino”, e nel 1955 fu nominato il primo comandante, delle allora denominate “guardie”, che fu Enzo Ceccomori fino al 1968. In quegli anni l’ufficio fu spostato presso l’attuale sede Avis, posta sul lato sinistro del Municipio, e la bicicletta fu sostituita dalla moto Guzzi “Lodola” per poi, nei primi anni ’70, arrivare alla Fiat 128. Decisivo fu il 1982 dove la popolazione bastiola subì un’impennata nel numero, si aggirava ad oltre le 15mila unità, e arrivarono le prime “vigilesse”: Luciana Cruciani e Brunella Bura, ora non più presente. Aumentando il numero dei vigili anche il parco macchine fu ampliato con l’acquisto di una Fiat “Ritmo” nel 1985 e di una “Uno” nel 1988. Dal 1986, con l’entrata in vigore della legge 65, fu costituito il corpo di Polizia municipale, che allora aveva all’attivo 10 unità. Nei primi anni ’90, infine, l’ufficio fu spostato di nuovo in via Matteotti per poi trovare la sede definitiva, da qualche anno, in via Cesare Battisti. 16 3 08 Home Up

Due arresti per spaccio di droga: sequestrati 5 kg di hashish e 10 gr di eroina
di Luana Pioppi
(UJ.com) PERUGIA - Altri due arresti per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti sono stati effettuati dal comando provinciale dei Carabinieri di Perugia. Si tratta di due marocchini, fermati in due diverse operazioni che hanno portato al sequestro di 5 kg di hashisc e 10 gr di eroina. Il primo è stato eseguito dall’aliquota operativa della compagnia del capoluogo umbro, a seguito di alcune segnalazioni di cittadini residenti nella zona di viale Roma, in prossimità della scuola San Paolo. E’ stato, infatti, individuato un extracomunitario che teneva uno strano atteggiamento. Fermato il marocchino, Amed Ramzi di 25 anni, sedicente e senza fissa dimora, non ha fornito nessuna spiegazione in merito alla sua presenza in quel luogo. Sprovvisto di documenti è stato portato presso la stazione dove gli sono stati trovati addosso 5 involucri termisaldati contenenti 10 gr di eroina. Ha portato a buon frutto l’operazione condotta, durante la notte tra venerdì e sabato, dal nucleo investigativo che da tempo stava eseguendo dei servizi in via XX settembre. Nel corso di questi è stata individuata una macchina con a bordo uno straniero dal comportamento sospetto. L’uomo, sentitosi osservato, ha cercato di fuggire ai militari. Fermato è stato identificato come un marocchino di 28 anni, residente a Perugia, di nome Jaouat Brahim. Nel corso del controllo sono stati rinvenuti, all’interno del portabagagli dell’autovettura, 5 kg di haschisc, suddivisi in 10 involucri contenenti ognuno 5 panetti da 100 gr cadauno. Entrambi sono stati condotti presso il carcere di Capanne

Video su Youtube, ragazze
punite con lavori utili a scuola

(Ansa) ORVIETO - Due studentesse del liceo Majorana di Orvieto,per aver messo su Youtube una sfuriata di un docente,saranno punite con lavori utili. Sospese per tre giorni dalle lezioni dopo aver ripreso con il telefonino un rimprovero del loro prof a un compagno per poi metterlo sul web, le minorenni hanno accettato di convertire la punizione in lavori utili per l'istituto.Il dirigente del liceo ha detto che 'hanno capito l'errore e la brutta vicenda si e' trasformata in un'esperienza di crescita'...

Rinchiuso un uomo in
cantina, arrestato un ternano

TERNI - Personale della Squadra Volante interveniva nel pomeriggio di ieri in zona B.Rivo dove alcune persone segnalavano la presenza di un uomo che in pigiama impugnando due grossi coltelli si aggirava all’interno di un condomino. Gli agenti prontamente sul posto rilevavano la presenza dell’uomo che alla loro vista si nascondeva all’interno di un portone. Lo stesso veniva inseguito fino alla sua abitazione dove sopra ad un tavolo adiacente l’ingresso gli operatori trovavano due coltelli da cucina di grosse dimensioni. Nel prosieguo delle attività gli intervenuti accertavano che poco prima l’uomo in questione un 53 anni ternano senza alcun motivo apparente si era portato nel vano garage dello stabile dove risiede e qui aveva chiuso all’interno di una cantina un uomo. Nel contesto questi aveva chiuso la porta e rotto la relativa chiave all’interno della serrature impedendo così la libera determinazione del soggetto passivo. Il recluso veniva liberato solo grazie all’intervento degli agenti operanti che si vedevano costretti ad abbattere la porta d’ingresso. Al termine delle operazioni il soggetto veniva tratto in arresto per i reati di sequestro di persona e porta abusivo di armi e quindi associato presso la Casa Circondariale a disposizione della locale Autorità Giudiziaria
 

Sette arresti per traffico e spaccio di droga
di Luana Pioppi
(UJ.com) PERUGIA – Sette sono stati gli arresti eseguiti ieri dai carabinieri del comando provinciale di Perugia in tre diverse operazioni di contrasto al traffico e allo spaccio di droga. Si tratta di 4 albanesi, 2 tunisini ed un marocchino. Due delle tre operazioni sono state condotte dal reparto operativo, nucleo investigativo mentre una dall'aliquota operativa. La prima si è svolta a Foligno, nel piazzale della locale stazione ferroviaria. E' stato individuato dai Carabinieri del nucleo investigativo un volto noto: Bjedvi Zeher, nato a Casablanca nel 1976, nullafacente e clandestino. Il marocchino è stato fermato in quanto latitante pregiudicato nel contesto dell'indagine antidroga denominata "Santa Lucia", conclusa novembre del 2006 e che portò all'esecuzione di 84 ordinanze cautelari. L'altra operazione condotta dal nucleo investigativo ha portato all'arresto di quattro albanesi. Sono stati notati, da personale in borghese, mentre si muovevano tra corso Bersaglieri e corso Garibaldi fermandosi brevemente a parlare con varie persone. Alla luce di questo atteggiamento i militari hanno proceduto al controllo e alla perquisizione della loro abitazione, situata in corso Garibaldi, rinvenendo 30 grammi di cocaina, 18 telefoni cellulari e circa 7mila euro, verosimile provento dell'attività di spaccio. L'operazione condotta dall'aliquota operativa della compagnia di Perugia, invece, ha portato all'arresto di due tunisini. Uno fermato nei pressi di Ponte Pattoli. Già noto ai militari, il 40enne si è sentito osservato e ha cercato di fuggire velocemente. E' stato raggiunto dai Carabinieri che l'hanno sottoposto a perquisizione personale e domiciliare. Sono stati rinvenuti 68 ovuli termosaldati contenenti 80 grammi di eroina e 2.600 euro, probabile provento di spaccio. Sempre nel corso dello stesso servizio i militari hanno fermato, in via Sant'Agata a Perugia, un'altro tunisino di 30 anni. Il giovane, alla vista dei carabinieri è fuggito a bordo di un taxi. I militari hanno fermato il mezzo di servizio pubblico proseguendo ad un perquisizione personale e domiciliare. In questo caso sono stati rinvenuti 25 grammi di eroina già confezionata oltre a 210 euro, frutto dell'attività di spaccio. Nel complesso sono stati requisiti 9.700 euro, quasi 200 grammi di sostanze stupefacenti e materiale vario. "I risultati odierni - hanno detto i militari nel corso della conferenza stampa indetta per annunciare gli arresti - fanno parte di una strategica attività di contrasto messa in campo con metodiche che sfruttano al massimo le conoscenze della presenze criminali e delle zone nella quali preferibilmente si delinque. Negli ultimi giorni, infatti, sono stati arrestati  altre sei persone. Tre erano corrieri con oltre 2,5 chilogrammi di droga (cocaina, eroina e haschish) ed altri tre, eseguiti in differenti attività di contrasto, che hanno permesso al ritrovamento, complessivamente, di 270 grammi di cocaina"
29 gen 08

Entro domani sarà eseguita
l'autopsia sul corpo di Edoardo

(UJ.com) BASTIA UMBRA - Entro domani sarà eseguita l'autopsia sul corpo del piccolo Edoardo, il bambino di 13 mesi morto ieri pomeriggio presso l'asilo nido "Piccole Orme", situato in via Foligno in Borgo Primo Maggio a Bastia Umbra. Disposta dalla procura di Perugia, servirà per chiarire le cause della morte del piccolo. Già da ieri, comunque, è stata esclusa qualsiasi forma di violenza. L'ipotesi che prevale è quella legata ad un malore da rigurgito. Ieri sera sono proseguiti, invece, fino a tarda notte gli accertamenti dei carabinieri. Il piccolo, secondo quanto emerso dalle prime informazioni, stava facendo il riposino pomeridiano, dopo aver bevuto il biberon. Con lui c'erano le maestre ed altri 4-5 piccoli, in tutto la struttura ospita una ventina di bambini, ma a quell'ora erano quasi tutti a casa. Da quanto è stato possibile apprendere, le maestre hanno visto il bambino sporco di vomito e sono corse dai pediatri di un vicino studio specialistico, che si trova proprio a Borgo Primo Maggio, nella stessa palazzina dell'asilo nido. I dottori, giunti sul posto prima del 118, non hanno potuto fare niente salvare la vita del piccolo. A dare la terribile notizia ai genitori, residenti nella frazione di Cipresso, sono stati i carabinieri di Assisi e Bastia Umbra, intervenuti per raccogliere le testimonianze
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Muore bambino di 13 mesi
di Marcello Migliosi e Luana Pioppi

Un bambino di 13 mesi, E.M. (queste le iniziali) è morto oggi pomeriggio (giovedì 13 marzo 2008), attorno alle 17,30, mentre era all'interno dell'asilo nido "Piccole Orme" di via Foligno a Borgo Primo Maggio di Bastia Umbra. «Il bambino - spiega il Capitano dei Carabinieri di Assisi, Sebastiano Arena - è morto per cause naturali, è rimasto soffocato dal materiale che ha rigurgitato mentre dormiva». Tra le lacrime parla anche la proprietaria della struttura: «Il bimbo - dice - era diventato nostro ospite da qualche giorno, avevamo già detto ai genitori che vomitata spesso e aveva tosse». Da quanto è stato possibile apprendere, sembra che a portare i primi soccorsi siano stati i pediatri di un vicino studio specialistico, che si trova proprio a Borgo Primo Maggio. Una struttura nuova, al passo coi tempi, assolutamente organizzata e in regola sia con le normative comunali sia con quelle regionali. La conferma èarrivata dallo stesso vice sindaco di Bastia Umbra, Nadia Cesaretti, accorsa subito sul posto. «E' uno dei migliori asili nido privati che abbiamo - precisa l'Amministratrice che ha anche la delega ai servizi sociali -, abbiamo fatto verifiche su verifiche e, oltre ad essere in regola, le insegnanti operano con grande professionalità e amore». Ad accorgersi che il piccolo no ndava più segni di vita sono state le stesse maestre, che hanno dato subito l'allarme. Sul posto, oltre ai Carabinieri di Assisi e Bastia Umbra, al seguito del Capitano, Sebastiano Arena, anche il personale del 118 che non ha potuto far altro che constatare la morte del piccolo. Il pm di turno è la dottoressa Isaia....

Si chiama «Sids»: è la principale causa di decesso nel primo anno di vita
«SI DEFINISCE SIDS (sudden infant death sindrome) la morte improvvisa, inspiegabile di un bambino nel primo anno di vita. E’ la principale causa di decessi tra un mese ed un anno di vita ed è più frequente tra 2 e 4 mesi e nei maschi. Un evento tanto improvviso quanto drammatico. E’ possibile sia accaduto nel caso di Bastia per un bimbo di 13 mesi? Difficile dirlo a priori, solo l’autopsia potrà accertare che cosa ha causato la tragedia. E se davvero un rigurgito abbondante inalato durante il sonno possa aver ostruito le vie respiratorie. «PROPRIO per prevenire questo tipo di problema — dice il dottor Gianluca Tuteri, pediatra di base a Perugia —, dall’inizio del 2008 i pediatri dell’Umbria, in accordo con la Regione, hanno avviato una campagna di informazione per spiegare ai genitori come gestire il proprio bambino, al fine di scongiurare questo e altri rischi ricorrenti fino ai 4 anni di età. Si tratta — continua lo specialista — di una serie di accorgimenti, primo fra tutti proprio come mettere a dormire il lattante, ma anche ad esempio come trasportare correttamente in auto i piccini, come gestirli in casa e sul fasciatoio ma anche come conservare e somministrare le medicine di cui a volte possono aver bisogno. SI TRATTA — va avanti Tuteri — di un pacchetto prevenzione volto a contrastare in particolare i decessi da incidenti domestici e stradali che sono, lo dice l’Istat, proprio le principali cause di morte nei bambini più piccoli. Un intervento che, se ben capillarizzato, porterà ad un abbassamento consistente di questi casi. Il dramma di Bastia? E’ difficile fare valutazioni senza elementi concreti, in genere a quell’età il bambino dovrebbe aver già acquisito la capacità di espellere quanto inalato accidentalmente per un rigurgito o una causa meccanica, ma non sempre purtroppo — conclude — è così. Impossibile dire poi, senza dati certi, se l’arresto respiratorio dello sfortunato piccino sia stato legato, nello specifico, a cause diverse come magari eventuali patologie preesistenti». Risposte che, purtroppo ormai, solo un esame autoptico potrà dare. Donatella Miliani La Nazione
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Luigi Chiatti non avrà nessun permesso premio
di Marcello Migliosi
(UJ.com) ROMA - Luigi Chiatti, che nel 1993 uccise Simone Allegretti di 4 anni e Lorenzo Paolucci di 13, non avrà nessun permesso premio! Lo ha deciso la Prima sezione penale della Suprema Corte (di Cassazione) confermando l'ordinanza con la quale il tribunale di sorveglianza di Firenze, il 15 marzo 2007, aveva dichiarato ''inammissibile'' la richiesta di Chiatti di poter uscire temporaneamente dal carcere di Prato per buona condotta. Anche la Procura della Cassazione aveva chiesto l'inammissibilita' del ricorso di Chiatti. Il "mostro di Foligno" fu condannato per l'omicidio dei due bambini di Foligno a trenta anni di reclusione, tre dei quali coperti dall'indulto. Il beneficio arrivò nel 2006 Chitti. I giudici della Corte d'assise d'appello di Perugia accolsero, la mattina del 3 ottobre la richiesta, di indulto avanzata dal geometra folignate. Condannato a 30 anni per il duplice omicidio dei piccoli Simone Allegretti, 4 anni, e Lorenzo Paolucci, 13 anni, ha usufruito di uno sconto sulla pena di 3 anni. Chiatti, recluso nel carcere di Prato, sarebbe dovuto uscire nel 2023 e, a fronte della decisione della Suprema Corte non sarà scarcerato. Chiatti, oggi 40enne, è in prigione dall'agosto del 1993. Arrestato subito dopo il secondo delitto, fu condannato in primo grado all'ergastolo, ma la pena in appello fu ridotta a 30 anni di reclusione dopo il riconoscimento della seminfermità mentale e poi confermata in Cassazione. In base alla sentenza d'appello, prima del rilascio dovrà essere valutata la pericolosità sociale di Chiatti, che potrebbe essere eventualmente ricoverato in una casa di cura per almeno due anni come misura di sicurezza. Alla notizia della richiesta di sconto sulla pena, Giovanni Picuti, legale della famiglia Allegretti, aveva dichiarato: "Voglio proprio vedere chi si prenderà la responsabilità di far tornare effettivamente libero Chiatti". I parenti delle vittime quel giorno si dissero: "Increduli". "Non riesco a crederci ma la realtà è questa: questo indulto è uno schiaffo a tutti quei bambini che muoiono e soffrono per colpa degli adulti", commentò Luciano Paolucci. Il padre di Lorenzo, che aveva già annunciato di aver perdonato Chiatti, non ha comunque cambiato la propria posizione. "Sono ancora più disposto ad aiutarlo - ha detto - perché lo stanno per mettere in una condizioni nella quale per lui non ci sarà avvenire. Anziché curarlo si fa di tutto per farlo uscire". La decisione ha riaperto la polemica politica sull'indulto. Il parlamentare di An Maurizio Gasparri, in occasione dell'indulto disse: "E' una vergogna inaudita che anche il mostro di Foligno esca dal carcere grazie all'indulto. Chi ha votato questo provvedimento e soprattutto il governo e il ministro che lo hanno perorato con convinzione dovrebbero chiedere scusa a tutti gli italiani". "Nessun rispetto per vittime e cittadini - aggiunse l'ex guardasigilli Roberto Castelli, della Lega Nord -. Provo una grande pena per le vittime e per le loro famiglie"...
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Pm chiede rinvio a giudizio per Imam e accolti
Il rinvio a giudizio dell'ex imam della moschea di Ponte Felcino, Mostapha El Korchi, originario del Marocco, e di tre suoi connazionali e' stato chiesto dalla procura di Perugia per avere svolto nel capoluogo umbro attivita' di addestramento al terrorismo di matrice islamica. Il fascicolo e' stato inviato dal procuratore Nicola Miriano e dal sostituto Alessandro Cannevale al gip che ora dovra' stabilire la data dell'udienza preliminare. La richiesta di rinvio a giudizio riguarda Korchi, Mohamed El Jari, Driss Safika, arrestati nel luglio scorso dalla digos della questura di Perugia, e Noreddine Oumaadane, attualmente latitante. Tutti devono rispondere del reato di addestramento all'attivita' terroristica previsto dall'articolo 270 quinques del codice penale. Il solo imam e' anche accusato di ricettazione, di un fusto contenente alcune sostanze chimiche, trovato dalla polizia nella cantina della sua abitazione, e di vari documenti d'identita'. Korchi, El Jari e Safika si sono sempre proclamati estranei a ogni accusa.Quella individuata dalla digos di Perugia e' considerata una cellula jihadista vicina ad Al Qaida. Dall'indagine Hammam e' emerso che Korchi istruiva i suoi connazionali nella moschea di Ponte Felcino, della qualeera l'imam. In orari e contesti comunque estranei all'attivita' di preghiera, tanto che il luogo di culto non e' stato mai chiuso. Per i quattro marocchini l'accusa e' cioe' di ricevuto, e fornito per l'imam, addestramento e istruzioni sulla preparazione e sull'uso di esplosivi, armi e sostanze chimiche nocive. Insegnamenti che hanno riguardato anche la la collocazione degli ordigni in luoghi pubblici affollati come stadi, mercati, universita' o fermate dell'autobus, ma anche su come pilotare un Boeing 747. La presunta cellula era inoltre in grado di accedere - sempre in base all'indagine - a siti Internet riconducibili a organizzazione terroristiche islamiche, di inviare e leggere messaggi criptati, ma anche di conoscere gli itinerari consigliati ai mujahiddin per raggiungere le zone di conflitto.


Muore a 43 anni per overdose

di Marcello Migliosi
(UJ.com) PERUGIA – Un uomo di 43 anni, Eugenio Del Noce, è stato trovato morto dalla madre, questa mattina, nella sua abitazione di Ponte San Giovanni, alle porte di Perugia. A dare l’allarme, come detto, è stata proprio la madre. L’uomo si era chiuso in camera, nella sua abitazione di via Bochi 42, e non le rispondeva. Temendo il peggio la signora ha chiamato la polizia di Perugia. Sul posto è arrivata subito una pattuglia della Squadra volante e i Vigili del fuoco, ma quando sono arrivati i pompieri gli agenti avevano già sfondato la porta della camera. Del Noce era disteso sul letto già privo di vita. I Poliziotti hanno, quindi, chiamato il medico legale di turno. Non si esclude che si tratti di una overdose da eroina. Il morto abitava al secondo piano della palazzina di via Bochi da circa un anno e viveva con la madre.


Recuperati oltre 500mila
euro nel settore edilizio
Oltre 500.000 euro sono stati recuperati dall’Agenzia delle Entrate in seguito ad un’operazione di controllo condotta, nei confronti di un’impresa del settore edilizio, dall’Ufficio locale di Perugia e dalla Direzione Regionale dell’Umbria. L’indagine dell’Ufficio si inserisce in una più ampia operazione di controllo nel settore immobiliare che riguarda l’intero territorio regionale e che ha portato alla scoperta di rilevanti fenomeni di evasione: in un anno il maggiore imponibile nascosto al fisco scoperto dall’Agenzia ammonta a oltre 22 milioni di euro. In particolare, per quanto riguarda l’Ufficio dell’Entrate di Perugia, le ricerche dei funzionari si sono concentrate sulla documentazione rinvenuta presso la sede sociale della società; dai documenti contabili è stato, infatti, possibile accertare una serie di irregolarità, tra cui l’attestazione infedele del prezzo di vendita al metro quadro di alcuni immobili. Nel corso dell’attività di controllo è stato, infatti, accertato un prezzo di vendita al metro quadro quasi doppio rispetto a quello dichiarato e notevolmente superiore ai dati forniti dall’osservatorio del mercato immobiliare...
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Preso il presunto omicida del
collaboratore di giustizia

(UJ.com) PERUGIA - La Squadra mobile, della Questura di Perugia, ha fermato Salvatore Roberto Menzo, 47 anni di Nisceni in provincia di Caltanissetta. L'ex collaboratore di giustizia, che è stato intercettato questa mattina in un night club di perugino, è ritenuto dagli investigatori il presunto omicida di Salvatore Conte, nato a Napoli 47 anni fa. L'uomo, anche lui un ex collaboratore di giustizia, fu rinvenuto cadavere (crivellato di colpi) in una località boschiva di Carpiano di Monte Urbino a Gubbio il 23 novembre del 2007. Menzo (il fermato), secondo il sostituto procuratore della repubblica, Gabriele Paci, e gli investigatori della Squadra mobile al seguito di Giacinto Profazio, è il capo di una organizzazione malavitosa con ramificazioni e terminali in tutta Italia. Una banda costituita da tutti ex collaboratori di giustizia: Sacra Corona Unita, Cosa Nostra e Camorra. Qualche tempo fa era stato arrestato anche un pugliese, Marcello Russo, anche lui - come gli altri - con precedenti terribili: omicidio, associazione a delinquere, spaccio internazionale di droga e commercio di armi. Nell'ambito della stessa indagine, l'11 novembre, era stato arrestato Philippe Montacci, 36 anni, trovato in possesso di un fucile automatico Beretta calibro 12 con canna tagliata e numero di matricola cancellato, un revolver Smith & Wesson, calibro 22 ed una pistola Beretta 92/FS, calibro 4,5, ad aria compressa, più alcune cartucce. Le armi furono ritrovate a Solomeo. Siccome l'organizzazione aveva forti ramificazioni in Toscana, alle indagini e all'operazione di questa mattina, che ha portato all'arresto di Menzo, ha partecipato anche il personale della Squadra mobile di Firenze. Gli investigatori ritengono che gli ex pentiti si fossero trasferiti in Umbria, per riacquistare una sorta di "verginità" penale, rispetto ai pesanti reati del passato, compresa la partecipazione ad organizzazioni malavitose. Proseguendo nelle indagini il 23 novembre scorso la polizia era arrivata, non casualmente, nei boschi di Gubbio scoprendo sotto terra i resti di un cadavere poi identificato in quello di Conte. Gli inquirenti ritengono che l' ex collaboratore di giustizia sia stato ucciso non in un momento d' impeto. Si tratterebbe invece di un delitto progettato ed eseguito nell' ambito di una sorta di regolamento di conti all' interno della banda di ex pentiti. Le indagini proseguono anche perche' gli inquirenti ritengono che Menzo abbia avuto dei complici nella esecuzione dell' omicidio e dell' occultamento del cadavere. ..
9 mar 08
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Catturato Ilir Paja
E' stato catturato oggi a Tirana, Ilir Paja, l'albanese di 35 anni evaso il 14 agosto scorso in Italia durante un trasferimento in ambulanza dal carcere di Livorno a quello di Carinola (Caserta); lo hanno confermato all'Ansa fonti ufficiali dal ministero degli Interni albanese. L'uomo era riuscito in precedenza a scappare anche dal carcere di Perugia. Paja , e' stato fermato durante un inseguimento dalla polizia albanese che e' stata costretta a fare uso delle armi dopo che il latitante ha investito con la sua auto, un agente in moto che era riuscito ad avvicinarsi. Sia Paja che l'agente sono attualmente ricoverati in ospedale. Piu' grave lo stato di salute dell'agente, in prognosi riservata. Dopo l'evasione di agosto del 2007, Paja era ricercato con un mandato d'arresto internazionale, firmato dal gip di Milano Cesare Tacconi. Non si sa ancora quando e come Paja e' riuscito a lasciare l'Italia e rientrare in Albania. Fonti della polizia hanno comunque spiegato che era da parecchio tempo che gli agenti l'avevano rintracciato e stavano seguendo da vicino le sue mosse. Paja , rinviato a giudizio a Milano per l'omicidio di un ecuadoriano, il tentato omicidio di un amico della vittima e per il sequestro e violenza sessuale di una ragazza romena, aveva a suo carico anche le accuse per un omicidio avvenuto a Duisburg, in Germania. Durante la detenzione a Perugia, in attesa di estradizione verso la Germania, nel giugno del 2006, era evaso dal carcere ed era stato nuovamente arrestato a Milano. A Livorno era detenuto in attesa di giudizio per il procedimento aperto nel capoluogo milanese. Accusato di duplice omicidio e protagonista di due evasioni, l'ultima il 14 agosto. Lo cercano in mezza Europa, in realtà sta a Milano. Lui è l'Ufo Ilir Paja, 34enne albanese di Kucove, intercettato un mese fa dalla polizia stradale lungo l'autostrada per Genova. Gli agenti hanno fermato l'auto, arrestando il complice, mentre Paja - riconosciuto dagli agenti - è scappato. Per ricomparire un'ora dopo a Binasco. Qui l'Ufo ha preso in ostaggio un bambino per farsi dare il cellulare dal padre. Quindi è fuggito a bordo di un Ducato bianco guidato da un uomo incappucciato. Forse verso Rimini. Definito un vero sanguinario, il 4 settembre 2006 davanti a una discoteca di Bresso, l'Ufo uccide con tre colpi in testa Luis Gonzales, 34enne ecuadoriano. Il giorno dopo a Buscate ci vogliono 50 agenti per fermarlo. Prima di questo arresto, il boss albanese, accusato anche di violenza sessuale, è già un latitante. Due mesi prima, il 6 giugno 2006, infatti, evade dal carcere di Perugia, dove si trova in attesa di essere estradato in Germania per l'omicidio a Duisburg di un connazionale. Usare le armi per Paja non è un problema. Il 5 agosto 2006, si trova in un bar di Cologno Monzese quando la polizia lo individua. Lui inizia a sparare, ferma un'auto e fugge scaricando la pistola sugli agenti. Poi l'omicidio. Un'altra evasione. E adesso riappare a Milano.
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Un incendio devasta la Nuova Parati, forse dolo!
di Luana Pioppi
(UJ.com) PERUGIA - E' stato violento l'incendio, le cui cause sono in fase di accertamento ma sembrano essere dolose, che ha interessato il magazzino de "La Nuova Parati" coinvolgendo anche il resto del complesso immobiliare, situato in via Settevalli a Perugia. Sono servite molte ore prima di riuscire a tenerlo sotto controllo. Iniziato alle ore 22 circa di ieri sera (sabato) ha visto arrivare sul posto oltre trenta vigili del fuoco e tre funzionari, buona parte del personale è stato richiamato dal turno libero di servizio mentre altro è stato fatto arrivare con automezzi di supporto dalle sedi di Assisi, Foligno e di Todi. Sul posto ha operato anche personale dell'arma