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Guardia di Finanza,
ancora un altro sequestro
13 mag 2008 18.13.50
Ancora un altro sequestro di una discarica abusiva da parte
della Guardia di Finanza per la tutela dell’ambiente e
della saluta dei cittadini. Con particolare riferimento al
fenomeno delle discariche abusive che tanto spesso deturpano il
nostro territorio, i finanzieri di Gubbio hanno scoperto in data
11 maggio 2008, posta all’ interno di sito in cui avviene la
lavorazione di inerti, in località Bagnara nel comune di Nocera
Umbra, un’area avente un estensione di circa 6.000 mq ove erano
stati ammassati, in maniera incontrollata, fanghi derivanti
dalla lavorazione di inerti per complessivi mc. 30.000 circa.
Detti fanghi se pur classificati come rifiuti speciali non
pericolosi, risultano essere tossici, nocivi ed irritanti.
L’area è stata posta sottosequestro ed “isolata” con apposite
segnalazioni, in attesa che l’ARPA Umbria ed il Comune,
ufficialmente informati per quanto di rispettiva competenza,
procedano agli ulteriori rilevamenti del caso. Il proprietario
del terreno è stato segnalato alla Procura della Repubblica di
Perugia per violazione dell’art. 256 del Decreto Legislativo nr.152/2006
- “Attività di gestione di rifiuti non autorizzata”, che punisce
con la pena dell'arresto da sei mesi a due anni e con l'ammenda
da 2.600 a 26.000 Euro chiunque realizza o gestisce una
discarica non autorizzata...
Carabinieri Città di Castello,
controllo contro alcol e droga
13 mag 2008 17.46.16
Nel tardo pomeriggio di ieri e nella notte i militari della
Compagnia di Città di Castello, nel quadro della campagna
contro il consumo di sostanze proibite e dell'abuso di alcool
alla guida, hanno deferito 2 persone fermate per un controllo
mentre transitavano per le vie del centro della cittadina
tifernate. Il primo episodio, avvenuto intorno alle ore 18.00,
ha visto protagonista un cittadino extracomunitario, di
nazionalità algerina, che vive a Città di Castello lavorando
come artigiano. L'uomo, un 33enne, è stato fermato dai
Carabinieri del Nucleo Radiomobile alla guida di un autoveicolo
e, attraverso gli accertamenti di routine, si certificava che la
patente di guida esibita dall'uomo non era valida poichè facente
parte di uno stock di documenti rubati anni addietro.
L'algerino, avendo violato l'Art. 648 C.P., (Ricettazione) è
stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Perugia. L'altro fatto è accaduto nella notte
intorno alle ore 2 e, sempre grazie all'ottimo intuito
dell'equipaggio di una gazzella del Radiomobile, si è riusciti a
sorprendere un giovane di 25 anni, nato e residente in Alta
valle, che deteneva sostanze illecite. Il ragazzo, fermato in
prossimità di un incrocio, a Città di Castello, all'atto del
controllo, ha subito mostrato segni di eccessivo nervosismo che
hanno insospettito i Carabinieri. Sottoposto a perquisizione
veicolare e personale, è risultato che il giovane occultava
sulla propria persona della sostanza stupefacente del tipo
hashish, avvolta in carta cellophane, del peso complesivo di una
decina di grammi. A questo punto i militari, in presenza della
violazione di cui all'Art. 75 del D.P.R. 309/90, hanno
provveduto a segnalare il giovane all'Ufficio Territoriale del
Governo di Perugia. Sostanza stupefacente sequestrata. '...
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Operazione antiprostituzione
a Perugia, nuovi arresti
Maria Francisca, Rosana Raimunda e Rosangela Aparecida Martin,
poi Adré Aparecido Tantucci e Gomes de Oliveira, sono i membri
della banda che, per prima, ha portato la prostituzione a
Perugia, in particolare quella transessuale. A capo
dell’organizzazione malavitosa, smantellata da un indagine della
polizia cominciata verso la fine del 2006, la più vecchia del
gruppo: Maria Francisca Martins nata a Leandro Ferreira,
ovviamente in Brasile. La cinquantottenne, insieme al suo
gruppo, è stata arrestata con l’accusa di associazione a
delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. A
disposizione di Martins c’erano 9 appartamenti, tutti
regolarmente affittati – la donna è in possesso di permesso di
soggiorno -, le case sono situate nelle vie da sempre note a
Perugia come zone a luci rosse. Nelle abitazioni, pagando fino a
cento euro al giorno dopo una una tantum di circa 2500 euro,
come gabella di inizio, sono stati fatti prostituire, a turno
decine e decine di viados e di giovani ragazze. L’età delle
persone sfruttate si aggira tra i 16 e i 30 anni. La banda
controllava il meretricio anche su strada. Se qualcuno degli
sfruttati si rifiutava di pagare o ritardava, l’organizzazione
incaricava un gruppo di picchiatori che recuperava con la forza
il denaro. L’indagine, che non può dirsi ancora conclusa, è
stata coordinata dal sostituto procuratore della repubblica,
Alessandro Cannevale e le ordinanze di custodia cautelare sono
state firmate dal giudice per le indagini preliminari, Marina De
Robertiis.
I Carabinieri di Bastia
fermano uno spacciatore
13/05/2008 18.13.50
Arrestato a Bastia Umbra un albanese che consegnava droga a un
cliente. Nella sua casa e' stato sequestrato piu' di un
etto di cocaina. I carabinieri hanno trovato anche un bilancino
di precisione, l'occorrente per confezionare la droga in dosi e
una consistente somma di denaro in contanti provento dello
spaccio. L'albanese, di 26 anni ed incensurato, e' stato
arrestato e il cliente segnalato alla prefettura...
La Finanza scopre frode per oltre 4
milioni di euro 09 mag
2008 21.48.19 - Gli uomini della Tenenza della Guardia di
Finanza di Assisi hanno concluso in questi giorni tre complesse
verifiche fiscali, avviate nello scorso mese di febbraio
nei confronti di altrettante società di capitali aventi sede in
Bastia Umbra, tutte esercenti l’attività di costruzione e
vendita di immobili residenziali e commerciali. Facenti parte di
un unico gruppo che negli anni scorsi ha movimentato
dinamicamente il mercato immobiliare, le società erano
specializzate negli immobili di categoria e finiture medio-alte,
costruiti e venduti in molti comuni della provincia di Perugia.
Le attività ispettive sono state avviate solo dopo che gli
investigatori della Tenenza di Assisi, avendo raccolto un gran
numero di informazioni sul territorio ed averle analizzate,
approfondite e verificate, grazie anche ai riscontri ed agli
“incroci” resi possibili dalle interrogazione alle banche dati
in uso al Corpo, avevano delineato un quadro indiziario di
evasione e frodi fiscali particolarmente solido e corposo. Gli
interventi conseguentemente attuati hanno da subito confermato
l’attendibilità del lavoro svolto a monte, atteso che già dai
primi giorni di esami contabili e documentali i finanzieri sono
stati in grado di appurare un’evasione fiscale sistematica e
ricorrente, normalmente quantificabile nel 30% del valore degli
immobili ceduti, ma con punte fino al 45-50%. La metodologia
fraudolenta utilizzata era collaudata e consolidata: le parti,
infatti, dopo aver redatto un compromesso con i valori reali,
provvedevano al successivo “rogito” e perfezionamento della
vendita con l’indicazione di valori nettamente inferiori,
distruggendo poi integralmente o parzialmente il compromesso
precedentemente compilato. I verificatori della Guardia di
Finanza hanno così minuziosamente ricostruito quasi duecento
transazioni immobiliari, arrivando a determinare i reali valori
di vendita di case, appartamenti e negozi attraverso la
comparazione di valori ed elementi oggettivi desunti da altri
tipi di atti e contratti, nonché dai dati acquisiti presso
l’Osservatorio del Mercato Immobiliare. Il complesso di queste
ed altre attività, corroborate dai controlli effettuati nei
confronti di tutti gli acquirenti – privati e imprenditori -
molti dei quali hanno dichiarato e dimostrato di aver pagato
somme nettamente superiori a quelle riportate nei rogiti
notarili, hanno permesso di constatare che le tre società hanno
nascosto al fisco redditi per complessivi 4 milioni di Euro. Le
verifiche hanno permesso altresì di scoprire un’evasione
all’IRAP per circa 3,5 milioni di Euro e all’imposta sul valore
aggiunto per circa 600.000 Euro. I rappresentanti legali delle
società verificate sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria
per violazioni fiscali costituenti reato. .
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Giombini Faccia a faccia con
il gup
13/05/2008Sono
arrivati attorno alle 9,30 a palazzo di giustizia, a Perugia,
gli avvocati degli indagati nell’ambito dello scandalo
delle false fatturazioni dove è coinvolto, tra gli altri,
l’imprenditore Leonardo Giombini. L’appuntamento era davanti al
giudice per le udienze preliminari, Nicla Flavia Restivo, per
l’atto finale prima di un eventuale rinvio a giudizio. Le
ipotesi di reato sono, a vario titolo, false fatturazioni,
appropriazione indebita, riciclaggio e una valanga di reati
finanziari. A inguaiare seriamente il costruttore, avrebbe
pensato Giancarlo Lo Forte (detto «Celentano»), chiamato a
rispondere anche di estorsione. Durante un colloquio
intercettato, quest’ultimo, dopo essere uscito dal carcere,
chiedeva la sua parte di denaro, per non spifferare tutto alla
Guardia di finanza. Al centro della «Giombini 1» c’era la
vendita ‘in nero’ di alcuni appartamenti per cui l’imprenditore,
secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe evaso qualcosa
come un milione e mezzo di euro. Frode fiscale e falso in
bilancio le imputazioni, ma anche appropriazione indebita di una
parte del denaro fatto transitare anche all’estero (San
Marino-Lussemburgo-Italia). Le dichiarazioni di Giancarlo Lo
Forte di fatto diedero il via all’inchiesta: l’uomo raccontò
agli inquirenti tutto ciò che sapeva della galassia che ruotava
attorno al costruttore. La magistratura umbra contesta non solo
il reato di false fatturazioni al fine di evadere le imposte, ma
anche la bancarotta fraudolenta (i ‘ricchi’ fallimenti) per
alcune società che facevano capo a Lo Forte. La vicenda della
riserva nera degli appartamenti era già emersa durante gli
interrogatori in carcere del costruttore, arrestato in seguito
alla scoperta dell’operazione Sg Capital-Immobiliari centri
commerciali e rimasto in cella per oltre 60 giorni. Lo stesso
Giombini aveva ammesso che la riserva di denaro transitata
all’estero non era il frutto delle fatture per operazioni
inesistenti relative alla compravendita del terreno di
Collestrada, bensì il «nero» della vendita di alcuni
appartamenti tra il 1995 e il 1999. I pubblici ministeri Sergio
Sottani e Claudio Cicchella, titolari dell’inchiesta condotta
dalla Guardia di finanza, avevano aperto anche un’altra tranche,
contestando il reato di corruzione in atti giudiziari, inchiesta
che ha poi preso la strada della capitale Giombini Faccia a
faccia con il gup Oggi l’udienza preliminare per decidere sul
rinvio a giudizio del costruttore perugino e di altre
quattordici persone indagate (da La Nazione) E’ FISSATA per
stamani l’apertura dell’udienza preliminare davanti al gup Nicla
Restivo, per le quindici persone, compreso l’imprenditore
Leonardo Giombini, finite nei guai nel 2006 per lo scandalo
false fatturazioni. Insieme al costruttore, nell’elenco degli
inquisiti figurano anche il commercialista Luca Bufalini e
l’architetto Raffaele Di Palma, alcuni collaboratori
dell’imprenditore, sua moglie e il padre. Ma non solo: compaiono
anche i nomi del presidente di Coop Centro Italia Giorgio Raggi,
del presidente dell’immobiliare della cooperativa, Roberto
Oglialoro e del suo vice Paolo Grazi. Le ipotesi di reato sono,
a vario titolo, false fatturazioni, appropriazione indebita,
riciclaggio e una valanga di reati finanziari. A inguaiare
seriamente il costruttore, avrebbe pensato Giancarlo Lo Forte
(detto «Celentano»), chiamato a rispondere anche di estorsione.
Durante un colloquio intercettato, quest’ultimo, dopo essere
uscito dal carcere, chiedeva la sua parte di denaro, per non
spifferare tutto alla Guardia di finanza. Al centro della
«Giombini 1» c’era la vendita ‘in nero’ di alcuni appartamenti
per cui l’imprenditore, secondo la ricostruzione accusatoria,
avrebbe evaso qualcosa come un milione e mezzo di euro. Frode
fiscale e falso in bilancio le imputazioni, ma anche
appropriazione indebita di una parte del denaro fatto transitare
anche all’estero (San Marino-Lussemburgo-Italia). Le
dichiarazioni di Giancarlo Lo Forte di fatto diedero il via
all’inchiesta: l’uomo raccontò agli inquirenti tutto ciò che
sapeva della galassia che ruotava attorno al costruttore. La
magistratura umbra contesta non solo il reato di false
fatturazioni al fine di evadere le imposte, ma anche la
bancarotta fraudolenta (i ‘ricchi’ fallimenti) per alcune
società che facevano capo a Lo Forte. La vicenda della riserva
nera degli appartamenti era già emersa durante gli interrogatori
in carcere del costruttore, arrestato in seguito alla scoperta
dell’operazione Sg Capital-Immobiliari centri commerciali e
rimasto in cella per oltre 60 giorni. Lo stesso Giombini aveva
ammesso che la riserva di denaro transitata all’estero non era
il frutto delle fatture per operazioni inesistenti relative alla
compravendita del terreno di Collestrada, bensì il «nero» della
vendita di alcuni appartamenti tra il 1995 e il 1999. I pubblici
ministeri Sergio Sottani e Claudio Cicchella, titolari
dell’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza, avevano aperto
anche un’altra tranche, contestando il reato di corruzione in
atti giudiziari, inchiesta che ha poi preso la strada della
capitale ..
Giombini Faccia a faccia con il gup Oggi l’udienza preliminare
per decidere sul rinvio a giudizio del costruttore perugino e di
altre quattordici persone indagate (da La Nazione) E’ FISSATA
per stamani l’apertura dell’udienza preliminare davanti
al gup Nicla Restivo, per le quindici persone, compreso
l’imprenditore Leonardo Giombini, finite nei guai nel 2006 per
lo scandalo false fatturazioni. Insieme al costruttore,
nell’elenco degli inquisiti figurano anche il commercialista
Luca Bufalini e l’architetto Raffaele Di Palma, alcuni
collaboratori dell’imprenditore, sua moglie e il padre. Ma non
solo: compaiono anche i nomi del presidente di Coop Centro
Italia Giorgio Raggi, del presidente dell’immobiliare della
cooperativa, Roberto Oglialoro e del suo vice Paolo Grazi. Le
ipotesi di reato sono, a vario titolo, false fatturazioni,
appropriazione indebita, riciclaggio e una valanga di reati
finanziari. A inguaiare seriamente il costruttore, avrebbe
pensato Giancarlo Lo Forte (detto «Celentano»), chiamato a
rispondere anche di estorsione. Durante un colloquio
intercettato, quest’ultimo, dopo essere uscito dal carcere,
chiedeva la sua parte di denaro, per non spifferare tutto alla
Guardia di finanza. Al centro della «Giombini 1» c’era la
vendita ‘in nero’ di alcuni appartamenti per cui l’imprenditore,
secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe evaso qualcosa
come un milione e mezzo di euro. Frode fiscale e falso in
bilancio le imputazioni, ma anche appropriazione indebita di una
parte del denaro fatto transitare anche all’estero (San
Marino-Lussemburgo-Italia). Le dichiarazioni di Giancarlo Lo
Forte di fatto diedero il via all’inchiesta: l’uomo raccontò
agli inquirenti tutto ciò che sapeva della galassia che ruotava
attorno al costruttore. La magistratura umbra contesta non solo
il reato di false fatturazioni al fine di evadere le imposte, ma
anche la bancarotta fraudolenta (i ‘ricchi’ fallimenti) per
alcune società che facevano capo a Lo Forte. La vicenda della
riserva nera degli appartamenti era già emersa durante gli
interrogatori in carcere del costruttore, arrestato in seguito
alla scoperta dell’operazione Sg Capital-Immobiliari centri
commerciali e rimasto in cella per oltre 60 giorni. Lo stesso
Giombini aveva ammesso che la riserva di denaro transitata
all’estero non era il frutto delle fatture per operazioni
inesistenti relative alla compravendita del terreno di
Collestrada, bensì il «nero» della vendita di alcuni
appartamenti tra il 1995 e il 1999. I pubblici ministeri Sergio
Sottani e Claudio Cicchella, titolari dell’inchiesta condotta
dalla Guardia di finanza, avevano aperto anche un’altra tranche,
contestando il reato di corruzione in atti giudiziari, inchiesta
che ha poi preso la strada della capitale..
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La Questura di Terni ha
bloccato un matrimonio
Personale dell’ufficio
Immigrazione e della Polizia Amministrativa della Questura di
Terni, nell’ambito della attività di contrasto del fenomeno dei
c.d. matrimoni simulati tra cittadini italiani ed
extracomunitari è intervenuto, nella mattina di sabato 03 maggio
u.s. nei pressi del Municipio, impedendo la celebrazione di un
matrimonio tra un cittadino marocchino di anni 24 e una
cittadina ternana di anni 42, entrambi noti alle forze di
polizia. Il cittadino straniero,già coinvolto in questioni
legate allo spaccio di sostanze stupefacenti e destinatario di
ordine di espulsione, il giorno stesso, previa convalida del
provvedimento di allontanamento dal t.n. da parte del Giudice di
Pace di Terni, è stato rimpatriato dalla frontiera aerea di Roma
Fiumicino. Gli accertamenti successivi, condotti anche nei
confronti dei testimoni, personaggi ugualmente noti per
trascorsi di polizia, consentivano di accertare che per la
celebrazione del matrimonio sarebbero stati versati circa 5.000
euro. Il matrimonio avrebbe consentito allo straniero di sanare
la propria posizione irregolare nel territorio nazionale. I
personaggi coinvolti nella vicenda, sposa e testimoni, verranno
deferiti all’A.G. per avere tentato di favorire la permanenza
illegale nel territorio nazionale dello straniero clandestino. |
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Omicidio di
Foligno, convalidato il fermo
13/05/2008
PERUGIA - Giampaolo
Properzi, il folignate di 65 anni accusato dell'omicidio della 31enne
Concetta Genta, resta in carcere. Lo ha deciso il giudice per le indagini
preliminari di Perugia nell'udienza di questa mattina. Properzi è accusato di
aver ucciso la sua inquilina con una coltellata, nel corso di una lite che
secondo gli investigatori sarebbe legata a ritardi, da parte della donna, nel
pagamento dell'affitto di un appartamento di proprieta' dell'indagato (titolare
del ristorante dove e' avvenuto il delitto). L'uomo - difeso dall'avvocato
Giuseppe Congiunti - si e' avvalso oggi della facolta' di non rispondere. Il
giudice si e' riservato in merito alla richiesta di applicazione della custodia
cautelare in carcere avanzata dal sostituto procuratore Daniela Isaia che
coordina l'indagine della polizia. Il legale ha invece sollecitato la
concessione degli arresti domiciliari. Subito dopo essere stato bloccato dal
personale del commissariato folignate Properzi si e' proclamato innocente. Oggi
il suo legale ha spiegato che la vittima ''era in regola con il pagamento
dell'affitto'' e quindi ''non aveva alcun credito o debito'' con il suo cliente.
Concetta Genta era di origine campane ma da anni residente a Foligno....
La uccide per l'affitto di casa
13/05/2008
FOLIGNO -
Giampaolo Properzi, 65
anni, ex Priore del rione della Quintana “La badia”, è stato fermato ieri sera
con l’accusa di aver ucciso con una coltellata Concetta Genta, di
31 anni. La donna, che aveva prendenti penali per droga e reati contro il
patrimonio, è morta dissanguata all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno.
La lite, culminata nella tragedia, si è consumata all’interno del ristorante del
presunto assassino: “La locanda del cavaliere che non c’è” attorno alle 23 di
ieri sera. Properzi, nei giorni scorsi, si era fatto restituire le chiavi di un
appartamento che la donna aveva occupato per tanto tempo e per il quale gli
doveva, al meno a quanto sembra, ancora dei soldi di affitto. Chiavi alla mano
ha rimosso dalla casa tutto il materiale di proprietà di Genta e poi è andato al
locale. La donna, arrivata presso la sua ex abitazione, ha trovato la porta
chiusa e il materiale messo fuori casa a lla bene e meglio. Infuriata si è
recata presso il ristorante accompagnata da una sua amica. È entrata, mentre chi
la accompagnava è rimasto fuori, ha litigato con Properzi che, ad un certo
punto, dopo essersi allontanato dal punto dove stava litigando, è ricomparso con
in mano un coltello. E’ la stessa amica della vittima a raccontarlo alla
Polizia: “Quando sono entrata – ha detto – Concetta era in terra in mezzo ad un
lago di sangue e con un coltello di circa 30 centimetri accanto a lei”.
L’allarme è scattato quasi subito, il 118 ha trasportato la poveretta in
ospedale dove è morta a causa della profonda ferita – circa 20 centimetri –
riportata sotto il costato sinistro. Giampaolo Properzi, anche lui noto alle
forze dell’ordine, su disposizione del pm di turno, Daniela Isaia, è stato
fermato dagli agenti del commissariato di Foligno al seguito del dirigente,
Bruno Antonimi. Ora è a disposizione delle autorità presso il carcere di Capanne ...
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Violenza di gruppo,
quattro custodia cautelare
GUBBIO
13/05/2008
- I carabinieri di Gubbio
hanno eseguito quattro misure cautelari nei confronti di altrettanti ragazzi
minorenni accusati da una compagna di scuola quindicenne di Gubbio di averla
violentata in una localita' di campagna alla periferia della citta'. Tre di
queste sono state eseguite con il collocamento dei destinatari in comunita',
mentre la quarta con obbligo di permanenza domiciliare. La ragazza avrebbe
raccontato ad insegnanti e genitori delle violenze ad opera degli amici dopo che
le immagini di queste erano circolate sui telefonini di alcuni compagni di
scuola. Le quattro misure cautelari sono state emesse dal gip del tribunale dei
minori di Perugia su richiesta della procura minorile. Sulla vicenda gli
inquirenti mantengono il massimo riserbo. ''I carabinieri - e' detto in un loro
comunicato - al momento continuano gli accertamenti e le attivita' delegate
dalla procura della repubblica e non possono che mantenere, data la giovanissima
eta' dei protagonisti e la delicatezza del caso, assoluta riservatezza anche
nella certezza che solo l' iter processuale successivo potra' giuridicamente ed
inequivocabilmente definire le effettive responsabilita' a carico dei
protagonisti dell' evento, maturato in un contesto di relazioni amicali''. La
vittima ed i quattro coetanei indagati frequentano, in classi diverse, l'
istituto statale tecnico industriale ''Maria Letizia Cassata'' di Gubbio. La
violenza sarebbe avvenuta nel pomeriggio del 16 aprile nelle campagne di Gubbio
ma la denuncia ai carabinieri era stata fatta soltanto cinque giorni dopo.
Secondo le indiscrezioni sarebbero stati gli insegnanti ad avvertire la famiglia
della ragazza dopo che sui telefonini di alcuni studenti sarebbero comparse
immagini di scene di sesso dellastudentessa con i coetanei. A questo punto la
ragazza aveva raccontato che era andata a fare una gita con i quattro amici e
che questi l' avrebbero violentata. La quindicenne il 21 aprile scorso era stata
accompagnata dalla madre in ospedale e sottoposta a visita ginecologica. Il
referto medico e la denuncia della ragazzina e dei genitori erano state
acquisite dai carabinieri che avevano avviato le indagini. Oggi la svolta con
l'esecuzione delle quattro misure cautelari anche se i carabinieri sottolineano
- come detto - che soltanto l' iter processuale potra' definire le ''effettive
responsabilita''' di un episodio ''maturato in un contesto di relazioni amicali''. ...
Arrestati quattro extracomunitari dai carabinieri di Perugia
(UJ.com) Quattro extracomunitari
sono stati arrestati, per lite e furto, nella giornata di ieri
(sabato) dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile,
Aliquota Radiomobile di Perugia, nel corso dei consueti servizi
di controllo sul territorio. Tre marocchini sono stati fermati
in quanto coinvolti in una violenta lite nel corso della quale
si sono picchiati procurandosi gravi lesioni. Si tratta di due
operai quarantaduenni, regolarmente residenti in Italia e di un
loro connazionale di 32 anni, senza fissa dimora, disoccupato e
pluripregiudicato. Quest'ultimo e' anche accusato di violenza e
resistenza a pubblico ufficiale. La lite sarebbe scoppiata per
futili motivi, probabilmente perché i tre erano ubriachi.
L'ultimo, un algerino di 24 anni, invece è stato arrestato per
furto aggravato. Sprovvisto di documenti d’identità, senza fissa
dimora, nullafacente, irregolare, è stato trovato in possesso di
un telefono cellulare che, poco prima, aveva rubato dall'interno
di un'autovettura "chrysler" parcheggiata in via Settevali, di
proprietà di un cittadino albanese, regolarmente residente nel
Comune di Corciano. L'apparecchio è stato successivamente
recuperato e restituito al legittimo proprietario. 27 4 08
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Questura di Perugia: arresti e denunce
(UJ.com) PERUGIA -
Pattuglie della polizia in piena azione presso il centro storico
di Perugia. Da ieri sera (sabato) hanno svolto, a tappeto, una
serie di controlli per la prevenzione e la repressione della
microcriminalità predisposti dal dal questore, Arturo De Felice.
In totale sono state due le persone arrestate, altre altre
cinque sono state denunciate a piede libero ed otto portate in
questura. Sono stati emessi quattro fogli di via obbligatori nei
confronti di individui, indagati in passato per reati legati
alla droga, che erano arrivati a Perugia per acquistare
stupefacenti. Da quanto si è appreso uno degli arrestati è un
nordafricano di 33 anni bloccato dalla squadra mobile nel parco
di Sant'Anna, mentre stava per cedere alcune dosi di droga a due
acquirenti. Nel corso della stessa operazione, sono stati
denunciati altri due nordafricani trovati in possesso di denaro
ritenuto provento dell'attività di spaccio. Una donna di Siena,
di 34 anni, è sta invece arrestata perché si è opposta con
violenza al controllo da parte della squadra volante. Dovrà
pertanto rispondere dei reati di lesioni e resistenza a pubblico
ufficiale. Nel corso del controllo, è stata trovata in possesso
di una dose di stupefacente. Otto magrebini, tutti sedicenti,
sono inoltre stati accompagnati in questura e sono stati
sottoposti ai rilievi dattiloscopici: dagli accertamenti è
emerso che hanno precedenti per spaccio. La loro posizione è ora
al vaglio dell'Ufficio immigrazione. Due persone sono invece
state denunciate per guida in stato di ebbrezza alcolica ed
intossicazione da stupefacenti, mentre un peruviano è stato
indagato per tentate lesioni. Infine altre tre persone, trovate
in possesso di stupefacenti, sono state segnalate alla
prefettura. 27 4 08
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Incidente aereo a Castiglione del Lago
di Luana
Pioppi
(UJ.com)
CASTIGLIONE DEL LAGO - Mario Meschieri di 53 anni e Simone
Silvestri di 37 anni. Sono i nomi delle due persone
(il video) che erano a
bordo dell'aereo ultraleggero che è caduto, mentre era in fase
di atterraggio, presso l'aeroporto "Eleuteri" di Castiglione del
Lago dopo un'esibizione che rientrava nell'ambim">
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Incidente aereo a Castiglione del Lago
di Luana
Pioppi
(UJ.com)
CASTIGLIONE DEL LAGO - Mario Meschieri di 53 anni e Simone
Silvestri di 37 anni. Sono i nomi delle due persone
(il video) che erano a
bordo dell'aereo ultraleggero che è caduto, mentre era in fase
di atterraggio, presso l'aeroporto "Eleuteri" di Castiglione del
Lago dopo un'esibizione che rientrava nell'ambito
del programma dell'ottava edizione del "Meeting di primavera". I
due, rispettivamente, il sindaco e l'assessore ai lavori
pubblici di San Felice sul Panaro, un Comune di circa diecimila
abitanti a una trentina di chilometri da Modena, sono rimasti
feriti. Con molta probabilità il forte vento è stato la causa
dell'incidente di volo. Mario Meschieri è stato ricoverato all'
ospedale di Perugia in condizioni che vengono definite
abbastanza gravi. Anche l'assessore Simone Silvestri, che in un
primo momento era stato ricoverato all'ospedale di Castiglione
del Lago per fratture varie, è stato successivamente trasferito
in quello più attrezzato di Perugia, ma le sue condizioni non
sono gravi. «L'aereo – raccontano i testimoni – si è girato su
se stesso ed è piombato sulla strada che costeggia l’ex
aeroporto militare del Lago». Il sindaco e l'assessore si
trovavano a bordo di un biposto "I6401-eurostar", un
ultraleggero con 100 cavalli di potenza. Alla guida del piccolo
velivolo c'era il sindaco, un pediatra ospedaliero, sposato e
con un figlio, eletto nel 2004 alla guida di una lista civica di
centrosinistra. L'incidente è avvenuto mentre l'ultraleggero era
in fase di atterraggio. Probabilmente per un colpo di vento ha
compiuto una virata a sinistra, si è impennato ed è caduto su un
campo adiacente alla strada che costeggia l'ex aeroporto. Il
muso ha urtato il terreno e poi il velivolo si è ribaltato. I
soccorsi sono stati immediati poiché gli organizzatori della
manifestazione avevano predisposto servizi di emergenza con
ambulanze e medici. 26 4 08
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Carabinieri: arresti per furto e
resistenza a pubblico ufficiale
Tre arresti e dieci
denunce in stato di libertà per altrettanti minorenni. E' questo
il risultato dei servizi eseguiti nei giorni scorsi, dai
Carabinieri di Perugia, Nucleo Operativo - Radiomobile e
Stazioni CC, hanno organizzato diversi servizi al fine di dare
una risposta alla richiesta di sicurezza dei cittadini di
Perugia, sia del centro storico che delle località periferiche.
Infatti, le molteplici pattuglie disposte sul territorio hanno
permesso di concretizzare i risultati operativi di seguito
elencati: Stazione CC di Perugia. I militari, all’interno del
parco della Verbanella, hanno tratto in arresto, in flagranza di
reato D.A.B.L., tunisino, trentenne, domiciliato a perugia, ,
disoccupato, resosi responsabile del reato di violenza e
resistenza a p.u. ed evasione. poiché, sottoposto a controllo,
si opponeva verbalmente e fisicamente andando in escandescenza,
offendendo, minacciando ed opponendo resistenza all’espletamento
delle operazioni d’identificazione. I tunisino, sottoposto agli
obbligo degli arresti domiciliari, era appena evaso e pertanto è
stato arrestato. Stazione CC Ponte San Giovanni. E’ finito male,
per una donna polacca, il furto perpetrato all’interno del
centro commerciale “Collestrada”. T.K.K, ventinovenne,
responsabile del reato di furto aggravato è stata tratta in
arresto poiché aveva rubato da un negozio del citato centro
commerciale alcuni accessori per computers. Il materiale
sottratto è stato recuperato e restituito al legittimo
proprietario. L’arrestata è stata trattenuta all’interno delle
camere di sicurezza di questo comando in attesa della
celebrazione del rito direttissimo. Stazione CC di Ponte Pattoli.
I militari hanno tratto in arresto, in flagranza reato M.M., e
M.R., rispettivamente un ragazzo ed una ragazza, entrambi
quattordicenni, sprovvisti di documenti identificazione, resisi
responsabili del reato di furto aggravato poiché sorpresi a
rubare all’interno di un’abitazione privata, ubicata in località
Piccione. La refurtiva, consistente in monili d’oro, interamente
recuperata, è stata restituita al legittimo proprietario. I
minori sono stati tradotti presso il centro di prima accoglienza
di Firenze. Sempre nei medesimi giorni, sono stati altresì
disposti numerosi servizi per frenare la commissione di reati
contro il patrimonio commessi nella maggior parte dei casi da
soggetti d’etnia ROM. Grazie alle pattuglie, effettuate dal
Nucleo Operativo e Radiomobile, Stazioni CC di Perugia e
Fortebraccio, infatti, sono stati denunciati in stato di
libertà: “5 minorenni”, di ambo i sessi, poiché responsabili, in
concorso, di furto aggravato. Gli stessi, dopo essere penetrati
all’interno d’abitazioni private asportavano vestiti e monili in
oro per un valore complessivo di 1.000 euro circa. La refurtiva,
recuperata, è stata restituita ai legittimi proprietari; “5
minorenni”, di ambo i sessi, poiché dopo esser stati notati nei
pressi della stazione ferroviaria, mentre si dileguavano alla
vista dei militari, venivano raggiunti, sottoposti a
perquisizione personale e trovati in possesso di svariati arnesi
atti allo scasso e varia refurtiva provento di diversi furti
perpetrati in giurisdizione. I giovani, sono stati affidati al
centro di “pronta accoglienza minori” dell’ufficio servizi
sociali del Comune di Perugia.
26 4 08
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Uxoricidio, convalidato il fermo
di Marcello Migliosi
E' stato convalidato il fermo di Alberto Pietrini, il
58enne di Casacastalda accusato di aver ucciso la moglie.
L'udienza, tenuta dal giudice per le indagini preliminari,
Claudia Matteini, sii e' tenuta nel reparto di nefrologia
dell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Il
58enne, e camionista ed ora pensionato, dopo aver,
presumibilmente, ucciso la moglie Marisa Radicchia di 53
anni, aveva tentato il suicidio riempiendo la casa di gas.
Pietrini è stato fermato dai Carabinieri di Assisi e trasferito
presso l'ospedale di Branca. Dal nosocomio al carcere di Capanne
e, durante la notte, un altro trasferimento e d'urgenza questa
volta. Il presunto uxoricida è stato ricoverato presso il
reparto di nefrologia (malattie renali) dell'ospedale "Santa
Maria della Misericordia" di Perugia. Alla singolare udienza ha
partecipato anche il sostituto procuratore della repubblica,
titolare delle indagini, Sergio Sottani, che ha chiesto ed
ottenuto dal gip la convalida della misura restrittiva in
carcere. L'avvocato Leonardo Romoli, difensore di Alberto
Pietrini, si e' opposto, motivando l'insussistenza del pericolo
di fuga, ed ha avanzato istanza, peraltro accolta, che
l'indagato venga sottoposto ad accertamento tecnico (allo scopo
e' stato incaricato il medico legale Laura Paglicci Reattelli)
per stabilire se le sue attuali condizioni di salute gli
consentano di sostenere un processo. I due figli dell'indagato e
della vittima, hanno nominato gli avvocati Walter Biscotti e
Morena Bigini che li rappresentano come persona offesa....12 apr
08
Alberto Pietrini in
ospedale
Il gip di Perugia Claudia Matteini si e' riservata di decidere
in merito alla richiesta di convalida del fermo di Alberto
Pietrini, accusato dell'omicidio volontario della ex moglie.
L'udienza si e' svolta stamani all'ospedale Santa Maria della
Misericordia di Perugia dove l'uomo e' ricoverato nel reparto di
nefrologia dopo essersi sentito male ieri sera nel carcere di
Capanne dove si trovava rinchiuso. Questa mattina, il pubblico
ministero Sergio Sottani che coordina le indagini dei
carabinieri ha chiesto al giudice la convalida del fermo e la
custodia cautelare in carcere per l'indagato. Si e' opposto alla
convalida, invece, il legale di Pietrini, l'avvocato Leonardo
Romoli che, in merito alla richiesta di custodia cautelare in
carcere ha sostenuto la mancanza del pericolo di fuga, date le
condizioni di salute dell'ex camionista. La difesa ha anche
chiesto e ottenuto dal gip un accertamento per stabilire se
l'indagato, visto lo stato attuale di salute, sia in grado o
meno di presenziare al processo. Accertamento che sara' svolto
dal medico legale Laura Paglicci Reattelli, perito nominato oggi
dal giudice.....
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Oggi l'autopsia
di
Marcello Migliosi e Luana Pioppi
Alberto Pietrini, l’uomo
accusato di aver ucciso la moglie, Marisa Radicchia è
stato trasferito, ieri sera, nel carcere di Capanne. E’ arrivato
attorno alle 19 a bordo di una autoambulanza dell’ospedale di
Branca, scortato dai Carabinieri di Assisi. Era stato ricoverato
al mattino quando aveva deciso di farla finita tentando di far
esplodere la casa con il gas, dopo aver, presumibilmente, ucciso
la moglie con un’arma da taglio. Cinque o sei colpi inferti con
inaudita ferocia, più o meno nella zona del collo e uno
addirittura nella testa. Il corpo della povera donna questa
mattina è stato esaminato dal medico legale, Pistoleri
incaricato, dal pubblico ministero, Sergio Sottani, di
effettuare l’autopsia. L’esame necroscopico è iniziato questa
mattina presto presso l’istituto di medicina legale di Perugia.
Un omicidio, quello della casa rosa di Montespinoso di
Valfabbrica, che poteva essere evitato. Sì, perché Pietrini
aveva l’abitudine di minacciare la sua ex moglie. La donna,
nonostante fossero separati da anni, continuava a portargli la
cena tutte le sere e a prendersi cura del suo ex marito. Alberto
però la minacciava spesso...
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Bullismo, proseguono le indagini sulla ragazza aggredita da
compagne
di Luana
Pioppi
(UJ.com) TERNI -
Sarebbe stata aggredita da una coetanea e costretta a denudarsi,
mentre altre 12 compagne assistevano alla scena filmandola con
il telefonino, una 15enne dell'istituto magistrale "Francesco
Angeloni". Il fatto sarebbe accaduto agli inizi dello scorso
mese di marzo, durante una gita scolastica il cui scopo era
quello di giungere alla costituzione di un gruppo sportivo per
lo sci, ma è stato reso noto solo nei giorni scorsi. Alla gita
avevano partecipato 32 studenti, accompagnati da due insegnanti.
L'aggressione sarebbe avvenuta in un albergo di Campo Felice
dove la comitiva era ospitata. Una volta tornate a scuola, il 7
marzo, la vicenda era cominciata a trapelare. Il preside,
Ermanno Scaramuzza, aveva sentito i protagonisti ed i loro
genitori ed alla fine aveva adottato un provvedimento di
sospensione dalle lezioni di 13 alunne, da 2 a 15 giorni. In
alternativa alla sospensione le studentesse potranno svolgere
lavori di volontariato presso la scuola, come la pulizia di aule
e bagni o l'assistenza a studenti con problemi di handicap.
Sulla vicenda ha aperto una indagine anche l'ufficio scolastico
regionale mentre sta indagando la squadra mobile della questura
di Terni. La polizia, oltre alle perquisizioni domiciliari, ha
interrogato anche le protagoniste dell'episodio di bullismo per
il rapporto da inviare al tribunale per i minorenni dell'Aquila.
10 4 08
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Altre 4 persone
arrestate per l'omicidio dell'ex pentito
(UJ.com) PERUGIA - Sarebbero altre
quattro le persone coinvolte nell'omicidio dell'ex collaboratore
di giustizia, il napoletano Salvatore Conte, di 47 anni, il cui
cadavere era stato sotterrato in un bosco nei dintorni di
Gubbio. Ad arrestarle è stata la polizia perugina che sta
seguendo le indagini. Due sono accusate del delitto mentre le
altre devono rispondere a vario titolo di diversi reati. Le
ordinanze di custodia cautelare in carcere, disposte dal gip su
richiesta della Procura della Repubblica di Perugia, sono state
eseguite la scorsa notte dagli agenti della squadra mobile del
capoluogo umbro, in collaborazione con i colleghi della squadra
mobile di Firenze e del Commissariato di Assisi. Salvatore Conte
sarebbe stato ucciso per un regolamento di conti con diversi
colpi di arma da fuoco. Il suo corpo venne trovato il 26
novembre scorso dal personale del commissariato di Assisi e
della Squadra mobile di Perugia nelle campagne di Santa Cristina
di Gubbio nell' ambito di indagini su rapine avvenute in Umbria.
Per il suo omicidio, il 9 marzo scorso, la polizia aveva già
arrestato un altro ex collaboratore di giustizia, Roberto
Salvatore Menzo, di 47 anni, di Niscemi (Caltanisetta), con
precedenti per associazione per delinquere, omicidio, rapina,
truffa e traffico di armi e di droga. Dall'indagine è emerso che
Conte sarebbe stato ucciso da Menzo per dissapori sulla gestione
e sulle attività di una articolata organizzazione criminale
composta da ex pentiti e dedita non solo in Umbria al traffico
della droga e delle armi ed alle rapine e della quale facevano
parte entrambi, insieme anche ad un altro ex collaboratore di
giustizia pugliese, Marcello Russo, ricercato per una rapina
avvenuta a Voghera e che era stato arrestato dalla polizia di
Perugia alla vigilia di un' altra rapina in programma il giorno
successivo in Umbria. 10 04 08
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Donna morta, arrestato ex marito
di Marcello Migliosi e Luana Pioppi
Una donna, Marisa Radicchia, di 50 anni è stata trovata morta,
questa mattina poco dopo le 8, dal figlio nella abitazione del
suo ex marito, Alberto Pietrini, a Montespinoso di
Casacastalda, nel comune di Valfabbrica. Sul corpo della
poveretta delle ferite di arma da taglio. Al momento dell’arrivo
dei Carabinieri di Assisi l’uomo, un camionista meccanico 57enne
in pensione di invalidità da circa trent’anni, si era barricato
in bagno dopo aver aperto i rubinetti del gas. Vigili del fuoco
e personale dell’Arma sono intervenuti sfondando la porta ed
hanno bloccato Pietrini prima che si suicidasse. Ora è
ricoverato presso l’ospedale di Branca. Su di lui i sospetti di
aver ucciso la ex moglie. La donna, pur non stano più insieme
all’uomo, continuava a prendersi cura dell’ex marito: ogni sera
gli portava la cena. E l’ha fatto anche ieri, ma non sapeva che
quella sarebbe stata l’ultima volta. Alberto si era separato da
Marisa, che attualmente viveva a Casacastalda e faceva la sarta,
da una decina d’anni. Si erano separati e lui, da quanto si
apprende, l’avrebbe minacciata spesso. “Sì - dice il padre della
vittima, Egidio Radicchia –, si erano separati dopo che Alberto
aveva cominciato a frequentare prostitute”. Le indagini sono
coordinate dal sostituto procuratore della repubblica, Sergio
Sottani. L'intervista al padre - La signora portava da
mangiare all'uomo? "Si - risponde Egidio Radicchia - ci andava
tutte le sere". E questa mattina come mai era qui? "Non c'era
questa mattina ma ieri sera". Quindi secondo lei l'ha uccisa
ieri sera? "Sì". Erano separati da parecchio tempo? "3-5 anni,
non ricordo di preciso". C'erano stati altri episodi di litigio
violento? "Lei abitava li, lui gli andava sempre avanti con la
pistola perché se ne doveva andare. Voleva un'altra donna. Aveva
un'amica. Tutto pensavo ma non che l'ammazzasse. Ieri sera mi
aveva telefonato che era li, gli aveva portato la cena, ae mi
aveva detto che poi passava da me. Invece non è venuta giù,
pensavo che fosse a causa del temporale. Pioveva forte". Quindi
l'ha ammazzato ieri sera in realtà? "Certo, ieri sera era li e
non è venuta da me". Come mai la voleva mandare via, lei lo sa?
"Lui aveva le donne era sempre immischiato con delle puttane..."
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Gdf, 202 addetti nero
in azienda di Bastia
di Luana Pioppi
(UJ.com) BASTIA UMBRA - Duecentodue lavoratori "in
nero", per un totale di 8.500 giornate lavorative, sono stati
utilizzati, tra il 2006 e 2007, da un'azienda di Bastia Umbra
che opera nel settore del commercio di generi alimentari. E'
quanto scoperto dalla guardia di finanza di Assisi. E' stata
riscontrata, nel corso della verifica fiscale, un'omessa
esecuzione e versamento della ritenuta alla fonte su
retribuzioni corrisposte, per complessivi 123mila euro nel 2007
e circa 108mila euro nel 2006. In particolare, dai controlli
effettuati, è emerso che la maggior parte del lavoro
dell'azienda, per la tipologia dell'attività svolta, si
concentrava nell'ultimo trimestre dell'anno, periodo durante il
quale veniva reclutata la forza lavoro necessaria. E' stato
rilevato, inoltre, che dei 202 lavoratori "in nero" nel 2006
l'azienda ne ha reclutati 111 di cui uno irregolare e 129 nel
2007. Alcuni dei lavoratori impiegati nel 2006, inoltre, sono
risultati gli stessi dell'ultimo trimestre dell'anno successivo,
richiamati nel periodo in cui vi era un incremento dell'attività
lavorativa. Secondo le fiamme gialle le "assunzioni" avvenivano
sulla base di un semplice colloquio e, solo in alcuni casi,
soprattutto nel 2007, sono state formalizzate attraverso la
stipula di contratti di lavoro occasionale, che non sono stati
però poi comunicati a nessun ufficio competente e né i
lavoratori venivano iscritti nei libri obbligatori. L'azienda,
che ha solo quattro dipendenti fissi, nell'arco di questi ultimi
due anni ha messo in regola 43 lavoratori con contratti a
termine e, soltanto per loro, sono stati osservati gli obblighi
fiscali e contributivi. Durante i controlli della Guardia di
Finanza è emerso che i lavoratori identificati sono risultati
essere per il 30 per cento stranieri, in particolare del Sud
America (Brasile e Argentina), ma anche di Marocco, Tunisia,
Albania, Romania, Repubblica Slovacca, Repubblica Moldova,
Russia, Polonia e Svizzera. A seguito dell'intervento delle
fiamme gialle, l'impresa, seppure in ritardo, per gli esercizi
finanziari 2006 - 2007, ha versato tutte le ritenute fiscali
riferite alla totalità dei lavoratori impiegati. Ora l'azienda
di Bastia Umbra, nel 2008, avrà l'obbligo di dichiarare tutti i
ricavi puntualmente annotati nel libro giornale del 2007,
ammontanti a circa 4,5 milioni di euro. Le violazioni sono state
inoltre segnalate all'Ispettorato del Lavoro, all'Inps e all'Inail,
ai fini della regolarizzazione della posizione dei lavoratori e
per l'applicazione delle sanzioni previste, costituite da una
sanzione amministrativa compresa tra 1.500 e 12mila euro per
ciascun lavoratore in nero, maggiorata di 150 euro per ogni
giornata di lavoro effettivo. 17 3 08
Arrivano i turisti in
Umbria in occasione della Pasqua
(UJ.com) PERUGIA - Vicino alla
Pasqua prende il via il turismo religioso in Umbria. Le mete che
vengono scelte sono Assisi, Cascia e Norcia. Per ora ad arrivare
in Umbria sono soprattutto italiani. Come ogni anno, infatti,
gli stranieri cominceranno ad arrivare da aprile, resteranno
fino a giugno per poi ritornare a settembre. E' buono il dato
sull'occupazione degli alberghi. Sono pieni tra il 60 ed il 70
per cento anche se le previsioni meteo remano contro. 16 3 08
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Tifoso del Foligno calcio trasportato in ospedale
(Ansa) TERNI - Un tifoso del
Foligno e' rimasto ferito a un dito di una mano dallo scoppio di
un petardo durante il derby umbro di C/1 A con la Ternana.
L'incidente e' avvenuto al momento dell'ingresso in campo delle
squadre. Non e' ancora chiaro se il tifoso, che si trovava sugli
spalti, abbia acceso un petardo per lanciarlo o lo abbia
raccolto in terra. L'esplosione gli ha provocato una lesione a
una falange. Subito soccorso, il tifoso e'stato trasportato in
ospedale. Le sue condizioni non sono gravi. 16 3 08
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Cesvol, assemblea consuntiva 2007
di Laura
Santi
PERUGIA - Un mondo in crescita
costante e quasi esponenziale quello del Cesvol (centro servizi
al volontariato) della provincia di Perugia, e delle svariate
associazioni che ruotano attorno ad esso; un mondo illustrato
nei dettagli e nelle cifre nell’Assemblea dei soci dello scorso
fine settimana; Assemblea, che ha radunato davanti ai portavoce
dell’Ente grossa parte degli oltre 180 soci, tra associazioni di
volontariato le più diverse, per avere un’idea, quantitativa e
qualitativa, del Cesvol e della sua attività nell’arco del 2007.
Innanzitutto i numeri, evidenziati nel corso dell’assemblea, i
quali – ha illustrato il direttore del Cesvol, Salvatore
Fabrizio – parlano chiaro. Le associazioni/utenti che hanno
utilizzato i vari servizi presso la sede centrale del Cesvol
(numero in difetto rispetto ai vari accessi singoli) sono state
259 per i servizi di grafica e stampa, 206 per l’assistenza
amministrativa presso le sedi territoriali (otto in tutto il
perugino); 111 per la stessa assistenza, ma a Perugia; 104 per
la comunicazione; 88 per la progettazione; 63 per il progetto
“Volontariato e scuola”; 59 per i corsi di formazione; 54 per i
convegni, 36 per il sostegno alla cooperazione internazionale,
31 per le pubblicazioni e i video. Alcuni dati sugli 8 sportelli
territoriali (Assisi, Castiglione del lago, Città di Castello,
Foligno, Gubbio, Marsciano, Norcia, Spoleto): in tutto 3.075
richieste di informazioni, 4.026 di servizi tipo web e fax,
2.234 di segreteria vera e propria, 1.035 richieste di supporto
alla grafica (volantini, poster e via dicendo); 82.1167 stampe,
e altri dati per un totale di 300 utenti continuativi, non
episodici. Nella sede centrale di Perugia, gli accessi singoli
(quindi non le associazioni utenti: il dato qui è maggiore) sono
stati 416 per la grafica, 251 per l’assistenza amministrativa e
fiscale, 85 per la progettazione, 66 per l’assistenza legale, 41
per i siti web gratuiti, 35 per l’orientamento al volontariato,
25 per il servizio civile, 14 per il sostegno al fund raising.
Sempre a Perugia, i servizi di ‘base’ di cui ancora le
associazioni di volontariato (molte piccole, tutte
autofinanziantesi) hanno bisogno, sono stati numerosi: ben
586.434 stampe, 33.054 fotocopie, 2.114 richieste di front
office. Servizi basilari rispetto a quelli più complessi (e dai
numeri ovviamente più contenuti) di formazione, comunicazione,
assistenza legale e/o fiscale. Servizi però che testimoniano
come l’offerta del Cesvol sia quantomeno diversificata, andando
da un supporto di base, “emergenziale”, per le associazioni più
piccole, a un’assistenza più evoluta nei settori
amministrativo/legale, di formazione, di comunicazione/editoria/convegnistica.
Il risultato di un anno di attività è la crescita dei soci fino
a 182 nel 2007, con un aumento del 143% rispetto al dato di
partenza del 2004 (con 75 soci) – e con la crescita di utenti
(non di accessi, ma di utenti singoli) del sito
www.pgcesvol.net, che nel 2007 ha contato quasi 30mila utenti.
Cresce anche il radicamento del Cesvol nel territorio: con le
Istituzioni si contano ormai ben 70 protocolli d’intesa e
accordi formali, in tutta la provincia. 16 3 08
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Polizia Municipale di Bastia, da oltre 70 anni al servizio dei
cittadini
di Luana
Pioppi
BASTIA UMBRA - La
Polizia Municipale è da oltre 70 anni il punto di riferimento
dei cittadini di Bastia Umbra. E’ contattata, oltre ai normali
compiti, per ogni motivo: dalla perdita dell’acqua, al cane che
abbaia, alle segnalazioni di un lampione spento, ad eventi
legati alla sicurezza. Un lavoro capillare che vede impegnati i
quattordici componenti del corpo dei Vigili urbani. Alla guida
dell’ufficio di Bastia Umbra, situato in via Battisti 11, c’è il
comandante capitano, Giuliano Berardi, coadiuvato dal vice
comandante tenente, Luciana Cruciani, che è stata la prima "vigilessa"
bastiola entrata in servizio nel 1982. Sei sono i marescialli
presenti: Marcello Recchioni, Mario Brunetti, Claudio Balducci,
Claudio Meschini, Giuliano Migno, Stefano Tisba. Altrettanti
sono gli agenti: Cristiana Porrozzi, Ombretta Lucarelli,
Francesca Betti, Gianluca Petrini, Massimo Cuzzini, Roberto
Cacciamani. Due sono i turni in cui è organizzato il servizio.
Il primo va dalle 8 alle 14 mentre il secondo dalle 14 alle 20.
Durante i tre mesi estivi il servizio viene allungato, tre volte
a settimana, fino alle una della notte. Lo sportello al pubblico
è aperto dal lunedì al sabato dalle 8,30 alle 13,30; il martedì
e il giovedì anche il pomeriggio dalle 15,30 alle 17,30. «La
polizia municipale – racconta il vice comandante tenente,
Luciana Cruciani – è il primo punto di riferimento a cui pensano
i cittadini se hanno bisogno di qualche cosa, vengono anche solo
per essere indirizzati negli uffici giusti. E’ la prima figura
di riferimento, quella più visibile dell’amminstrazione. Come
corpo siamo chiamati a rispondere a diverse competenze, oltre a
quelle del controllo del territorio, che vanno da polizia
giudiziaria a segnalazioni sulla pubblica illuminazione. Compiti
– termina Cruciani – che aumentano con il passare del tempo
visto che accresce il numero della popolazione». LA STORIA - La
storia della Polizia municipale di Bastia Umbra nasce prima
della seconda guerra mondiale quando il territorio, allora
abitato da circa 5mila persone, aveva come vigili Giuseppe
Rossi, detto “Peppiniello”, e Cesare Marconi, detto “Arranca”,
padre del cittadino bastiolo Gino Marconi. Il loro ufficio, un
solo vano, era situato in piazza Matteotti, con l’entrata sul
lato sinistro del portone del vecchio Comune. Giravano per le
campagne, a bordo di biciclette, controllando fossi, che
dovevano essere ripuliti, le strade sbrecciate, che dovevano
essere senza buche, e consegnando notifiche. Nel 1948, dopo la
morte di Giuseppe Rossi, subentrò Enrico Falcinelli, detto
“Righino”, e nel 1955 fu nominato il primo comandante, delle
allora denominate “guardie”, che fu Enzo Ceccomori fino al 1968.
In quegli anni l’ufficio fu spostato presso l’attuale sede Avis,
posta sul lato sinistro del Municipio, e la bicicletta fu
sostituita dalla moto Guzzi “Lodola” per poi, nei primi anni
’70, arrivare alla Fiat 128. Decisivo fu il 1982 dove la
popolazione bastiola subì un’impennata nel numero, si aggirava
ad oltre le 15mila unità, e arrivarono le prime “vigilesse”:
Luciana Cruciani e Brunella Bura, ora non più presente.
Aumentando il numero dei vigili anche il parco macchine fu
ampliato con l’acquisto di una Fiat “Ritmo” nel 1985 e di una
“Uno” nel 1988. Dal 1986, con l’entrata in vigore della legge
65, fu costituito il corpo di Polizia municipale, che allora
aveva all’attivo 10 unità. Nei primi anni ’90, infine, l’ufficio
fu spostato di nuovo in via Matteotti per poi trovare la sede
definitiva, da qualche anno, in via Cesare Battisti. 16 3 08
Home
Up Due arresti per
spaccio di droga: sequestrati 5 kg di hashish e 10 gr di eroina
di Luana Pioppi
(UJ.com) PERUGIA - Altri due arresti per traffico e
spaccio di sostanze stupefacenti sono stati effettuati dal
comando provinciale dei Carabinieri di Perugia. Si tratta di due
marocchini, fermati in due diverse operazioni che hanno portato
al sequestro di 5 kg di hashisc e 10 gr di eroina. Il primo è
stato eseguito dall’aliquota operativa della compagnia del
capoluogo umbro, a seguito di alcune segnalazioni di cittadini
residenti nella zona di viale Roma, in prossimità della scuola
San Paolo. E’ stato, infatti, individuato un extracomunitario
che teneva uno strano atteggiamento. Fermato il marocchino, Amed
Ramzi di 25 anni, sedicente e senza fissa dimora, non ha fornito
nessuna spiegazione in merito alla sua presenza in quel luogo.
Sprovvisto di documenti è stato portato presso la stazione dove
gli sono stati trovati addosso 5 involucri termisaldati
contenenti 10 gr di eroina. Ha portato a buon frutto
l’operazione condotta, durante la notte tra venerdì e sabato,
dal nucleo investigativo che da tempo stava eseguendo dei
servizi in via XX settembre. Nel corso di questi è stata
individuata una macchina con a bordo uno straniero dal
comportamento sospetto. L’uomo, sentitosi osservato, ha cercato
di fuggire ai militari. Fermato è stato identificato come un
marocchino di 28 anni, residente a Perugia, di nome Jaouat
Brahim. Nel corso del controllo sono stati rinvenuti,
all’interno del portabagagli dell’autovettura, 5 kg di haschisc,
suddivisi in 10 involucri contenenti ognuno 5 panetti da 100 gr
cadauno. Entrambi sono stati condotti presso il carcere di
Capanne
Video su Youtube, ragazze
punite con lavori utili a scuola
(Ansa) ORVIETO - Due studentesse
del liceo Majorana di Orvieto,per aver messo su Youtube una
sfuriata di un docente,saranno punite con lavori utili.
Sospese per tre giorni dalle lezioni dopo aver ripreso con il
telefonino un rimprovero del loro prof a un compagno per poi
metterlo sul web, le minorenni hanno accettato di convertire la
punizione in lavori utili per l'istituto.Il dirigente del liceo
ha detto che 'hanno capito l'errore e la brutta vicenda si e'
trasformata in un'esperienza di crescita'...
Rinchiuso un uomo in
cantina, arrestato un ternano
TERNI - Personale della Squadra Volante interveniva nel
pomeriggio di ieri in zona B.Rivo dove alcune persone
segnalavano la presenza di un uomo che in pigiama
impugnando due grossi coltelli si aggirava all’interno di un
condomino. Gli agenti prontamente sul posto rilevavano la
presenza dell’uomo che alla loro vista si nascondeva all’interno
di un portone. Lo stesso veniva inseguito fino alla sua
abitazione dove sopra ad un tavolo adiacente l’ingresso gli
operatori trovavano due coltelli da cucina di grosse dimensioni.
Nel prosieguo delle attività gli intervenuti accertavano che
poco prima l’uomo in questione un 53 anni ternano senza alcun
motivo apparente si era portato nel vano garage dello stabile
dove risiede e qui aveva chiuso all’interno di una cantina un
uomo. Nel contesto questi aveva chiuso la porta e rotto la
relativa chiave all’interno della serrature impedendo così la
libera determinazione del soggetto passivo. Il recluso veniva
liberato solo grazie all’intervento degli agenti operanti che si
vedevano costretti ad abbattere la porta d’ingresso. Al termine
delle operazioni il soggetto veniva tratto in arresto per i
reati di sequestro di persona e porta abusivo di armi e quindi
associato presso la Casa Circondariale a disposizione della
locale Autorità Giudiziaria
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Sette
arresti per traffico e spaccio
di droga
di Luana
Pioppi
(UJ.com) PERUGIA – Sette sono
stati gli arresti eseguiti ieri
dai carabinieri del comando
provinciale di Perugia in tre
diverse operazioni di contrasto
al traffico e allo spaccio di
droga. Si tratta di 4 albanesi,
2 tunisini ed un marocchino. Due
delle tre operazioni sono state
condotte dal reparto operativo,
nucleo investigativo mentre una
dall'aliquota operativa. La
prima si è svolta a Foligno, nel
piazzale della locale stazione
ferroviaria. E' stato
individuato dai Carabinieri del
nucleo investigativo un volto
noto: Bjedvi Zeher, nato a
Casablanca nel 1976,
nullafacente e clandestino. Il
marocchino è stato fermato in
quanto latitante pregiudicato
nel contesto dell'indagine
antidroga denominata "Santa
Lucia", conclusa novembre del
2006 e che portò all'esecuzione
di 84 ordinanze cautelari.
L'altra operazione condotta dal
nucleo investigativo ha portato
all'arresto di quattro albanesi.
Sono stati notati, da personale
in borghese, mentre si muovevano
tra corso Bersaglieri e corso
Garibaldi fermandosi brevemente
a parlare con varie persone.
Alla luce di questo
atteggiamento i militari hanno
proceduto al controllo e alla
perquisizione della loro
abitazione, situata in corso
Garibaldi, rinvenendo 30 grammi
di cocaina, 18 telefoni
cellulari e circa 7mila euro,
verosimile provento
dell'attività di spaccio.
L'operazione condotta
dall'aliquota operativa della
compagnia di Perugia, invece, ha
portato all'arresto di due
tunisini. Uno fermato nei pressi
di Ponte Pattoli. Già noto ai
militari, il 40enne si è sentito
osservato e ha cercato di
fuggire velocemente. E' stato
raggiunto dai Carabinieri che
l'hanno sottoposto a
perquisizione personale e
domiciliare. Sono stati
rinvenuti 68 ovuli termosaldati
contenenti 80 grammi di eroina e
2.600 euro, probabile provento
di spaccio. Sempre nel corso
dello stesso servizio i militari
hanno fermato, in via Sant'Agata
a Perugia, un'altro tunisino di
30 anni. Il giovane, alla vista
dei carabinieri è fuggito a
bordo di un taxi. I militari
hanno fermato il mezzo di
servizio pubblico proseguendo ad
un perquisizione personale e
domiciliare. In questo caso sono
stati rinvenuti 25 grammi di
eroina già confezionata oltre a
210 euro, frutto dell'attività
di spaccio. Nel complesso sono
stati requisiti 9.700 euro,
quasi 200 grammi di sostanze
stupefacenti e materiale vario.
"I risultati odierni - hanno
detto i militari nel corso della
conferenza stampa indetta per
annunciare gli arresti - fanno
parte di una strategica attività
di contrasto messa in campo con
metodiche che sfruttano al
massimo le conoscenze della
presenze criminali e delle zone
nella quali preferibilmente si
delinque. Negli ultimi giorni,
infatti, sono stati arrestati
altre sei persone. Tre erano
corrieri con oltre 2,5
chilogrammi di droga (cocaina,
eroina e haschish) ed altri tre,
eseguiti in differenti attività
di contrasto, che hanno permesso
al ritrovamento,
complessivamente, di 270 grammi
di cocaina"
29 gen 08
Entro domani sarà eseguita
l'autopsia sul corpo di Edoardo
(UJ.com)
BASTIA UMBRA - Entro domani sarà
eseguita l'autopsia sul corpo
del piccolo Edoardo, il bambino
di 13 mesi morto ieri
pomeriggio presso l'asilo
nido "Piccole Orme", situato in
via Foligno in Borgo Primo
Maggio a Bastia Umbra. Disposta
dalla procura di Perugia,
servirà per chiarire le cause
della morte del piccolo. Già da
ieri, comunque, è stata esclusa
qualsiasi forma di violenza.
L'ipotesi che prevale è quella
legata ad un malore da
rigurgito. Ieri sera sono
proseguiti, invece, fino a tarda
notte gli accertamenti dei
carabinieri. Il piccolo, secondo
quanto emerso dalle prime
informazioni, stava facendo il
riposino pomeridiano, dopo aver
bevuto il biberon. Con lui
c'erano le maestre ed altri 4-5
piccoli, in tutto la struttura
ospita una ventina di bambini,
ma a quell'ora erano quasi tutti
a casa. Da quanto è stato
possibile apprendere, le maestre
hanno visto il bambino sporco di
vomito e sono corse dai pediatri
di un vicino studio
specialistico, che si trova
proprio a Borgo Primo Maggio,
nella stessa palazzina
dell'asilo nido. I dottori,
giunti sul posto prima del 118,
non hanno potuto fare niente
salvare la vita del piccolo. A
dare la terribile notizia ai
genitori, residenti nella
frazione di Cipresso, sono stati
i carabinieri di Assisi e Bastia
Umbra, intervenuti per
raccogliere le testimonianze
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Muore bambino di 13 mesi
di
Marcello Migliosi e Luana Pioppi
Un bambino di 13 mesi, E.M.
(queste le iniziali) è morto oggi pomeriggio (giovedì 13
marzo 2008), attorno alle 17,30, mentre era all'interno
dell'asilo nido "Piccole Orme" di via Foligno a Borgo Primo
Maggio di Bastia Umbra. «Il bambino - spiega il Capitano dei
Carabinieri di Assisi, Sebastiano Arena - è morto per cause
naturali, è rimasto soffocato dal materiale che ha
rigurgitato mentre dormiva». Tra le lacrime parla anche la
proprietaria della struttura: «Il bimbo - dice - era
diventato nostro ospite da qualche giorno, avevamo già detto
ai genitori che vomitata spesso e aveva tosse». Da quanto è
stato possibile apprendere, sembra che a portare i primi
soccorsi siano stati i pediatri di un vicino studio
specialistico, che si trova proprio a Borgo Primo Maggio.
Una struttura nuova, al passo coi tempi, assolutamente
organizzata e in regola sia con le normative comunali sia
con quelle regionali. La conferma èarrivata dallo stesso
vice sindaco di Bastia Umbra, Nadia Cesaretti, accorsa
subito sul posto. «E' uno dei migliori asili nido privati
che abbiamo - precisa l'Amministratrice che ha anche la
delega ai servizi sociali -, abbiamo fatto verifiche su
verifiche e, oltre ad essere in regola, le insegnanti
operano con grande professionalità e amore». Ad accorgersi
che il piccolo no ndava più segni di vita sono state le
stesse maestre, che hanno dato subito l'allarme. Sul posto,
oltre ai Carabinieri di Assisi e Bastia Umbra, al seguito
del Capitano, Sebastiano Arena, anche il personale del 118
che non ha potuto far altro che constatare la morte del
piccolo. Il pm di turno è la dottoressa Isaia....
Si chiama «Sids»: è la
principale causa di decesso nel primo anno di vita
«SI DEFINISCE SIDS (sudden infant death sindrome) la morte
improvvisa, inspiegabile di un bambino nel primo anno di
vita. E’ la principale causa di decessi tra un mese ed un
anno di vita ed è più frequente tra 2 e 4 mesi e nei maschi.
Un evento tanto improvviso quanto drammatico. E’ possibile
sia accaduto nel caso di Bastia per un bimbo di 13 mesi?
Difficile dirlo a priori, solo l’autopsia potrà accertare
che cosa ha causato la tragedia. E se davvero un rigurgito
abbondante inalato durante il sonno possa aver ostruito le
vie respiratorie. «PROPRIO per prevenire questo tipo di
problema — dice il dottor Gianluca Tuteri, pediatra di base
a Perugia —, dall’inizio del 2008 i pediatri dell’Umbria, in
accordo con la Regione, hanno avviato una campagna di
informazione per spiegare ai genitori come gestire il
proprio bambino, al fine di scongiurare questo e altri
rischi ricorrenti fino ai 4 anni di età. Si tratta —
continua lo specialista — di una serie di accorgimenti,
primo fra tutti proprio come mettere a dormire il lattante,
ma anche ad esempio come trasportare correttamente in auto i
piccini, come gestirli in casa e sul fasciatoio ma anche
come conservare e somministrare le medicine di cui a volte
possono aver bisogno. SI TRATTA — va avanti Tuteri — di un
pacchetto prevenzione volto a contrastare in particolare i
decessi da incidenti domestici e stradali che sono, lo dice
l’Istat, proprio le principali cause di morte nei bambini
più piccoli. Un intervento che, se ben capillarizzato,
porterà ad un abbassamento consistente di questi casi. Il
dramma di Bastia? E’ difficile fare valutazioni senza
elementi concreti, in genere a quell’età il bambino dovrebbe
aver già acquisito la capacità di espellere quanto inalato
accidentalmente per un rigurgito o una causa meccanica, ma
non sempre purtroppo — conclude — è così. Impossibile dire
poi, senza dati certi, se l’arresto respiratorio dello
sfortunato piccino sia stato legato, nello specifico, a
cause diverse come magari eventuali patologie preesistenti».
Risposte che, purtroppo ormai, solo un esame autoptico potrà
dare. Donatella Miliani La Nazione
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Luigi Chiatti non avrà nessun permesso premio
di Marcello Migliosi (UJ.com)
ROMA - Luigi Chiatti, che nel 1993 uccise Simone Allegretti di 4
anni e Lorenzo Paolucci di 13, non avrà nessun permesso premio!
Lo ha deciso la Prima sezione penale della Suprema Corte (di
Cassazione) confermando l'ordinanza con la quale il tribunale di
sorveglianza di Firenze, il 15 marzo 2007, aveva dichiarato
''inammissibile'' la richiesta di Chiatti di poter uscire
temporaneamente dal carcere di Prato per buona condotta. Anche
la Procura della Cassazione aveva chiesto l'inammissibilita' del
ricorso di Chiatti. Il "mostro di Foligno" fu condannato per
l'omicidio dei due bambini di Foligno a trenta anni di
reclusione, tre dei quali coperti dall'indulto. Il beneficio
arrivò nel 2006 Chitti. I giudici della Corte d'assise d'appello
di Perugia accolsero, la mattina del 3 ottobre la richiesta, di
indulto avanzata dal geometra folignate. Condannato a 30 anni
per il duplice omicidio dei piccoli Simone Allegretti, 4 anni, e
Lorenzo Paolucci, 13 anni, ha usufruito di uno sconto sulla pena
di 3 anni. Chiatti, recluso nel carcere di Prato, sarebbe dovuto
uscire nel 2023 e, a fronte della decisione della Suprema Corte
non sarà scarcerato. Chiatti, oggi 40enne, è in prigione
dall'agosto del 1993. Arrestato subito dopo il secondo delitto,
fu condannato in primo grado all'ergastolo, ma la pena in
appello fu ridotta a 30 anni di reclusione dopo il
riconoscimento della seminfermità mentale e poi confermata in
Cassazione. In base alla sentenza d'appello, prima del rilascio
dovrà essere valutata la pericolosità sociale di Chiatti, che
potrebbe essere eventualmente ricoverato in una casa di cura per
almeno due anni come misura di sicurezza. Alla notizia della
richiesta di sconto sulla pena, Giovanni Picuti, legale della
famiglia Allegretti, aveva dichiarato: "Voglio proprio vedere
chi si prenderà la responsabilità di far tornare effettivamente
libero Chiatti". I parenti delle vittime quel giorno si dissero:
"Increduli". "Non riesco a crederci ma la realtà è questa:
questo indulto è uno schiaffo a tutti quei bambini che muoiono e
soffrono per colpa degli adulti", commentò Luciano Paolucci. Il
padre di Lorenzo, che aveva già annunciato di aver perdonato
Chiatti, non ha comunque cambiato la propria posizione. "Sono
ancora più disposto ad aiutarlo - ha detto - perché lo stanno
per mettere in una condizioni nella quale per lui non ci sarà
avvenire. Anziché curarlo si fa di tutto per farlo uscire". La
decisione ha riaperto la polemica politica sull'indulto. Il
parlamentare di An Maurizio Gasparri, in occasione dell'indulto
disse: "E' una vergogna inaudita che anche il mostro di Foligno
esca dal carcere grazie all'indulto. Chi ha votato questo
provvedimento e soprattutto il governo e il ministro che lo
hanno perorato con convinzione dovrebbero chiedere scusa a tutti
gli italiani". "Nessun rispetto per vittime e cittadini -
aggiunse l'ex guardasigilli Roberto Castelli, della Lega Nord -.
Provo una grande pena per le vittime e per le loro famiglie"...
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Pm chiede rinvio a
giudizio per Imam e accolti
Il rinvio a giudizio dell'ex imam della moschea di Ponte Felcino,
Mostapha El Korchi, originario del Marocco, e di tre suoi
connazionali e' stato chiesto dalla procura di Perugia per avere
svolto nel capoluogo umbro attivita' di addestramento al
terrorismo di matrice islamica. Il fascicolo e' stato inviato
dal procuratore Nicola Miriano e dal sostituto Alessandro
Cannevale al gip che ora dovra' stabilire la data dell'udienza
preliminare. La richiesta di rinvio a giudizio riguarda Korchi,
Mohamed El Jari, Driss Safika, arrestati nel luglio scorso dalla
digos della questura di Perugia, e Noreddine Oumaadane,
attualmente latitante. Tutti devono rispondere del reato di
addestramento all'attivita' terroristica previsto dall'articolo
270 quinques del codice penale. Il solo imam e' anche accusato
di ricettazione, di un fusto contenente alcune sostanze
chimiche, trovato dalla polizia nella cantina della sua
abitazione, e di vari documenti d'identita'. Korchi, El Jari e
Safika si sono sempre proclamati estranei a ogni accusa.Quella
individuata dalla digos di Perugia e' considerata una cellula
jihadista vicina ad Al Qaida. Dall'indagine Hammam e' emerso che
Korchi istruiva i suoi connazionali nella moschea di Ponte
Felcino, della qualeera l'imam. In orari e contesti comunque
estranei all'attivita' di preghiera, tanto che il luogo di culto
non e' stato mai chiuso. Per i quattro marocchini l'accusa e'
cioe' di ricevuto, e fornito per l'imam, addestramento e
istruzioni sulla preparazione e sull'uso di esplosivi, armi e
sostanze chimiche nocive. Insegnamenti che hanno riguardato
anche la la collocazione degli ordigni in luoghi pubblici
affollati come stadi, mercati, universita' o fermate
dell'autobus, ma anche su come pilotare un Boeing 747. La
presunta cellula era inoltre in grado di accedere - sempre in
base all'indagine - a siti Internet riconducibili a
organizzazione terroristiche islamiche, di inviare e leggere
messaggi criptati, ma anche di conoscere gli itinerari
consigliati ai mujahiddin per raggiungere le zone di conflitto.
Muore a 43 anni per
overdose
di Marcello Migliosi
(UJ.com) PERUGIA – Un uomo di 43 anni,
Eugenio Del Noce, è stato trovato morto dalla madre, questa
mattina, nella sua abitazione di Ponte San Giovanni, alle porte
di Perugia. A dare l’allarme, come detto, è stata proprio la
madre. L’uomo si era chiuso in camera, nella sua abitazione di
via Bochi 42, e non le rispondeva. Temendo il peggio la
signora ha chiamato la polizia di Perugia. Sul posto è arrivata
subito una pattuglia della Squadra volante e i Vigili del fuoco,
ma quando sono arrivati i pompieri gli agenti avevano già
sfondato la porta della camera. Del Noce era disteso sul letto
già privo di vita. I Poliziotti hanno, quindi, chiamato il
medico legale di turno. Non si esclude che si tratti di una
overdose da eroina. Il morto abitava al secondo piano della
palazzina di via Bochi da circa un anno e viveva con la madre.
Recuperati oltre 500mila
euro nel settore edilizio
Oltre 500.000 euro sono
stati recuperati dall’Agenzia delle Entrate in seguito ad
un’operazione di controllo condotta, nei confronti di
un’impresa del settore edilizio, dall’Ufficio locale di Perugia
e dalla Direzione Regionale dell’Umbria. L’indagine dell’Ufficio
si inserisce in una più ampia operazione di controllo nel
settore immobiliare che riguarda l’intero territorio regionale e
che ha portato alla scoperta di rilevanti fenomeni di evasione:
in un anno il maggiore imponibile nascosto al fisco scoperto
dall’Agenzia ammonta a oltre 22 milioni di euro. In particolare,
per quanto riguarda l’Ufficio dell’Entrate di Perugia, le
ricerche dei funzionari si sono concentrate sulla documentazione
rinvenuta presso la sede sociale della società; dai documenti
contabili è stato, infatti, possibile accertare una serie di
irregolarità, tra cui l’attestazione infedele del prezzo di
vendita al metro quadro di alcuni immobili. Nel corso
dell’attività di controllo è stato, infatti, accertato un prezzo
di vendita al metro quadro quasi doppio rispetto a quello
dichiarato e notevolmente superiore ai dati forniti
dall’osservatorio del mercato immobiliare...
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Preso il
presunto omicida del
collaboratore di giustizia
(UJ.com) PERUGIA - La Squadra
mobile, della Questura di
Perugia, ha fermato Salvatore
Roberto Menzo, 47 anni di
Nisceni in provincia di
Caltanissetta. L'ex
collaboratore di giustizia, che
è stato intercettato questa
mattina in un night club di
perugino, è ritenuto dagli
investigatori il presunto
omicida di Salvatore Conte, nato
a Napoli 47 anni fa. L'uomo,
anche lui un ex collaboratore di
giustizia, fu rinvenuto cadavere
(crivellato di colpi) in una
località boschiva di Carpiano di
Monte Urbino a Gubbio il 23
novembre del 2007. Menzo (il
fermato), secondo il sostituto
procuratore della repubblica,
Gabriele Paci, e gli
investigatori della Squadra
mobile al seguito di Giacinto
Profazio, è il capo di una
organizzazione malavitosa con
ramificazioni e terminali in
tutta Italia. Una banda
costituita da tutti ex
collaboratori di giustizia:
Sacra Corona Unita, Cosa Nostra
e Camorra. Qualche tempo fa era
stato arrestato anche un
pugliese, Marcello Russo, anche lui - come gli
altri - con precedenti
terribili: omicidio,
associazione a delinquere,
spaccio internazionale di droga
e commercio di armi. Nell'ambito
della stessa indagine, l'11
novembre, era stato arrestato
Philippe Montacci, 36 anni,
trovato in possesso di un fucile
automatico Beretta calibro 12
con canna tagliata e numero di
matricola cancellato, un
revolver Smith & Wesson, calibro
22 ed una pistola Beretta 92/FS,
calibro 4,5, ad aria compressa,
più alcune cartucce. Le armi
furono ritrovate a Solomeo.
Siccome l'organizzazione aveva
forti ramificazioni in Toscana,
alle indagini e all'operazione
di questa mattina, che ha
portato all'arresto di Menzo, ha
partecipato anche il personale
della Squadra mobile di
Firenze. Gli investigatori
ritengono che gli ex pentiti si
fossero trasferiti in Umbria,
per riacquistare una sorta di
"verginità" penale, rispetto ai
pesanti reati del passato,
compresa la partecipazione ad
organizzazioni malavitose.
Proseguendo nelle indagini il 23
novembre scorso la polizia era
arrivata, non casualmente, nei
boschi di Gubbio scoprendo sotto
terra i resti di un cadavere poi
identificato in quello di Conte.
Gli inquirenti ritengono che l'
ex collaboratore di giustizia
sia stato ucciso non in un
momento d' impeto. Si
tratterebbe invece di un delitto
progettato ed eseguito nell'
ambito di una sorta di
regolamento di conti all'
interno della banda di ex
pentiti. Le indagini proseguono
anche perche' gli inquirenti
ritengono che Menzo abbia avuto
dei complici nella esecuzione
dell' omicidio e dell'
occultamento del cadavere. ..9
mar 08
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Catturato Ilir Paja
E' stato catturato oggi a Tirana,
Ilir Paja, l'albanese di 35 anni evaso il 14 agosto scorso in
Italia durante un trasferimento in ambulanza dal carcere di
Livorno a quello di Carinola (Caserta); lo hanno confermato
all'Ansa fonti ufficiali dal ministero degli Interni albanese.
L'uomo era riuscito in precedenza a scappare anche dal carcere
di Perugia. Paja , e' stato fermato durante un inseguimento
dalla polizia albanese che e' stata costretta a fare uso delle
armi dopo che il latitante ha investito con la sua auto, un
agente in moto che era riuscito ad avvicinarsi. Sia Paja che
l'agente sono attualmente ricoverati in ospedale. Piu' grave lo
stato di salute dell'agente, in prognosi riservata. Dopo
l'evasione di agosto del 2007, Paja era ricercato con un mandato
d'arresto internazionale, firmato dal gip di Milano Cesare
Tacconi. Non si sa ancora quando e come Paja e' riuscito a
lasciare l'Italia e rientrare in Albania. Fonti della polizia
hanno comunque spiegato che era da parecchio tempo che gli
agenti l'avevano rintracciato e stavano seguendo da vicino le
sue mosse. Paja , rinviato a giudizio a Milano per l'omicidio di
un ecuadoriano, il tentato omicidio di un amico della vittima e
per il sequestro e violenza sessuale di una ragazza romena,
aveva a suo carico anche le accuse per un omicidio avvenuto a
Duisburg, in Germania. Durante la detenzione a Perugia, in
attesa di estradizione verso la Germania, nel giugno del 2006,
era evaso dal carcere ed era stato nuovamente arrestato a
Milano. A Livorno era detenuto in attesa di giudizio per il
procedimento aperto nel capoluogo milanese. Accusato di duplice
omicidio e protagonista di due evasioni, l'ultima il 14 agosto.
Lo cercano in mezza Europa, in realtà sta a Milano. Lui è l'Ufo
Ilir Paja, 34enne albanese di Kucove, intercettato un mese fa
dalla polizia stradale lungo l'autostrada per Genova. Gli agenti
hanno fermato l'auto, arrestando il complice, mentre Paja -
riconosciuto dagli agenti - è scappato. Per ricomparire un'ora
dopo a Binasco. Qui l'Ufo ha preso in ostaggio un bambino per
farsi dare il cellulare dal padre. Quindi è fuggito a bordo di
un Ducato bianco guidato da un uomo incappucciato. Forse verso
Rimini. Definito un vero sanguinario, il 4 settembre 2006
davanti a una discoteca di Bresso, l'Ufo uccide con tre colpi in
testa Luis Gonzales, 34enne ecuadoriano. Il giorno dopo a
Buscate ci vogliono 50 agenti per fermarlo. Prima di questo
arresto, il boss albanese, accusato anche di violenza sessuale,
è già un latitante. Due mesi prima, il 6 giugno 2006, infatti,
evade dal carcere di Perugia, dove si trova in attesa di essere
estradato in Germania per l'omicidio a Duisburg di un
connazionale. Usare le armi per Paja non è un problema. Il 5
agosto 2006, si trova in un bar di Cologno Monzese quando la
polizia lo individua. Lui inizia a sparare, ferma un'auto e
fugge scaricando la pistola sugli agenti. Poi l'omicidio.
Un'altra evasione. E adesso riappare a Milano.
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Un incendio devasta la Nuova Parati,
forse dolo!
di Luana Pioppi
(UJ.com) PERUGIA - E' stato violento l'incendio, le cui cause sono in
fase di accertamento ma sembrano essere dolose, che ha interessato il magazzino de "La Nuova Parati"
coinvolgendo anche il resto del complesso immobiliare, situato in via Settevalli
a Perugia. Sono servite molte ore prima di riuscire a tenerlo sotto controllo.
Iniziato alle ore 22 circa di ieri sera (sabato) ha visto arrivare sul posto
oltre trenta vigili del fuoco e tre funzionari, buona parte del personale è
stato richiamato dal turno libero di servizio mentre altro è stato fatto
arrivare con automezzi di supporto dalle sedi di Assisi, Foligno e di Todi. Sul
posto ha operato anche personale dell'arma | | | |