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   Ambiente                                                                                                                                                           

Pedalando Pedalando
attorno al Tezio

12 mag 2008 18.42 “Pedalando, pedalando. Alla ricerca dei luoghi della memoria” è il titolo delle pubblicazioni, in tutto sei, realizzate dall’assessorato allo Sviluppo Economico insieme alla Provincia di Perugia, su iniziativa dell’associazione culturale Monti del Tezio e presentate questa mattina in una conferenza stampa a palazzo dei Priori dall’assessore Ilio Liberati (Sviluppo Economico e Turismo) e dall’assessore della Provincia di Perugia Sauro Cristofani. Piccole, ma pratiche, guide alla scoperta dei sentieri più interessanti intorno al Monte Tezio da percorrere in mountain bike o a piedi. Nella carta è riportata la mappa del percorso, il tipo di difficoltà, il tempo di percorrenza, la lunghezza e una breve valutazione, oltre alla descrizione dell’itinerario. La prima guida è un giro attorno al Tezio, la seconda conduce alla tomba estrusca del Faggeto, la terza alla scoperta del Romitorio, la quarta porta alle Neviere, nella quinta si arriva al Castel Procoio, con la sesta guida si giunge alla torre Gualterotta e Villa Faggeto. 1.000 le copie realizzate per ciascun itinerario che verranno distribuite anche nei punti di accoglienza turistica. “L’iniziativa – ha detto l’assessore Liberati - è una prima risposta a quanti fruiscono di questa parte di territorio e si inserisce in un progetto più ampio che interessa la filiera ambiente-turismo-cultura. Insieme al Gal, Gruppo di Azione Locale Media Valle del Tevere, intendiamo coinvolgere le associazioni di categoria, il mondo della cooperazione, del sindacato, l’azienda di promozione turistica, il Cesar per dare vita a una serie di incontri di animazione territoriale. Punto di partenza, il programma di sviluppo rurale 2007-2013 Leader – Asse 4 che offre la possibilità di attuare progetti volti alla valorizzazione delle specificità locali. L’idea è quella di procedere ancora una volta in sinergia tra pubblico e privato per creare servizi e offerte per uno sviluppo sostenibile del territorio”. Il primo incontro è previsto al Cva di Colombella il prossimo 20 maggio (ore 21.00), quindi alla Villa “Colle del Cardinale” di Colle Umberto il 27 maggio (ore 17.30). Liberati ha commentato l’uscita in edicola di venerdì scorso di Bell’Italia che riporta una monografia sull’Umbria. Nella pubblicazione, sono indicate cinque strade che “vogliono offrire – si legge nella rivista – il meglio dell’arte, della natura, della storia. Ai cinque itinerari se ne aggiunge uno particolare: un trekking urbano nella città di Perugia”. “Segno – ha dichiarato l’assessore – che queste iniziative intercettano positivamente una domanda crescente da parte di cittadini e turisti. Perugia e l?umbria devono competere su eccellenze e qualità”. Alla conferenza stampa hanno partecipato l’assessore provinciale Sauro Cristofani, il presidente della IV Circoscrizione Michele Ragni e rappresentanti dell’associazione culturale Monti del Tezio. Anche la Provincia di Perugia è impegnata con la Regione dell’Umbria a incrementare – ha detto l’assessore Cristofani – i percorsi ciclo-pedonali sul territorio. Progetti sui quali c’è una richiesta pressante da parte dei cittadini”. Per il presidente di Circoscrizione questa iniziativa è il frutto di anni di lavoro. ...
 

Fiume Nera: "vandali"
abbandonano una betoniera
Ci risiamo. Anche in un luogo di grande pregio, come il tratto "no kill" del fiume Nera si vedono scene come quella di fronte alla quale si è trovata la guardia volontaria di Legambiente Umbria Elio Giovannini, durante il servizio di vigilanza. Una betoniera, trasportata dalla recente piena di marzo, è stata recuperata in località Borgo Cerreto. «Visto il peso del rottame che era stato probabilmente abbandonato lungo le sponde del fiume – ha dichiarato Giovannini – è stato necessario ricorrere all'uso di un trattore. Nell'operazione mi ha dato grande aiuto Marcello Maltempi della Pro Loco di Borgo Cerreto. E' arrivato il momento di aprire gli occhi ed evitare simili episodi che sono sempre meno rari». Sono davvero frequenti le segnalazioni ai Comuni competenti e soprattutto il monitoraggio che Legambiente fa sulla questione "abbandono rifiuti". Nonostante i continui interventi diretti di raccolta, non solo il sistema di intervento pubblico sembra incapace di arginare il degrado, anzi siamo di fronte a un problema sempre più incalzante visto che ormai non interessa solo le aree limitrofe alle principali vie di comunicazione con i rifiuti urbani, ma anche siti di pregio come il fiume Nera, con i rifiuti speciali...

Living Lakes al lavoro per
la conferenza mondiale

Paesaggi culturali e cultura del paesaggio a confronto a Castiglione del Lago il prossimo settembre quando sulle sponde del lago Trasimeno sbarcheranno decine e decine di delegati provenienti da tutto il mondo in occasione della Conferenza mondiale di Living Lakes. Un evento curato dalla rete italiana dell’organizzazione dei laghi, il cui capofila è la Provincia di Perugia con il suo consigliere delegato. Il programma di massima della manifestazione, che si svolgerà dal 21 al 28 settembre 2008 (con eventi ospitati presso l’ex aeroporto Eleuteri e il Palazzo comunale di Castiglione del Lago, Città della Pieve e Perugia) è stato presentato nei giorni scorsi in prima Commissione consiliare permanente della Provincia. Tema portante della settimana di incontri e confronti internazionali tra i diversi partner di Living Lakes sarà “I paesaggi culturali – collegamento del valore dei paesaggi culturali alla protezione dei laghi”. Il meeting è costellato di workshop, tavole rotonde, riunioni plenarie ed eventi gastronomici, culturali e folkloristici, per coniugare le esigenze di una reciproca conoscenza con quelle di uno scambio di informazioni a 360 gradi. Numerosi i personaggi del mondo delle istituzioni e dei centri di ricerca che hanno già dato la propria disponibilità, tra cui il presidente del Global Nature Fund ed il Presidente del Parlamento Europeo. La Provincia di Perugia porterà il proprio contributo attraverso una relazione sui valori paesaggistici del Trasimeno (strumenti di governo e regolazione per la loro tutela e valorizzazione), mentre la Regione dell’Umbria affronterà il tema del paesaggio agricolo tradizionale e delle sue prospettive future. La Provincia di Viterbo si occuperà più da vicino della salvaguardia dell’ecosistema lacustre, mentre Parco del Trasimeno, Legambiente e Lipu apriranno una finestra culla conservazione delle biodiversità. La Provincia di Terni che in questo contesto rappresenta il lago di Piediluco, insieme alla Uisp, si occuperà di turismo, tempo libero e attività sportive, mentre la Provincia di Verbania-Cusio-Ossola, nell’ambito del workshop sui valori storici e culturali dei laghi, presenterà le ville e i giardini del Lago Maggiore e gli insediamenti preistorici del Lago di Costanza. Non mancheranno infine tavole rotonde, coordinate dall’assessorato all’ambiente della Provincia, sulle energie rinnovabili, con particolare riferimento a quelle prodotte dal sole, dall’acqua e dalle biomasse. Nel corso della manifestazione, arricchita da eventi collaterali ricreativi a tema, saranno festeggiati i 10 anni dalla costituzione di Living Lakes. Per affinare la macchina organizzativa della Conferenza il 16 aprile i responsabili della rete italiana si sono ritrovati a Terni per assegnare i diversi incarichi, mentre è in programma per domani, 22 aprile, il sopralluogo di Marion Hammerl presidente del Global Nature Fund. ...
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L'indagine dell'Arpa sul Clitunno
di Luana Pioppi
(UJ.com) PERUGIA - Il Clitunno e i suoi affluenti presentano "una condizione di degrado generalizzato, che necessita di interventi mirati". E' quanto emerso da una indagine ambientale svolta dall'Arpa - Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente - in seguito all'incidente che si verificò il 25 novembre 2006 nell'oleificio "Umbria Oli". In tutto il reticolo, inoltre, sono stati rilevati 124 scarichi abusivi di varia natura e 62 punti di attingimenti di diversa entità. Presentato in Regione con una conferenza stampa, lo studio ha delineato un quadro che "mostra una situazione piuttosto eterogenea e complessa. Considerando il valore naturalistico ed ambientale che storicamente il Clitunno ha sempre rivestito, emerge una condizione di degrado generalizzato". E' emersa anche una "realtà locale che mostra una generale noncuranza nei confronti del fiume e dell'ecosistema che lo caratterizza". Ad avvalorare tale tesi è stato il rilevamento di "fenomeni di abusivismo su alcuni tratti di sponda, per la realizzazione di recinzioni, strutture per l'allevamento del bestiame e apparati artigianali di attingimento". "Inoltre, à stata rilevata la presenza diffusa di rifiuti solidi, frutto - ha spiegato ancora l'Arpa - di un retaggio culturale che identifica il fiume come sistema gratuito di smaltimento ed evacuazione degli stessi". I test di tossicità acuta hanno evidenziato anche situazione locali che mostrano, fra l'altro, elevate concentrazioni di arsenico in prossimità dello Sportone di Maderno, elevate concentrazioni di rame in località Chiesa Tonda, idrocarburi pesanti presenti in molte aeree. Secondo l'Agenzia per l'ambiente, infine, "occorre sottolineare la necessità immediata di rimuovere o ridimensionare pesantemente i fattori di degrado, che porteranno, in assenza di interventi mirati, ad un costante peggioramento dello stato ambientale".
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Frana di Torgiovannetto, il
3 agosto si riapre la strada

di Paola Gualfetti
Il Sindaco di Assisi Claudio Ricci, in linea con il Comitato Frana e gli abitanti di Costa Trex, Armezzano e la Montagna, ha “già segnato in agenda” domenica 3 agosto come la probabile data di riapertura della strada ora interrotta dalla frana. Infatti la settimana successiva inizia la tradizionale “festa di Costa Trex”, una delle più attese nella ”zona di montagna”. Il Sindaco Claudio Ricci ha ringraziato la Regione Umbria (Assessore Bottini), la Provincia di Perugia (Assessore Fioriti), la Comunità Montana, i tecnici Comunali, Provinciali, Regionali e l’Impresa che stanno lavorando per “concludere velocemente”. Attualmente, dopo l’avvenuta demolizione dei volumi ex industriali (con la conseguente bonifica ambientale) è stato “consegnato il cantiere” per realizzare il muro, in terra armata, ristrutturare la sede stradale e definire il sistema di monitoraggio. Il finanziamento della Protezione Civile è 2.5 Milioni di Euro. Il Sindaco Claudio Ricci ha ricordato che per quel periodo sarà iniziata l’installazione delle rete Wireless, per Internet veloce senza fili, anche nelle zone di montagna e quindi in estate “oltre alla riapertura della strada fisica sarà in costruzione anche la strada telematica”. Sicurezza: “tutti mobilitati sul territorio” Continua, senza sosta, l’azione sul territorio di “controllo e prevenzione” al fine di migliorare sempre più la sicurezza. Sarà la “costanza e la continuità” a produrre i migliori risultati. Il Sindaco ringrazia, per l’azione incisiva, i Carabinieri, la Polizia, la Guardia di Finanza, i Vigili Urbani e anche il “gruppo volontari per la sicurezza”. Si stanno attivando, in questi giorni, le ulteriori telecamere, sino al numero di 60, si va ampliando l’illuminazione (1800 nuovi punti luce negli ultimi cinque anni) e migliorando gli spazi pubblici e la qualità urbanistica.

E' nevicato e ora
il pericolo è il gelo

Dopo le nevicate di ieri, nel primo giorno di primavera il termometro la scorsa notte e' sceso sotto lo zero in tutta l'Umbria ed oggi il panorama e' tipicamente invernale con gli Appenini innevati fino a bassa quota. Umbriameteo segnala per la scorsa notte minime di cinque gradi sotto lo zero a Citta' di Castello, quattro a Gualdo Tadino e Gubbio, meno tre a Perugia, meno due a Spoleto e sulle rive del Lago Trasimeno, meno uno a Foligno. Ci sono state estese gelate pericolose per le colture agricole ed in particolare per gli alberi da frutto. Oggi il cielo e' parzialmente nuvoloso e per domani Umbriameteo prevede altre piogge e nevicate oltre i mille metri....
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ThyssenKrupp, 20 milioni di euro per diminuire le emissioni a Terni
La Thyssen Krupp Acciai speciali Terni investira' nei prossimi mesi 20 milioni di euro per migliorare le condizioni ambientali del territorio e per realizzare, entro un anno e mezzo, un impianto di aspirazione fumi dei forni fusori. Lo ha affermato l' amministratore delegato di Tk Ast, Harald Espenhahn, oggi durante la firma del protocollo d' intesa ambientale sottoscritto, oltre che dal complesso siderurgico, anche da Comune e Provincia di Terni, Regione ed Arpa. ''Con tale investimento - ha aggiunto Espenhahn - vogliamo ribadire la volonta' di operare nel territorio, di aumentare la produzione, di crescere e dare lavoro a tante persone''. Ha annunciato inoltreche in programma vi e' anche la sostituzione di vecchi impianti per ridurre l' impatto ambientale. Il protocollo e' finalizzato all'istituzione di un ''Tavolo Tecnico'', coordinato dalla Provincia, cui parteciperanno tutti i soggetti firmatari per definire interventi a breve, medio e lungo termine volti alla riduzione delle emissioni, all'individuazione delle risorse energetiche a minor impatto ambientale, al recupero energetico, alla riduzione e razionalizzazione dei volumi di traffico daautotrasporti, alla rivalutazione ambientale delle aree limitrofe all'insediamento industriale e ad ogni azione diretta a migliorare l'impatto ambientale sotto tutti i profili. La multinazionale tedesca - si legge nel documento sottoscritto - si impegna, attraverso la ricerca e l'adozione delle migliori tecnologie possibili, alle azioni previste nell'accordo. In sostanza si dovranno affrontare tutte le problematiche ambientali derivanti dall'attivita' produttiva dello stabilimento di Viale Brin, con particolare riguardo alle emissioni in atmosfera; alla presenza di metalli in aria/acqua/suolo; al fabbisogno energetico e all'utilizzo di fonti di energia rinnovabile; all'impatto ambientale prodotto dal traffico pesante per il trasporto di merci; alla riqualificazione ambientale e paesaggistica delle aree limitrofe all'insediamento industriale; alla funzionalita', sviluppo e riambientazione del sito/discarica in localita' ''Valle''; alla depurazione delle acque reflue industriali e dei reflui di discarica; all'individuazione ed alla mappatura dei siti industriali dismessi soggetti a bonifica ambientale; all'approvvigionamento idrico sotterraneo e superficiale ed alla mappatura dei punti di approvvigionamento; alle tematiche relative all'inquinamento acustico. Entro tre mesi - e' stato precisato - si dovranno definire i programmi di intervento, mentre al primo protocollo d' intesa riguardante la TkAst ne seguiranno altri con riferimento sia al polo chimicoche alle altre realta' industriali di particolare rilevanza
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Inaugurata centrale
di teleriscaldamento

NORCIA – Oggi, nella città di San Benedetto, è stato inaugurato il primo sistema di teleriscaldamento cittadino in Umbria. Questo anche il motivo per cui all’incontro presso la sede municipale prima e al taglio del nastro presso la centrale poi hanno preso parte molti sindaci e rappresentanti di altri Comuni della regione, interessati a comprendere tutti i vantaggi di questa soluzione progettuale, considerata da tutti, esperti e non, importante opportunità di utilizzo razionale dell’energia e doveroso contributo al contenimento della spesa energetica. “Prima di scegliere – ha spiegato il sindaco Nicola Alemanno – ci siamo interrogati sulla validità del progetto e alla fine, confrontandoci con diversi attori e volendo dare seguito alle direttive del piano energetico regionale, che eppure abbiamo contrastato opponendoci alla possibilità di installare pale eoliche sui nostri crinali, abbiamo sentito la necessità di attuare politiche energetiche a minor impatto ambientale”. Il teleriscaldamento comporta infatti una riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra e un controllo dell’inquinamento locale. Nello specifico, come hanno sottolineato gli ingegneri Francesco Strangis di IPASS e Marcello Serra di “Energia Verde” (società che ha promosso, finanziato e realizzato la centrale e la rete di teleriscaldamento a Norcia), “i benefici ambientali derivano dalla riduzione ed eliminazione di inquinanti come l’anidride carbonica, gli ossidi di zolfo e di azoto, e del particolato”. “A Norcia – ha precisato Strangis – la riduzione annua delle emissioni di CO2 è di circa il 30%, circa 600mila kg di CO2, pari alle emissioni di 500 autovetture con una percorrenza media di 10mila km all’anno”. La centrale tecnologica realizzata presso la zona industriale comprende 3 caldaie e 3 moduli di cogenerazione alimentati a gas metano. Il carico termico prodotto viene trasportato attraverso una rete di distribuzione primaria di circa 6 chilometri e mezzo al circuito secondario di edificio. Quest’ultimo realizza la cessione di energia al circuito di utenza, che alimenta i corpi scaldanti oltre all’acqua calda sanitaria. “La produzione annua stimata di energia elettrica – ha affermato l’ingegnere Serra – è di tre milioni e novecento mila kWh, mentre quella termica di quasi nove milioni di kWh”. Ma accanto ai benefici ambientali, sono stati enunciati anche dei sostanziali vantaggi per gli utenti. “Lo spegnimento delle caldaie di edificio e di appartamento – ha illustrato Serra – porta all’eliminazione di una fonte di rischi per la pubblica sicurezza, come esplosioni ed incendi. Ma c’è anche una razionalizzazione dei consumi termici attraverso una maggiore efficienza nell’uso di energia degli edifici – ha proseguito – e un risparmio economico del 20% rispetto alle soluzioni tradizionali dal momento che viene contabilizzata l’energia consumata e non combustibile, che necessita di un’ulteriore trasformazione tramite caldaie. I costi per gli utenti, infine – sono ancora minori se si analizzano altri fattori quali quelli evitati per l’acquisto e la manutenzione ordinaria e straordinaria delle caldaie”. Al momento, le utenze collegate alla rete di teleriscaldamento sono 36 (tra queste anche hotel e l’ospedale) ma entro dicembre 2008 sono previsti altri 45 allacci. Plauso al progetto realizzato a Norcia è venuto dal presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini Massimo Marcaccio, intervenuto all’incontro coordinato dalla ricercatrice dell’Università di Perugia Linda Barelli. “L’attivazione degli enti locali a verso il risparmio energetico e le energie rinnovabili – ha detto Marcaccio – è fondamentale. Il Parco Nazionale – ha aggiunto – sta cominciando a compiere in tal senso i primi passi concreti, sostenendo l’iniziativa di alcuni imprenditori che hanno investito nel mini-eolico, acquistato un brevetto meccanico della tecnologia dell’aeronautica russa. Insieme ai Comuni dell’area protetta, inoltre – ha proseguito – stiamo per far partire la distribuzione gratuita a tutte le famiglie residenti di un kit per il risparmio energetico domestico del valore economico di circa 100 euro. Ma nell’ottica di una programmazione energetica generale chiederemo ai Comuni un piano operativo di interventi da realizzare insieme”. Dalla sede municipale, la cerimonia si è spostata alla centrale della zona industriale dove al taglio del nastro ha fatto seguito la visita guidata all’impianto e la sua illustrazione da parte del presidente di “Energia Verde” Roberto Fanini
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Confindustria turismo:
"Troppo basso il livello del Lago"

Troppo basso il livello del Trasimeno, Il Sindacato del Turismo di Confindustria Perugia chiede maggiore manutenzione e l’accelerazione dei lavori di Montedoglio Si aggrava la situazione idrica del Lago Trasimeno. Le recenti piogge, infatti, non sono servite ad aumentare il livello delle acque. Si prospetta dunque un concreto pericolo per l’ecosistema, per il territorio e per gli operatori economici e turistici della zona. La gravità della situazione è testimoniata dal fatto che attualmente il livello delle acque è di – 128 cm ovvero di circa 20 cm più basso rispetto a quello del 2003, anno in cui furono necessari strumenti straordinari di intervento per impedire una vera e propria catastrofe. È quanto denuncia il Sindacato dei Viaggi e del Turismo di Confindustria Perugia “che – ha sottolineato la presidente Maria Carmela Colaiacovo - ritenendo di rappresentare correttamente il sentimento di preoccupazione non solo dei propri associati ma di tutti gli imprenditori dell’area, invita le istituzioni pubbliche competenti ad intraprendere al più presto urgenti misure di intervento”. Una soluzione ai problemi del Lago potrà venire certamente dall’attivazione del collegamento con la Diga di Montedoglio, ma i lavori difficilmente si concluderanno entro la data prevista del primo giugno 2008. Molteplici sono state le proroghe che hanno contribuito a far slittare il termine della conclusione dell’opera. L’arrivo della stagione primaverile ed estiva, con un conseguente calo delle precipitazioni piovose, potrebbe aggravare la situazione con il rischio che il livello dell’acqua possa scendere a -200 cm, soglia la di sotto della quale l’intero sistema ecoambientale lacustre potrebbe subire danni irreversibili. “Riteniamo – ha aggiunto Maria Carmela Colaiacovo - che debba essere immediatamente dichiarato lo stato di calamità naturale e che debbano essere attuati in tempi rapidi interventi come la ripulitura di canali e di fossi, e il drenaggio delle zone sensibili. Certamente la presenza di un Commissario straordinario potrà contribuire ad accelerare la conclusione dei lavori della diga di Montedoglio e a incidere sull’Ente Irriguo affinché immetta nel Lago un maggiore flusso d’acqua. Siamo convinti che non sia possibile rinviare oltre tali misure di intervento. È necessario un confronto tra Enti Pubblici, Imprese e Sindacati per raggiungere al più presto quella unità di intenti che in altre occasioni ha consentito di conseguire risultati positivi”
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Oltre 80.000 MW/H dai corsi d’acqua della provincia di Perugia
di Elena Teatini
Le risorse idroelettriche complessive presenti nel territorio provinciale di Perugia possono permettere una potenzialità massima teorica di circa 110 MW, per un corrispondente prelievo di energia di circa 83.000 MW/h. A questi si può aggiungere un ulteriore dato, quello cioè indicativo delle risorse ancora potenzialmente sfruttabili, stimabile nel complesso, sempre in linea teorica, in 16,6 MW di potenza elettrica ricavabile e di circa 60.000MW/h di energia prelevabile. A rilevare tutto ciò è lo studio di valutazione delle potenzialità idroelettriche nel territorio della nostra provincia, che rappresenta un vero e proprio programma di valorizzazione dei corsi d’acqua pre-adottato dalla Giunta provinciale. Un lavoro di ricerca e di elaborazione, affidato dallo stesso Ente provinciale ad uno Studio tecnico esterno, al fine di dare risposte concrete alla sempre più pressante richiesta energetica sia in campo civile che industriale, attraverso il ricorso alle fonti rinnovabili che comportano una riduzione dell'impatto inquinante e una migliore conservazione delle risorse ambientali. Di fronte alla vertiginosa crescita del costo del petrolio, come fa notare l’assessore all’ambiente, il mondo imprenditoriale ha avviato in maniera autonoma una ricerca di sfruttamento delle risorse idrauliche presenti sul territorio ed ha presentato una serie di progetti allo scopo di dare risposte concrete all'aumento dei costi energetici. “Avvalendosi della tecnologia che ha migliorato la resa e produttività delle macchine idrauliche – prosegue l’assessore competente - ottenendo da piccoli salti e ridotte portate idriche buone rese energetiche e minor impatto ambientale sono stati depositate alla Provincia una serie di istanze con i relativi elaborati tecnici. La Provincia, quindi, allo scopo di evitare il proliferare indiscriminato di centrali sulle aste dei corpi idrici con evidente ricaduta negativa anche sotto il profilo ambientale ha voluto regolamentare la loro costruzione mediante uno strumento di programmazione e pianificazione delle potenzialità idroelettriche dei corpi idrici che, attraverso il recupero di strutture esistenti, esalti il patrimonio storico e culturale presente nel nostro territorio ed individui i limiti oltre i quali si determinerebbe uno stravolgimento del suo equilibrio”. Da qui dunque lo studio di valutazione delle potenzialità idroelettriche nella provincia di Perugia. Uno studio che prende in esame 327 siti esistenti, di cui però solamente il 41% circa si ritiene che abbia delle potenzialità idroelettriche (i siti esclusi, anche se alcuni dotati di passate concessioni, sono soggetti a regimi idrologici a carattere prevalentemente torrentizio, con ampi periodi di portate nulle e perciò ad oggi non interessanti sotto il profilo dello sfruttamento idroelettrico).L'elenco è integrato con altri 15 potenziali punti di sfruttamento idroelettrico selezionati in base alle caratteristiche riportate a seguito di indagini svolte nel territorio.Di tutti i siti rilevati, poi, vengono analizzati nel dettaglio 132, di cui 14 sfruttati; 38 sfruttabili; 29 sfruttabili con riserva; 13 sfruttabili in alveo nudo; 28 non sfruttabili; 10 non pervenuti. E’ stata dunque calcolata la potenzialità massima teorica delle risorse idroelettriche provinciali stimata come detto in circa 110 MW per un corrispondente prelievo di energia di circa 83.000 MW/h. Il documento di cui intende avvalersi la Giunta provinciale è corredato anche di una documentazione fotografica e cartografica che inquadra i siti individuati su supporto GIS, consentendo di visualizzare l'esatta localizzazione di ognuno insieme ai principali dati utili per valutare quali sono favorevolmente sfruttabili. Questo Piano sarà ora oggetto di un confronto con i Comuni interessati per poi essere portato in Commissione consiliare provinciale prima e in Consiglio provinciale poi dove riceverà la definitiva approvazione e diventerà esecutivo. Per l’assessore provinciale all’ambiente si tratta di “un’iniziativa che anticipa i tempi, un significativo passo in avanti, rispetto agli obiettivi che ci attendono entro il 2020, ovvero la riduzione del 20% di anidride carbonica immessa in atmosfera e il traguardo del 20% di energia ricavata da fonti rinnovabili”....

Piano regionale rifiuti,
prima riunione a Perugia
In vista del nuovo Piano regionale per la gestione dei rifiuti, prima seduta di consultazione, a Perugia, per la Valutazione ambientale strategica (“Vas”). La procedura, applicata in Umbria per la prima volta, si svolge contestualmente all’elaborazione del Piano dei rifiuti e, in futuro, dovrà essere effettuata per tutte le pianificazioni e i programmi che possano avere significativi impatti, diretti e indiretti, sull’ambiente, sull’uomo, la fauna e la flora, il suolo, l’acqua, l’aria e il clima, i beni materiali e il patrimonio culturale. All’incontro, convocato dalla direzione Ambiente, Territorio e Infrastrutture della Regione Umbria nella sede della Giunta regionale di palazzo Donini, sono stati invitati a partecipare i rappresentanti degli enti pubblici competenti in materia ambientale: l’Arpa, le direzioni Ambiente delle Province di Perugia e Terni, Anci, Ato Rifiuti e Comunità montane, gli enti per la gestione delle Aree regionali protette, l’Ente Parco nazionale Monti Sibillini, le Asl, la direzione regionale per i Beni e Attività culturali del ministero Beni culturali, l’Autorità di Bacino del fiume Tevere e le direzioni competenti in materia di rifiuti e di “Vas” del ministero per l’Ambiente. Oltre a questi, sono stati chiamati ad intervenire persone fisiche e giuridiche portatrici di interessi, dalle aziende di gestione del servizio rifiuti alle organizzazioni sindacali alle associazioni di categoria e ambientaliste. La “Vas” – spiegano dagli uffici della Regione - rispetta il principio di razionalizzazione dei procedimenti, “così da evitare possibili duplicazioni”. Il processo non è una semplice valutazione di impatto ambientale relativa all’approvazione di un Piano, piuttosto – aggiungono - coinvolge tutti i soggetti interessati alla formazione e alla redazione del Piano. “Dal coinvolgimento di ciascuno – concludono - dipenderà il raggiungimento degli obiettivi che insieme saranno individuati e che dovranno comunque garantire elevati standard di sicurezza e qualità ambientale, di tutela della salute e di sostenibilità sociale ed economica”. Una volta elaborata la proposta di Piano (unitamente al Rapporto ambientale e alla sintesi non tecnica, “il documento attraverso il quale - sottolineano dalla Regione - sono individuati e valutati gli effetti che il programma potrebbe avere sull’ambiente e le ragionevoli alternative che possono essere adottate”), la procedura di “Vas” proseguirà con ulteriori consultazioni, che si concluderanno entro 60 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria e sul portale web della direzione regionale Ambiente, Territorio e Infrastrutture. Durante questa fase, i soggetti competenti potranno fare osservazioni e proporre contributi conoscitivi e valutativi sul Piano. Provveduto alla revisione (se necessaria e, comunque, dopo il parere motivato del Consiglio delle Autonomie), Piano, Rapporto ambientale, sintesi non tecnica e parere ambientale saranno trasmessi per l’adozione alla Giunta regionale e, da qui, al Consiglio regionale per la definitiva approvazione. L’ultima fase della procedura di “Vas” sarà quella del monitoraggio: con specifici protocolli e convenzioni, che coinvolgeranno l’Arpa e altri soggetti, la Regione provvederà ai relativi controlli degli effetti ambientali del Piano. I documenti preparatori al Piano dei rifiuti sono già disponibili sul sito della Regione: www.ambiente.regione.umbria.it.
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Rifiuti, presentate a Terni le linee di indirizzo raccolta differenziata
di Marta Cicci
Diminuzione della quantità di rifiuti prodotti ed incremento della raccolta differenziata sono due dei cardini del nuovo Piano di gestione dei rifiuti per l’Umbria che la Giunta regionale intende approvare entro l’anno. Le linee di indirizzo in materia sono state presentate nel corso del convegno promosso stamani, a Terni, dall’assessorato all’ambiente della Regione Umbria. Scopo dell’iniziativa, sul tema “Dal 30% al 60%: esperienze a confronto sulla raccolta differenziata domiciliare”, quello di avviare un confronto tra i diversi soggetti interessati e di raccogliere indicazioni utili alla stesura del nuovo Piano regionale. In Umbria la produzione di rifiuti pro-capite è stata stimata nel 2006 in 602 kg per abitante, un valore elevato – è stato detto durante il convegno - da riequilibrare nell’ambito delle scelte strategiche dei prossimi anni. L’incremento è determinato soprattutto dalla quantità e qualità degli imballaggi, mentre si presenta più stabile il dato relativo al rifiuto organico. Il vigente Piano regionale stimava una crescita della produzione dei rifiuti urbani del 2,5% annuo, ma i dati umbri hanno invece evidenziato un continuo aumento della produzione. Nelle linee di indirizzo sono quindi indicate le azioni necessarie ad invertire l’attuale tendenza, anche attraverso accordi con la grande distribuzione. Secondo il documento, alla riduzione del quantitativo di rifiuti possono concorrere: la reintroduzione di vuoti a rendere in vetro, accompagnata da una tassa cauzionale, la promozione di punti vendita “alla spina”, la sostituzione degli imballaggi a perdere, l’incentivazione del compostaggio domestico e l’uso di stoviglie monouso recuperabili. Sul fronte della raccolta differenziata è stato invece ricordato che il dato umbro è andato progressivamente migliorando: dal 9,3% del 1996 al 29% nel 2006, con una temporanea stabilizzazione nell’ultimo biennio. Un risultato raggiunto grazie alle azioni previste dal Piano rifiuti 2002, supportate da risorse derivanti da diverse fonti finanziarie per complessivi 15 milioni di euro. Nel quinquennio di vigenza del Piano sono state cofinanziate 63 stazioni ecologiche, impianti ed attrezzature fisse; sono stati erogati contributi per progetti di raccolta differenziata presentati dai Comuni e per l’adeguamento degli impianti di compostaggio presentati dai soggetti gestori; sono stati assegnati incentivi ai Comuni sulla base dei quantitativi di rifiuti effettivamente raccolti in modo differenziato, inviati ad impianti di recupero e di riciclaggio; sono stati infine distribuiti 14mila 500 compostatori domestici per la frazione organica umida prodotta in giardini ed orti. Tuttavia – si sottolinea nelle Linee di indirizzo - per raggiungere l’obiettivo di una raccolta differenziata regionale intorno al 60% entro il 2011 occorrono azioni innovative rispetto alle attuali, simili a quelle adottate in alcuni comuni del nord Italia, dove in pochi anni sono state raggiunte quote del 70 per cento. La strada indicata è quella di una maggiore attenzione al recupero dei materiali, alle forme organizzative dei servizi di raccolta ed all’incremento della raccolta domiciliare, oltre a nuove tipologie di agevolazione fiscale e tariffaria per cittadini ed enti virtuosi. A differenza dei cassonetti dedicati, la raccolta domiciliare consente – secondo il documento – un controllo diretto qualitativo e quantitativo dei rifiuti e responsabilizza maggiormente l’utente. Una conferma arriva dai positivi risultati ottenuti dalle amministrazioni umbre che hanno attivato questo servizio sul territorio e le cui esperienze sono stata illustrate durante il convegno. In particolare si è raggiunto il 40 per cento di raccolta differenziata ad Assisi (Loc. Santa Maria degli Angeli, Tordandrea e Rivotorto), il 53 per cento ad Attigliano (capoluogo), il 43per cento a San Gemini (capoluogo) ed il 45 per cento a Sigillo (capoluogo). Un aspetto sostanziale per stimolare la partecipazione degli enti locali ai nuovi sistemi di raccolta differenziata sarà quello di rivedere le tariffe di conferimento dei rifiuti agli impianti di trattamento e smaltimento, disincentivando le tecnologie che non permettono recupero di materiale. Il conferimento in discarica dovrà non essere più conveniente rispetto alle altre soluzioni di recupero che saranno individuate. Secondo le indicazioni del documento è previsto lo sviluppo di due tipi di servizi di raccolta differenziata: domiciliari e stradali. I Comuni con servizi domiciliari avranno raccolte differenziate domiciliari almeno per la frazione organica, la carta e la frazione indifferenziata. Sono comunque previste raccolte, che potranno essere anche stradali, per vetro e plastica e la presenza di stazioni ecologiche per il conferimento diretto delle diverse frazioni del rifiuto da parte degli utenti. i Comuni con servizi stradali avranno raccolte stradali almeno per carta, vetro e plastica (ed eventualmente anche per la frazione organica, nella forma di un servizio di prossimità), oltre che per il rifiuto indifferenziato, con sviluppo del compostaggio domestico per organico e verde e con la presenza di stazioni ecologiche per la raccolta differenziata di tutte le diverse frazioni del rifiuto. Relativamente ai sistemi tariffari nelle Linee di indirizzo si evidenzia l’utilizzo della cosiddetta “tariffa puntuale”, attribuita all’utente sulla base di una valutazione del quantitativo di rifiuti effettivamente conferiti ai servizi di raccolta. La tariffa puntuale prevede incentivi economici legati all’impegno verso la riduzione della produzione di rifiuti e la loro differenziazione. Verranno invece penalizzati i conferimenti impropri e gli smaltimenti derivanti da mancata separazione alla fonte. Tutto il ciclo dei rifiuti (produzione, raccolta, riciclaggio, riutilizzo e smaltimento) – è stato sottolineato, deve vedere gli “Ato” rifiuti, i Comuni ed i gestori impegnati in una innovativa capacità progettuale e di azione, accompagnata da una corretta informazione, sensibilizzazione e coinvolgimento della comunità regionale. Il nuovo Piano regionale dovrà assicurare il mantenimento della piena autosufficienza per la gestione dei rifiuti urbani, scongiurando qualsiasi rischio legato al possibile verificarsi di situazioni emergenziali. Il Piano dovrà inoltre fornire indirizzi al sistema regionale perché di doti di una adeguata rete di impianti per far fronte al fabbisogno di trattamento e smaltimento dei rifiuti speciali e pericolosi. Tutto ciò – si evidenzia nel documento - dovrà essere conseguito attraverso un parallelo miglioramento delle prestazioni ambientali del sistema gestionale. La Valutazione ambientale strategica (“Vas”), cui sarà assoggettato il Piano regionale attesterà anche attraverso l’individuazione di specifici indicatori i miglioramenti che saranno conseguiti grazie alle azioni del Piano (riduzione della produzione, recupero di materia, recupero di energia, minimizzazione dello smaltimento in discarica)
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Rifiuti, lettera aperta del sindaco Raffaelli
TERNI - "Uso lo strumento della lettera aperta non soltanto per rispondere a Legambiente, che prospetta l’ipotesi di costituirsi parte civile nell’inchiesta sull’inceneritore, o a quelle forze politiche di opposizione che chiedono le dimissioni del sindaco, ma soprattutto per un senso di dovere nei confronti della città con la quale ho stabilito un patto fiduciario con le elezioni del 1999 rinnovato con quelle del 2004. Un patto fiduciario che non può che essere, da parte mia, anche un’assunzione piena di responsabilità. A Legambiente, che chiede un dibattito aperto e senza veli nella città, voglio dire che questa è la strada che seguiremo perché è l’unica giusta e possibile. Il confronto con la città naturalmente inizia dentro l’Istituzione che la rappresenta: per questo lunedì prossimo consegnerò al Presidente del Consiglio Comunale, insieme al testo integrale dell’informazione di garanzia, i materiali informativi dell’ ARPA, dell’Isrim, del CNR, dell’Università di Perugia, della Regione dell’Umbria, e l’elaborazione compiuta dai servizi tecnici dell’Asm sui dati raccolti anche dalla Provincia che hanno supportato il confronto con l’Istituzione e la città in materia di politiche ambientali e di ciclo dei rifiuti. Contestualmente porrò al Presidente Bufi e al Consesso civico anche il problema politico del rapporto fiduciario. L’aula del Consiglio comunale non è un’aula di giustizia, anche se qualcuno qua e là cerca di trasformarcela, ma i sospetti che vengono fatti gravare sul primo cittadino dall’informazione di garanzia sono tali che nessuna efficace amministrazione della città di Terni sarebbe possibile con alla guida un Sindaco che fosse sfuggito alla verifica della sua credibilità di fronte all’Istituzione civica. Questo passaggio politico-istituzionale è essenziale e doveroso perché solo un Comune nella pienezza dell’autorevolezza politica e morale dei suoi organi può assolvere la funzione che compete a un capoluogo di provincia, a una delle maggiori città dell’Umbria, a un Ente che vuole essere Istituzione per lo sviluppo. Partite come quelle che riguardano le industrie, le infrastrutture, il completamento dei grandi cantieri, il Piano Regolatore Generale, l’Università e la ricerca, la multiutility provinciale, il Piano regionale dei rifiuti, nella delicata e decisiva fase di fine mandato, non potrebbero essere giocate con un ruolo protagonista della città di Terni guidata da un sindaco che fosse menomato nella sua credibilità istituzionale. Per questo il primo punto di trasparenza che spetta alle classi dirigenti politiche della città è quello di chiarire se i sospetti derivanti dall’informazione di garanzia sono tali da confermare o spezzare il rapporto di fiducia tra Sindaco e Consiglio comunale. Questo è tuttavia soltanto il primo punto, a cui va accompagnata una seconda riflessione politica forte. La magistratura, con i suoi diversi organi e procedimenti, verso la quale confermo il rispetto più pieno e scevro da riserve, ha per sua natura o per sua legittima scelta, tempi e modalità operative di accertamento della verità penale che in questo caso potrebbero non possono essere quelli, brevi, propri dell’Istituzione politica. Una volta tanto, violando uno stanco assioma, deve essere la politica a darsi i tempi più brevi di chiarezza, larghezza, completezza del confronto per l’accertamento degli eventuali profili di responsabilità politica. Credo quindi che il Consiglio comunale debba darsi uno strumento capace di compiere con rapidità una sua verifica puntuale su quelli che sono i riflessi e i rilievi politici e istituzionali di questa vicenda e sui comportamenti degli amministratori. Tale strumento – sarà il Consiglio a valutarlo nella sua piena autonomia – potrebbe anche essere la stessa Commissione di controllo e garanzia, coadiuvata dalla Commissione permanente per le politiche ambientali. La terza linea di giudizio politico chiama in causa tutta intera la comunità ternana, i suoi livelli associativi, di partecipazione e di cittadinanza. Non intendo accettare alcun processo in piazza, ma il confronto in piazza su come siamo stati capaci o meno di assicurare la salute e la qualità ambientale alla comunità ternana dovrà essere fatto, senza lasciare nulla di non detto, di nascosto o di opaco. Il ‘come’ lo decideremo insieme, fin dai prossimi giorni."

Rifiuti, Confcommercio incita azioni decisive PERUGIA - ''Tra pochissimi anni - che rischiano di ridursi drammaticamente se non si raggiungeranno adeguati livelli di raccolta differenziata - anche l'Umbria potrebbe trovarsi a vivere l'emergenza rifiuti della Campania, per l'esaurimento gia' previsto di alcune discariche''. Per la Confcommercio della provincia di Perugia, e' indispensabile che si esca dalla situazione di ''stallo'' e di conflittualita' nella quel ci si trova ora su questo argomento, ed e' legittima la ''spinta'' della presidente della Giunta regionale Lorenzetti perche' sul problema si arrivi a decisioni certe. ''Non vogliamo entrare nel merito delle diatribe politiche (critiche dal PRC e Verdi in relazione all'approvazione in commissione da parte del PD e della CDL, del Dap che punta sulla necessaria realizzazione dell'inceneritore - ndr -) che si sono scatenate sull'argomento''. Il presidente provinciale Confcommercio Giorgio Mencaroni sottolinea che come organizzazione ''siamo preoccupati, riteniamo che le scelte non siano piu' rinviabili e chiediamo che le forze politiche non usino questo tema spinosissimo per regolare conti di altra natura. Abbiamo a che fare con quella che sara' una delle piu' grandi sfide per la nostra societa': gli sforzi devono dunque essere indirizzati - con senso di responsabilita', a cui tutti i soggetti politici sono chiamati - a trovare soluzioni sostenibili da un punto di vista ambientale, di piena tutela della salute, ma anche realisticamente capaci di affrontare e risolvere la questione. L'Umbria non deve diventare la ''pattumiera'' dei rifiuti di altre regioni, ma men che meno, si puo' permettere di perdere ulteriore tempo per definire gli indirizzi del nuovo Piano dei Rifiuti, considerato che siamo ''fermi'' dal 2002. Sicuramente bisogna spingere sulla raccolta differenziata, con adeguati incentivi a chi la pratica, ma sappiamo che questo non basta. Non siamo noi a dover dire se i termovalorizzatori siano la soluzione giusta: certo e' che - ha concluso - una soluzione serve, va individuata al piu' presto, e non deve essere condizionata ne' da pregiudiziali ideologiche ne' da difese di campanile che vanno a discapito della tutela della collettivita'''.26 gen 08
 

Sigilli all'inceneritore comunale di Terni
Intervento della magistratura sull'inceneritore Municipale di Terni al quale oggi sono stati apposti i sigilli per "effettuare prelievi e campionature da sottoporre ad esame". Nove le informazioni di garanzia, al sindaco di Terni Paolo Raffaelli, ai componenti del consiglio di amministrazione dell'ASM (Azienda servizi municipalizzati), che gestisce l'impianto e ad alcuni tecnici. Tredici le ipotesi di reato ambientale su cui stanno lavorando il sostituto procuratore Elisabetta Massini (il magistrato inquirente si e' recata sul posto unitamente agli uomini del Nucleo di Polizia Giudiziaria del Corpo Forestale che un anno fa aveva compiuto un blitz) ed il procuratore Fausto Cardella. Da Palazzo di giustizia si precisa che si tratta di un sequestro probatorio, per evitare che le prove possano essere disperse, in pratica e' stato bloccato il processo di manutenzione straordinaria che l'ASM aveva ipotizzato nei giorni scorsi, avendo rilevato problemi su uno dei cicli d'incenerimento, sebbene gli stessi, come aveva assicurato Giacomo Porrazzini, presidente delle municipalizzata, 'non hanno mai messo in dubbio la qualita' del processo stesso d'incenerimento'. La magistratura tuttavia vuole verificare se tra i rifiuti inceneriti possano essere capitate sostanze nocive o radioattive. Il sequestro, che ha riguardato l'intero impianto sia l'inceneritore (fermo gia' da qualche giorno) che il centro di trasferenza dove vengono selezionati e compattati i rifiuti prima di essere smaltiti nella discarica di Orvieto, di fatto paralizza il sistema di trattamento e smaltimento rifiuti cittadino. 'Affrontiamo questa nuova prova con la consapevolezza di avere tutelato gli interessi, la salute e la qualita' della vita della nostra comunita' - ha detto il sindaco Paolo Raffaelli - ora la questione centrale, ancor prima della nostra doverosa difesa e' evitare che questo provvedimento renda impossibile il funzionamento del servizio di trattamento dei rifiuti a Terni'. 'Ripristinare l'efficacia del servizio ' ha aggiunto il sindaco - e' una priorita' assoluta e per questo ho sollecitato l'intervento del Prefetto'. Secondo le informazioni desunte dal sito dell'ASM, l'inceneritore di Terni e' stato costruito nel 1975 dal Comune, in zona Maratta Bassa, a ridosso del fiume Nera e della zona industriale di Sabbione. Dopo un breve periodo di funzionamento, ha subito un processo di ristrutturazione per adeguarlo alle normative trasformandolo in termovalorizzatore di rifiuti con produzione di energia elettrica. Entrato in servizio il 12 marzo 1998, l'impianto consta di due linee e riesce giornalmente a termodistruggere 150 tonnellate di frazione secca da rifiuti. Ogni linea e' dotata di un post combustore, capace di funzionare ad una temperatura superiore a 950 gradi. Il sistema, attraverso una caldaia a recupero, fornisce 7 tonnellate-ora di vapore (5 magawatt) ad una turbina del tipo a condensazione multistadio che, accoppiata ad un alternatore, ha una potenza nominale di 2 mila 800 chilowatt. Nella stazione di trasferenza e gli impianti connessi vengono invece selezionati circa 24 mila tonnellate l'anno di rifiuti..
.14 gen 08

Sequestro inceneritore, Lorenzetti
e Bottini auspicano tempi rapidi

“Auspichiamo che siano rapidi i tempi per fare chiarezza in merito all’inchiesta della magistratura di Terni che ha disposto il sequestro degli impianti dell’Asm, soprattutto perché si tratta di un settore quanto mai delicato come quello dei rifiuti”. E’ quanto affermano la presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti e l’assessore regionale all’ambiente, Lamberto Bottini, preoccupati che il sequestro del sito dell’Asm, possa compromettere o interrompere il ciclo della raccolta e smaltimento dei rifiuti per la città di Terni ed i Comuni collegati. Lorenzetti e Bottini, nell’esprimere piena fiducia nell’operato della magistratura, ribadiscano la necessità di tempi rapidi e certi, anche in considerazione del fatto che in questo ultimo anno di indagini le autorità amministrative di Terni hanno sempre fornito agli inquirenti piena collaborazione. “In queste ore è prioritario ogni sforzo affinché venga garantita la funzionalità del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, per evitare ogni rischio sanitario ed ambientale per la popolazione”. La presidente Lorenzetti e l’assessore Bottini, infine, esprimono la loro “vicinanza” al sindaco di Terni Paolo Raffaelli, e si dicono convinti della correttezza del suo operato....

Sequestro inceneritore,
interviene Traccheggiani

“La notizia del sequestro dell’inceneritore Asm condanna definitivamente la politica umbra sui rifiuti e il vecchio piano regionale”. E’ quanto sottolinea, in una nota, il capogruppo de La Destra Aldo Tracchegiani che evidenzia come si tratti “dell’unico inceneritore che abbia avuto l’autorizzazione a funzionare, il che avrebbe dovuto destare nell’Amministrazione pubblica un senso di responsabilità tale da garantire l’efficienza dell’impianto e il mantenimento della struttura in buono stato. Vigilare sulla gestione dell’impianto – osserva l’esponente del centrodestra - costituiva un obbligo istituzionale e morale verso la popolazione di Terni e di tutta l’Umbria”. Per Tracchegiani “al giorno d’oggi, per un’ottimale gestione dei rifiuti, è necessario adottare un sistema integrato in cui la termovalorizzazione abbia un ruolo importante insieme alla raccolta differenziata. L’una senza l’altra non possono essere sufficienti”. “Anche le vicende di altre Regioni – sottolinea Tracchegiani - avrebbero dovuto rappresentare un monito per il Governo locale, invece ci troviamo con alcune discariche al limite in tutta l’Umbria, ad aver fallito sulla raccolta differenziata e ad essere sotto scacco di chi boicotta lo sviluppo eco-compatibile dei ‘signor no’. Ben vengano – aggiunge - le missioni all’estero per lo studio di impianti all’avanguardia, purchè divengano un patrimonio che possa produrre benefici”. “Di fronte a questa situazione – continua Tracchegiani – non è più possibile rinviare una revisione attenta e determinata del Piano regionale dei rifiuti. Per questo – fa sapere - presenterò una mozione affinché la Giunta regionale istituisca al più presto un tavolo di lavoro con un team di esperti e con le forze politiche ed istituzionali”.
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