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Pedalando
Pedalando
attorno al Tezio
12 mag 2008 18.42
“Pedalando, pedalando. Alla ricerca
dei luoghi della memoria” è il
titolo delle pubblicazioni, in tutto
sei, realizzate
dall’assessorato allo Sviluppo
Economico insieme alla Provincia di
Perugia, su iniziativa
dell’associazione culturale Monti
del Tezio e presentate questa
mattina in una conferenza stampa a
palazzo dei Priori dall’assessore
Ilio Liberati (Sviluppo Economico e
Turismo) e dall’assessore della
Provincia di Perugia Sauro
Cristofani. Piccole, ma pratiche,
guide alla scoperta dei sentieri più
interessanti intorno al Monte Tezio
da percorrere in mountain bike o a
piedi. Nella carta è riportata la
mappa del percorso, il tipo di
difficoltà, il tempo di percorrenza,
la lunghezza e una breve
valutazione, oltre alla descrizione
dell’itinerario. La prima guida è un
giro attorno al Tezio, la seconda
conduce alla tomba estrusca del
Faggeto, la terza alla scoperta del
Romitorio, la quarta porta alle
Neviere, nella quinta si arriva al
Castel Procoio, con la sesta guida
si giunge alla torre Gualterotta e
Villa Faggeto. 1.000 le copie
realizzate per ciascun itinerario
che verranno distribuite anche nei
punti di accoglienza turistica.
“L’iniziativa – ha detto l’assessore
Liberati - è una prima risposta a
quanti fruiscono di questa parte di
territorio e si inserisce in un
progetto più ampio che interessa la
filiera ambiente-turismo-cultura.
Insieme al Gal, Gruppo di Azione
Locale Media Valle del Tevere,
intendiamo coinvolgere le
associazioni di categoria, il mondo
della cooperazione, del sindacato,
l’azienda di promozione turistica,
il Cesar per dare vita a una serie
di incontri di animazione
territoriale. Punto di partenza, il
programma di sviluppo rurale
2007-2013 Leader – Asse 4 che offre
la possibilità di attuare progetti
volti alla valorizzazione delle
specificità locali. L’idea è quella
di procedere ancora una volta in
sinergia tra pubblico e privato per
creare servizi e offerte per uno
sviluppo sostenibile del
territorio”. Il primo incontro è
previsto al Cva di Colombella il
prossimo 20 maggio (ore 21.00),
quindi alla Villa “Colle del
Cardinale” di Colle Umberto il 27
maggio (ore 17.30). Liberati ha
commentato l’uscita in edicola di
venerdì scorso di Bell’Italia che
riporta una monografia sull’Umbria.
Nella pubblicazione, sono indicate
cinque strade che “vogliono offrire
– si legge nella rivista – il meglio
dell’arte, della natura, della
storia. Ai cinque itinerari se ne
aggiunge uno particolare: un
trekking urbano nella città di
Perugia”. “Segno – ha dichiarato
l’assessore – che queste iniziative
intercettano positivamente una
domanda crescente da parte di
cittadini e turisti. Perugia e l?umbria
devono competere su eccellenze e
qualità”. Alla conferenza stampa
hanno partecipato l’assessore
provinciale Sauro Cristofani, il
presidente della IV Circoscrizione
Michele Ragni e rappresentanti
dell’associazione culturale Monti
del Tezio. Anche la Provincia di
Perugia è impegnata con la Regione
dell’Umbria a incrementare – ha
detto l’assessore Cristofani – i
percorsi ciclo-pedonali sul
territorio. Progetti sui quali c’è
una richiesta pressante da parte dei
cittadini”. Per il presidente di
Circoscrizione questa iniziativa è
il frutto di anni di lavoro. ...
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Fiume Nera: "vandali"
abbandonano una betoniera
Ci risiamo. Anche in un luogo di
grande pregio, come il tratto "no kill" del fiume Nera si vedono scene
come quella di fronte alla quale si è trovata la guardia volontaria di
Legambiente Umbria Elio Giovannini, durante il servizio di vigilanza.
Una betoniera, trasportata dalla recente piena di marzo, è stata
recuperata in località Borgo Cerreto. «Visto il peso del rottame che era
stato probabilmente abbandonato lungo le sponde del fiume – ha
dichiarato Giovannini – è stato necessario ricorrere all'uso di un
trattore. Nell'operazione mi ha dato grande aiuto Marcello Maltempi
della Pro Loco di Borgo Cerreto. E' arrivato il momento di aprire gli
occhi ed evitare simili episodi che sono sempre meno rari». Sono davvero
frequenti le segnalazioni ai Comuni competenti e soprattutto il
monitoraggio che Legambiente fa sulla questione "abbandono rifiuti".
Nonostante i continui interventi diretti di raccolta, non solo il
sistema di intervento pubblico sembra incapace di arginare il degrado,
anzi siamo di fronte a un problema sempre più incalzante visto che ormai
non interessa solo le aree limitrofe alle principali vie di
comunicazione con i rifiuti urbani, ma anche siti di pregio come il
fiume Nera, con i rifiuti speciali...
Living Lakes al lavoro per
la conferenza mondiale
Paesaggi culturali e cultura del paesaggio a confronto a Castiglione del
Lago il prossimo settembre quando sulle sponde del lago Trasimeno
sbarcheranno decine e decine di delegati provenienti da tutto il
mondo in occasione della Conferenza mondiale di Living Lakes. Un evento
curato dalla rete italiana dell’organizzazione dei laghi, il cui
capofila è la Provincia di Perugia con il suo consigliere delegato. Il
programma di massima della manifestazione, che si svolgerà dal 21 al 28
settembre 2008 (con eventi ospitati presso l’ex aeroporto Eleuteri e il
Palazzo comunale di Castiglione del Lago, Città della Pieve e Perugia) è
stato presentato nei giorni scorsi in prima Commissione consiliare
permanente della Provincia. Tema portante della settimana di incontri e
confronti internazionali tra i diversi partner di Living Lakes sarà “I
paesaggi culturali – collegamento del valore dei paesaggi culturali alla
protezione dei laghi”. Il meeting è costellato di workshop, tavole
rotonde, riunioni plenarie ed eventi gastronomici, culturali e
folkloristici, per coniugare le esigenze di una reciproca conoscenza con
quelle di uno scambio di informazioni a 360 gradi. Numerosi i personaggi
del mondo delle istituzioni e dei centri di ricerca che hanno già dato
la propria disponibilità, tra cui il presidente del Global Nature Fund
ed il Presidente del Parlamento Europeo. La Provincia di Perugia porterà
il proprio contributo attraverso una relazione sui valori paesaggistici
del Trasimeno (strumenti di governo e regolazione per la loro tutela e
valorizzazione), mentre la Regione dell’Umbria affronterà il tema del
paesaggio agricolo tradizionale e delle sue prospettive future. La
Provincia di Viterbo si occuperà più da vicino della salvaguardia
dell’ecosistema lacustre, mentre Parco del Trasimeno, Legambiente e Lipu
apriranno una finestra culla conservazione delle biodiversità. La
Provincia di Terni che in questo contesto rappresenta il lago di
Piediluco, insieme alla Uisp, si occuperà di turismo, tempo libero e
attività sportive, mentre la Provincia di Verbania-Cusio-Ossola,
nell’ambito del workshop sui valori storici e culturali dei laghi,
presenterà le ville e i giardini del Lago Maggiore e gli insediamenti
preistorici del Lago di Costanza. Non mancheranno infine tavole rotonde,
coordinate dall’assessorato all’ambiente della Provincia, sulle energie
rinnovabili, con particolare riferimento a quelle prodotte dal sole,
dall’acqua e dalle biomasse. Nel corso della manifestazione, arricchita
da eventi collaterali ricreativi a tema, saranno festeggiati i 10 anni
dalla costituzione di Living Lakes. Per affinare la macchina
organizzativa della Conferenza il 16 aprile i responsabili della rete
italiana si sono ritrovati a Terni per assegnare i diversi incarichi,
mentre è in programma per domani, 22 aprile, il sopralluogo di Marion
Hammerl presidente del Global Nature Fund. ...
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L'indagine dell'Arpa sul
Clitunno
di Luana Pioppi
(UJ.com) PERUGIA
- Il Clitunno e i suoi affluenti
presentano "una condizione di
degrado generalizzato, che
necessita di interventi mirati".
E' quanto emerso da una indagine
ambientale svolta dall'Arpa -
Agenzia regionale per la
protezione dell'ambiente - in
seguito all'incidente che si
verificò il 25 novembre 2006
nell'oleificio "Umbria Oli". In
tutto il reticolo, inoltre, sono
stati rilevati 124 scarichi
abusivi di varia natura e 62
punti di attingimenti di diversa
entità. Presentato in Regione
con una conferenza stampa, lo
studio ha delineato un quadro
che "mostra una situazione
piuttosto eterogenea e
complessa. Considerando il
valore naturalistico ed
ambientale che storicamente il
Clitunno ha sempre rivestito,
emerge una condizione di degrado
generalizzato". E' emersa anche
una "realtà locale che mostra
una generale noncuranza nei
confronti del fiume e
dell'ecosistema che lo
caratterizza". Ad avvalorare
tale tesi è stato il rilevamento
di "fenomeni di abusivismo su
alcuni tratti di sponda, per la
realizzazione di recinzioni,
strutture per l'allevamento del
bestiame e apparati artigianali
di attingimento". "Inoltre, à
stata rilevata la presenza
diffusa di rifiuti solidi,
frutto - ha spiegato ancora
l'Arpa - di un retaggio
culturale che identifica il
fiume come sistema gratuito di
smaltimento ed evacuazione degli
stessi". I test di tossicità
acuta hanno evidenziato anche
situazione locali che mostrano,
fra l'altro, elevate
concentrazioni di arsenico in
prossimità dello Sportone di
Maderno, elevate concentrazioni
di rame in località Chiesa
Tonda, idrocarburi pesanti
presenti in molte aeree. Secondo
l'Agenzia per l'ambiente,
infine, "occorre sottolineare la
necessità immediata di rimuovere
o ridimensionare pesantemente i
fattori di degrado, che
porteranno, in assenza di
interventi mirati, ad un
costante peggioramento dello
stato ambientale".
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Frana di Torgiovannetto, il
3 agosto si riapre la strada
di Paola Gualfetti
Il Sindaco di Assisi Claudio Ricci, in
linea con il Comitato Frana e gli abitanti di Costa Trex,
Armezzano e la Montagna, ha “già segnato in agenda” domenica 3
agosto come la probabile data di riapertura della strada ora
interrotta dalla frana. Infatti la settimana successiva inizia
la tradizionale “festa di Costa Trex”, una delle più attese
nella ”zona di montagna”. Il Sindaco Claudio Ricci ha
ringraziato la Regione Umbria (Assessore Bottini), la Provincia
di Perugia (Assessore Fioriti), la Comunità Montana, i tecnici
Comunali, Provinciali, Regionali e l’Impresa che stanno
lavorando per “concludere velocemente”. Attualmente, dopo
l’avvenuta demolizione dei volumi ex industriali (con la
conseguente bonifica ambientale) è stato “consegnato il
cantiere” per realizzare il muro, in terra armata, ristrutturare
la sede stradale e definire il sistema di monitoraggio. Il
finanziamento della Protezione Civile è 2.5 Milioni di Euro. Il
Sindaco Claudio Ricci ha ricordato che per quel periodo sarà
iniziata l’installazione delle rete Wireless, per Internet
veloce senza fili, anche nelle zone di montagna e quindi in
estate “oltre alla riapertura della strada fisica sarà in
costruzione anche la strada telematica”. Sicurezza: “tutti
mobilitati sul territorio” Continua, senza sosta, l’azione sul
territorio di “controllo e prevenzione” al fine di migliorare
sempre più la sicurezza. Sarà la “costanza e la continuità” a
produrre i migliori risultati. Il Sindaco ringrazia, per
l’azione incisiva, i Carabinieri, la Polizia, la Guardia di
Finanza, i Vigili Urbani e anche il “gruppo volontari per la
sicurezza”. Si stanno attivando, in questi giorni, le ulteriori
telecamere, sino al numero di 60, si va ampliando
l’illuminazione (1800 nuovi punti luce negli ultimi cinque anni)
e migliorando gli spazi pubblici e la qualità urbanistica.
E'
nevicato e ora
il pericolo è il gelo
Dopo le nevicate di ieri, nel primo giorno di primavera il
termometro la scorsa notte e' sceso sotto lo zero in
tutta l'Umbria ed oggi il panorama e' tipicamente invernale con
gli Appenini innevati fino a bassa quota. Umbriameteo segnala
per la scorsa notte minime di cinque gradi sotto lo zero a
Citta' di Castello, quattro a Gualdo Tadino e Gubbio, meno tre a
Perugia, meno due a Spoleto e sulle rive del Lago Trasimeno,
meno uno a Foligno. Ci sono state estese gelate pericolose per
le colture agricole ed in particolare per gli alberi da frutto.
Oggi il cielo e' parzialmente nuvoloso e per domani Umbriameteo
prevede altre piogge e nevicate oltre i mille metri....
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ThyssenKrupp, 20 milioni di euro
per diminuire le emissioni a Terni
La Thyssen Krupp Acciai
speciali Terni investira' nei prossimi mesi
20 milioni di euro per migliorare le
condizioni ambientali del territorio e per
realizzare, entro un anno e mezzo, un
impianto di aspirazione fumi dei forni
fusori. Lo ha affermato l' amministratore
delegato di Tk Ast, Harald Espenhahn, oggi
durante la firma del protocollo d' intesa
ambientale sottoscritto, oltre che dal
complesso siderurgico, anche da Comune e
Provincia di Terni, Regione ed Arpa. ''Con
tale investimento - ha aggiunto Espenhahn -
vogliamo ribadire la volonta' di operare nel
territorio, di aumentare la produzione, di
crescere e dare lavoro a tante persone''. Ha
annunciato inoltreche in programma vi e'
anche la sostituzione di vecchi impianti per
ridurre l' impatto ambientale. Il protocollo
e' finalizzato all'istituzione di un
''Tavolo Tecnico'', coordinato dalla
Provincia, cui parteciperanno tutti i
soggetti firmatari per definire interventi a
breve, medio e lungo termine volti alla
riduzione delle emissioni,
all'individuazione delle risorse energetiche
a minor impatto ambientale, al recupero
energetico, alla riduzione e
razionalizzazione dei volumi di traffico
daautotrasporti, alla rivalutazione
ambientale delle aree limitrofe
all'insediamento industriale e ad ogni
azione diretta a migliorare l'impatto
ambientale sotto tutti i profili. La
multinazionale tedesca - si legge nel
documento sottoscritto - si impegna,
attraverso la ricerca e l'adozione delle
migliori tecnologie possibili, alle azioni
previste nell'accordo. In sostanza si
dovranno affrontare tutte le problematiche
ambientali derivanti dall'attivita'
produttiva dello stabilimento di Viale Brin,
con particolare riguardo alle emissioni in
atmosfera; alla presenza di metalli in
aria/acqua/suolo; al fabbisogno energetico e
all'utilizzo di fonti di energia
rinnovabile; all'impatto ambientale prodotto
dal traffico pesante per il trasporto di
merci; alla riqualificazione ambientale e
paesaggistica delle aree limitrofe
all'insediamento industriale; alla
funzionalita', sviluppo e riambientazione
del sito/discarica in localita' ''Valle'';
alla depurazione delle acque reflue
industriali e dei reflui di discarica;
all'individuazione ed alla mappatura dei
siti industriali dismessi soggetti a
bonifica ambientale; all'approvvigionamento
idrico sotterraneo e superficiale ed alla
mappatura dei punti di approvvigionamento;
alle tematiche relative all'inquinamento
acustico. Entro tre mesi - e' stato
precisato - si dovranno definire i programmi
di intervento, mentre al primo protocollo d'
intesa riguardante la TkAst ne seguiranno
altri con riferimento sia al polo chimicoche
alle altre realta' industriali di
particolare rilevanza
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Inaugurata
centrale
di teleriscaldamento
NORCIA – Oggi, nella
città di San Benedetto, è stato inaugurato il primo sistema
di teleriscaldamento cittadino in Umbria. Questo anche il
motivo per cui all’incontro presso la sede municipale
prima e al taglio del nastro presso la centrale poi hanno
preso parte molti sindaci e rappresentanti di altri Comuni
della regione, interessati a comprendere tutti i vantaggi di
questa soluzione progettuale, considerata da tutti, esperti
e non, importante opportunità di utilizzo razionale
dell’energia e doveroso contributo al contenimento della
spesa energetica. “Prima di scegliere – ha spiegato il
sindaco Nicola Alemanno – ci siamo interrogati sulla
validità del progetto e alla fine, confrontandoci con
diversi attori e volendo dare seguito alle direttive del
piano energetico regionale, che eppure abbiamo contrastato
opponendoci alla possibilità di installare pale eoliche sui
nostri crinali, abbiamo sentito la necessità di attuare
politiche energetiche a minor impatto ambientale”. Il
teleriscaldamento comporta infatti una riduzione delle
emissioni di gas ad effetto serra e un controllo
dell’inquinamento locale. Nello specifico, come hanno
sottolineato gli ingegneri Francesco Strangis di IPASS e
Marcello Serra di “Energia Verde” (società che ha promosso,
finanziato e realizzato la centrale e la rete di
teleriscaldamento a Norcia), “i benefici ambientali derivano
dalla riduzione ed eliminazione di inquinanti come
l’anidride carbonica, gli ossidi di zolfo e di azoto, e del
particolato”. “A Norcia – ha precisato Strangis – la
riduzione annua delle emissioni di CO2 è di circa il 30%,
circa 600mila kg di CO2, pari alle emissioni di 500
autovetture con una percorrenza media di 10mila km
all’anno”. La centrale tecnologica realizzata presso la zona
industriale comprende 3 caldaie e 3 moduli di cogenerazione
alimentati a gas metano. Il carico termico prodotto viene
trasportato attraverso una rete di distribuzione primaria di
circa 6 chilometri e mezzo al circuito secondario di
edificio. Quest’ultimo realizza la cessione di energia al
circuito di utenza, che alimenta i corpi scaldanti oltre
all’acqua calda sanitaria. “La produzione annua stimata di
energia elettrica – ha affermato l’ingegnere Serra – è di
tre milioni e novecento mila kWh, mentre quella termica di
quasi nove milioni di kWh”. Ma accanto ai benefici
ambientali, sono stati enunciati anche dei sostanziali
vantaggi per gli utenti. “Lo spegnimento delle caldaie di
edificio e di appartamento – ha illustrato Serra – porta
all’eliminazione di una fonte di rischi per la pubblica
sicurezza, come esplosioni ed incendi. Ma c’è anche una
razionalizzazione dei consumi termici attraverso una
maggiore efficienza nell’uso di energia degli edifici – ha
proseguito – e un risparmio economico del 20% rispetto alle
soluzioni tradizionali dal momento che viene contabilizzata
l’energia consumata e non combustibile, che necessita di
un’ulteriore trasformazione tramite caldaie. I costi per gli
utenti, infine – sono ancora minori se si analizzano altri
fattori quali quelli evitati per l’acquisto e la
manutenzione ordinaria e straordinaria delle caldaie”. Al
momento, le utenze collegate alla rete di teleriscaldamento
sono 36 (tra queste anche hotel e l’ospedale) ma entro
dicembre 2008 sono previsti altri 45 allacci. Plauso al
progetto realizzato a Norcia è venuto dal presidente del
Parco Nazionale dei Monti Sibillini Massimo Marcaccio,
intervenuto all’incontro coordinato dalla ricercatrice
dell’Università di Perugia Linda Barelli. “L’attivazione
degli enti locali a verso il risparmio energetico e le
energie rinnovabili – ha detto Marcaccio – è fondamentale.
Il Parco Nazionale – ha aggiunto – sta cominciando a
compiere in tal senso i primi passi concreti, sostenendo
l’iniziativa di alcuni imprenditori che hanno investito nel
mini-eolico, acquistato un brevetto meccanico della
tecnologia dell’aeronautica russa. Insieme ai Comuni
dell’area protetta, inoltre – ha proseguito – stiamo per far
partire la distribuzione gratuita a tutte le famiglie
residenti di un kit per il risparmio energetico domestico
del valore economico di circa 100 euro. Ma nell’ottica di
una programmazione energetica generale chiederemo ai Comuni
un piano operativo di interventi da realizzare insieme”.
Dalla sede municipale, la cerimonia si è spostata alla
centrale della zona industriale dove al taglio del nastro ha
fatto seguito la visita guidata all’impianto e la sua
illustrazione da parte del presidente di “Energia Verde”
Roberto Fanini... |
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Confindustria turismo:
"Troppo basso il livello del Lago"
Troppo
basso il livello del Trasimeno, Il Sindacato del
Turismo di Confindustria Perugia chiede maggiore
manutenzione e l’accelerazione dei lavori
di Montedoglio Si aggrava la situazione idrica
del Lago Trasimeno. Le recenti piogge, infatti,
non sono servite ad aumentare il livello delle
acque. Si prospetta dunque un concreto pericolo
per l’ecosistema, per il territorio e per gli
operatori economici e turistici della zona. La
gravità della situazione è testimoniata dal
fatto che attualmente il livello delle acque è
di – 128 cm ovvero di circa 20 cm più basso
rispetto a quello del 2003, anno in cui furono
necessari strumenti straordinari di intervento
per impedire una vera e propria catastrofe. È
quanto denuncia il Sindacato dei Viaggi e del
Turismo di Confindustria Perugia “che – ha
sottolineato la presidente Maria Carmela
Colaiacovo - ritenendo di rappresentare
correttamente il sentimento di preoccupazione
non solo dei propri associati ma di tutti gli
imprenditori dell’area, invita le istituzioni
pubbliche competenti ad intraprendere al più
presto urgenti misure di intervento”. Una
soluzione ai problemi del Lago potrà venire
certamente dall’attivazione del collegamento con
la Diga di Montedoglio, ma i lavori
difficilmente si concluderanno entro la data
prevista del primo giugno 2008. Molteplici sono
state le proroghe che hanno contribuito a far
slittare il termine della conclusione
dell’opera. L’arrivo della stagione primaverile
ed estiva, con un conseguente calo delle
precipitazioni piovose, potrebbe aggravare la
situazione con il rischio che il livello
dell’acqua possa scendere a -200 cm, soglia la
di sotto della quale l’intero sistema
ecoambientale lacustre potrebbe subire danni
irreversibili. “Riteniamo – ha aggiunto Maria
Carmela Colaiacovo - che debba essere
immediatamente dichiarato lo stato di calamità
naturale e che debbano essere attuati in tempi
rapidi interventi come la ripulitura di canali e
di fossi, e il drenaggio delle zone sensibili.
Certamente la presenza di un Commissario
straordinario potrà contribuire ad accelerare la
conclusione dei lavori della diga di Montedoglio
e a incidere sull’Ente Irriguo affinché immetta
nel Lago un maggiore flusso d’acqua. Siamo
convinti che non sia possibile rinviare oltre
tali misure di intervento. È necessario un
confronto tra Enti Pubblici, Imprese e Sindacati
per raggiungere al più presto quella unità di
intenti che in altre occasioni ha consentito di
conseguire risultati positivi”...
Oltre
80.000 MW/H dai corsi d’acqua della provincia di
Perugia
di
Elena Teatini
Le risorse idroelettriche complessive presenti
nel territorio provinciale di Perugia
possono permettere una potenzialità massima
teorica di circa 110 MW, per un corrispondente
prelievo di energia di circa 83.000 MW/h. A
questi si può aggiungere un ulteriore dato,
quello cioè indicativo delle risorse ancora
potenzialmente sfruttabili, stimabile nel
complesso, sempre in linea teorica, in 16,6 MW
di potenza elettrica ricavabile e di circa
60.000MW/h di energia prelevabile. A rilevare
tutto ciò è lo studio di valutazione delle
potenzialità idroelettriche nel territorio della
nostra provincia, che rappresenta un vero e
proprio programma di valorizzazione dei corsi
d’acqua pre-adottato dalla Giunta provinciale.
Un lavoro di ricerca e di elaborazione, affidato
dallo stesso Ente provinciale ad uno Studio
tecnico esterno, al fine di dare risposte
concrete alla sempre più pressante richiesta
energetica sia in campo civile che industriale,
attraverso il ricorso alle fonti rinnovabili che
comportano una riduzione dell'impatto inquinante
e una migliore conservazione delle risorse
ambientali. Di fronte alla vertiginosa crescita
del costo del petrolio, come fa notare
l’assessore all’ambiente, il mondo
imprenditoriale ha avviato in maniera autonoma
una ricerca di sfruttamento delle risorse
idrauliche presenti sul territorio ed ha
presentato una serie di progetti allo scopo di
dare risposte concrete all'aumento dei costi
energetici. “Avvalendosi della tecnologia che ha
migliorato la resa e produttività delle macchine
idrauliche – prosegue l’assessore competente -
ottenendo da piccoli salti e ridotte portate
idriche buone rese energetiche e minor impatto
ambientale sono stati depositate alla Provincia
una serie di istanze con i relativi elaborati
tecnici. La Provincia, quindi, allo scopo di
evitare il proliferare indiscriminato di
centrali sulle aste dei corpi idrici con
evidente ricaduta negativa anche sotto il
profilo ambientale ha voluto regolamentare la
loro costruzione mediante uno strumento di
programmazione e pianificazione delle
potenzialità idroelettriche dei corpi idrici
che, attraverso il recupero di strutture
esistenti, esalti il patrimonio storico e
culturale presente nel nostro territorio ed
individui i limiti oltre i quali si
determinerebbe uno stravolgimento del suo
equilibrio”. Da qui dunque lo studio di
valutazione delle potenzialità idroelettriche
nella provincia di Perugia. Uno studio che
prende in esame 327 siti esistenti, di cui però
solamente il 41% circa si ritiene che abbia
delle potenzialità idroelettriche (i siti
esclusi, anche se alcuni dotati di passate
concessioni, sono soggetti a regimi idrologici a
carattere prevalentemente torrentizio, con ampi
periodi di portate nulle e perciò ad oggi non
interessanti sotto il profilo dello sfruttamento
idroelettrico).L'elenco è integrato con altri 15
potenziali punti di sfruttamento idroelettrico
selezionati in base alle caratteristiche
riportate a seguito di indagini svolte nel
territorio.Di tutti i siti rilevati, poi,
vengono analizzati nel dettaglio 132, di cui 14
sfruttati; 38 sfruttabili; 29 sfruttabili con
riserva; 13 sfruttabili in alveo nudo; 28 non
sfruttabili; 10 non pervenuti. E’ stata dunque
calcolata la potenzialità massima teorica delle
risorse idroelettriche provinciali stimata come
detto in circa 110 MW per un corrispondente
prelievo di energia di circa 83.000 MW/h. Il
documento di cui intende avvalersi la Giunta
provinciale è corredato anche di una
documentazione fotografica e cartografica che
inquadra i siti individuati su supporto GIS,
consentendo di visualizzare l'esatta
localizzazione di ognuno insieme ai principali
dati utili per valutare quali sono
favorevolmente sfruttabili. Questo Piano sarà
ora oggetto di un confronto con i Comuni
interessati per poi essere portato in
Commissione consiliare provinciale prima e in
Consiglio provinciale poi dove riceverà la
definitiva approvazione e diventerà esecutivo.
Per l’assessore provinciale all’ambiente si
tratta di “un’iniziativa che anticipa i tempi,
un significativo passo in avanti, rispetto agli
obiettivi che ci attendono entro il 2020, ovvero
la riduzione del 20% di anidride carbonica
immessa in atmosfera e il traguardo del 20% di
energia ricavata da fonti rinnovabili”....
Piano regionale rifiuti,
prima riunione a Perugia
In vista del nuovo
Piano regionale per la gestione dei rifiuti,
prima seduta di consultazione, a Perugia, per la
Valutazione ambientale strategica (“Vas”). La
procedura, applicata in Umbria per la prima
volta, si svolge contestualmente
all’elaborazione del Piano dei rifiuti e, in
futuro, dovrà essere effettuata per tutte le
pianificazioni e i programmi che possano avere
significativi impatti, diretti e indiretti,
sull’ambiente, sull’uomo, la fauna e la flora,
il suolo, l’acqua, l’aria e il clima, i beni
materiali e il patrimonio culturale.
All’incontro, convocato dalla direzione
Ambiente, Territorio e Infrastrutture della
Regione Umbria nella sede della Giunta regionale
di palazzo Donini, sono stati invitati a
partecipare i rappresentanti degli enti pubblici
competenti in materia ambientale: l’Arpa, le
direzioni Ambiente delle Province di Perugia e
Terni, Anci, Ato Rifiuti e Comunità montane, gli
enti per la gestione delle Aree regionali
protette, l’Ente Parco nazionale Monti
Sibillini, le Asl, la direzione regionale per i
Beni e Attività culturali del ministero Beni
culturali, l’Autorità di Bacino del fiume Tevere
e le direzioni competenti in materia di rifiuti
e di “Vas” del ministero per l’Ambiente. Oltre a
questi, sono stati chiamati ad intervenire
persone fisiche e giuridiche portatrici di
interessi, dalle aziende di gestione del
servizio rifiuti alle organizzazioni sindacali
alle associazioni di categoria e ambientaliste.
La “Vas” – spiegano dagli uffici della Regione -
rispetta il principio di razionalizzazione dei
procedimenti, “così da evitare possibili
duplicazioni”. Il processo non è una semplice
valutazione di impatto ambientale relativa
all’approvazione di un Piano, piuttosto –
aggiungono - coinvolge tutti i soggetti
interessati alla formazione e alla redazione del
Piano. “Dal coinvolgimento di ciascuno –
concludono - dipenderà il raggiungimento degli
obiettivi che insieme saranno individuati e che
dovranno comunque garantire elevati standard di
sicurezza e qualità ambientale, di tutela della
salute e di sostenibilità sociale ed economica”.
Una volta elaborata la proposta di Piano
(unitamente al Rapporto ambientale e alla
sintesi non tecnica, “il documento attraverso il
quale - sottolineano dalla Regione - sono
individuati e valutati gli effetti che il
programma potrebbe avere sull’ambiente e le
ragionevoli alternative che possono essere
adottate”), la procedura di “Vas” proseguirà con
ulteriori consultazioni, che si concluderanno
entro 60 giorni dalla pubblicazione sul
Bollettino Ufficiale della Regione Umbria e sul
portale web della direzione regionale Ambiente,
Territorio e Infrastrutture. Durante questa
fase, i soggetti competenti potranno fare
osservazioni e proporre contributi conoscitivi e
valutativi sul Piano. Provveduto alla revisione
(se necessaria e, comunque, dopo il parere
motivato del Consiglio delle Autonomie), Piano,
Rapporto ambientale, sintesi non tecnica e
parere ambientale saranno trasmessi per
l’adozione alla Giunta regionale e, da qui, al
Consiglio regionale per la definitiva
approvazione. L’ultima fase della procedura di
“Vas” sarà quella del monitoraggio: con
specifici protocolli e convenzioni, che
coinvolgeranno l’Arpa e altri soggetti, la
Regione provvederà ai relativi controlli degli
effetti ambientali del Piano. I documenti
preparatori al Piano dei rifiuti sono già
disponibili sul sito della Regione:
www.ambiente.regione.umbria.it...
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Rifiuti, presentate a Terni le
linee di indirizzo raccolta differenziata
di
Marta Cicci
Diminuzione della
quantità di rifiuti prodotti ed incremento della raccolta differenziata
sono due dei cardini del nuovo Piano di gestione dei rifiuti per
l’Umbria che la Giunta regionale intende approvare entro l’anno. Le
linee di indirizzo in materia sono state presentate nel corso del
convegno promosso stamani, a Terni, dall’assessorato all’ambiente della
Regione Umbria. Scopo dell’iniziativa, sul tema “Dal 30% al 60%:
esperienze a confronto sulla raccolta differenziata domiciliare”, quello
di avviare un confronto tra i diversi soggetti interessati e di
raccogliere indicazioni utili alla stesura del nuovo Piano regionale. In
Umbria la produzione di rifiuti pro-capite è stata stimata nel 2006 in
602 kg per abitante, un valore elevato – è stato detto durante il
convegno - da riequilibrare nell’ambito delle scelte strategiche dei
prossimi anni. L’incremento è determinato soprattutto dalla quantità e
qualità degli imballaggi, mentre si presenta più stabile il dato
relativo al rifiuto organico. Il vigente Piano regionale stimava una
crescita della produzione dei rifiuti urbani del 2,5% annuo, ma i dati
umbri hanno invece evidenziato un continuo aumento della produzione.
Nelle linee di indirizzo sono quindi indicate le azioni necessarie ad
invertire l’attuale tendenza, anche attraverso accordi con la grande
distribuzione. Secondo il documento, alla riduzione del quantitativo di
rifiuti possono concorrere: la reintroduzione di vuoti a rendere in
vetro, accompagnata da una tassa cauzionale, la promozione di punti
vendita “alla spina”, la sostituzione degli imballaggi a perdere,
l’incentivazione del compostaggio domestico e l’uso di stoviglie monouso
recuperabili. Sul fronte della raccolta differenziata è stato invece
ricordato che il dato umbro è andato progressivamente migliorando: dal
9,3% del 1996 al 29% nel 2006, con una temporanea stabilizzazione
nell’ultimo biennio. Un risultato raggiunto grazie alle azioni previste
dal Piano rifiuti 2002, supportate da risorse derivanti da diverse fonti
finanziarie per complessivi 15 milioni di euro. Nel quinquennio di
vigenza del Piano sono state cofinanziate 63 stazioni ecologiche,
impianti ed attrezzature fisse; sono stati erogati contributi per
progetti di raccolta differenziata presentati dai Comuni e per
l’adeguamento degli impianti di compostaggio presentati dai soggetti
gestori; sono stati assegnati incentivi ai Comuni sulla base dei
quantitativi di rifiuti effettivamente raccolti in modo differenziato,
inviati ad impianti di recupero e di riciclaggio; sono stati infine
distribuiti 14mila 500 compostatori domestici per la frazione organica
umida prodotta in giardini ed orti. Tuttavia – si sottolinea nelle Linee
di indirizzo - per raggiungere l’obiettivo di una raccolta differenziata
regionale intorno al 60% entro il 2011 occorrono azioni innovative
rispetto alle attuali, simili a quelle adottate in alcuni comuni del
nord Italia, dove in pochi anni sono state raggiunte quote del 70 per
cento. La strada indicata è quella di una maggiore attenzione al
recupero dei materiali, alle forme organizzative dei servizi di raccolta
ed all’incremento della raccolta domiciliare, oltre a nuove tipologie di
agevolazione fiscale e tariffaria per cittadini ed enti virtuosi. A
differenza dei cassonetti dedicati, la raccolta domiciliare consente –
secondo il documento – un controllo diretto qualitativo e quantitativo
dei rifiuti e responsabilizza maggiormente l’utente. Una conferma arriva
dai positivi risultati ottenuti dalle amministrazioni umbre che hanno
attivato questo servizio sul territorio e le cui esperienze sono stata
illustrate durante il convegno. In particolare si è raggiunto il 40 per
cento di raccolta differenziata ad Assisi (Loc. Santa Maria degli
Angeli, Tordandrea e Rivotorto), il 53 per cento ad Attigliano
(capoluogo), il 43per cento a San Gemini (capoluogo) ed il 45 per cento
a Sigillo (capoluogo). Un aspetto sostanziale per stimolare la
partecipazione degli enti locali ai nuovi sistemi di raccolta
differenziata sarà quello di rivedere le tariffe di conferimento dei
rifiuti agli impianti di trattamento e smaltimento, disincentivando le
tecnologie che non permettono recupero di materiale. Il conferimento in
discarica dovrà non essere più conveniente rispetto alle altre soluzioni
di recupero che saranno individuate. Secondo le indicazioni del
documento è previsto lo sviluppo di due tipi di servizi di raccolta
differenziata: domiciliari e stradali. I Comuni con servizi domiciliari
avranno raccolte differenziate domiciliari almeno per la frazione
organica, la carta e la frazione indifferenziata. Sono comunque previste
raccolte, che potranno essere anche stradali, per vetro e plastica e la
presenza di stazioni ecologiche per il conferimento diretto delle
diverse frazioni del rifiuto da parte degli utenti. i Comuni con servizi
stradali avranno raccolte stradali almeno per carta, vetro e plastica
(ed eventualmente anche per la frazione organica, nella forma di un
servizio di prossimità), oltre che per il rifiuto indifferenziato, con
sviluppo del compostaggio domestico per organico e verde e con la
presenza di stazioni ecologiche per la raccolta differenziata di tutte
le diverse frazioni del rifiuto. Relativamente ai sistemi tariffari
nelle Linee di indirizzo si evidenzia l’utilizzo della cosiddetta
“tariffa puntuale”, attribuita all’utente sulla base di una valutazione
del quantitativo di rifiuti effettivamente conferiti ai servizi di
raccolta. La tariffa puntuale prevede incentivi economici legati
all’impegno verso la riduzione della produzione di rifiuti e la loro
differenziazione. Verranno invece penalizzati i conferimenti impropri e
gli smaltimenti derivanti da mancata separazione alla fonte. Tutto il
ciclo dei rifiuti (produzione, raccolta, riciclaggio, riutilizzo e
smaltimento) – è stato sottolineato, deve vedere gli “Ato” rifiuti, i
Comuni ed i gestori impegnati in una innovativa capacità progettuale e
di azione, accompagnata da una corretta informazione, sensibilizzazione
e coinvolgimento della comunità regionale. Il nuovo Piano regionale
dovrà assicurare il mantenimento della piena autosufficienza per la
gestione dei rifiuti urbani, scongiurando qualsiasi rischio legato al
possibile verificarsi di situazioni emergenziali. Il Piano dovrà inoltre
fornire indirizzi al sistema regionale perché di doti di una adeguata
rete di impianti per far fronte al fabbisogno di trattamento e
smaltimento dei rifiuti speciali e pericolosi. Tutto ciò – si evidenzia
nel documento - dovrà essere conseguito attraverso un parallelo
miglioramento delle prestazioni ambientali del sistema gestionale. La
Valutazione ambientale strategica (“Vas”), cui sarà assoggettato il
Piano regionale attesterà anche attraverso l’individuazione di specifici
indicatori i miglioramenti che saranno conseguiti grazie alle azioni del
Piano (riduzione della produzione, recupero di materia, recupero di
energia, minimizzazione dello smaltimento in discarica)
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Rifiuti, lettera aperta del
sindaco Raffaelli
TERNI - "Uso lo strumento della
lettera aperta non soltanto per
rispondere a Legambiente, che
prospetta l’ipotesi di
costituirsi parte civile
nell’inchiesta
sull’inceneritore, o a quelle
forze politiche di opposizione
che chiedono le dimissioni del
sindaco, ma soprattutto per un
senso di dovere nei confronti
della città con la quale ho
stabilito un patto fiduciario
con le elezioni del 1999
rinnovato con quelle del 2004.
Un patto fiduciario che non può
che essere, da parte mia, anche
un’assunzione piena di
responsabilità. A Legambiente,
che chiede un dibattito aperto e
senza veli nella città, voglio
dire che questa è la strada che
seguiremo perché è l’unica
giusta e possibile. Il confronto
con la città naturalmente inizia
dentro l’Istituzione che la
rappresenta: per questo lunedì
prossimo consegnerò al
Presidente del Consiglio
Comunale, insieme al testo
integrale dell’informazione di
garanzia, i materiali
informativi dell’ ARPA, dell’Isrim,
del CNR, dell’Università di
Perugia, della Regione
dell’Umbria, e l’elaborazione
compiuta dai servizi tecnici
dell’Asm sui dati raccolti anche
dalla Provincia che hanno
supportato il confronto con
l’Istituzione e la città in
materia di politiche ambientali
e di ciclo dei rifiuti.
Contestualmente porrò al
Presidente Bufi e al Consesso
civico anche il problema
politico del rapporto
fiduciario. L’aula del Consiglio
comunale non è un’aula di
giustizia, anche se qualcuno qua
e là cerca di trasformarcela, ma
i sospetti che vengono fatti
gravare sul primo cittadino
dall’informazione di garanzia
sono tali che nessuna efficace
amministrazione della città di
Terni sarebbe possibile con alla
guida un Sindaco che fosse
sfuggito alla verifica della sua
credibilità di fronte
all’Istituzione civica. Questo
passaggio politico-istituzionale
è essenziale e doveroso perché
solo un Comune nella pienezza
dell’autorevolezza politica e
morale dei suoi organi può
assolvere la funzione che
compete a un capoluogo di
provincia, a una delle maggiori
città dell’Umbria, a un Ente che
vuole essere Istituzione per lo
sviluppo. Partite come quelle
che riguardano le industrie, le
infrastrutture, il completamento
dei grandi cantieri, il Piano
Regolatore Generale,
l’Università e la ricerca, la
multiutility provinciale, il
Piano regionale dei rifiuti,
nella delicata e decisiva fase
di fine mandato, non potrebbero
essere giocate con un ruolo
protagonista della città di
Terni guidata da un sindaco che
fosse menomato nella sua
credibilità istituzionale. Per
questo il primo punto di
trasparenza che spetta alle
classi dirigenti politiche della
città è quello di chiarire se i
sospetti derivanti
dall’informazione di garanzia
sono tali da confermare o
spezzare il rapporto di fiducia
tra Sindaco e Consiglio
comunale. Questo è tuttavia
soltanto il primo punto, a cui
va accompagnata una seconda
riflessione politica forte. La
magistratura, con i suoi diversi
organi e procedimenti, verso la
quale confermo il rispetto più
pieno e scevro da riserve, ha
per sua natura o per sua
legittima scelta, tempi e
modalità operative di
accertamento della verità penale
che in questo caso potrebbero
non possono essere quelli,
brevi, propri dell’Istituzione
politica. Una volta tanto,
violando uno stanco assioma,
deve essere la politica a darsi
i tempi più brevi di chiarezza,
larghezza, completezza del
confronto per l’accertamento
degli eventuali profili di
responsabilità politica. Credo
quindi che il Consiglio comunale
debba darsi uno strumento capace
di compiere con rapidità una sua
verifica puntuale su quelli che
sono i riflessi e i rilievi
politici e istituzionali di
questa vicenda e sui
comportamenti degli
amministratori. Tale strumento –
sarà il Consiglio a valutarlo
nella sua piena autonomia –
potrebbe anche essere la stessa
Commissione di controllo e
garanzia, coadiuvata dalla
Commissione permanente per le
politiche ambientali. La terza
linea di giudizio politico
chiama in causa tutta intera la
comunità ternana, i suoi livelli
associativi, di partecipazione e
di cittadinanza. Non intendo
accettare alcun processo in
piazza, ma il confronto in
piazza su come siamo stati
capaci o meno di assicurare la
salute e la qualità ambientale
alla comunità ternana dovrà
essere fatto, senza lasciare
nulla di non detto, di nascosto
o di opaco. Il ‘come’ lo
decideremo insieme, fin dai
prossimi giorni."
Rifiuti, Confcommercio incita
azioni decisive
PERUGIA - ''Tra pochissimi anni
- che rischiano di ridursi
drammaticamente se non si
raggiungeranno adeguati livelli
di raccolta differenziata -
anche l'Umbria potrebbe trovarsi
a vivere l'emergenza rifiuti
della Campania, per
l'esaurimento gia' previsto di
alcune discariche''. Per la
Confcommercio della provincia di
Perugia, e' indispensabile che
si esca dalla situazione di ''stallo''
e di conflittualita' nella quel
ci si trova ora su questo
argomento, ed e' legittima la ''spinta''
della presidente della Giunta
regionale Lorenzetti perche' sul
problema si arrivi a decisioni
certe. ''Non vogliamo entrare
nel merito delle diatribe
politiche (critiche dal PRC e
Verdi in relazione
all'approvazione in commissione
da parte del PD e della CDL, del
Dap che punta sulla necessaria
realizzazione dell'inceneritore
- ndr -) che si sono scatenate
sull'argomento''. Il presidente
provinciale Confcommercio
Giorgio Mencaroni sottolinea che
come organizzazione ''siamo
preoccupati, riteniamo che le
scelte non siano piu' rinviabili
e chiediamo che le forze
politiche non usino questo tema
spinosissimo per regolare conti
di altra natura. Abbiamo a che
fare con quella che sara' una
delle piu' grandi sfide per la
nostra societa': gli sforzi
devono dunque essere indirizzati
- con senso di responsabilita',
a cui tutti i soggetti politici
sono chiamati - a trovare
soluzioni sostenibili da un
punto di vista ambientale, di
piena tutela della salute, ma
anche realisticamente capaci di
affrontare e risolvere la
questione. L'Umbria non deve
diventare la ''pattumiera'' dei
rifiuti di altre regioni, ma men
che meno, si puo' permettere di
perdere ulteriore tempo per
definire gli indirizzi del nuovo
Piano dei Rifiuti, considerato
che siamo ''fermi'' dal 2002.
Sicuramente bisogna spingere
sulla raccolta differenziata,
con adeguati incentivi a chi la
pratica, ma sappiamo che questo
non basta. Non siamo noi a dover
dire se i termovalorizzatori
siano la soluzione giusta: certo
e' che - ha concluso - una
soluzione serve, va individuata
al piu' presto, e non deve
essere condizionata ne' da
pregiudiziali ideologiche ne' da
difese di campanile che vanno a
discapito della tutela della
collettivita'''.26 gen 08
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Sigilli all'inceneritore
comunale di Terni
Intervento della magistratura
sull'inceneritore Municipale di
Terni al quale oggi sono stati
apposti i sigilli per
"effettuare prelievi e
campionature da sottoporre ad
esame". Nove le informazioni di
garanzia, al sindaco di Terni
Paolo Raffaelli, ai
componenti del consiglio di
amministrazione dell'ASM
(Azienda servizi
municipalizzati), che gestisce
l'impianto e ad alcuni tecnici.
Tredici le ipotesi di reato
ambientale su cui stanno
lavorando il sostituto
procuratore Elisabetta Massini
(il magistrato inquirente si e'
recata sul posto unitamente agli
uomini del Nucleo di Polizia
Giudiziaria del Corpo Forestale
che un anno fa aveva compiuto un
blitz) ed il procuratore Fausto
Cardella. Da Palazzo di
giustizia si precisa che si
tratta di un sequestro
probatorio, per evitare che le
prove possano essere disperse,
in pratica e' stato bloccato il
processo di manutenzione
straordinaria che l'ASM aveva
ipotizzato nei giorni scorsi,
avendo rilevato problemi su uno
dei cicli d'incenerimento,
sebbene gli stessi, come aveva
assicurato Giacomo Porrazzini,
presidente delle
municipalizzata, 'non hanno mai
messo in dubbio la qualita' del
processo stesso
d'incenerimento'. La
magistratura tuttavia vuole
verificare se tra i rifiuti
inceneriti possano essere
capitate sostanze nocive o
radioattive. Il sequestro, che
ha riguardato l'intero impianto
sia l'inceneritore (fermo gia'
da qualche giorno) che il centro
di trasferenza dove vengono
selezionati e compattati i
rifiuti prima di essere smaltiti
nella discarica di Orvieto, di
fatto paralizza il sistema di
trattamento e smaltimento
rifiuti cittadino. 'Affrontiamo
questa nuova prova con la
consapevolezza di avere tutelato
gli interessi, la salute e la
qualita' della vita della nostra
comunita' - ha detto il sindaco
Paolo Raffaelli - ora la
questione centrale, ancor prima
della nostra doverosa difesa e'
evitare che questo provvedimento
renda impossibile il
funzionamento del servizio di
trattamento dei rifiuti a Terni'.
'Ripristinare l'efficacia del
servizio ' ha aggiunto il
sindaco - e' una priorita'
assoluta e per questo ho
sollecitato l'intervento del
Prefetto'. Secondo le
informazioni desunte dal sito
dell'ASM, l'inceneritore di
Terni e' stato costruito nel
1975 dal Comune, in zona Maratta
Bassa, a ridosso del fiume Nera
e della zona industriale di
Sabbione. Dopo un breve periodo
di funzionamento, ha subito un
processo di ristrutturazione per
adeguarlo alle normative
trasformandolo in
termovalorizzatore di rifiuti
con produzione di energia
elettrica. Entrato in servizio
il 12 marzo 1998, l'impianto
consta di due linee e riesce
giornalmente a termodistruggere
150 tonnellate di frazione secca
da rifiuti. Ogni linea e' dotata
di un post combustore, capace di
funzionare ad una temperatura
superiore a 950 gradi. Il
sistema, attraverso una caldaia
a recupero, fornisce 7
tonnellate-ora di vapore (5
magawatt) ad una turbina del
tipo a condensazione multistadio
che, accoppiata ad un
alternatore, ha una potenza
nominale di 2 mila 800
chilowatt. Nella stazione di
trasferenza e gli impianti
connessi vengono invece
selezionati circa 24 mila
tonnellate l'anno di rifiuti...14
gen 08
Sequestro
inceneritore, Lorenzetti
e Bottini auspicano tempi rapidi
“Auspichiamo che
siano rapidi i tempi per fare
chiarezza in merito
all’inchiesta della magistratura
di Terni che ha disposto il
sequestro degli impianti dell’Asm,
soprattutto perché si tratta
di un settore quanto mai
delicato come quello dei
rifiuti”. E’ quanto affermano la
presidente della Regione Umbria,
Maria Rita Lorenzetti e
l’assessore regionale
all’ambiente, Lamberto Bottini,
preoccupati che il sequestro del
sito dell’Asm, possa
compromettere o interrompere il
ciclo della raccolta e
smaltimento dei rifiuti per la
città di Terni ed i Comuni
collegati. Lorenzetti e Bottini,
nell’esprimere piena fiducia
nell’operato della magistratura,
ribadiscano la necessità di
tempi rapidi e certi, anche in
considerazione del fatto che in
questo ultimo anno di indagini
le autorità amministrative di
Terni hanno sempre fornito agli
inquirenti piena collaborazione.
“In queste ore è prioritario
ogni sforzo affinché venga
garantita la funzionalità del
servizio di raccolta e
smaltimento dei rifiuti, per
evitare ogni rischio sanitario
ed ambientale per la
popolazione”. La presidente
Lorenzetti e l’assessore
Bottini, infine, esprimono la
loro “vicinanza” al sindaco di
Terni Paolo Raffaelli, e si
dicono convinti della
correttezza del suo operato....
Sequestro inceneritore,
interviene Traccheggiani
“La notizia del sequestro
dell’inceneritore Asm condanna
definitivamente la politica
umbra sui rifiuti e il vecchio
piano regionale”. E’ quanto
sottolinea, in una nota, il
capogruppo de La Destra Aldo
Tracchegiani che evidenzia
come si tratti “dell’unico
inceneritore che abbia avuto
l’autorizzazione a funzionare,
il che avrebbe dovuto destare
nell’Amministrazione pubblica un
senso di responsabilità tale da
garantire l’efficienza
dell’impianto e il mantenimento
della struttura in buono stato.
Vigilare sulla gestione
dell’impianto – osserva
l’esponente del centrodestra -
costituiva un obbligo
istituzionale e morale verso la
popolazione di Terni e di tutta
l’Umbria”. Per Tracchegiani “al
giorno d’oggi, per un’ottimale
gestione dei rifiuti, è
necessario adottare un sistema
integrato in cui la
termovalorizzazione abbia un
ruolo importante insieme alla
raccolta differenziata. L’una
senza l’altra non possono essere
sufficienti”. “Anche le vicende
di altre Regioni – sottolinea
Tracchegiani - avrebbero dovuto
rappresentare un monito per il
Governo locale, invece ci
troviamo con alcune discariche
al limite in tutta l’Umbria, ad
aver fallito sulla raccolta
differenziata e ad essere sotto
scacco di chi boicotta lo
sviluppo eco-compatibile dei
‘signor no’. Ben vengano –
aggiunge - le missioni
all’estero per lo studio di
impianti all’avanguardia, purchè
divengano un patrimonio che
possa produrre benefici”. “Di
fronte a questa situazione –
continua Tracchegiani – non è
più possibile rinviare una
revisione attenta e determinata
del Piano regionale dei rifiuti.
Per questo – fa sapere -
presenterò una mozione affinché
la Giunta regionale istituisca
al più presto un tavolo di
lavoro con un team di esperti e
con le forze politiche ed
istituzionali”.
...
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