Viaggio a Samarcanda, il ritorno! Posti che lasciano senza fiato

da Stefano Pettinari e Emanuele Cruciani
Descrivere a parole quello che gli occhi hanno visto non è semplice. Dopo l’autogrill abbiamo deviato per passare lungo una sorta di pedemontana, che costeggiando un torrente, ci ha portato fino al grande lago, la tappa di oggi!

Se prima eravamo nel nulla, e lo scenario ci ha affascinanti, questi 200 km ci hanno letteralmente lasciato senza fiato, sia per le bellezze paesaggistiche che per il fondo stradale.

La strada si snoda tra gole e piccole vallate, il verde dei pascoli, il rosso del granito il cielo azzurro e l’aria limpida creano immagini fatiche. Lungo il percorso abbiamo incontrato diversi paesini di pastori, le case sono costruite con mattoni di paglia e fango seccati al sole, le coperture sono realizzate, nella migliore delle ipotesi, in lamiera oppure in eternit!

I bambini ci guardano stupiti e ci salutano con certi sorrisi che diventano contagiosi. Come ho già detto, non so se invidiare o meno questa gente….

Non conoscono il consumismo, internet o lo smartphone di ultima generazione però ridono, giocano in strada, vanno a scuola con le loro belle divise tutte uguali ma di buon gusto, aiutano i grandi nei lavori di campagna e ridono felici al passaggio di tre dementi che si sono fatti più di 7000 km per arrivare lì dove se stai male e ti serve un ambulanza può passare anche mezza giornata prima che arrivi!

Forse siamo noi ad essere troppo “globalizzati, non lo so, so solo che la serenità che ho visto negli occhi di questa gente era tanto che non la vedevo! Strada facendo, poco dopo aver attraversato una pietraia generata da una frana, il navigatore ci avvisa che siamo nei pressi del “hotel turist” ci guardiamo intorno e una signora facendo capolino da un cancello, a grandi gesti i fa capire che quella era la metà! Non è lo Sheraton, ma è sempre meglio della tenda anche perché la pioggia ci ha ritrovato! Questa mattina siamo partiti presto come consuetudine, volevamo fare una deviazione per visitare un altro lago che secondo le indicazioni è molto suggestivo e per la verità ci abbiamo provato da due strade diverse, ma la stanchezza e il fondo stradale che peggiorava a vista d’occhio, ci ha riportato a più miti consigli e abbiamo abbandonato l’idea.

Il resto della tappa è scorso via su asfalto e sia le moto che le gambe ringraziano, ora siamo a Cholpon Ata, che ci dicono essere la Rimini del posto! Domani si prosegue direzione Karakol nel frattempo siano in attesa di notizie dallo spedizioniere per capire quale sarà la meta ultima prima di spedire le moto.

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