Uppiano, omicidio-suicidio, sindaco: “Non ci sono parole né servirebbero per manifestare il cordoglio”

Una tragedia che ha sconvolto tutta la comunità! Molti stentano ancora a crederci, ma purtroppo è successo e rattrista molto.

E’ accaduto quello che spesso si sente parlare altrove, in altri posti. E’ successo in Umbria, a Città di Castello e precisamente Uppiano, una piccola frazione tifernate. Il dolore è tanto. Yuri Nardi e Laura Arcaleni erano delle persone straordinarie, amici di molti.

E’ questo lo si legge sulle pagine di facebook. Nei profili personali, messaggi di amore nei loro confronti sia per lei, sia per lui. Tra questi c’è quello di Cristina che dice “L’amore fa fare brutte cose Yuri voglio ricordarti sereno come ti ho conosciuto r.i.p.” oppure Lorella: “Ti voglio ricordare sempre con questo sorriso, ti voglio bene caro amico d’infanzia” e tanti altri. A Laura “Riposa in pace bellissimo angelo”, “Eri una persona così sensibile, disponibile e veramente unica nel tuo essere. Non lasciavi trapelare nulla solo un gran sorriso”, “La tristezza di questo momento possa darci la forza di dimenticare quello che è accaduto, vi porterò sempre nel mio cuore”.

I fatti di cronaca sono brutti, li abbiamo già detti. Nel raccontarli con delicatezza, rispettiamo il dolore di coloro che in questo momento stanno soffrendo: alle famiglie di entrambi che improvvisamente, nel cuore della sera, si vedono piombare un “macigno”, come questo.

Il tutto è al vaglio degli investigatori. Come prassi gli accertamenti sono ancora in corso, ma la polizia che indaga non sembra avere dubbi sul fatto che si sia trattato di un omicidio-suicidio.

Lui di 41 anni, poliziotto in servizio al commissariato di Città di Castello, che spara lei e poi si uccide con la stessa arma: un fucile a pompa di grosso calibro che Yuri deteneva legalmente. Un gesto per spiegare il quale, sembra abbia lasciato un biglietto con una sorta di addio. Tra le ipotesi quella che a provocarla possa essere stata la gelosia per una relazione (erano sposati da 9 anni, ma non avevano figli) ormai quasi finita.

A dare l’allarme un uomo, il socio di lei. Laura di 40 anni da un mese gestiva una comunità per il recupero di minori. Ed è stato proprio il socio della donna che – è emerso dalle indagini – passando di fronte all’abitazione intorno alle 20 ha notato le luci del garage accese. Pensando a un furto, ha scavalcato la recinzione per controllare trovandosi invece di fronte i due corpi. A quel punto ha chiamato il 113, e sul posto sono intervenuti proprio gli stessi colleghi di Nardi di Città di Castello e di Perugia. Con loro anche il magistrato di turno Manuela Comodi. Laura figlia del presidente della banda musicale locale aveva fatto a lungo volontariato con la Croce rossa. Poi il nuovo progetto di aprire a Uppiano una comunità per il recupero dei minori.

“Era una donna brillante e molto impegnata. Ci avevo parlato da poco – ha detto il sindaco Luciano Bacchetta – proprio del bel progetto della comunità”. Stava facendo veramente una bella cosa. Non ci sono parole né servirebbero per manifestare il cordoglio dell’Amministrazione comunale per la tragedia che tocca profondamente ognuno di noi. Siamo vicini alla famiglia – ha concluso – ed abbracciamo forte il presidente”.
“Quanto successo è un fatto doloroso che rattrista la polizia di Stato e la comunità di Città di Castello”. Sono le poche parole del questore Carmelo Gugliotta dicendo che “Forniremo la più ampia collaborazione alla magistratura per fare chiarezza”.

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