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Troppi rom, dice Giampiero Tamburi di Perugia Social City

Preoccupante situazione nella nostra città per i comportamenti delle persone di etnia rom!

Troppi rom, dice Giampiero Tamburi di Perugia Social City

Troppi rom, dice Giampiero Tamburi di Perugia Social City  – Sono alcuni giorni e noi stessi di Perugia: Social City, abbiamo scritto sull’argomento che, come anche oggi leggiamo nei vari quotidiani, dei gravi problemi nei comportamenti di persone di etnia rom, tra l’altro numerosissimi nella nostra città, dove arrecano notevoli danni alle proprietà dei cittadini quando non aggrediscono anziani per scipparli di qualcosa; borsette alle signore o, con la scusa di offrirsi per prestazioni sessuali, agli uomini strappano catenine o portafogli se riescono a portarli in luoghi appartati; magari con l’aiuto di complici appostati nel luogo del promesso amoreggiamento.

La situazione si fa davvero preoccupante, non solo per gli anziani ma per tutta la collettività cittadina e su questo non c’è nessun dubbio in merito ma quello che si legge sui giornali è solo la punta dell’iceberg che viene a galla dove, le cause che portano a questi comportamenti, sono poco visibili e molto poco conosciute alla stragrande maggioranza dei perugini se non hanno la sfortuna di esserne a conoscenza perché toccati da molto vicino, come può essere di abitare nel medesimo palazzo dove i proprietari di appartamenti, in modo troppo superficiale, li danno in affitto, magari accorgendosi troppo tardi di che rispetto hanno della proprietà altrui e restando con danni ingenti all’immobile perché magari la famiglia al quale lo avevano locato, sparisce improvvisamente, lasciandolo in uno stato pietoso con parecchi euro da spendere per ripristinarlo ad uno stato decente, senza contare i sei o dodici mesi di affitto non pagato e dove non è stato possibile un eventuale intimo di sfratto perché il nucleo familiare era composto da numerosi minori, tutelati dalla legge.

Per non parlare poi dei comportamenti che hanno verso gli occupanti del palazzo dove alloggiano; un comportamento che non ha la minima consapevolezza e decenza di rispetto per il prossimo, adoperando un metodo di vita e di abitudini che cozzano in pieno con il minimo decoro e necessità per una convivenza civile.

Ma la questione della locazione di immobili non si ferma li! Il più delle volte, se non abitudinariamente, negli appartamenti locati a famiglie di tre/quattro persone, magari di pochissimi metri quadri abitativi, vi pernottano in dieci, quindici o più persone che non fanno parte del nucleo familiare e che, al di fuori di chi li alloggia e molte volte neanche loro stessi, nessuno conosce. Gente che continuamente si sposta da una città all’altra, alloggiati per qualche notte da qualche famiglia della loro stessa etnia, presa come base logistica per tornarvi dopo aver scorrazzato per la città, commettendo i reati di cui sopra e, una volta fattasi calda per loro la situazione, partire e comportarsi in ugual maniera in altre parti dell’Italia.

Questo è uno dei tanti modi di comportamento che comprendono, tra gli altri, furti di rame nei cimiteri o dove c’è la possibilità di trovarlo; accattonaggio molesto da per tutto, sia nelle periferie che nel centro storico, furti con scasso negli appartamenti abbandonati, magari utilizzando minori e quant’altro sia possibile fare per un modus vivendi senza dedicarsi al un lavoro onorevole e decoroso.

Le autorità e le Forze dell’Ordine ci dicono che poco possono fare per queste situazioni se non spedirli con il foglio di via che, sicuramente, non è un mezzo efficace per risolvere il problema in quanto non passa molto tempo che li ritroviamo al medesimo posto a fare le stesse cose.

Oppure è difficile intervenire, se non “beccati” con le mani nel sacco, perché facenti parte della Ue. Tutto vero, indubbiamente, ma se venissero usati altri strumenti che abbiano più possibilità di, quanto meno, frenare questo comportamento, sarebbe il modo migliore per risolvere significativamente questo problema. Ed altri strumenti esistono! Come per esempio i controlli serrati e nei momenti opportuni, specialmente a notte fonda, nei vari appartamenti occupati, verificando se da un punto di vista igenico e normativo vengono rispettate le proporzioni metri quadri/persone.

Poi, ancora più incisivo come mezzo, è quello della verifica se le persone che hanno a carico dei minori hanno la possibilità di un adeguato mantenimento per loro e per i figli e se non risultasse tale possibilità, senza essere accusati di qualche discriminazione, dovrebbero essere applicate le norme che sono valide per tutti: togliere la patria potestà dei minori e, dall’assistenza sociale, essere spostati in strutture adeguate al loro mantenimento fino a che gli stessi genitori siano capaci, attraverso una normale occupazione e reddito economico stabile, di essere in grado di accudirli. Ed altri mezzi simili possibili da applicare. Si tratta solo di avere una reale volontà di risolvere una volta per tutte il problema.
Giampiero Tamburi
(Perugia: Social City)

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