Trapianti di fegato, paziente umbro muore in lista d’attesa

L'attesa non può mai essere troppo lunga, a causa delle gravissime condizioni di questi pazienti con cirrosi, spesso complicata da tumore

Trapianti di fegato, paziente umbro muore in lista d'attesa
Attilio Solinas:

Trapianti di fegato, paziente umbro muore in lista d’attesa

da Attilio Solinas (Consigliere Regionale) – Ho ricevuto in questi giorni forti sollecitazioni dai chirurghi trapiantologi e dai colleghi epatologi di Ancona in merito al ritardo, a questo punto sicuramente definibile molto grave, nella stipula della convenzione tra Umbria e Marche per i trapianti di fegato, che sta determinando delle disfunzioni e delle carenze molto serie nel sistema di assegnazione degli organi ai nostri concittadini bisognosi di questo complesso e risolutivo intervento chirurgico.

In questo momento ci sono ricoverati quattro pazienti umbri con cirrosi scompensata nella Gastroenterologia di Ancona, già inseriti da tempo in lista ma non ancora trapiantati.

Il fegato di due cittadini Umbri deceduti nelle scorse settimane sono stati assegnati in donazione ad un centro trapianti del Lazio con cui l’Umbria ha una convenzione – molto scarsamente utilizzata- da decenni, e che non vede malati di fegato umbri nella propria lista d’attesa.

Si è verificata non molto tempo fa la “morte in lista d’attesa” di un paziente umbro con cirrosi epatica seguito dal Centro trapianti di Ancona, perché non ha potuto ricevere in tempo un organo, considerata l’attuale riduzione delle donazioni.

Il centro di Ancona segue la grande maggioranza dei pazienti umbri da trapiantare, non riceve fegati dai donatori umbri perché non esiste ancora convenzione tra le due regioni .

La situazione è sempre più grave e problematica. I colleghi marchigiani mi sollecitano quotidianamente la stipula dell’accordo interregionale per poter accrescere le possibilità dei nostri malati di fegato di essere trapiantati ad Ancona.

Si rischia di assistere ad ulteriori decessi: l’attesa non può mai essere troppo lunga, a causa delle gravissime condizioni dei pazienti con cirrosi, spesso complicata da tumore. Credo sia opportuno attivare la convenzione nel più breve tempo possibile: per i nostri concittadini malati è veramente una questione “di vita o di morte”.

Trapianti

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