ThyssenKrupp, sentenza, Fiom-Cgil “Una toppa che è peggio del buco”

Processo-Thyssen-sentenza-cassazione-638x425TORINO – La sentenza sulla ThyssenKrupp emessa dalla Cassazione è valutata negativamente dalla Fiom-Cgil, tanto che in una nota diffusa a Torino afferma che “i giudici non hanno reso giustizia ai sette lavoratori morti sul lavoro il 6 dicembre 2007, rinviando a un nuovo processo d’appello la conclusione di un percorso iniziato ormai più di sei anni fa”.

Rileva la Fiom: “La sentenza ha derubricato al solo omicidio colposo le responsabilità degli imputati, cancellando l’imputazione di omicidio volontario, come se non ci fosse stato un dolo grave nel momento in cui la ThyssenKrupp e i suoi dirigenti non hanno attivato gli strumenti di prevenzione per la sicurezza pur sapendo quali conseguenze ne sarebbero scaturite”.

Il sindacato esprime un giudizio critico “anche sulla nota stampa della Cassazione con la quale si ipotizza, nell’appello che verrà, la possibilità dell’aggravio delle pene per gli imputati, come se questo fosse la contropartita di una decisione che minimizza quanto avvenuto. Una toppa che è peggio del buco.”

“La Fiom si aspettava una sentenza che dichiarasse che quando non vengono attivate le misure e le procedure di sicurezza, la responsabilità dell’impresa e dei propri dirigenti è totale. In Italia ancora una volta si è persa un’occasione di realizzare un’effettiva giustizia per i lavoratori, condannando correttamente il datore di lavoro e i dirigenti dell’impresa”.

La Fiom si costituirà parte civile “in tutti i processi ove si individuano le responsabilità delle imprese che, con la mancata applicazione delle norme di sicurezza, determinano la morte dei lavoratori” e ricorda che proprio ieri, contemporaneamente alla seduta della Corte di Cassazione, un lavoratore metalmeccanico è morto in un’azienda artigiana a Parma.

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