Terremoto, a Perugia arrivate 240 persone dalle zone terremotate

A gestire la situazione è, infatti, il Comune di Perugia con i suoi uffici, in continuo contatto con la Regione dell’Umbria e in collaborazione con la Protezione Civile

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Terremoto, a Perugia arrivate 240 persone dalle zone terremotate. In 240 circa sono arrivati nella serata di ieri dalle zone terremotate a Perugia per essere ospitati in alcuni alberghi della città. Altri 120 sono previsti in arrivo per questa sera. “I numeri tuttavia possono aumentare -spiega la dott.ssa Roberta Migliarini, Dirigente dell’Area Servizi alla persona del Comune di Perugia- perché fino a tarda notte può capitare che arrivi anche chi ha deciso all’ultimo momento di lasciare la propria casa terremotata per cercare un po’ di tranquillità, anche se a distanza di un centinaio di km.”

A gestire la situazione è, infatti, il Comune di Perugia con i suoi uffici, in continuo contatto con la Regione dell’Umbria e in collaborazione con la Protezione Civile, le associazioni di volontariato, la Croce Rossa Italiana, medici e assistenti sociali.

Il Sindaco Andrea Romizi ha, fin dal primo momento, seguito personalmente tutto l’evolversi della situazione sia dal Coc che, poi, direttamente a Ponte San Giovanni, accertandosi di persona dello svolgimento delle operazioni. Attualmente gli alberghi coinvolti nell’accoglienza sono 5, che già stanno ospitando le persone provenienti dalle aree terremotate, altri 4 sono pronti, preallertati in caso di necessità.

“Si tratta di hotel che possono ricevere numeri importanti -spiega ancora la dott.ssa Migliarini- proprio per permettere a interi nuclei familiari, quando non addirittura ad abitanti di interi borghi di poter stare tutti insieme, con l’obiettivo di ricreare quel clima familiare che permette loro di sentirsi più sereni e al sicuro.” Se, in questi giorni si tratta di far fronte alla prima emergenza, da domani si dovrà comunque cominciare a pensare anche alla gestione delle esigenze di carattere sanitario, sociale e educativo degli ospiti, data la presenza di persone anziane, che hanno bisogno di cure, così come di bambini che dovranno presto riprendere anche la scuola.

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