Terremoto e agricoltura, riunione della Coldiretti a Norcia, prime misure regionali

Il punto di scontro è l’articolo 3 dell’ordinanza n. 388 della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Terremoto Norcia, primi 4 moduli abitativi consegnati alle aziende agricole

Terremoto e agricoltura, riunione della Coldiretti a Norcia, prime misure regionali La Coldiretti, ha tenuto una riunione presso il Centro Operativo Comunale (C.O.C.) per affrontare tutte le criticità legate al settore agricolo e zootecnico dei comuni dell’alta Valnerina interessati dal sisma. Alla riunione erano presenti il Presidente Nazionale della Coldiretti Roberto Moncalvo, il sindaco di Norcia Nicola Alemanno, il Presidente nazionale degli Allevatori Italiani Roberto Nocentini, l’assessore regionale all’agricoltura Fernanda Cecchini e numerosissimi agricoltori che hanno rappresentato con forza le loro esigenze in questo particolare momento che il territorio sta vivendo.

Il sindaco Alemanno ha voluto ringraziare la Coldiretti perché sin dai primissimi momenti del sisma è stata vicina all’amministrazione comunale e soprattutto agli agricoltori ed allevatori della zona per organizzare i primi soccorsi e fronteggiare l’emergenza del mondo agricolo e zootecnico locale. Una solidarietà che nel momento del bisogno è stata molto utile ma ora bisogna guardare al futuro e l’amministrazione comunale, insieme alla Coldiretti, si fa portavoce presso la Regione Umbria e il Governo Nazionale delle istanze ricevute dagli agricoltori dell’alta Valnerina che non possono e non vogliono abbandonare le aziende anche se fortemente lesionate dal sisma. Questa richiesta è dovuta al fatto che gli agricoltori e gli allevatori devono seguire le loro attività quotidianamente e costantemente, soprattutto prima dell’arrivo dell’inverno, e se ciò non sarà possibile il danno economico per loro e per l’economia e la salvaguardia di questo territorio montano sarà gravissimo.

“La nostra gente – ha detto il sindaco Alemanno – è talmente abituata a convivere con il terremoto che vuole essere autonoma e chiede di poter realizzare accanto alle proprie aziende e/o case lesionate unità abitative modulari o prefabbricate antisismiche non solo in questo momento di emergenza ma anche per far fronte alle emergenze future che ciclicamente avvengono in questo lembo della fascia appenninica. Molti agricoltori possono farlo fin da subito, e non vogliono aiuti per non pesare sulla macchina dei soccorsi e sulla collettività. Quello che chiedono, però, è di essere messi in condizione di poter agire immediatamente per salvaguardare la vita delle persone e le aziende stesse. Stiamo verificando ogni possibile percorso che conduca ad una veloce soluzione del problema quando meno in caso di inagibilità totale degli immobili. La soluzione potrebbe essere legata all’estensione dell’articolo 21 del regolamento regionale n. 2 del 18 febbraio 2015”.

Il punto di scontro è l’articolo 3 dell’ordinanza n. 388 della Presidenza del Consiglio dei Ministri che tra i primi interventi urgenti di protezione civile dà la possibilità di attingere a contributi per l’autonoma sistemazione prendendo case in affitto. La realtà delle aziende agricole nursine e più in generale della Valnerina non può prendere in considerazione questo provvedimento poiché qui non si vive in una grande città, non ci sono case in affitto e se ci fossero sarebbero distanti dalle aziende che formano una costellazione sparsa tra i monti e le valli del territorio. Non bisogna inoltre dimenticare che la vicinanza fisica dell’agricoltore all’azienda – spesso a conduzione familiare – è fondamentale per la sopravvivenza stessa dell’azienda.

L’assessore regionale Fernanda Cecchini ha informato i presenti dei primi provvedimenti deliberati dalla giunta regionale per l’assistenza al sistema delle imprese e alle attività economiche che hanno subito danni. Tali misure riguardano la sospensione di imposte e tasse di competenza regionale, l’accesso al credito, interventi di riassicurazione a favore di consorzi fidi e/o cooperative artigiane di garanzia, l’attivazione di un coordinamento con ABI regionale, una moratoria di interventi Gepafin; ammortizzatori sociali in deroga. Per quanto riguarda il settore agricolo dei comuni umbri colpiti dal sisma è previsto il ripristino dei danni delle imprese agricole con la misura 5.2 del PSR 2014-2020.

La misura consente il ripristino delle strutture produttive danneggiate dal sisma intervenendo sui danni a immobili, macchinari, attrezzature e bestiame. Il contributo è erogato nella misura del 100% dei costi sostenuti al netto di altri eventuali contributi o indennizzi pubblici o privati ricevuti. La misura consente anche l’intervento di ripristino di infrastrutture pubbliche connesse alle attività produttive agricole. (strade, ponti acquedotti ed impianti energetici ivi comprese le connessioni ad internet).

Condizione per il finanziamento è che il bene abbia subito un danno non inferiore al 30% del suo valore. In ogni caso, nelle prossime ore verrà predisposta dalla giunta regionale una delibera specifica per il settore agricolo, concordata con il Ministero delle politiche agricole e con la Commissione Europea per far fronte alle problematiche rappresentate dal settore.

Alla riunione odierna erano presenti per la Coldiretti anche il Presidente regionale Albano Agabiti, il presidente provinciale Luca Panichi, il rappresentante di zona Virgilio Lupi.

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