Terremoto 6.5, Norcia è in ginocchio, ma si risolleverà, nessuno l’abbandona VIDEO

Sono solo 9 i feriti, di cui sei estratti dalle macerie dai vigili del fuoco e trasferiti con sei elicotteri all'ospedale di Foligno

Terremoto, da Regione Umbria oltre 515mila euro per autonoma sistemazione nuclei familiari a 16 comuni

Terremoto 6.5, Norcia è in ginocchio, ma si risolleverà, nessuno l’abbandona. Il terremoto di domenica 30 ottobre delle 7.40 ha distrutto il centro storico di Norcia e colpito gravemente tutto il comprensorio. Castelluccio è quasi rasa al suolo i cui pochi residenti rimasti sono stati trasferiti altrove con elicotteri, vista l’impossibilità di usufruire delle strade. Per fortuna, in molti centri la popolazione si era già spostata fuori a seguito delle scosse dei giorni scorsi. Sono solo 9 i feriti, di cui sei estratti dalle macerie dai vigili del fuoco e trasferiti con sei elicotteri all’ospedale di Foligno. La paura è tanta. E ora è allarme per l’alto numero di sfollati. Sono numerosi gli abitati di Norcia che in queste ore si stanno organizzando per lasciare la città. Il centro storico è praticamente tutto zona rossa. Interrotta anche l’erogazione di gas, luce ed acqua. Disagi per la potabilità dell’acqua in tutta la Valnerina e con l’elettricità, con 2 mila utenze rimaste inservite. Predisposti 1500 posti letto per gli sfollati nell’area del Trasimeno.

Fortemente danneggiate le strade per Visso, la Tre Valli e la Salaria. Danni anche a Cascia. Ha fatto anche violare le millenarie e ferree regole della clausura. Un gruppo di suore clarisse, una decina, che vivono nel monastero di Santa Maria della Pace nel centro storico di Norcia, ha dovuto abbandonare di corsa i loro alloggi, aiutate dai vigili del fuoco. Il Monastero è stato duramente colpito dal sisma come anche le centralissime chiese: la basilica di San Benedetto è completamente crollata, in piedi è rimasta solo la facciata con grosse lesioni. Il tetto della cattedrale di Santa Maria Argentea è crollato e grosse pietre sono in terra; giù anche le chiese di San Francesco e di Santa Rita. Danneggiati pesantemente anche palazzo del Municipio e il museo della Castellina.


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Dopo la scossa delle 7.40, si sono susseguiti decine di eventi di magnitudo maggiore di 3.0 nella zona al confine tra Marche e Umbria. Le frazioni della vasta zona colpita sono state tutte prevalentemente raggiunte, qualcuna è ancora isolata dal punto di vista stradale ma non risultano situazioni difficili, ha spiegato Curcio. Ci sono 15mila utenze senza luce e problemi di acqua potabile. La viabilità è “fortemente compromessa” e in particolare la Salaria è interrotta in due punti e per il resto è aperta ai soli mezzi di soccorso. Il terremoto è stato avvertito anche nella Capitale, e in altre parti d’Italia.

Il premier Matteo Renzi ha annunciato per domani un Consiglio dei ministri, assicurando che “tutto sarà ricostruito in tempi certi”. “Ciò che serve lo prendiamo e se serve di più l’Italia non lesinerà nella ricostruzione dei luoghi che sono l’anima del nostro paese” ha aggiunto, dicendo no “a qualsiasi impedimento tecnocratico”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che si trova a Gerusalemme, ha detto di seguire le notizie “con preoccupazione e grande attenzione” e di comprendere “l’allarme che c’è nelle popolazioni che vivono nelle zone colpite”, aggiungendo che “l’intervento è stato pronto ed efficace”. Parole echeggiate anche in un tweet del ministro dell’Interno, Angelino Alfano: “La macchina dei soccorsi da subito operativa: 1.300 uomini in campo. Prime operazioni soccorso ben riuscite”. Vicinanza alle popolazioni colpite anche dal Papa, che dopo l’Angelus ha detto di pregare “per i feriti e per le famiglie che hanno subito maggiori danni, come pure per il personale impegnato nei soccorsi e nell”assistenza”.

Gli esperti fanno sapere che l’evento tellurico di oggi trae origine da una rottura che sembra sovrapporsi parzialmente sia a quella che ha causato il sisma del 24 agosto, sia a quella del terremoto del 26 ottobre. Insomma, sembrerebbe avvenuta sulla stessa faglia o su una faglia parallela, dice l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. I centri storici dei Comuni colpiti si stanno svuotando e domani molte scuole nelle regioni interessate resteranno chiuse.

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