Terremotati partono dal Trasimeno e tornano a Norcia

Ancora 200 persone alloggiate nelle strutture di Magione e Passignano. La voglia di andare avanti è superiore a tutto

I terremotati della Valnerina che vivono al Trasimeno, ora rivogliono la loro vita
Foto di repertorio

MAGIONE – C’è chi ha deciso di acquistare in proprio una piccola casetta di legno, chi si è ricongiunto con un parente, chi, per motivi di lavoro, si è spostato in strutture ricettive più vicine a Norcia. I terremotati hanno così salutato il Trasimeno, dove, a detta di tutti, hanno trovato un’accoglienza unica e sono tornati nella loro terra purtroppo ancora in gravi difficoltà per i danni del terremoto.

«Qui – racconta Anna Cipolla, rappresentante delle famiglie ospiti di Ali sul Lago a San Feliciano – siamo ancora circa settanta persone. Stiamo bene, siamo molto uniti e cerchiamo di andare avanti. Abbiamo molta fiducia nel nostro sindaco e crediamo che riuscirà a riportarci tutti a casa. Abbiamo qualcuno, come il dottore, che fa avanti e indietro da Norcia mentre altri, per motivi di lavoro, si sono definitivamente trasferiti. Sento di essere un punto di riferimento per queste persone, tra cui io, che hanno perso tutto. È incredibile come in 180 secondi puoi perdere tutta una vita, io non ho più una foto dei miei figli piccoli, non ho più un ricordo».

62 invece le persone ancora ospitate al villaggio le Tre isole di San Feliciano. «Qui abbiamo soprattutto famiglie – spiega Cinzia Benemio, proprietaria della struttura. Molti con bambini e ragazzi che frequentano le scuole locali. Per questo ci stiamo organizzando in vista della stagione turistica per consentirgli di restare in modo che non debbano vivere un altro distacco dopo quello dalla loro terra. Anche qui alcuni si sono trasferiti, si è trattato soprattutto di ricongiungimenti. Quello che purtroppo rileviamo è il grande trauma subito. A volte basta che si muova inavvertitamente un tavolo per vederli terrorizzati».

Tanta gratitudine per l’accoglienza e la disponibilità dimostrate dal territorio di Magione, in primis Misericordia e Caritas, anche da Mauro Corona, rappresentante delle ventitré persone ancora ospitate all’albergo Le Rocce di Villa.

«Non possiamo che essere grati a questo territorio che ha fatto di tutto per aiutarci in questo difficile momento – spiega –. Posso parlare per esperienza personale. I miei figli sono stati immediatamente inseriti a scuola e nelle attività sportive che frequentavano». In merito a chi se n’è andato fa sapere che qualcuno aveva un pezzetto di terra dove ha collocato un prefabbricato.

«Noi cerchiamo di farci forza – prosegue – sono in contatto diretto con il sindaco Alemanno che ci aggiorna di come procedono le assegnazioni. È importante, in questi casi, essere informati costantemente di tutto quello che succede. Certo, anche lì la vita è cambiata. Io seguivo la squadra di calcio “I piccoli amici”. Ora quelle che erano le strutture sportive sono state utilizzate per altre funzioni e questi bambini si trovano a giocare tra le macerie».

Ma la voglia di andare avanti è superiore a tutto. Per questo Maurizio Corona, in collaborazione con la società sportiva Ventinella di Magione ha deciso di organizzare un piccolo torneo calcistico dove daranno presenti anche i suoi piccoli atleti. «Quindici bambini di Norcia – fa sapere – saranno ospitati alle Rocce e giocheranno nel torneo che abbiamo organizzato per il 18 e 19 marzo».
Quindici sono le persone che ancora soggiornano nella quarta struttura del Trasimeno, l’albergo Il Gabbiano di Passignano.

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