Tav a Firenze, Lorenzetti rinviata a giudizio, alleggerite le imputazioni

L'ex presidente della regione è stata prosciolta dai reati più gravi. L’inchiesta riguarda l’appalto per costruire il tunnel e la stazione sotterranea di Firenze

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Tav a Firenze, Lorenzetti rinviata a giudizio

L’ex governatrice dell’Umbria, Maria Rita Lorenzetti, è stata rinviata a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sui lavori della Tav a Firenze. Nel corso dell’udienza preliminare che si è tenuta oggi nel capoluogo Toscano il gup, Alessandro Moneti ha mandato a processo l’ex presidente della regione, nonché ex presidente Italferr, ma le ha alleggerito le imputazioni. Maria Rita Lorenzetti, in particolare, è stata prosciolta, insieme ad altri, perché il fatto non sussiste, dalle accuse di corruzione, falso e abuso d’ufficio su episodi relativi a presunte ‘pressioni’ per ottenere autorizzazioni ai lavori.

L’inchiesta riguarda l’appalto per costruire il tunnel e la stazione sotterranea di Firenze. Il Gup ha prosciolto da tutte le accuse gli ex dirigenti del ministero delle Infrastrutture Ercole Incalza e Giuseppe Mele mentre ha rinviato a giudizio, insieme alla Lorenzetti, altre 19 persone. Sei le società, tra cui Nodavia, Coopsette, Seli. Il processo comincerà il 16 dicembre.

Tav a Firenze

Maria Rita Lorenzetti

Maria Rita Lorenzetti (Foligno, 16 marzo 1953) è una politica italiana, ex presidente della Regione Umbria per due mandati dal 2000 al 2010. Dal 2010 al 2013 ha ricoperto poi l’incarico di presidente di Italferr a Firenze, società del gruppo Ferrovie dello Stato.

Nel 1974 consegue la laurea in filosofia e diviene poco dopo dipendente della Provincia di Perugia. Nel 1975, eletta consigliere comunale nelle liste del Partito Comunista Italiano, è assessore al comune di Foligno, di cui viene proclamata sindaco nel 1984. Sempre con ilPCI viene eletta deputato alla Camera dei Deputati per la prima volta nel 1987.

Politicamente vicina a Massimo D’Alema [1], alla Camera dei deputati fu rieletta per le successive tre legislature. Durante la sua ultima legislatura da deputato fu anche Presidente della “Commissione Lavori Pubblici e tutela ambientale”.

Dopo la “svolta della Bolognina” di Achille Occhetto aderì dapprima al PDS e poi aiDemocratici di Sinistra. La coalizione dell’Ulivo la scelse come candidata presidente della regione Umbria nel 2000: in tali consultazioni risultò vincente con 56,4% dei voti divenendo il primo, e per cinque anni l’unico, presidente di regione donna eletta direttamente. Cinque anni dopo, stavolta con il 63,1% delle preferenze, viene rieletta per un secondo mandato.

Dal 5 agosto 2010 [2] al 17 settembre 2013 [3] è stata presidente di Italferr, società del gruppo Ferrovie dello Stato che opera nel settore dell’ingegneria dei trasporti ferroviari e dell’Alta Velocità.

Inchiesta sul TAV a Firenze

Nel periodo in cui è stata presidente di Italferr viene indagata, insieme a circa trenta persone, dalla Procura di Firenze nell’ambito dell’inchiesta sul passante ferroviario dell’alta velocità in costruzione con le accuse di associazione per delinquere, abuso di ufficio,corruzione e traffico illecito di rifiuti.

Secondo la Procura di Firenze Lorenzetti, nella sua qualità di presidente di Italferr, avrebbe messo a disposizione di alcune ditte interessate all’appalto del sotto attraversamento fiorentino del Tav una vasta rete di contatti politici e personali, conseguendo inoltre incarichi professionali inerenti alla ricostruzione del terremoto in Emilia Romagna a favore del marito architetto Domenico Pasquale, di origini calabresi.

Lorenzetti inoltre avrebbe presumibilmente concorso, insieme a dirigenti delle società vincitrici dell’appalto tecnici di Italferr componenti e funzionari della commissione di via del Ministero dell’Ambiente dell’autorità di vigilanza delle opere pubbliche e a dirigenti dell’unità di missione del Ministero delle Infrastrutture allo smaltimento illecito di rifiuti prodotti nel corso dei lavori per la costruzione dell’infrastruttura.

Per i reati contestati, il 16 settembre 2013 Lorenzetti viene posta agli arresti domiciliari- nell’ordinanza di custodia cautelare, contenente anche stralci di diverse intercettazioni telefoniche la misura cautelare viene motivata con il rischio di reiterazione del reato – che le verranno revocati il 30 settembre dello stesso anno dopo le dimissioni dalla dirigenza Italferr.

Viene quindi rinviata a giudizio a conclusione delle indagini nell’ottobre 2014, diventando una dei principali accusati dalla Procura di Firenze. Il 18 novembre 2014 viene condannata a otto mesi di reclusione dal Tribunale di Perugia per il reato di falso ideologico, pena sospesa perché incensurata, in merito ad una delibera giuntale del marzo 2010 con la quale si autorizzavano alcune aziende sanitarie ad assumere determinate personalità. Assolta con formula “il fatto non sussiste” dall’altro reato contestato, Lorenzetti ha poi annunciato contestualmente la volontà di appellare la sentenza di condanna.

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