Tar Umbria, respinge ricorso su legge elettorale

Tar Umbria
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Tar Umbria, respinge ricorso su legge elettorale. E’ inammissibile il ricorso presentato contro la nuova legge elettorale regionale da Fi, Ncd, Lega Nord e Fdi, ha dichiarato il Tar dell’Umbria. I partiti avevano impugnato l’atto di proclamazione degli eletti del 10 giugno scorso costituito presso la Corte d’Appello di Perugia, nonché il decreto della presidente della Regione n. 57 del 9 aprile 2015 di convocazione dei comizi elettorali.

Il ricorso dei partiti di centrodestra verteva sostanzialmente contro il premio di maggioranza senza soglia minima previsto dalle legge elettorale umbra, secondo i ricorrenti un “unicum” nel panorama nazionale, in quanto introduce un premio di maggioranza in ogni caso “fisso”, la cui assegnazione non è in alcun modo condizionata dal numero dei voti ottenuti dalla coalizione vincitrice.

Nel respingere il ricorso fanno notare i giudici del tribunale amministrativo di primo grado che tra l’altro che “siffatta questione di legittimità costituzionale, anche sub specie della ragionevolezza e proporzionalità, dell’attribuzione di un premio di maggioranza, che garantisce un premio in seggi senza stabilire una soglia minima di voti conseguiti dalla lista o coalizione collegata al Presidente della Giunta regionale eletto, opportunamente avrebbe potuto essere oggetto di un giudizio in via di azione, ai sensi dell’art. 127 della Carta fondamentale e dagli artt. 31 e seguenti della legge n. 87 del 1953, ma, nel difetto del requisito della rilevanza, non può essere rimessa alla Corte costituzionale in un giudizio in via incidentale, che altrimenti verrebbe significativamente alterato nei suoi caratteri costitutivi”.

“La coalizione vincitrice collegata alla Presidente Marini- rilevano gli stessi giudici – ha conseguito più del 40 per cento dei voti espressi dal corpo elettorale, così raggiungendo un numero di voti costituente una soglia minima idonea a dimostrare, quanto meno, un sufficiente grado di rappresentatività dell’organo elettivo, e dunque l’attribuzione, non irragionevole o sproporzionata, del premio in seggi, tale da consegnare la maggioranza assoluta dei seggi stessi”.

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