Sub morti, un indagato, perizia su ”scatole nere”

Il sostituto procuratore della Repubblica di Grosseto, incaricato delle indagini sulla morte dei tre sub, Enrico Cioli, Fabio Giaimo e Gain Luca Trevisan, vuol vederci più chiaro. Il magistrato, forse anche a seguito delle dichiarazioni degli esperti, ha disposto una perizia sulla strumentazione che è predisposta per registrare tutti i dati delle immersioni. La si potrebbe defnire una sorta di “scatola nera” che viene utilizzata sai sommozzatori.

Quella delle tre vittime di Talamone sarà quindi esaminata da esperti. La Nazione di oggi scrive che ci sarebbe un indagato e si tratterebbe del titolare del “Diving di Talamone” che avrebbe messo a disposizione le bombole per l’immersione che, avrebbe dovuto essere, come detto dall’istruttore di tipo “ricreativo”.

Un atto dovuto certo, una “iscrizione tecnica” la definiscono in procura a Grosseto e questo ovvio per tutelare lo stesso indagato. E questo affinché, come gli spetta di diritto, possa egli stesso nominare dei consulenti che assistano a perizie e autopsie. E proprio domani saranno effettuati gli esami autoptici.

Mentre la perizia riguarderò l’intera attrezzatura utilizzata da Fabio, Enrico e Gian Luca. I risultati, però, non saranno noti prima di alcune settimane. Fra gli strumenti che saranno analizzati, anche quelli che registrano i dati dell”immersione: durata, soste, profondità’, tempi.

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