SPOLETO: PURTROPPO L’ASTORE NON CE L’HA FATTA

astone(umbriajournal.com) SPOLETO – Questa notte il raro Astore è morto: il cacciatore che l’aveva colpito qualche
giorno fa nelle campagne del Bazzanese (Spoleto) ha raggiunto l’incivile
obiettivo di cancellarlo dall’ambiente umbro.
Ieri mattina i chirurghi veterinari dell’Ateneo perugino, all’esame
radiografico avevano rilevato che il piombo da caccia, oltre che lacerare e
fratturare l’ala del rapace, era penetrato in profondità anche nel suo corpo,
lesionandone gli organi. La vitalità e la robustezza del bellissimo uccello gli
hanno concesso di resistere alla morte per qualche giorno, ma le cure
somministrate e la sua selvaticità non hanno avuto la meglio sullo scopo dello
sparatore.
Adesso la natura umbra è un po’ più povera, anche in considerazione che il
giovane Astore appartiene ad una specie rara e virtualmente protetta.
Personalmente da oltre cinquant’anni mi occupo di problemi ambientali e devo
ammettere che non ho assistito ad alcuna flessione del comportamento incivile e
illegale della popolazione venatoria regionale: se, dopo dieci lustri, il
numero assoluto di animali protetti sparati appare diminuito è solo perché
risulta proporzionalmente diminuita la quantità di cacciatori che vanno
sparando sul territorio umbro. D’altra parte, in tutto questo tempo, non sono
riuscito a vedere alcun impegno, da parte di associazioni venatorie, ambiti
territoriali di caccia, singoli cacciatori, nel promuovere, divulgare,
affermare, la necessità di comportamenti rispettosi della fauna protetta e,
laddove è necessario, adoperarsi per prevenire, reprimere e punire azioni come
quella che ha condannato a morte il giovane Astore.

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