Avevano sottoposto le figlie minori all’infibulazione, arrestata coppia

Comando carabinieri Perugia
Carabinieri Perugia
Carabinieri Perugia

Nella giornata di ieri i Carabinieri del Comando Provinciale di Perugia, in esecuzione di ordinanza applicativa di misura cautelate personale, emessa dall’Ufficio del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia, su richiesta formulata dalla locale Procura della Repubblica, a conclusione di indagini espletate dai militari dell’Arma, scaturite dalla segnalazione di una Autorità Sanitaria locale, hanno tratto in arresto due coniugi di nazionalità nigeriana, residenti nella provincia, perché ritenuti responsabili, in concorso, del reato di cui all’art. 583 bis c.p. (lesioni personale aggravate), sottoponendoli al regime degli arresti domiciliari.

Infibulazione, che come è noto consiste in una mutilazione degli organi genitali predetti, sicuramente soggetti a condizionamento geografico – culturale, facevano sottoporre due figlie minori ad intervento di infii, questione quest’ultima molto sentita e dibattuta anche in ambito internazionale.

In Italia la Legge 09.01.2006, n. 7 pubblicata sulla G.U. 18.01.2006, ha introdotto l’art. 583 bis specifico per la pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili, prevedendo, per chiunque, in assenza di esigenze terapeutiche, cagiona una mutilazione degli organi genitali femminili, la reclusione da quattro a dodici anni.

Le indagini, comunque, continuano con il massimo impegno al fine di giungere a chi materialmente ha eseguito la pratica anche se, verosimilmente, dai primi accertamenti il fatto potrebbe essere avvenuto fuori dal territorio nazionale.

Questo non ha influito sulle decisioni del giudice per le indagini preliminari, perché quand’anche il reato fosse stato commesso all’estero è stato comunque realizzato in danno di cittadini stranieri nati e residenti in Italia.

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