Sottopasso pedonale Ponte San Giovanni, assalti e aggressioni sono all’ordine del giorno

sottopasso pedonale

da Gino Goti
“La prima volta si sono avvicinati due giovani e mi hanno strappato la catenina d’oro con l’immagine del mio povero marito: mi sono messa a piangere dicendo che era l’ultimo suo ricordo e i due malviventi si sono guardati negli occhi e mi hanno restituito la catenina. Ma pochi giorni fa, di giorno e sempre sul sottopasso pedonale, si è avvicinata una ragazza, che non conoscevo, mi ha abbracciata dicendo “zia come stai”? Poi mi si è come annebbiata la vista e quando ho potuto rivedere ho visto che la giovane stava salendo in una macchina che l’aspettava sulla salita di via Pieve di Campo. Ma io non avevo più il portafoglio”. E’ la signora Fernanda che, sconsolata, racconta questi due incresciosi episodi, denunciati ai carabinieri. Certo per chi vive sola come lei, non guida la macchina ed è costretta a scendere a Ponte San Giovanni quasi ogni giorno per fare la spesa il tratto pedonale sopraelevato diventa un “viaggio” sempre più pericoloso. Per il ritorno alcune signore, nella stessa situazione della signora Fernanda, si aspettano sul muretto prima di imboccare il percorso pedonale e ritornano a Pieve di Campo insieme. Un aspetto preoccupante della delinquenza spicciola che si accanisce vigliaccamente contro persone anziane e indifese. Oltre a denunce e segnalazioni cosa si potrebbe fare? Un signore che era presente al racconto suggeriva di fare un accordo con il negozio o il supermercato abituale per una consegna a domicilio o interessare la Caritas o altre associazioni di volontariato di Ponte San Giovanni di dare la loro disponibilità per questo utilissimo servizio. “I figli e i nipoti lavorano o studiano e non sempre sono disponibili per necessità urgenti” aggiunge un’amica, più fortunata della signora Fernanda, che ancora – diciamo per fortuna – non ha subito scippi o rapine.

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