Smantellato piccolo network della droga a Perugia

Una nuova, ennesima, operazione antidroga è stata portata a termine dalla Squadra mobile della Questura di Perugia. Quattro tunisini sono stati fermati dalla polizia perché ritenuti spacciatori di droga collegati a due loro connazionali bloccati alla metà di luglio dopo essere stati sorpresi con 200 grammi di eroina trasportata in corpo. I nordafricani sono stati individuati dalla squadra volante nell’ambito di uno sviluppo dell’indagine collegata a quest’ultima operazione.

Secondo gli investigatori i tunisini fermati avrebbero piazzato sul mercato la droga trasportata dagli altri stranieri e proveniente da Napoli. I quattro sono stati bloccati ieri mattina in abitazioni diverse, tra Elce, Ponte San Giovanni, via della Pescara e Monteluce. Si tratta di Rahoumini Hicham del 1970, chiamato il capo, Fathalli Mohamed Ali, Abidi Zied, entrambi del 1983 e Harji Amine del 1985.

Grazie alle indagini e al perfetto coordinamento con il pm di turno, Angela Avila e il giudice per le indagini preliminari, Livia Brutti, i quattro sono stati prelevati, ieri mattina poco dopo l’alba, nelle loro abitazioni e trasferiti nel carcere di Capanne, dove sono già stati sottoposti ad interrogatorio.

In realtà si trattava di un vero e proprio piccolo network dello spaccio. La droga, eroina e cocaina che arrivava dalla Campania, finiva in mano del “Capo” che la smistava agli altri per lo spaccio al dettaglio. “Hicham Rahoumini – ha spiegato il capo della mobile, Marco Chiacchiera – la droga no la ‘toccava’ in quanto aveva proprio un ruolo apicale”. L’impressione che ha fatto agli agenti non era proprio quella di essere uno spacciatore nel senso stretto della parola. “Uno di quei soggetti – ha puntualizzato Marco Chiacchiera – che con la droga han fatto già mercato, che ha guadagnato tanto e altrettanto vogliono guadagnare”. Una caratteristica piuttosto singolare è quella che i quattro non vivono insieme, come in realtà sono soliti fare gli spacciatori in genere e i tunisini in particolare. Ognuno, come si fa in retee, si occupava del suo spazio e della sua droga, la spacciava a poi andava rifornirsi dal capo. Un giro d’affari notevolissimo, in quanto i quattro, secondo gli investigatori della Polizia, questo losco mercato di morte lo avevano posto in essere almeno da un anno e mezzo. Capo d’accusa per i quattro africani, tutti già pregiudicati, per il capo aver venduto droga agli spacciatori e per loro di averla venduta a tantissima gente.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*