Sicurezza urbana Perugia, Rosetti (M5S) chiede a Sindaco Romizi, qual è politica

Sicurezza urbana Perugia, Rosetti (M5S) chiede a Sindaco Romizi, qual è politica
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Sicurezza urbana Perugia, Rosetti (M5S) chiede a Sindaco Romizi, qual è politica

Il problema della sicurezza urbana a Perugia è di una tale complessità che meriterebbe dibattiti di più alto profilo. Il M5S mesi fa portò in consiglio un proprio odg che impegnava il Sindaco a riferire al Consiglio (ovvero alla comunità cittadina) le proprie politiche ed azioni per la tutela della sicurezza dei cittadini, ma la maggioranza lo bocciò e il Sindaco poco prima della discussione sgusciò fuori dall’aula, dopo i tanti proclami della campagna elettorale.

Ma ora la maggioranza torna alla carica sul tema, con l’esponente Camicia, e decide di concentrare nuovamente l’attenzione su lavavetri e portacarrelli, considerandoli evidentemente il nemico numero 1 da combattere. Si iniziava a novembre 2014, con la modifica del Regolamento di Polizia Urbana, con cui si imponevano controlli più severi su lavavetri e portacarrelli e si chiedevano sanzioni gravi, in prima battuta, perfino violative della legge. In parte giusto, occorre sapere chi vive sul nostro territorio, da dove viene e come sostiene. Il resto solo propaganda.

Ora si torna alla carica perché si dice che quella norma non viene applicata, che la Polizia municipale non fa quel che dovrebbe. Ed è qui che il Comandante Caponi sciorina tutti i dati dell’attività della Polizia, che in materia effettuava 40 controlli sui lavavetri e 9 sui portacarrelli.

Circa 68 persone in toto, tutti con regolare permesso di soggiorno, sanzioni 9, ma non verranno mai riscosse.

La Dott.ssa Caponi fa un quadro complessivo dell’attività della Polizia urbana e denuncia per l’ennesima volta una carenza di organico che va dalle 50 alle 80 unità (ora in totale sono 123 le unità di personale), per cui è difficile rispondere alle richieste dei cittadini, con una media di 3 incidenti stradali al giorno, a cui far fronte. Anche la Comandante Caponi, come prima altri dirigenti e assessori, denuncia la carenza di organico e di professionalità che costringono all’affidamento di incarichi esterni.

Ma dove finiscono quindi le tante risorse umane del Comune di Perugia, circa 1250 dipendenti? Chi e con che logica si sono fatti in questi ultimi 20-30 anni i piani per le assunzioni? Ma i quesiti non finiscono qui. Se, come non è dato dubitare, le attività della Polizia Municipale sono così complesse ed è venuto meno almeno in parte anche l’ausilio della Polizia Provinciale – un corpo che la legge sembra aver soppresso, ma di cui allo stato alcuno ritiene di occuparsi – non sarebbe il caso di stabilire delle priorità in base alle quali la Polizia Municipale debba orientare le proprie attività?

Non sarà forse il caso che il Sindaco Romizi ci dica qual è la politica della sua Giunta per la sicurezza urbana e che sia la politica in conformità alla legge a dare direttive e priorità? Non sarà il caso che la Regione ci dica che fine farà la Polizia Provinciale?

Non sarà il caso di sentire i cittadini, di capire quali siano le loro di priorità, di favorire la capacità di risposta di una Polizia Municipale che troppo spesso risponde alle richieste dei cittadini di non poter intervenire, perché impegnata in altre incombenze, che nel solo primo semestre 2015 ha comminato 32.895 sanzioni amministrative (3715 semafori rossi, 1562 per mancata comunicazione dai conducente, 9.065 Sipa, 8081 soste, 8940 SITU, 1532 altri verbali) e che ogni anno vede mettere a bilancio circa 6 milioni di sanzioni di cui non si riesce a riscuoterne neppure un quarto.

Ma non ci sarà qualcosa da rivedere in questo quadro e magari anche con una certa urgenza. Ma siamo sicuri che la priorità siano lavavetri e portacarrelli, come sostiene Camicia?

https://www.youtube.com/watch?v=76hYmvBdDZg

Sicurezza urbana Perugia

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