Sgominata, dalla Polizia di Ancona, banda sfruttatori di prostitute, coinvolta anche Perugia [GUARDA FOTO E VIDEO]

Gestiva casa di prostituzione a Perugia, un arresto, annunci in internet

ANCONA – Un’operazione è stata effettuata dalla squadra mobile di Ancona, al seguito del dirigente, Giorgio Di Munno alle prime luci dell’alba di mercoledì 18 marzo. I poliziotti in servizio hanno arrestato dei soggetti di nazionalità romena, poiché responsabili sul territorio marchigiano di sfruttamento gravato e favoreggiamento della prostituzione. Una trentina le ragazze vittime del losco giro.

Una operazione, mirata al contrasto dello sfruttamento della prostituzione. Quattro persone arrestate, fra cui una giovane donna, e una quinta ricercata. In due principali protagonisti di questa storia sono i fratelli Taraivan, Ion e Costantin. Ion detto anche Kajak dal nome del boss romeno morto.

Uno dei due fratelli Taraivan è stato arrestato stamani, anche in esecuzione di un mandato di arresto europeo e dovrà rispondere di tratta di esseri umani.

I due avevano messo in piedi questo sistema che consentiva il reclutamento delle ragazze in pullman dalla Romania attraverso la Francia e, dopo una breve sosta a Bologna, venivano fatte prostituire ad Ancona. Del gruppo faceva parte anche Andra Silva Jitareane del ’92, già conosciuta dalle forze di polizia per i suoi pregressi criminali, in particolare nell’indagine “Bocca di Rosa” della squadra mobile di Ancona e carabinieri di Assisi.

Andra Silva Jitareane, trasferitasi dall’anconetano a Perugia, è stata arrestata alle prime luci dell’alba in collaborazione con la Squadra Mobile del capoluogo umbro, nei pressi di un appartamento di via Gallenga. Jitareane è stata condotta al carcere di Capanne. I due fratelli, invece, sono stati fermati nella loro abitazione di Tavernelle. Le indagini, ripercorse oggi dal capo della Mobile Giorgio Di Munno, sono iniziate circa 4 mesi fa.

Le ragazze, per lo più ventenni e tutte romene, venivano indotte a prostituirsi con “violenza psicologica”. Gli sfruttatori intascavano grosse cifre lasciando solo alcune briciole alle ragazze. In pratica, il “95% dei proventi derivanti dall’attività di prostituzione” delle giovani. Florido il giro d’affari, se si considera che ogni ragazza guadagnava a settimana circa 1.500 euro. Le prestazioni sessuali avvenivano in strada, lungo la Statale 16, tra Falconara e Marina di Montemarciano, ma per una clientela più esigente erano disponibili tre appartamenti. La ”logistica” era curata, ha detto di Munno, dalla Jitareane, una sorta di “manager del sesso”.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state firmate dal gip Antonella Marrone, su richiesta del pm Rosario Lioniello. Ancora una volta si conferma questo asse Ancona-Perugia sulla rotta dello sfruttamento della prostituzione.


 

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1 Commento

  1. In ambito di prostituzione tra soggetti maggiorenni, mi domando il motivo per il quale a cadere vittime della tratta di persone a sfondo sessuale debbano essere sempre le donne straniere, mentre quelle italiane ne debbano essere quasi esenti, sia in Italia, sia all’estero ed il motivo per il quale i marciapiedi del sesso a pagamento si svuotano durante le vacanze natalizie e pasquali. La risposta è quella che la schiavitù del sesso a pagamento non è molto diffusa.

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