Sanità umbra, Marini a Conferenza Usl Umbria 1: “Un’organizzazione che promuova sempre di più salute”

Tutto ciò che è possibile non fare in ospedale, deve essere fatto con la medicina del territorio. E’ questo il presupposto ideologico sul quale si sta concentrando la giornata di lavoro della conferenza dei servizi, organizzata dalla Usl Umbria 1, all’Hotel Giò di Perugia, mercoledì 4 marzo 2015.

“Siamo in una fase di partecipazione del piano sanitario regionale, gli obiettivi strategici sono quelli di un’organizzazione della sanità che promuova sempre di più salute. Lo ha detto la Governatrice della regione dell’Umbria, Catiuscia Marini, alla conferenza sei servizi della Usl Umbria 1.

“Le aziende sanitarie – spiega Marini – sono protagoniste di questa, la medicina del territorio, i distretti, l’attenzione alla popolazione anziana, la non autosufficienza, ma anche la qualità sugli stili di vita, pensando alle giovani generazioni, quindi, a comportamenti responsabili nei confronti della propria salute da parte dei più giovani, significa anche un modello organizzativo nuovo, più case della salute, più centri di aggregazione dell’insieme delle prestazioni territoriali, che vanno dai medici di medicina generale agli specialisti ambulatoriali, ai servizi riabilitativi, alle residenze protette, sempre di meno all’ospedale per svolgere una funzione inappropriata e deve rimanere il luogo solo delle cure per pazienti in fase acuta. Abbiamo più bisogno – dice ancora – di investimenti in questa rete di servizi, a cominciare anche ai servizi domiciliari che affrontano il tema della salute, tutti i giorni nell’arco dell’intera vita”.

Affrontare le criticità che riguardano i più giovani, sia nei comportamenti alimentari, sia nell’uso irresponsabile di alcool e droghe. “E’ questo – ribadisce la presidente – quello dove noi puntiamo, perché questi stili di vita così negativi sulle giovani generazioni, possono compromette anche la loro qualità della vita e della salute, nel corso dell’età adulta e quindi mettiamo grande attenzione agli stili di vita dei più giovani”.

Questo è un modo per dare risposte più adeguate alle persone che ne hanno bisogno: “Abbiamo degli obiettivi dal punto di vista finanziario che ci vengono assegnati dal Ministero della Salute, di privilegiare e di rendere maggioritarie le risorse finanziarie che vanno per i servizi del territorio rispetto a quelli ospedalieri. L’umbria – conclude Marini – oggi è già al 52% della spesa sanitaria che va essenzialmente alla rete dei servizi sanitari territoriali, ma vogliamo fare di più e meglio”.

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Durante la Conferenza dei Servizi organizzata nella giornata di mercoledì 4 marzo (al Centro Congressi dell’Hotel Giò di Perugia) la USL Umbria 1 ha condiviso con i cittadini, le associazioni e le istituzioni presenti l’andamento e gli obiettivi del sistema sanitario in termini di attività, organizzazione e innovazione nei sei distretti di riferimento: Perugino, Assisano, Trasimeno, Media Valle del Tevere, Alto Tevere, Alto Chiascio.

Nell’introduzione il direttore generale Giuseppe Legato ha sottolineato che la neo-costituita Azienda ha dovuto ridefinire l’intero assetto organizzativo aziendale e le strategie, e inoltre ha dovuto revisionare ed unificare anche a livello informatico le procedure operative gestionali in essere nelle precedenti ASL: dalla contabilità generale ai magazzini, dal sistema CUP fino ai sistemi gestionali di tutte le attività sanitarie. La riunificazione ha riguardato anche il sistema di comunicazione aziendale e quindi il nuovo sito internet e le applicazioni interattive col cittadino.

“In fase di prechiusura anche il bilancio del 2014 chiude in pareggio – ha detto il direttore generale Giuseppe Legato – grazie ad una oculata razionalizzazione dei costi, una spending review intelligente e silenziosa che ci ha fatto risparmiare circa 2 milioni di euro. E questo senza chiudere o diminuire i servizi, ma, anzi, mantenendo gli elevati livelli di assistenza. La gestione finanziaria è stata connotata da una liquidità di cassa sufficiente a garantire il pagamento dei fornitori con una media di 42 giorni rispetto ai 60 giorni normativamente stabiliti. La consolidata situazione economica ha dato la possibilità alla Giunta regionale di erogare alle aziende sanitarie 10milioni di euro di cui 3.200.000 alla nostra azienda e siamo riusciti a contrarre un mutuo che ci dà la possibilità di rinnovare il parco tecnologico e intervenire su alcune strutture”.

“Numerose sono le cose fatte in questi anni, rispondendo alla nuove esigenze della popolazione – ha ricordato il direttore generale – Cito tra le tante l’apertura dell’ospedale unico di Pantalla, la riconversione dell’ospedale di Marsciano in Casa della salute, sperimentando un modello assistenziale innovativo che si è recentemente arricchito anche di un polo odontoiatrico. Inoltre la riconversione in corso delle strutture nell’area del Trasimeno, Castiglione del Lago e Città della Pieve. E’ in fase avanzata la procedura per l’acquisto di quella che era la clinica medica dell’ex Policlinico di Monteluce, dove saranno trasferiti i servizi attualmente ubicati in via XIV Settembre, e stanno partendo i lavori per la riqualificazione del Parco di Santa Margherita. Sono in fase di avanzata progettazione anche la riconversione degli ex ospedali di Gubbio e di Gualdo Tadino”.

“Tra le criticità – ha proseguito Legato – restano la spesa farmaceutica ospedaliera, ancora alta rispetto al tetto regionale, mentre è sostanzialmente in equilibrio quella territoriale. Non è vero che manca personale, la dotazione organica conta 4.010 dipendenti ed è occupata al 95% circa. E’ partita la stabilizzazione dei dirigenti medici e del personale del comparto”.

“Dobbiamo inoltre migliorare l’organizzazione dei servizi, – ha concluso Legato – che devono essere più vicini ai bisogni e alle abitudini dei cittadini, la comunicazione con gli utenti e l’accoglienza che da progetto deve diventare routine”.

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1 Commento

  1. purtroppo non si parla mai e si continua a non parlare delle gravi lacune e serie problematiche che il sistema sanitario umbro presenta in certi settori come ad esempio quello del Pronto Soccorso, assistenza e cura alla persona ,delle dipendenze, psichiatrico e dei servizi territoriali dove si riscontrano carenze arretratezza e inefficienza al pari di certe regioni centro-sud.
    Il sistema sanitario umbro quindi si presenta multisettoriale ma scisso e squilibrato , con alcune aree di certa valenza qualitativa e gradimento ed altre molte zone d’ombra caratterizzate da arretratezza, modelli e pratiche di intervento terapeutico assistenziale vecchie e insufficienti , incapaci di dare una risposta adeguata ai bisogni dell’utenza e del territorio.
    non basta lodare la capacità gestionale economica di un Azienda sanitaria parlando solo di numeri, bilanci e budget, o aprire nuovi ospedali , nuovi posti letto nelle strutture residenziali ecc.. bisogna dare la giusta rilevanza e centralità all’utente, alla persona , al cittadino che deve usufruire di diritto di certi servizi ma soprattutto al diritto della qualità ,trasparenza , professionalità a 360 gradi.
    il sistema sanitario umbro a mio parere ha urgente bisogno di svecchiamento radicale e apertura verso approcci e linee guida regionali aggiornate , efficienti e incentrate al raggiungimento del vero benessere del cittadino. questo è dovere morale e civile.
    Dalle costruzioni che si erigono si comprende il grado di civiltà e benessere di una società. Eleonora Favaroni

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