Rudy Guede, nuove date per il permesso premio

Trentasei ore, dal 25 al 26 giugno. Sabato e domenica prossimi

Rudy Guede, nuove date per il permesso premio

Rudy Guede, nuove date per il permesso premio

Nuove date per il premesso premio di Rudy Guede. Trentasei ore, dal 25 al 26 giugno. Sabato e domenica prossimi. A renderlo noto è l’Ufficio Stampa di Rudy Guede, il ragazzo di 29 anni detenuto nel carcere di Viterbo e dichiaratosi da sempre innocente in merito alla condanna per concorso in omicidio nella morte di Meredith Kercher, uccisa a Perugia il 1 novembre 2007. Rudy Guede trascorrerà il permesso a Viterbo in una struttura del Gavac, associazione di assistenti, volontari e animatori carcerari, seguito dal gruppo di lavoro creato dal Centro per gli Studi Criminologici a sostegno dell’innocenza di Guede.

“Permesso premio – spiega Guede – significa concepire finalmente un spazio nuovo. Vedere altri al di fuori delle persone che vedi sempre. Permesso premio significa rientrare a contatto per un attimo con la spontaneità del mondo”.

A regolare la concessione dei permessi premio per i detenuti, l’articolo 30-ter dell’ordinamento penitenziario. “Ai condannati che hanno tenuto regolare condotta” e che “non risultano socialmente pericolosi, il magistrato di sorveglianza, sentito il direttore dell’istituto, può concedere permessi premio di durata non superiore ogni volta a quindici giorni”. I permessi sono poi concessi “per consentire di coltivare interessi affettivi, culturali o di lavoro. La durata dei permessi non può superare complessivamente quarantacinque giorni in ciascun anno di espiazione”. Infine, la condotta dei condannati è da considerarsi “regolare” quando “i soggetti, durante la detenzione, hanno manifestato costante senso di responsabilità e correttezza nel comportamento personale, nelle attività organizzate negli istituti e nelle eventuali attività lavorative o culturali”.

Nell’adottare il provvedimento di concessione, il magistrato di sorveglianza stabilisce inoltre le prescrizioni relative alla dimora o al domicilio del condannato durante il permesso, mentre i controlli del condannato sono effettuati dall’arma dei carabinieri o dalla polizia di stato. In casi particolari, anche dalla polizia penitenziaria. Finora Guede non aveva mai usufruito di alcun permesso, ottenuto in tal caso alla prima richiesta e dopo aver scontato la metà della pena. Il giovane, che si dichiara innocente rispetto ai reati per cui è stato condannato in via definitiva, ha appena finito gli esami universitari e si laurerà molto probabilmente a luglio con una tesi sui mass media presso la facoltà di storia di Roma Tre.

“Permesso premio – prosegue Rudy Guede – significa anche dare un volto a chi per anni hai sentito solo per telefono o vedere chi a quel tempo era appena nata. Significa pure un paio di panini e una birra e guardare da una finestra dove non ci sono sbarre e vedere un paesaggio, un albero, sentire un profumo. Permesso premio significa recuperare un pezzettino in più di vita al di là della vita che ti è stata data con una condanna”

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