Rosy Bindi, la presidente della Commissione Parlamentare Antimafia a Perugia

I lavori della Commissione sono cominciati alle ore 11,30 presso la Prefettura di Perugia

Rosy Bindi, la presidente della Commissione Parlamentare Antimafia a Perugia

Rosy Bindi, la presidente della Commissione Parlamentare Antimafia a Perugia

La presidente della Commissione parlamentare antimafia è giunta Perugia nell’ambito della ricognizione presso tutte le Dda e per approfondire la situazione della criminalità organizzata nella regione, anche a seguito di vicende che segnalano il rischio di infiltrazioni mafiose in appalti pubblici.

I lavori della Commissione sono cominciati alle ore 11,30 presso la Prefettura di Perugia, con le audizioni del Prefetto, del Questore e dei comandanti provinciali delle forze di polizia e del capo centro DIA di Roma. Nel pomeriggio è stato sentito il Procuratore della Repubblica di Perugia, Luigi De Ficchy. Presenti il vicepresidente della Commissione, Luigi Gaetti (M5S), il senatore Stefano Vaccari (PD) e l’onorevole Francesco D’Uva (M5S). “La provincia di Perugia e l’Umbria si confermano territori in cui non si può parlare certamente di insediamento mafioso come invece succede per la Lombardia. Ciò non vuol dire che non debba essere tenuta alta la vigilanza perché anche qui sono presenti organizzazioni italiane e internazionali e ci sono evidenti segnali della loro presenza». Lo ha dichiarato la presidente della commissione parlamentare antimafia. Al centro dell’incontro le interdittove antimafia a Gesenu e partecipate per le inchieste sulla gestione illecita dei rifiuti. Bindi ha parlato anche del caso della Gesenu e delle indagini che hanno fatto emergere infiltrazioni in attività economiche come alberghi, edilizia e da ultimo la gestione dei rifiuti.

“Oltre al conosciuto fenomeno della droga, dell’immigrazione clandestina, della prostituzione – ha rilevato la Bindi -, in questa regione la potenza dei poteri mafiosi si sta legando all’economia privata, soprattutto ad alcuni settori, e anche alla gestione dei servizi pubblici. Il caso dei rifiuti è un esempio evidente e credo che questo dica alle istituzioni che non si deve abbassare la guardia e non si deve avere paura di dire che anche l’Umbria può essere interessante e appetibile per le mafie”. Secondo la presidente della Commissione parlamentare va “tenuta alta la vigilanza” perché “in Umbria, come in altre regioni del Paese, sono presenti organizzazioni mafiose sia nazionali sia internazionali e ci sono evidenti segnali della loro presenza”. L’on Bindi ha sottolineato di avere “trovato una grande consapevolezza da parte del Comitato di sicurezza, di tutte le forze dell’ordine, della magistratura e della procura”. “Il nostro invito a tutte le forze politiche e sociali di questa splendida regione – ha concluso – è di non sottovalutare la forza delle mafie, che è nelle collaborazioni, nelle connivenze, nelle complicità, ma anche nella semplice indifferenza”.

Rosy Bindi

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