ROMA, INCHIESTA CARONTE, DIRETTORE SANITARIO USL UMBRIA 1 INDAGATO

baraROMA – Il folignate Roberto Noto è il trevano Diamante Pacchiarini, direttore sanitario della Usl Umbria 1, sarebbero coinvolti nell’inchiesta “Caronte” della procura di Roma sul business del caro estinto. I fatti sono relativi al periodo in cui erano ai vertici del San Camillo di Roma. Caronte è l’inchiesta sul business del caro estinto che vede 29 persone indagate tra impresari di pompe funebri, politici e dirigenti generali e sanitari di Asl e ospedali per ipotesi di reato che vanno dalla corruzione al 416 al 416 bis fino al 416 ter. Le ipotesi di reato vanno dalla corruzione all’associazione per delinquere, associazione di tipo mafioso, e scambio elettorale politico mafioso.

Pacchiarini, dal febbraio 2013 è direttore sanitario della Usl Umbria 1, nata dalla fusione delle vecchie Asl Perugia 1 e 2. Tra gli indagati anche il folignate Roberto Noto, folignate di 54 anni, dal 2006 al 2009 direttore amministrativo del San Camillo e successivamente con lo stesso ruolo al Santa Maria di Terni (fino al 2013 e per alcuni mesi alla Usl Umbria 1, prima di tornare a Roma).

I politici indagati sarebbero, così come riporta il quotidiano repubblica.it, l’ex senatore Domenico Gramazio, suo figlio Luca Gramazio, consigliere alla regione Lazio di Fi, Giordano Tredicine, ex vicecapogruppo del Pdl in Consiglio Comunale, Marco Visconti, ex consigliere del comune di Roma, Maurizio Brugiatelli, coordinatore de La Destra di Anzio, il sindaco di Anzio Luciano Bruschini, Patrizio Placidi, ex vice sindaco di Anzio con deleghe all’assessorato all’ambiente e sanità e attuale consigliere.

Tra i dirigenti sanitari configura Vittorio Bonavita, commercialista settantenne nominato nel 2010 da Renata Polverini, ex dirigente della Asl RmB, già direttore amministrativo (cioè tesoriere) della Udc del Lazio (e per questo incarico, per 25 finanziamenti di altrettante imprese erogati all’Udc laziale e non documentati, è finito nel mirino della Corte dei Conti). Tutto l’ex gotha del San Camillo: Giovanni Bertoldi, ex dirigente Ufficio Approvvigionamenti; Antonino Gilberto, ex direttore amministrativo; Luigi Macchitella, ex direttore generale, nominato da Zingaretti direttore della Asl di Viterbo; Roberto Noto, ex direttore amministrativo; Diamante Pacchiarini, ex Direttore sanitario. E poi Elisabetta Paccapelo, ex direttore generale della RmC.

I protagonisti di questa vicenda, oltre a politici e dirigenti sanitari, sono gli impresari di pompe funebri che nel Lazio hanno finito per creare “un sodalizio criminale di tipo mafioso”. Tutto questo si è sostanzialmente spartito il mercato, fiorente, della morte della città di Roma, ma anche del resto del Lazio come hanno dimostrato diverse inchieste, come quella che vede attualmente sotto processo a Tivoli il sindaco di Sacrofano Tommaso Luzzi. Ci sono però anche interessanti risvolti sul fronte dello scambio elettorale politico mafioso, con cene elettorali con capi clan.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*