Rissa tra detenuti nel carcere di Terni, la protesta del Sappe

La situazione è stata davvero pericolosa”, denuncia il Segretario del Sappe

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Rissa tra detenuti nel carcere di Terni, la protesta del Sappe

Situazione di estremo pericolo all’interno della Casa circondariale di Terni, dove oggi si è verificata una rissa tra detenuti.

“La situazione è stata davvero pericolosa”, denuncia il Segretario Nazionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE Fabrizio Bonino. “Questa mattina, verso le 11.45, si sono fronteggiati 8 detenuti, albanesi, nordafricani ed un italiano, in una rissa violenta e sconsiderata. Diversi di loro hanno riportato ferite e sono stati accompagnati presso l’infermeria del carcere. Poteva essere un evento critico prodromico di tensioni e violenze, sventato in tempo dal tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari di servizio nel Reparto e dal successivo impiego degli altri poliziotti penitenziari. Sono stati bravi i poliziotti penitenziari in servizio nel carcere ternano a intervenire tempestivamente, con professionalità, capacità e competenza”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, aggiunge: “E’ solamente grazie ai poliziotti penitenziari, agli eroi silenziosi del quotidiano con il Basco Azzurro a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie. In Umbria, poi, gli eventi critici sono costanti e continui ma nessuno continua, colpevolmente, a fare nulla. Ne aumento di poliziotti penitenziari, ne provvedimenti concreti. Contiamo ogni giorno gravi eventi critici nelle carceri italiane, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria e dalla Giustizia Minorile e di Comunità. Ogni 9 giorni un detenuto si uccide in cella mentre ogni 24 ore ci sono in media 23 atti di autolesionismo e 3 suicidi in cella sventati dalle donne e dagli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria.  Aggressioni risse, rivolte e incendi sono all’ordine del giorno e i dati sulle presenze in carcere ci dicono che il numero delle presenze di detenuti in carcere è in sensibile aumento. Ed il Corpo di Polizia Penitenziaria, che sta a contatto con i detenuti 24 ore al giorno, ha carenze di organico pari ad oltre 7.000 Agenti”. 

 “Davvero non comprendo come si possa aver avuto il coraggio, nella recente legge di modifica della legge penale e penitenziaria, di estendere ancora di più la vigilanza dinamica nelle carceri, che vorrà dire più caos e violenza nei penitenziari”, conclude. “Non ci si ostini a vedere le carceri con l’occhio deformato dalle preconcette impostazioni ideologiche, che vogliono rappresentare una situazione di normalità che non c’è affatto: gli Agenti di Polizia Penitenziaria devono andare al lavoro con la garanzia di non essere insultati, offesi o – peggio – aggrediti da una parte di popolazione detenuta che non ha alcun ritegno ad alterare in ogni modo la sicurezza e l’ordine interno, come dimostra quel che è accaduto questa mattina nel carcere di Terni”.

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