Rissa nel carcere di Capanne a Perugia, l’ennesima, arriva il sindacato autonomo Sappe

il SAPPE visiterà i posti di servizio dei poliziotti in servizio nel carcere

Rissa nel carcere di Capanne a Perugia, l'ennesima, arriva il sindacato autonomo Sappe

Rissa nel carcere di Capanne a Perugia, l’ennesima, arriva il sindacato autonomo Sappe

Ancora un grave episodio nel carcere Capanne di Perugia, dove domani è in programma una ispezione dei vertici nazionali e regionali del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

Ricostruisce i fatti Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del Sindacato: “Proprio poco fa abbiamo registrato l’ennesima rissa tra detenuti, questa volta tra tre albanesi e un camerunense al Reparto Circondariale II Sezione a regime aperto. Il detenuto camerunense è stato portato all’ospedale con uno zigomo rotto e i medici gli hanno confermato che dovrà essere operato. Non fosse stato per il tempestivo intervento dell’unico Agente di Polizia Penitenziaria, il ristretto africano ha rischiato addirittura di essere ucciso. I tre albanesi sono stati portati all’isolamento. Ma non finisce qui. Oggi la Sezione, su intervento del direttore, è stata chiusa e questo  ha fatto scatenare una protesta da parte degli altri occupanti della Sezione ancora da sedare. Per di più è in corso una manifestazione al teatro del carcere dove vi sono agenti e civili…”.

Proprio domani, mercoledì 14 giugno, il SAPPE visiterà i posti di servizio dei poliziotti in servizio nel carcere di Perugia Capanne e il Segretario Generale esprimerà la sua solidarietà agli Agenti di Polizia Penitenziaria, incontrando poi i giornalisti alla fine della visita nel piazzale dell’Istituto di pena.

Capece evidenzia come i gravi episodi accaduti in pochi giorni a Perugia sono “sintomatici del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. E la situazione è diventata allarmante per la Polizia Penitenziaria, che paga pesantemente  in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici”.

Il SAPPE torna a denunciare il ciclico ripetersi di eventi critici in carcere che vede coinvolti detenuti stranieri. “’E’ sintomatico”, spiega il leader nazionale dei Baschi Azzurri, “che negli ultimi dieci anni ci sia stata un’impennata dei detenuti stranieri nelle carceri italiane, che da una percentuale media del 15% negli anni ’90 sono passati oggi ad essere oltre 19mila e 200. Fare scontare agli immigrati condannati da un tribunale italiano con una sentenza irrevocabile la pena nelle carceri dei Paesi d’origine può anche essere un forte deterrente nei confronti degli stranieri che delinquono in Italia’. Il dato oggettivo è però un altro: le espulsioni di detenuti stranieri dall’Italia sono state fino ad oggi assai contenute, oserei dire impercettibili. E credo si debba iniziare a ragionare di riaprire le carceri dismesse, come l’Asinara e Pianosa, dove contenere quei ristretti che si rendono protagonisti di gravi eventi critici durante la detenzione”.

Il SAPPE visiterà i posti di servizio dei poliziotti in servizio nel carcere

CAPECE sollecita Ministro e Capo DAP a intervenire: “E’ solo grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto. Ma è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziari, a cominciare dal ripianamento delle carenze organiche dei Reparti di Polizia Penitenziaria dell’Umbria”.

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