Rischio Caporalato e salari da fame, Liberati M5s: “Verificare rispetto legge”

Liberati M5s: "Avviare urgentemente una verifica sul rispetto della legge '142/2001' da parte delle cooperative umbre"

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Rischio Caporalato e salari da fame, Liberati M5s: “Verificare rispetto legge”

“La Giunta regionale spieghi se ritiene necessario avviare urgentemente una verifica sul rispetto della legge ‘142/2001’ da parte delle cooperative umbre, in particolare procedendo al controllo generalizzato dei regolamenti interni che non possono ammettere deroghe in pejus al trattamento minimo salariale previsto dalla contrattazione collettiva. Evitando un diffuso e nuovo caporalato fatto di salari indegni e non rispettosi dell’articolo 36 della Costituzione, anche attraverso incongrui e illegali prelievi in buste paga spesso fin già troppo esigue”.

Lo chiede, con una interrogazione all’Esecutivo di Palazzo Donini, il consigliere regionale di opposizione Andrea Liberati (capogruppo regionale M5S). Motivando l’atto ispettivo Liberati spiega: “La legge ‘142/2001’ stabilisce che al socio lavoratore subordinato debba essere garantita una retribuzione non inferiore ai minimi previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di settore.

Il regolamento interno di cooperativa non può ammettere deroghe peggiorative rispetto a questo trattamento economico. Inoltre l’articolo 36 della Costituzione recita che ‘il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa’”.

Andrea Liberati sottolinea poi: “l’Alleanza delle cooperative italiane dell’Umbria (A.c.i.), con una nota stampa del 5 febbraio 2016 in risposta ad affermazioni dei giorni precedenti del M5S sui lavoratori sottopagati, chiarisce che ‘Il costo del lavoro, quindi, non varia da cooperativa ad altra società, a parità di contratto di lavoro applicabile e di inquadramento contrattuale del lavoratore’, contrariamente a quanto in realtà non di rado accade ed è stato già più volte denunciato nelle cronache di stampa e pure da alcuni sindacati, che riportano dati sconcertanti di salari netti sotto i 4 euro l’ora, fino a poco più di 2 euro l’ora”.

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea legislativa dell’Umbria riporta inoltre che “decine di imprese regolari falliscono ogni mese in Umbria. In seno a questi nuovi laboratori del precariato, la difficile situazione economica regionale e nazionale è concausa di un sistema di ricattabilità sotto gli occhi di tutti e il (mal)trattamento salariale dei soci-lavoratori delle cooperative, anche fuori regione, non è nemmeno un fenomeno così raro. A ciò si aggiunge – conclude Liberati – che “le cooperative ‘irregolari’ rappresentano un danno alla libera concorrenza tra imprese per via del trattamento fiscale privilegiato e del dumping salariale. Per questo è urgente contenere i dilaganti fenomeni di irregolarità delle cooperative che hanno abbandonato i principi mutualistici originari, a discapito dei soci-lavoratori”.

Rischio Caporalato

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