Rinnovo e rilascio patenti, titolare e collaboratrice autoscuola denunciate per bolli contraffatti

POLIZIA STRADALE
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PERUGIA – La squadra di polizia giudiziaria del compartimento di Perugia, in stretta collaborazione con la direzione dell’ufficio provinciale della motorizzazione, ha concluso un’importante indagine che ha permesso di individuare e deferire all’autorita’ giudiziaria il titolare e la collaboratrice di un’autoscuola di Perugia che, nel presentare presso la motorizzazione di Perugia pratiche per il rilascio e/o rinnovo della patente di guida e della carta di qualificazione del conducente, allegavano alle stesse bollettini postali recanti falsi bolli attestanti il pagamento dei tributi dovuti.

L’indagine ha preso spunto dalla segnalazione del direttore della motorizzazione di Perugia che ha comunicato che, da riscontri effettuati, era emerso che un congruo numero di bollettini postali utilizzati per versamenti in conto entrate dello stato e posti a corredo delle pratiche presentate da una stessa autoscuola, all’esito del controllo del nuovo sistema informatico ministeriale, erano risultati “anomali”.

Le prime verifiche effettuate presso l’ufficio postale di Ellera di Perugia, dove apparentemente i versamenti risultavano eseguiti, ha permesso di accertare che si trattava di bollettini recanti bollo postale elettronico contraffatto. Su delega dell’autorità giudiziaria competente, sono state quindi eseguite perquisizioni, sia domiciliari, sia presso la sede dell’autoscuola dove, oltre ad altri bollettini recanti falso bollo postale, e’ stato individuato e sequestrato il computer portatile contenente il file utilizzato per le  contraffazioni . Successivamente, presso gli uffici della motorizzazione di Perugia, sono state controllate tutte le pratiche presentate dall’autoscuola, dal 2011 in poi, riscontrando la presenza di 475 pratiche con  816 bollettini postali con bollo elettronico contraffatto. Durante le successive verifiche dei singoli bollettini, sono stati interessati un totale di circa 40 uffici postali, i cui codici erano stati indicati sui falsi bollettini postali. Il danno per l’erario, derivante dal mancato introito dei tributi, e’ stato quantificato in oltre 15.000,00 euro.

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