Rientra clandestinamente a Perugia arrestato ed espulso di nuovo dalla Polizia

Non è un fenomeno particolarmente insolito, per la Polizia di Perugia, quello dell’extracomunitario, pluripregiudicato, già sottoposto al provvedimento amministrativo della espulsione dal territorio dello Stato il quale, dopo essere stato “fisicamente” accompagnato alla frontiera e quindi rispedito a casa sua, viene poi sorpreso gironzolare per le vie del centro o di Fontivegge, per cui è necessario rifare tutto da capo.

La normativa sul contrasto all’immigrazione clandestina, ovvero il Dlgs. 286 del 2998, all’art. 13 comma 13°, per fortuna, in questo caso prevede l’arresto in flagranza di reato, all’esito del quale, però, il clandestino, invitato nuovamente a lasciare il territorio nazionale, difficilmente ottempera a tale ordine: per ovviare a questo inconveniente, è necessario dare esecuzione ad un nuovo provvedimento di espulsione firmato dal Questore, rinunciando a sottoporlo a processo.

E’ quello che è stato fatto nel pomeriggio di ieri dagli uomini della Squadra Mobile – Sezione Seconda “Contrasto alla Criminalità Diffusa”, diretti da Marco CHIACCHIERA e coordinati da Roberto ROSCIOLI, in questo caso a carico di un maghrebino.

Gli agenti della Mobile, durante il loro solito giro perlustrativo e di monitoraggio della zona della Stazione Centrale, a Fontivegge, si sono imbattuti in un giovane pregiudicato tunisino, una vecchia conoscenza il quale, avendo anch’egli riconosciuto i poliziotti, nonostante in borghese ma grazie ai suoi numerosi trascorsi giudiziarii, si è dato precipitosamente alla fuga cercando, disperatamente, di far perdere le sue tracce, magari in un vicolo o all’interno di qualche condominio.

Niente da fare: nonostante l’agilità del giovane fuggitivo, gli agenti sono riusciti a bloccarlo nella vicina Via Campo di Marte, dove lo hanno identificato per A.A., nato in Tunisia nel 1985, ed accompagnato in Questura per ulteriori accertamenti.

Immediato e decisivo il responso della banca dati: il fermato risultava essere già destinatario di un provvedimento espulsivo, addirittura materialmente eseguito con accompagnamento alla frontiera aerea.

Il clandestino, lo scorso settembre 2014, non solo perché sprovvisto di qualsiasi titolo per la permanenza in Italia ma soprattutto in virtù dei suoi numerosi e gravi precedenti, era stato colpito da un provvedimento del Prefetto, poi eseguito con atto del Questore di Perugia, con il quale è stato accompagnato al CIE di Roma Ponte Galeria.

Dal CIE, qualche settimana dopo, era stato direttamente trasferito a Fiumicino dove era stato poi messo su un aereo di linea ed accompagnato fino in Tunisia.

La violazione prevista dall’art. 13 comma 13° della legge sugli stranieri prevede, in questi casi, l’arresto.

Il tunisino è stato pertanto sottoposto immediatamente all’arresto in flagranza di reato; tuttavia, d’intesa con il PM di turno Sost. Proc. Dott.ssa G. MILIANI, è stata disposta la sua immediata scarcerazione, previo nulla-osta, per la successiva ed ulteriore espulsione.

A stretto giro, grazie alla collaborazione dell’Ufficio Immigrazione, diretto dalla Dott.ssa Maria Rosaria DE LUCA, il tunisino è stato accompagnato presso un Centro di Identificazione ed Espulsione per essere poi nuovamente rispedito in Tunisia.

L’arrestato, giunto clandestinamente sulle coste di Lampedusa nel marzo 2011, annovera diversi precedenti, ovviamente, per violazione delle norme sull’immigrazione, nonché per droga: nel novembre 2011, infatti, l’Ufficio “Volanti” di Perugia lo aveva arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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