Punto da calabrone, ha shock anafilattico, ricoverato in ospedale

calabroneUn uomo di 76 anni di Pianello è stato ricoverato a metà mattina in codice della massima gravità, soccorso dal personale del 118 di Perugia, per uno shock anafilattico provocato da una puntura di un insetto. Il fatto è accaduto nell’abitazione dell’anziano ed a provocare la lesione sembra sia stato un calabrone.

Soccorso dagli operatori del 118 di Perugia, con la Dottoressa Carla Fusaro che ha prestato le prime cure mirate, l’uomo è stato poi trasferito nella Sala d’urgenza ed emergenza “Domenico Tazza” del Pronto Soccorso del S. Maria della Misericordia, dove il medico di turno Dott.ssa Zelda Fabbri, accertato lo shock anafilattico provocato dalla puntura, effettuava le terapie necessarie per mettere in sicurezza il paziente che è stato poi trasferito nella S.C. di Medicina Interna. Le condizioni dell’uomo vengono definite stazionarie dai medici che continuano a monitorarne i parametri vitali. In una nota l’Ufficio Stampa dell’Azienda Ospedaliera precisa che nella giornata di ieri si sono registrati altri due casi di punture da insetti. Si tratta di due uomini, uno di 33 anni di S. Nicolò di Celle ed un altro di 58 di Deruta, entrambi curati ed ora ricoverati nei reparti di Medicina. Le loro condizioni al momento sono stazionarie.

Sempre l’Ufficio Stampa ha sollecitato un intervento di una esperta, la Dottoressa Anna Rita Gabrielli della S.C di Medicina del Lavoro del S. Maria della Misericordia.

“La puntura degli insetti rappresenta una insidiosa minaccia per i soggetti allergici. A favorirle sono oltre al caldo anche le abitudini di tenere braccia e gambe spesso scoperte, di trascorrere il tempo libero su prati o sulle spiagge, a volte senza calzature e attività fisica svolta all’aperto”, ricorda la Dottoressa Anna Rita Gabrielli.> Non tutte le punture d’insetto sono pericolose per la salute, mentre alto è il rischio potenziale delle reazioni allergiche da punture di imenottero nelle persone che risultano ipersensibili al loro veleno.

Fortunatamente solo nel 3% dei soggetti punti si manifestano le reazioni allergiche più severe, che spesso provocano reazioni drammatiche, con rischio per la vita. In questi casi il trattamento d’emergenza si rende indispensabile”.

Per dare più forza al messaggio che parte dai medici del S. Maria della Misericordia si ricorda che la mortalità per puntura d’imenottero in Europa, verosimilmente sottostimata, è di circa 20 casi l’anno, il numero scende a 10 casi l’anno in Italia. Proprio nei giorni scorsi è stato sottoscritto o l’accordo fra i Servizi di Sanità pubblica della Regione Umbria ed i Vigili del Fuoco, per fronteggiare sempre più le diffuse infestazioni di questi insetti, che trovano ambiente ideale nelle temperature calde e, probabilmente, nello sviluppo di edilizia “orizzontale” -villette a schiera, case per vacanze, agriturismi – che sembrano oltremodo favorire i pericolosi insediamenti degli insetti. “Alle nostre latitudini –precisa sempre la Dott.ssa Gabrielli – gli imenotteri più temibili sotto l’aspetto allergologico sono soprattutto apidi e vespidi; la loro arma offensiva è rappresentata dal pungiglione, che viene estroflesso dall’addome quando l’insetto punge. La vespa e il giallone sono i vespidi che più frequentemente pungono nei nostri climi. Il calabrone, il cosiddetto vespide “extra-large” della famiglia, è in grado di iniettare le maggiori quantità di veleno; la puntura è estremamente dolorosa e può avvenire anche di notte, quando l’insetto, durante i suoi rumorosi voli, si muove attratto dalle luci artificiali delle abitazioni.

Le reazioni allergiche alla puntura si possono manifestare con gradi di intensità differenti , che vanno dalla reazione locale estesa sulla cute, alla reazioni “generalizzate”, comprensive di eventi di gravità crescente come il prurito , l’orticaria diffusa, la difficoltà respiratoria e, nelle forme più severe, lo shock anafilattico. In genere le forme più gravi si presentano entro i primi minuti dalla puntura, ma talvolta possono insorgere anche dopo mezzora o più. Quando si viene punti – è il consiglio finale della Gabrielli – è certamente utile contattare il proprio medico, anche quando le reazioni sono meno intense; nel caso si dovesse manifestare reazioni più severe, è necessario ricorrere ai sanitari del Pronto o Soccorso”. In ogni caso, superata l’emergenza, è auspicabile che il paziente venga indirizzato presso strutture specialistiche allergologiche, ove ottenere tutte le informazioni sulle misure di prevenzione verso una nuova eventuale puntura, nonché le indicazioni sulla terapia.

Presso l’Istituto di Medicina del Lavoro dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, diretto dal Prof. Giacomo Muzi, esiste un Servizio Allergologico dedicato alla diagnosi e cura dell’allergia al veleno di imenotteri. I soggetti che hanno presentato reazioni alla puntura di questi insetti, vengono sottoposti a test sierologici e cutanei per confermare la diagnosi e opportunamente istruiti sulle modalità di trattamento delle reazioni di ipersensibilità, con prescrizione, in casi selezionati, dell’adrenalina con auto iniettore, unico farmaco salvavita per lo shock anafilattico. Il servizio offre anche la possibilità di effettuare l’immunoterapia specifica per il veleno dell’insetto responsabile della reazione allergica, esclusivo presidio terapeutico in grado di modificare favorevolmente la storia naturale dell’allergia. Sicura e ben tollerata nella maggior parte dei casi, la vaccinazione specifica ha un’elevatissima efficacia protettiva (superiore al 90%). Un rischio dunque, quello della reazione allergica alla puntura di imenottero, temibile e da non sottovalutare, ma che, con l’aiuto degli esperti, può essere affrontato e gestito nella prospettiva della guarigione attraverso la vaccinazione specifica.

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