Protesta del Sappe, agenti di polizia penitenziaria aggrediti da detenuto nel carcere di Spoleto

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polizia penitenziaria

U’aggressione tanto violenta quanto ingiustificata, che ha avuto come conseguenza il ferimento di due poliziotti penitenziari. E’ il grave episodio avvenuto al carcere di Spoleto ieri. A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “E’ stata un’aggressione improvvisa ma violenta, a seguito della quale due nostri Agenti sono stati. I poliziotti penitenziari erano intervenuti nella cella del detenuto, un italiano ristretto per reati comuni – per altro non nuovo a fatti del genere -, che stava tentando di appiccare un incendio nella cella. E’ solo grazie all’ausilio di altri colleghi, intervenuti immediatamente sul posto, che si è riusciti a contenere il detenuto stesso e a evitare ulteriori complicazioni per gli agenti, che sono comunque dovuti ricorrere alle cure del nosocomio cittadino le lesioni subite. A loro va la nostra vicinanza e solidarietà”, spiega il segretario generale del SAPPE Donato Capece.

Il SAPPE rinnova al Ministro della Giustizia Orlando e ai vertici dell’Amministrazione centrale la richiesta “di dotare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria di strumenti di tutela efficaci, come può essere lo spray anti aggressione già assegnato – in fase sperimentale – a Polizia di Stato e Carabinieri. Sono decine e decine le aggressioni subite da poliziotti penitenziari in carcere dall’inizio dell’anno. Cosa si aspetta ad assumere adeguati provvedimenti per garantire la sicurezza e la stessa incolumità fisica degli Agenti di Polizia Penitenziaria che lavorano in carcere?”.

Fabrizio Bonino e Loreno Scerna, rispettivamente segretario e vice segretario regionale SAPPE per l’Umbria, evidenziano che, nei dodici mesi del 2014, nelle carceri umbre si sono contati “69 episodi di colluttazione e 29 ferimenti. Nel carcere di Spoleto le colluttazioni sono state 23 e 2 i ferimenti, mentre i suicidi di detenuti sventati dai poliziotti penitenziari sono stati 4e 44 gli episodi di autolesionismo”.

Capece torna infine ad evidenziare come l’aggressione nel carcere di Spoleto sia “sintomatico del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. E che a poco serve un calo parziale dei detenuti, da un anno all’altro, se non si promuovono riforme davvero strutturali nel sistema penitenziario e dell’esecuzione della pena nazionale

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