Prostituzione in appartamento a Ponte San Giovanni, “affari d’oro”

prostitutaINcameraPONTE SAN GIOVANNI – Ponte San Giovanni, città “capoluogo” dei Ponti di Perugia…città di riferimento per decine decine di attività commerciali e imprenditoriali, “paesone” anche con una bella tradizione cittadina. Vivibile, godibile…luminoso…ma…Tanti ma e tanti se. Se non fosse per la delinquenza che dilaga, se non fosse per le notti non sicure, se non fosse per lo spaccio di droga e per i furti. La gente, nella stagione più fredda soprattutto, fa fatica a vivere la città, nonostante il brulicare delle iniziative e la spinta propulsiva delle associazioni – pro loco in testa – e della Parrocchia. La sera non si vede quasi più nessuno, ad eccezione di sbandati e ubriachi.

Il problema più grande, pero’, è rappresentato dalle decine e decine di appartamento affittati chissà come a donne e uomini che si prostituiscono. Non c’è più via importante della cittadina che è un po’ la porta di accesso al colle di Perugia, che sia risparmiata dal fenomeno della prostituzione, maschile e femminile, in appartamento. Via della Scuola, via Catanelli, via Greco, senza contare via Quintina con i Residence Apollo, via Ponte Vecchio e davanti alla Stazione ferroviaria fino ad arrivare ai Loggi e  su su fin quasi alla Pallotta in via Assisana. Proprio in collina, sopra all’area industriale della popolosa frazione perugina, una struttura ricettiva è interamente, oramai, utilizzata dalle prostitute. Le giovani, per lo piu’ dell’Est Europa, alloggiano nelle camere che, a differenza degli appartamenti dei condomini, son dotate di una uscita diretta sul parcheggio. Una vista splendida sulla Media Valle del Tevere, in un luogo un tempo da favola. Ce n’è per tutti i gusti: etero, omo, bisex, trans, lesbo e anche pratiche sadomaso.

A tutto questo si aggiungono i “centri massaggi”, in gran parte gestiti da ragazze cinesi. Centri che di terapia fisica hanno, lo si capisce bene, davvero poco. In alcuni casi, però, sono dotati anche di vasca, idromassaggio e tutto l’occorrente per un trattamento massofisioterapico. Massaggio thailandese, cinese, romantico, giapponese (come lo conosceranno dato che sono cinesi lo san solo loro) e altro ancora. Il tutto “condito” con un “sano e robusto” abusivismo e con esercizio abusivo della professione.

Ora, d’accordo che la prostituzione non è reato, ma certamente lo sfruttamento sì. Anche una controllatina a coloro che affittano appartamenti non ci starebbe male e come la vogliamo mettere con i centri massaggi? Crediamo il sindaco Andrea Romizi, e la sua giunta debbano interessarsi di un fenomeno che, oramai è acclarato, non è mai a sé stante. Sì, perché prostituzione fa rima, sempre più spesso, con spaccio e leggi il resto dell’articolo

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