Processo inceneritore ASM Terni, assolto ex sindaco Raffaelli

Soddisfazione, per l'esito del processo, viene espressa dai legali David Brunelli e Adriana Faloci

Processo inceneritore ASM Terni, assolto ex sindaco Raffaelli
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Processo inceneritore ASM Terni, assolto ex sindaco Raffaelli

“Finalmente, dopo quasi dieci anni, la magistratura competente pone un elemento di chiarezza rispetto alla vicenda giudiziaria legata all’inceneritore di Terni, rimuovendo ombre ingombranti e restituendo serenità e dignità agli amministratori coinvolti, assolti dalle accuse mosse, e alla comunità locale”. Così, in una nota congiunta, il Pd della provincia di Terni e il Pd cittadino. “Troppo spesso – si legge nella nota – negli ultimi anni, anche sull’onda delle vicende giudiziarie legate all’Asm, il dibattito politico intorno alle questioni ambientali è stato piegato a strumentalità, creando distorsioni e acuendo i profili di un tema che merita centralità, insieme però a serietà ed equilibrio. L’auspicio adesso è che si possa riportare nella normalità una discussione politica finita decisamente sopra le righe. L’esito positivo del processo, intanto, dimostra la correttezza dell’operato del Paolo Raffaelli e delle amministrazioni di centrosinistra da lui guidate.  Il Pd continuerà a tenere la questione ambientale in cima alla lista delle priorità e tra le questioni strategiche per lo sviluppo del territorio, con la dovuta attenzione e profondità di analisi e rimarcando il suo impegno per il futuro della città”.

Sulla vicenda arriva in redazione la comunicazione dei legali, Prof. Avv. David Brunelli e Avv. Adriana Faloci

In qualità di difensori di Paolo Raffelli, Giacomo Porrazzini, Stefano Tirinzi, Raffaele Antonio Iannotti, e Attilio Amadio, in attesa di conoscere la motivazione, osserviamo che già nel dispositivo della sentenza letta ieri sera dal Presidente Zanetti emerge con chiarezza che l’impegnativo teorema accusatorio costruito dalla Procura della Repubblica è stato completamente respinto.

Il Tribunale, in particolare, ha escluso che i vertici ASM abbiano agito con la deliberata intenzione di far funzionare l’inceneritore a tutti i costi, accettando anche la conseguenza di devastare l’ambiente ternano e decidendo di emarginare all’interno della struttura coloro che si opponevano a un simile disegno, rendendo frustrante la loro vita lavorativa. Ha inoltre radicalmente escluso che ispiratore di ciò potesse essere il sindaco Paolo Raffaelli, che la Procura aveva chiamato a rispondere come concorrente in quasi tutti i reati addebitati alla gestione dell’azienda. L’ex sindaco è stato infatti assolto, per estraneità, anche dai reati per i quali il Tribunale doveva solo dichiarare l’intervenuta prescrizione, essendo “evidente” che egli non avesse commesso il fatto.

Al termine di un maxiprocesso durato nove anni, con una ventina di imputati e decine di reati anche gravissimi loro contestati, con spese ingenti in termini di personale, mezzi e consulenze, che ha distrutto o condizionato vite, carriere e aspettative di tutti coloro che sono stati coinvolti, il Tribunale di Terni ha ridotto la mole delle accuse ad una semplice vicenda di contrasto personale tra il direttore generale e un suo sottoposto, riconoscendo nel comportamento del primo estremi di inadeguatezza, per il resto escludendo anche tutte le ipotesi di mobbing e di violazione dei diritti sindacali costruite sulle voci di altri lavoratori “insoddisfatti”.

In definitiva, con il processo dell’inceneritore si chiude una pagina emblematica dei rapporti tra giustizia economia e politica, che dovrebbe far attentamente riflettere chi ancora crede che le aule di tribunale siano il luogo più adatto per scrivere la storia del nostro paese.

Prof. Avv. David Brunelli e Avv. Adriana Faloci

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