Ponte San Giovanni, via Cestellini uno scempio dopo il taglio della vegetazione

Foto Gino Goti

da Gino Goti
PONTE SAN GIOVANNI – L’ignoranza e la maleducazione della gente non ha limiti, ma anche l’indolenza di chi interviene a sanare i lati delle strade invasi dalla vegetazione, tagliando arbusti, alberi ed erbacce e lasciando tutto sul posto va messa in evidenza. La foto mostra ciò che rimane su un lato della centralissima Via Cestellini che corre lungo il raccordo della superstrada. Siamo a trecento metri dal CVA e dalla chiesa parrocchiale, a duecento da un parco giochi per bambini, nella zona che dovrebbe ospitare i nuovi uffici comunali. C’è di tutto: bottiglie, cartacce, copertoni, taniche, abiti, lattine. Il grosso, cioè i tronchi degli alberi più grossi, sono stati recuperati da qualche abitante per rifornire la propria legnaia. Ma il “tritume”, gli oggetti lanciati da automobilisti o abbandonati da pedoni è rimasto lì da giorni come i mucchi di rami fogliosi che non servono a nessuno per il fuoco. E’ una vergogna, prima di tutto per chi inquina i lati delle strade che dovrebbe essere individuato e multato sonoramente (magari con l’alternativa di raccogliere quanto gettato) e per chi è incaricato di sanare zone inquinate intervenendo sono superficialmente. In Umbria, forse non tutti lo sanno, un’azienda che si chiama “scavafossi” che produce anche macchine per fare questi specifici lavori di manutenzione  che taglia, raccoglie e ricicla direttamente arbusti ed erbacce. Ma il 98% della loro clientela è estera e non per scelta aziendale.

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