Ponte San Giovanni, incendio di fronte la stazione e rapinata novantenne

La popolazione di Ponte San Giovanni è stremata

Foto Gino GOTI

da Gino Goti
PONTE SAN GIOVANNI – Non è un bello spettacolo quello che appare ai viaggiatori, in partenza, in arrivo o in transito alla stazione di Ponte San Giovanni. Prima dell’incendio che ha devastato la scarpata prospiciente la stazione c’era un canneto, tagliato e i cui residui sono stati, come al solito, lasciati lì, essiccati dal sole e bruciati, in gran parte, da un incendio. “Un incendio non si sviluppa da solo” hanno detto i vigili del fuoco intervenuti per spegnere le fiamme che lambivano i palazzi. La risposta a questa considerazione i residenti se la sono data il giorno dopo, quando hanno saputo che, proprio quando erano presenti lì i vigili, con tutta la gente dei palazzi affacciata a terrazze o finestre, c’era qualcuno che stava rapinando una signora: tenuta al telefono da un basista (anche la signora era affacciata) che, con la scusa di un incidente automobilistico occorso a suo figlio, avrebbe annunciato alla signora la visita di un avvocato per ritirare una somma di 2.000 € necessari per versare a chi aveva ricevuto il danno causato dal figlio anche lui ricoverato in ospedale.

La signora, novantenne, ha cercato di controbattere all’interlocutore che, nel frattempo, aveva dato il via ai suoi due complici che, giunti nell’appartamento estorcevano dalla signora tutto il contante di cui disponeva, mentre uno dei due rovistava nei cassetti alla ricerca di oggetti preziosi. Solo dopo aver conosciuto questo fatto i residenti si sono dati questa risposta “E se l’incendio fosse stato appiccato per distrarre l’attenzione dagli appartamenti e dirigerlo verso l’incendio e il colorito intervento dei vigili del fuoco?” A parte questa concomitanza resta lo scempio, il degrado, il pericolo di questo tratto di scarpata, ricettacolo di animali e di cattivi odori residui dell’incendio. La proprietà, e cioè le Ferrovie dello Stato, dovrebbe intervenire per sanare l’attuale stato e garantire una costante e corretta manutenzione che tuteli anche lo stato e l’aspetto del territorio ai lati dei binari che, tra l’altro, gli spetta di legge entro i 10 metri dalla linea ferrata.

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