Ponte San Giovanni, attenzione in via San Girolamo: alberi e rami pericolosi

Fossi ai lati della strada riempiti con lo sfalcio della vegetazione

da Gino Goti
L’attenzione di motociclisti e automobilisti in transito su via San Girolamo, la molto frequentata “corta” da Ponte San Giovanni a Perugia, si è concentrata ora, dopo che il manto stradale è stato rifatto, sugli alberi che fiancheggiano l’arteria. Alberi non curati, non potati, non controllati e a libero impatto con qualche temporale estivo, sempre in agguato, con rovesci di pioggia e folate di vento, che potrebbero causare il distacco di rami o il cedimento della pianta. Pericoli che causano incidenti anche mortali, come spesso riferisce la cronaca. Venendo da Ponte San Giovanni e prima della curva che precede l’inizio vero e proprio della salita, un albero, posto di là dal fosso di Santa Margherita, si è schiantato adagiandosi su un altro posto sul lato sinistro della strada. Se il peso dell’albero dovesse spezzare il ramo su cui poggia, andrebbe a finire sulla carreggiata con le conseguenze prevedibili se dovesse cadere su qualche automobile in transito.
Altra segnalazione: è stata tagliata la vegetazione lungo la via San Girolamo e i residui del taglio sono stati lasciati, come è ormai consuetudine, proprio sul fosso ai due lati della strada. Residui che potrebbero ostruire il deflusso dell’acqua piovana che si riverserebbe sul piano stradale rendendolo molto pericoloso. Non è possibile sopportare oltre la risposta degli addetti al taglio di erba e vegetazione lungo le strade: “Noi abbiamo il compito di tagliare, non sappiamo chi deve raccogliere quanto è lasciato ai lati della strada e la sporcizia che emerge dopo il nostro intervento”. Ma chi coordina questi interventi? Se il taglio delle erbacce è compito della Comunità Montana, ora assorbita nell’Agenzia Regionale di Forestazione, possibile che non si riesce ad individuare e incaricare qualche altro Ente che provveda alla ripulitura della “deforestazione”? Esistono macchine specifiche che, con una sola persona alla guida e un assistente, fanno le due funzioni e sono macchine costruite in Umbria ma che, nel 98% della produzione, sono “preda” di Enti e clienti stranieri. Quando le scopriranno i nostri amministratori da cui dipendono strutture complesse, forse troppo complesse, e zeppe di dirigenti strapagati?

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