Ponte  San Giovanni, ancora spreco di acqua dalle condutture esplose

Un residente di via Grieco ha trasmesso alla Pro Ponte una lettera-e-mail inviata il 2 luglio a “tiascolto@umbraacque.com”

Ponte  San Giovanni, ancora spreco di acqua dalle condutture esplose

da Gino Goti
PONTE SAN GIOVANNI – Felice il Tevere a Ponte San Giovanni  di avere un piccolo (e speriamo momentaneo, affluente! A parte la battuta di un cittadino la Pro Ponte, che a completare il suo logo “insieme per vivere”, è spesso destinataria di segnalazioni, il più delle volte negative, in relazione a degrado, buche, erbacce, strisce pedonali invisibili, perdita di acqua dalle condotte idriche. Un residente di via Grieco ha trasmesso alla Pro Ponte una lettera-e-mail inviata il 2 luglio a “tiascolto@umbraacque.com”: ovviamente ancora senza risposta.

Eccola: Spett.Umbraacque – vi segnalo l’ennesimo guasto in via Grieco tra i civici 32 e 40. Non è passato un mese dall’ultimo intervento e siamo ancora alle solite. L’ultima volta consigliai gli operatori intervenuti di cambiare la condotta, ma mi fu risposto di rivolgermi alla Dirigenza non essendo loro in grado di assumersi decisioni del genere. Nel punto in questione i guasti si ripetono da anni molto frequentemente e che, oltre al disagio e allo spreco, gli interventi per riparare abbiano un costo maggiore di una radicale sistemazione. Essendo inoltre convinto che i costi sostenuti si ripercuotono sui consumatori, Vi esorto a provvedere in maniera definitiva. In caso contrario assumerò le necessarie informazioni per denunciare la cosa a chi di competenza. Fiducioso ringrazio. Cordiali saluti”

All’attento abitante di via Grieco è rimasta solo la fiducia e lo spettacolo dell’acqua che sgorga copiosa  dal guasto. I cittadini che sprecano acqua potabile, se beccati, vengono giustamente multati, ma “chi” multa l’Ente che dovrebbe controllare e risolvere i problemi dello spreco di acqua: il bene prezioso di cui si parla sui giornali, in TV, alla radio? Ci sarà pure un “organo” comunale. Regionale, statale che possa tutelare i cittadini su cui, come diceva la lettera, deve sopportare costi e aggravi sulle chilometriche bollette per il consumo di acqua potabile.

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