Pirata strada, ai domiciliari ma senza bracialetto

Pirata strada uccide donna
AUTO BMW

Pirata strada, ai domiciliari ma senza bracialetto. Fazli Ametovski, il presunto pirata che ha investito e ucciso Anna Rita Guerrini, si trova ai domiciliari, ma senza braccialetto elettronico.
“E’ l’ennesima beffa, il fatto che Fazli Ametovski sia ai domiciliari senza braccialetto elettronico non fa che aumentare le preoccupazione per un eventuale pericolo di fuga”. Lo ha detto l’avvocato Aurelio Pugliese, il legale nominato dalla famiglia della vittima. Il famoso braccialetto elettronico, infatti, imposto dal Gip non ci sarebbe ancora perché non è disponibile dall’azienda che fornisce questo servizio.

Anna Rita Guerrini è rimasta vittima del terribile incidente di Sant’Eraclio mentre con la cognata – gravissima in ospedale – attraversava via Santocchia sulle strisce pedonali. L’incidente otto giorni fa quando una Bmw ha centrato in pieno due donne.

Il presunto pirata è invece un 19 macedone. Secondo la Polizia il conducente era sotto effetto di cocaina e non sarebbe stato fatto nulla per prestare soccorso alle due donne.

Questo sondo l’accusa, ma la difesa nega tutto: niente droga, niente pirata della strada. Il macedone si sarebbe accorto solo dopo di avere incastrata la povera donna sotto la propria auto.

La magistratura ha deciso che il 19enne non doveva restare in carcere ma poteva ottenere gli arresti domiciliari sotto controllo di un braccialetto elettronico. Baraccialetto che non c’è ancora. Tutto questo aumenta la rabbia della famiglia, già sconvolta non solo per il dramma, ma anche per la decisione del Gip.

La “beffa” – scrivono i giornali cartacei – potrebbe persino diventare doppia se le parole del Sostituto Procuratore Gennaro Iannarone si avverassero: per il magistrato è alto il rischio di una fuga del 19enne dato che non risulta avere una stabile dimora, non ha legami lavorativi e il suo permesso di soggiorno deve essere rinnovato. Un quadro che potrebbe spingere l’accusato ad una fuga per evitare il processo e il carcere. Il caso dunque è tutt’altro che chiuso e le famiglie si attendono giustizia.

Pirata strada

 

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