Pieve di Campo, sottopasso pedonale e vie di accesso ancora abbandonati

da Gino Goti
Potrebbe sembrare, vista dal satellite, un tormentata strada di Kabul o di qualche città al confine tra Siria e Iraq colpita dai bombardamenti. Invece si tratta della via di accesso all’attuale e unico sottopasso pedonale che unisce Pieve di Campo a Ponte San Giovanni: è un breve tratto, in salita o in discesa a seconda della direzione di marcia di pedoni e automobili, cosparso di buche profonde, fitte e pericolose. Un pericolo costante soprattutto per le persone anziane, per i bambini, per i disabili e per le carrozzine con bambini a bordo portati dalle mamme nel vicino parco di via Stoppani, ancora in attesa di essere custodito da qualcuno. Durante l’ultima marcia Perugia-Assisi, questa comoda scorciatoia corridoio è stata molto transitata, ma i partecipanti oltre alle buche si sono trovati di fronte a mucchi di cartacce sul corridoio pedonale che corre sopraelevato rispetto al via Pieve di Campo.

Certo Ponte San Giovanni e Perugia non ci ha fatto una bella figura, ma la situazione e lo stato delle cose, è rimasta ancora tale e quale. Se pensiamo che in America in un mese hanno ricostruito 150 metri del famoso ponte Golden Gate dopo un terremoto, cascano proprio le braccia dalla disperazione e i residenti si chiedono: “ma dove sono finiti gli stradini che con coscienza e presenza costante e attiva riuscivano a tenere in ordine strade e zone limitrofe solo con pala, falce fienaia, rastrello, zappa e vanga?” Si è parlato tempo fa di dedicare una serata agli “stradini” ancora in vita, per conoscerli, per gratificarli e per carpire loro qualche recondito segreto da trasferire a chi, oggi, è, o dovrebbe essere, preposto alla manutenzione delle strade, di qualsiasi strada.

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