Perugia, settore penale, astensione dalle udienze e da ogni attività dal 20 al 24 marzo, ecco perché

Le ragioni che hanno indotto a proclamare l’astensione risiedono nella scelta del governo di porre la fiducia sul voto parlamentare del DDL sul processo penale

Perugia, settore penale, astensione dalle udienze e da ogni attività dal 20 al 24 marzo, ecco perché

Perugia, settore penale, astensione dalle udienze e da ogni attività dal 20 al 24 marzo, ecco perché PERUGIA – E’ stata deliberata dall’Unione delle Camere Penali Italiane l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale nei giorni 20, 21, 22, 23, 24 marzo 2017. Le ragioni che hanno indotto a proclamare l’astensione risiedono nella scelta del governo di porre la fiducia sul voto parlamentare del DDL sul processo penale. L’Associazione dei penalisti italiani intende ribadire come né il processo, né i diritti dei cittadini possano essere merce di scambio di alcuna contesa di potere, e tanto meno ostaggio di conflitti di natura elettorale.

Sin dal primo esordio parlamentare del DDL di riforma del processo penale l’Unione delle Camere Penali Italiane ha segnalato la natura schizofrenica del progetto di riforma, che al tempo stesso introduceva modifiche capaci di mortificare in profondità principi e garanzie fondamentali.

«L’imputato non sarà più nell’aula di giustizia di fronte al giudice che lo dovrà giudicare, al fianco dell’avvocato che lo assiste, ma dematerializzato in una stanza del luogo della struttura penitenziaria dove è custodito, collegato a distanza con l’aula del tribunale». Lo ha detto l’avvocato Francesco Falcinelli, presidente delle camere Penali di Perugia, durante la Conferenza stampa della Camera Penale di Perugia sull’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria. «Non è la stessa cosa – ha aggiunto – essere collegati ed essere in udienza. Una scelta che però si traduce in una grave elisione del diritto di difesa e del diritto della persona imputata a partecipare direttamente all’udienza».

Altri punti e altre criticità non condivise: «E’ poi prevista la sospensione del termine di prescrizione dei reati dopo la sentenza di primo grado e dopo quella di secondo, quante volte vi sia il ricordo in cassazione. Il combinato disposto dell’aumento sanzionatorio di categorie di reati e della sospensione del termine del processo – ha detto l’avvocato – determina un ampiamento della durata dei processi che già è irragionevole e diventerà ad elevata dismisura».

Per i penalisti, in particolare, allungare la prescrizione significa dilatare indebitamente i già troppo lunghi tempi del processo, violando la presunzione di innocenza, il diritto alla vita degli imputati e la dignità delle persone, mortificando l’interesse dell’intera collettività a conoscere nei tempi più brevi se un imputato è colpevole o innocente.

L’Unione delle Camere Penali Italiane ha, poi, evidenziato che la proposta estensione del “processo a distanza” ai processi penali con detenuti produca lo snaturamento del processo attraverso una pericolosa adozione di criteri meramente efficientistici che appaiono del tutto estranei alla natura democratica e liberale del modello accusatorio, e in manifesta contraddizione con i principi costituzionali e convenzionali del giusto ed equo processo.

Questi punti ma non solo hanno determinato una vibrante protesta dell’avvocatura penale italiana, dal 20 al 24 marzo 2017 anche a Perugia, che vuole informare la collettività e l’opinione pubblica circa le criticità del disegno di legge. L’Unione delle Camere Penali Italiane intende, quindi, intervenire con autorevolezza in questo grave momento di crisi e farsi artefice e promotrice di un reale cambiamento di rotta della politica giudiziaria.

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