PERUGIA, RIFORME, CAMUSSO, P.A. E ISTRUZIONE PER CAMBIARE PAESE

CAMUSSOlogoPERUGIA – Misure “giuste” contro la “grande crescita della disuguaglianza”: è quanto ha chiesto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, in replica alle dichiarazioni del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. “Bisognerebbe sicuramente fare misure efficaci forse bisogna anche sapere che se si legifera ogni pochi mesi sulla stessa materia questo non favorisce l’efficacia perché evidentemente si determinano contraddizioni e moltiplicazioni delle norme”. “Io credo – ha continuato – che ora dopo questa lunga stagione di crisi i giovani sono dei soggetti sottoposti a una straordinaria disuguaglianza e forse il messaggio vero di cambiamento è dire loro che si prova a ridurre la disuguaglianza e dare loro misure giuste”. “La grande vera riforma, almeno così la Cgil sostiene, anche nel suo piano del lavoro, è quella che si cominci a considerare l’innalzamento dell’obbligo scolastico perché diventi il punto di partenza dell’istruzione come grande vettore di sviluppo”.

“Noi siamo tra i Paesi cosiddetti sviluppati – ha spiegato, fra l’altro, la Camusso – uno dei pochi che continua ad avere nei fatti l’obbligo scolastico a 15 anni, visto che a 15 anni è l’ingresso al lavoro, anche se la teorica affermazione del diritto allo studio è quella dei 16. Noi oggi – ha detto ancora – abbiamo un obbligo scolastico che sta a metà di un ciclo di istruzione. E’ come dire faccio una norma per garantirne il non rispetto e l’evasione perché non ha avuto ovviamente invece l’effetto di allungare un obbligo generalizzato fino alla fine del ciclo scolastico”.
“Dire che si fa uno stanziamento consistente, intervenire rispetto all’edilizia scolastica e rimettere in sicurezza le scuole è un’esigenza che abbiamo manifestato in tantissime occasioni, è una scelta assolutamente importante, però non può essere l”unica risorsa che si spende per la scuola in questa stagione”.

“A fianco – ha continuato la Camusso – noi stiamo ancora aspettando che si rimettano le risorse che le tante leggi precedenti hanno tolto”. “Giustamente – ha spiegato – gli insegnanti rivendicano i loro contratti e le loro retribuzioni, ma se li paghi con le risorse dei fondi scolastici vuol dire che nella scuola non fai progetti formativi e non vai oltre”.

“La Cgil pensa che riforma della Pubblica amministrazione e riforma dell’istruzione siano le due vere grandi riforme di cui abbiamo bisogno per ribaltare la condizione attuale del Paese”. Serve “intervenire sull’istruzione – ha concluso – non per fare un’ennesima riforma un pò confusa affrontando un pezzetto, poi un altro pezzetto, in un’idea che l’investimento sullo studio non è la fondamentale risorsa”. “Bisognerebbe fare un intervento organico”.

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